Terni – celebrazione delle Forze Armate in suffragio dei poliziotti uccisi a Trieste

Celebrata lunedì 4 novembre, nella giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, nella Cattedrale di Terni, dal vescovo Giuseppe Piemontese la messa a suffragio dei due agenti della Polizia di Stato tragicamente uccisi a Trieste il 4 ottobre scorso.
A un mese esatto dalla scomparsa di Matteo Demenego e Pierluigi Rotta, morti nell’adempimento del proprio dovere, il Questore di Terni, Antonino Messineo e il Sindaco Leonardo Latini hanno voluto ricordare il sacrificio dei due colleghi con questa celebrazione, alla presenza delle autorità civili e militari e di
tutti quei cittadini hanno dimostrato la propria vicinanza alla Polizia di Stato e per esprimere gratitudine, ammirazione e affetto per questi servitori dello Stato.
“Oggi noi abbiamo il rimpianto per tanta generosità e rettitudine, che hanno dimostrato Matteo e Pierluigi – ha detto il vescovo – e che ci mancherà. Due giovani consapevoli del loro ruolo e della loro missione, vissuta con responsabilità, in stretta vicinanza con i cittadini. Ma il vostro sacrificio è anche monito per la collettività. Beata quella società che non ha bisogno di eroi… e noi purtroppo ne abbiamo ancora bisogno. In un clima distratto superficiale, insensibile per il valore della vita umana, sempre meno valutata, della ordinata e serena convivenza civile, la pace sociale. L’odio seminato, gli istinti bestiali non domati, l’egoismo, l’indifferenza e il disprezzo del diritto e del rispetto degli altri, l’auri sacra fames, quella insaziabile cupidigia di ricchezze che spinge alle azioni più basse, mettono in circolo una umanità selvaggia e violenta, avida di possesso, dei piaceri e incurante della civile convivenza e dei comandamenti di Dio”.
“Oggi sentiamo di esprimere un ringraziamento alle forze dell’Odine – ha concluso il vescovo – incoraggiamento a proseguire in un’azione comune, corale, non isolata, sostenuta dalla società: associazioni varie, scuola, chiesa per il bene comune. Il male è parte della condizione umana, ma tutti vogliamo impegnarci a eliminarlo o almeno a sottrargli spazio, ridurlo ai minimi termini perché la vita è una ed è il tesoro più prezioso che abbiamo. Gesù richiama ad impostare la propria vita sulla compassione, la solidarietà e l’amore. È la via maestra per una vita riuscita su questa terra e nell’eternità. Ciò che seminiamo raccoglieremo”.

Terni: celebrazione per l’istituzione di 15 nuovi ministri straordinari della Santa Comunione

Nella celebrazione di domenica 3 novembre, il vescovo Giuseppe Piemontese ha conferito il ministero di ministro straordinario della Santa Comunione a 15 nuovi ministri della parrocchia del Cuore Immacolato di Maria a Campomicciolo, di San Francesco di Amelia, di Santa Maria della Misericordia di Terni, di Santi Vincenzo e Anastasio a Finocchieto, Santi Giovenale e Cassio di Narni, di San Pietro a Terni, della Cattedrale di Terni, di San Giuseppe lavoratore, di Sangemini, Sant’Andrea a Marmore, San Francesco Terni.
Il vescovo ha ringraziato per “per aver risposto di sì al Signore e alla chiesa e per il bene che avrete modo di fare nella chiesa e nel mondo” ed ha poi ricordato l’importanza del servizio ai malati per il conforto e la consolazione degli inferni, degli ammalati, di coloro che sono impossibilitati a partecipare all’assemblea liturgica nel giorno del Signore “è un mistero per il quale, al termine della messa voi possiate partire, rappresentando la comunità, e portare conforto e consolazione, cioè Gesù, agli ammalati e agli anziani, a coloro che vorrebbero essere presenti nell’assemblea liturgica, ma non possono a motivo di impedimenti soprattutto fisici, per l’età, per la malattia. E’ un ministero della carità, per portare a tutti la lieta notizia che Gesù ha il desiderio di vedere il volto di tutti”.

Istituto Teologico – Corso dull’ebraismo

L’Istituto Teologico di Assisi offre una serie di lezioni sull’ebraismo, all’interno del Corso di Licenza in Teologia Fondamentale. Le lezioni sono gratuite e aperte a tutti gli interessati. Il docente, Alberto Mello, monaco di Bose, è uno dei più noti e accreditati studiosi di ebraismo in Italia.

Alberto Mello
INTRODUZIONE ALL’EBRAISMO

Corso aperto a tutti gli interessati

Le lezioni si tengono presso il Seminario Regionale Umbro (Aula Magna) osservando il seguente calendario:

Lunedì 04 novembre (orario 15.00-17.35)

Martedì 05 novembre (orario 15.00-17.35)

Lunedì 11 novembre (orario 15.00-17.35)

Martedì 12 novembre (orario 15.00-17.35)

Lunedì 18 novembre (orario 15.00-17.35)

Martedì 19 novembre (orario 15.00-17.35)

Lunedì 25 novembre (orario 15.00-17.35)

La Chiesa diocesana di Perugia-Città della Pieve si appresta a partecipare con 80 delegati all’Assemblea ecclesiale regionale. Il cardinale Bassetti: «Occasione per una conversione pastorale e analisi sulla situazione socio-religiosa»

«L’imminente Assemblea ecclesiale umbra sia una vera occasione per quella conversione pastorale che è richiesta dall’Evangelii gaudium e che forse non ha ancora toccato la mente e il cuore della maggior parte delle persone che si dicono cristiane. Questo sul piano dell’evangelizzazione, ma nei cristiani è inoltre necessario una maggiore responsabilità verso il bene comune, che è il bene di tutti. La crisi economica dell’ultimo decennio ha rischiato molto di chiuderci nel nostro individualismo». A evidenziarlo è il cardinale arcivescovo di Perugia-Città della Pieve Gualtiero Bassetti a pochi giorni dall’Assemblea ecclesiale regionale, in programma dal 18 al 19 ottobre a Foligno.

Quest’importante assemblea, che ha per titolo “L’annuncio di Gesù Cristo nella terra umbra” e a cui parteciperanno 80 delegati dell’Archidiocesi perugino-pievese su un totale di 400 in rappresentanza delle otto diocesi dell’Umbria, per il cardinale Bassetti, «può essere anche l’occasione per una profonda analisi sulla nostra situazione socio-religiosa. Auspichiamo che poi possano essere tratte delle soluzioni operative affinché si eviti una ulteriormente frammentazione del senso dell’appartenenza ecclesiastica, iniziando dall’avere maggiore coraggio nel professare la propria fede e non esitando a mettere in pratica gli insegnamenti evangelici del farsi carico del prossimo».

«C’è bisogno nella società umbra di molti più “buoni samaritani” – sottolinea il cardinale – sia per curare le ferite dello spirito che del corpo. E’ indispensabile una maggiore consapevolezza e una spinta all’azione caritatevole e sociale a livelli anche diversi rispetto a quelli ecclesiali, come è emerso dal documento della nostra comunità diocesana in preparazione all’Assemblea, frutto dei tavoli di lavoro tenutisi nei mesi scorsi nelle 32 Unità pastorali della diocesi. E’ emerso che l’“aspetto sociale” è spesso vissuto come più “operativo” e “fattivo” che spirituale, evangelico, ponendosi più il problema del “come” piuttosto che del “perché” aiutare».

Da questi tavoli di lavoro, che hanno visto una significativa partecipazione di laici, oltre che di sacerdoti e di uomini e donne a vita consacrata, si è colto il vivo apprezzamento per i documenti di papa Francesco, definiti punti di riferimento luminosi per l’assise ecclesiale di Foligno, come l’Amoris Laetitia, oltre la fondamentale necessità di tornare ad affermare con forza che la persona è il bene comune per eccellenza e, pertanto, è urgente istituire “scuole di formazione politica”.

Anche per il cardinale Bassetti «la grande sfida oggi sono i giovani e il loro rapporto con la fede. Oltre agli eventi e alle realtà che vengono organizzate per le giovani generazioni, come gli Oratori, è necessario un approfondimento di catechesi, di Parola di Dio. A tal proposito – dice il presule – mi piace ricordare le iniziative delle “Domeniche della Parola di Dio” volute da papa Francesco e che noi a Perugia abbiamo iniziato a viverle lo scorso settembre con gli incontri promossi dal nostro Settore dell’animazione biblica (Sab)».

Il cardinale è convinto che «nelle Chiese dell’Umbria emerge la necessità di un maggiore impegno di tutte le loro componenti per rilanciare nel tessuto ecclesiale e sociale “la gioia del Vangelo” attraverso una decisa conversione pastorale in senso missionario. E questo non può prescindere da un coinvolgimento diretto di giovani e di famiglie, che testimoniano quotidianamente la loro appartenenza cristiana nella scuola e nell’università, nel lavoro e nell’impegno sociale, culturale e politico. Nel contempo non possono essere ignorate alcune piaghe della nostra società: la disoccupazione e il lavoro nero. A causa della difficoltà economica anche chi vive cristianamente si trova nella condizione di sottostare a questi fenomeni. I giovani sono i più svantaggiati e sfiduciati in questa situazione, perché si ritrovano sfruttati e non valorizzati. I laici credenti dovrebbero cercare di operare rispettando le leggi e la legalità. La Chiesa, attraverso la Caritas, fa la sua parte nel creare forme di lavoro dignitoso coinvolgendo più soggetti, dalle imprese alle istituzioni».

Commissione Regionale per l’Educazione della Conferenza Episcopale Umbra – Lettera di augurio a quanti operano nel mondo della scuola

La Commissione Regionale per l’Educazione della Conferenza Episcopale Umbra come ogni anno esce per il 4 ottobre festa di San Francesco di Assisi con una lettera di augurio a quanti operano nel mondo della scuola. Questa lettera verrà consegnata alle scuole delle 8 diocesi umbre da parte della Commissione stessa per il tramite degli uffici scuola diocesani. Quest’anno il focus della commissione si è concentrato su diverse tematiche che vanno dai 50 anni del viaggio sulla luna ai 200 anni della poesia Infinito di Leopardi agli 800 anni dell’incontro di Francesco e il sultano fino al prossimo invito di papa Francesco ai giovani economisti per una nuova economia sostenibile. Le tematiche possono sembrare diverse tra di loro e apparentemente lontane ma sono tutte accomunate dal nostro mettersi in ricerca: l’andare oltre i propri limiti alla ricerca di Infinito e dell’altro in un incontro di pace e di soluzioni sostenibili per l’umanità verso “un’economia diversa, quella che fa vivere e non uccide, include e non esclude, umanizza e non disumanizza, si prende cura del creato e non lo depreda” (dalla lettera di inizio anno).

A quanti sono impegnati nel mondo della scuola in Umbria

Cari dirigenti, docenti, personale scolastico, carissimi studenti, all’inizio di un nuovo anno scolastico la Commissione Regionale per l’Educazione della Conferenza Episcopale Umbra formula come è uso e tradizione ormai da anni un buon augurio per un nuovo anno scolastico che ci trovi entusiasti e pieni di impegno, di buona volontà e di capacità di realizzare il progetto educativo dei singoli Istituti affinché la scuola sia sempre all’altezza delle sfide che oggi come ieri si presentano.

La scuola è da sempre un laboratorio di cultura che va in qualche modo coltivato ed approfondito e quest’anno come spunto di riflessione per la nostra lettera all’inizio di un nuovo anno scolastico abbiamo pensato di ragionare e riflettere su due temi apparentemente tra loro distanti.

Il primo riguarda il luglio del 1969, quando cinquant’anni orsono, ci fu il primo atterraggio dell’uomo sulla luna. La vicenda degli astronauti americani è conosciuta, ma quella vicenda fu vista come la rottura di una frontiera che appariva invalicabile e la realizzazione di un sogno: l’uomo che va nello spazio, assecondato da una tecnologia sempre più elevata, è immagine, simbolo e metafora del viaggio che l’uomo fa nella vita; un viaggio che non si può fare se non ci si prepara e attrezza come in fondo fecero anche gli astronauti che si prepararono a quel viaggio straordinario. L’andare sulla luna rappresentò pure, per così dire, la tensione spirituale dell’uomo che intende superare il suo limite e andare verso nuove frontiere.

Il secondo stimolo di riflessione, in apparenza lontano da questa precedente vicenda, è la commemorazione dei 200 anni della poesia L’Infinito di Leopardi, ben conosciuta e studiata nelle scuole. Senza entrare nel commento del testo anche quella poesia, con il suo linguaggio artistico e poetico di elevato valore, ci invita ad andare oltre, pur sapendo che la prospettiva di Leopardi è quella di un non credente.

Sintetizzando possiamo dire che l’esperienza dell’uomo che va sulla luna e l’esperienza di Leopardi che guarda l’infinito esprimono a loro modo la tensione di ogni uomo e donna, di ogni giovane, di ogni studente e studentessa a trascendere, a passare oltre la banalità della vita quotidiana, a porsi degli obiettivi anche lontani ma che possono dare significato allo studio, all’impegno, alla preparazione, perché tutti siamo chiamati non tanto ad andare fisicamente sulla luna quanto a superare i nostri limiti nella ricerca di Infinito.

Senza dimenticare che il nostro mettersi in ricerca comprende pure la ricerca dell’altro, ricordiamo anche l’esempio di San Francesco che, 800 anni fa, incontrando il Sultano realizzò una vera inclusione di pace. Incontri di pace a cui ci chiama anche papa Francesco quando ha invitato i giovani economisti, imprenditori e imprenditrici nel prossimo marzo 2020 ad Assisi per parlare di economia sostenibile e interloquire con “chi oggi si sta formando e sta iniziando a studiare e praticare una economia diversa, quella che fa vivere e non uccide, include e non esclude, umanizza e non disumanizza, si prende cura del creato e non lo depreda”.

Con questi intendimenti giungano a tutti i nostri auguri di un buon anno scolastico!

Assisi 4 ottobre 2019, festa di San Francesco di Assisi

Mons. Domenico Sorrentino
Vescovo delegato

Prof.ssa Annarita Caponera
Coordinatrice

Allegato:
LETTERA CRESU_ 2019.pdf

Il cardinale Bassetti in occasione del 10° anniversario dell’ingresso in diocesi: «Sono stato chiamato a svolgere il mio ministero in una Chiesa viva, aperta alla missione»

«Oggi, decimo anniversario del mio ingresso nell’Archidiocesi di Perugia-Città della Pieve. Quali pensieri, quali sentimenti, quali emozioni attraversano in questo momento il mio cuore ed il mio spirito?». Con questa domanda il cardinale Gualtiero Bassetti ha introdotto la sua riflessione sul 10° anniversario del suo ingresso in diocesi, avvenuto il 4 ottobre del 2009, festa di san Francesco d’Assisi. Quest’anno ricorre anche il 25° di ordinazione episcopale del cardinale Bassetti e per queste due significative ricorrenze si è tenuto, la sera del 4 ottobre, in una gremita cattedrale di Perugia, un concerto di musiche sacre aperto con alcune meditazioni sulla carità cristiana del vescovo “santo” mons. Tonino Bello, lette dall’attore Michele Nani. Il concerto ha visto esibirsi gli archi di UmbriaEnsemble, i fiati romani “Fideles et Amati” e il Coro della Diocesi di Roma, tutti diretti da mons. Marco Frisina, noto teologo e compositore, rettore della basilica romana di Santa Cecilia in Trastevere.

Un concerto di tanta energia, spiritualità e arte.

Parole di gratitudine al Signore per i suoi anni di episcopato perugino-pievese, per il suo giubileo episcopale e, soprattutto, per i suoi 53 anni di sacerdozio, sono state espresse dal cardinale Bassetti nel suo saluto al termine del concerto, definito dallo stesso presule un evento culturale che ha «comunicato tanta energia, tanta spiritualità e tanta arte. Noi abbiamo bisogno di questa cultura, come degli alimenti di cui ci nutriamo per andare avanti nella vita».

Francesco, una creatura stupenda.

Bassetti, con voce commossa, ha ricordato il “perché” della scelta dell’ingresso in diocesi il 4 ottobre: «Scelsi quel giorno – ha detto – perché Francesco è una creatura stupenda che è vissuto cantando, talvolta disteso, talvolta fra le lacrime, talvolta con tanta compassione, fino all’ultimo respiro. Cantava per lodare il Signore e tutte le creature. Francesco aveva capito una cosa fondamentale: il Crocifisso di San Damiano e il lebbroso erano la stessa cosa».

Il cardinale, prima di concludere, recitando alcuni versi dell’XI Canto del Paradiso di Dante dedicati al Poverello d’Assisi e alla Terra umbra, ha ripercorso le tappe del suo arrivo a Perugia dieci anni fa.

L’abbazia camaldolese di Montecorona: segno di continuità.

«La prima realtà ecclesiale presso cui feci sosta, venendo da Sansepolcro, fu l’abbazia di Montecorona. Ebbi l’impressione che il mio passaggio, dalla Toscana all’Umbria, stesse avvenendo in modo graduale, senza rescindere improvvisamente il legame con la mia terra di provenienza: mi si riproponeva, in qualche modo, la realtà di Camaldoli, uno dei fulcri spirituali della Diocesi di Arezzo. Questa sosta fu come una carezza del Signore, come volesse dirmi che il mio ministero precedente avrebbe avuto una continuità. La bellezza del luogo, l’accoglienza della gente, soprattutto dei bambini, attutirono le sofferenze di un passaggio che a 67 anni di età sentivo molto impegnativo».

L’incontro con i giovani a Ponte San Giovanni: un altro momento indimenticabile.

Altra tappa fu l’incontro con i giovani diocesani a Ponte San Giovanni. «Fu il parroco don Paolo Giulietti ad accogliermi, circondato da centinaia di giovani. L’entusiasmo di quei ragazzi mi ritemprò, le loro testimonianze mi ispirarono coraggio. Qualcuno, avvicinandosi, mi rivolse confidenze personali. Intravidi, attraverso i volti di quei giovani, semi di speranza per la nostra Chiesa, il cui futuro era già lì presente».

L’incontro con gli anziani a Fontenuovo.

Poi «la visita alla “residenza” di Fontenuovo, uno dei segni di carità più eloquenti della nostra Chiesa – ha ricordato Bassetti –. In nessuna delle Diocesi, dove ero stato precedentemente pastore, era presente un segno così vivo e luminoso di carità al prossimo: quegli anziani erano bisognosi di cure e assistenza continue; alcuni parlavano solo con gli occhi, mentre erano accompagnati dall’amorevole cura del personale».

La folla in corso Vannucci e davanti alla cattedrale.

Infine l’arrivo davanti alla cattedrale di San Lorenzo: «Mai mi sarei aspettato il concorso di quella folla, venuta per incontrare il nuovo pastore, che succedeva al venerato presule mons. Giuseppe Chiaretti – ha commentato il cardinale –. Poi i saluti delle autorità, particolarmente le parole commosse e profonde dei sindaci di Perugia e Arezzo. Capii come il Signore mi avesse chiamato a lavorare in un campo ancora più impegnativo di quelli precedenti, con tutti i problemi che poi ho cercato di affrontare».

Una Chiesa viva.

«Fin dall’inizio – ha proseguito il presule – ebbi l’impressione che il Signore mi avesse chiamato a svolgere il mio ministero in una Chiesa viva. Grazie a Dio fino da allora non sono mancate vocazioni al sacerdozio e alla vita religiosa. Trovai una buona pastorale delle famiglie, grazie anche al Centro della Tenerezza; una ben avviata pastorale giovanile e l’eco di un precedente Sinodo che era ancora tutto da applicare. Dunque una Chiesa viva, aperta alla missione in Malawi e in Kossovo».

La crisi economica diventata crisi morale.

«Oggi purtroppo non mancano difficoltà di tutti i tipi – ha evidenziato ancora Bassetti –: economiche, per mancanza di lavoro; familiari, per le tante famiglie in crisi; per non parlare dei problemi giovanili. Spesso il dolore si è mutato in malessere sociale e rabbia. Tutto ciò causa in me una profonda sofferenza. Le poche energie che mi restano, vanno condivise con il servizio alla Chiesa italiana. Che fare? Soffrire, pregare, offrire, sono ora, le esperienze più forti che vivo e presento al Signore per tutti voi».

Quale la gioia più grande in questi anni?

Il cardinale, avviandosi alla conclusione, si è chiesto quale fosse «la gioia più grande di questi anni?». Risposta: «L’incontro con voi, con la mia gente, vissuto soprattutto nella Visita pastorale. Tra le cose più care della mia vita e che, se vivrò ancora qualche anno, porterò sempre con me, è un grande album di foto dei momenti più salienti della Visita. Le istantanee riproducono gli incontri con il mondo della scuola, del lavoro, delle famiglie, dei giovani, degli anziani, dei malati. Queste foto sono pezzi di vita, e mi hanno aiutato a prendere una decisione: alla fine del mio mandato non lascerò la terra umbra di san Benedetto e san Francesco, questa terra vostra ed ora anche mia. E al termine della mia esistenza terrena, desidero poter riposare accanto ai miei predecessori, nella cripta della cattedrale di San Lorenzo, per respirare il profumo delle preghiere che, ogni giorno, da queste volte stupende, si innalzano al Padre di tutti noi».

Una gioia condivisa e testimoniata dalla presenza di tante persone al concerto in cattedrale, tra cui il presidente della Conferenza episcopale umbra (Ceu), l’arcivescovo di Spoleto-Norcia mons. Renato Boccardo, e diversi rappresentanti delle Istituzioni civili e del mondo della cultura del capoluogo umbro.

Istituto Teologico di Assisi – Istituto Superiore di Scienze Religiose di Assisi. Il cammino della Chiesa umbra dal 1966 a oggi. Un riflessione storica e teologica

Giornata di studio in preparazione all’assemblea regionale delle Diocesi dell’Umbria – Assisi, 10 ottobre 2019

In vista dell’assemblea regionale delle Diocesi dell’Umbria del 18-19 ottobre l’Istituto Teologico e l’Istituto Superiore di  Scienze Religiose di Assisi propongono una giornata di studio che presenti, da una prospettiva storica e da una prospettiva teologica, il cammino percorso dalle Chiese della regione dalla fine del Concilio Vaticano II a oggi. È una proposta aperta a tutti gli interessati con la quale i due istituti intendono contribuire alla preparazione dell’importante appuntamento e fornire elementi utili alla riflessione ecclesiale.

Programma

Ore 15.15

Saluto del preside dell’Istituto Teologico di Assisi, prof. Giulio Michelini.

Ore 15.30

Relazione del dott. Gianluca D’Elia: La ricezione del Concilio Vaticano II nella Diocesi di Perugia (poi Arcidiocesi di Perugia-Città della Pieve). Profili pastorali, biografici e cronotassi dei vescovi.

Ore 16.15

Relazione della prof.ssa Simona Segoloni: Chiese rivolte. Ripensare le relazioni ecclesiali per un’unica vita condivisa.

ore 17

Conclusioni del Presidente della Conferenza Episcopale Umbra, S.E. Mons. Renato Boccardo, Arcivescovo di Spoleto – Norcia.

Assemblea ecclesiale regionale: giornata di studio preparatoria su: “Il cammino della Chiesa umbra dal 1966 a oggi. Un riflessione storica e teologica” il 10 ottobre ad Assisi

Istituto Teologico di Assisi – Istituto Superiore di Scienze Religiose di Assisi. Giornata di studio in preparazione all’assemblea regionale delle Diocesi dell’Umbria: “Il cammino della Chiesa umbra dal 1966 a oggi. Un riflessione storica e teologica”. Giovedì 10 ottobre Assisi seminario regionale PioXI

In vista dell’assemblea regionale delle Diocesi dell’Umbria del 18-19 ottobre l’Istituto Teologico e l’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Assisi propongono una giornata di studio che presenti, da una prospettiva storica e da una prospettiva teologica, il cammino percorso dalle Chiese della regione dalla fine del Concilio Vaticano II a oggi. È una proposta aperta a tutti gli interessati con la quale i due istituti intendono contribuire alla preparazione dell’importante appuntamento e fornire elementi utili alla riflessione ecclesiale.

Programma
Ore 15.15

Saluto del preside dell’Istituto Teologico di Assisi, prof. Giulio Michelini.

Ore 15.30
Relazione del dott. Gianluca D’Elia: La ricezione del Concilio Vaticano II nella Diocesi di Perugia (poi Arcidiocesi di Perugia-Città della Pieve). Profili pastorali, biografici e cronotassi dei vescovi.

Ore 16.15
Relazione della prof.ssa Simona Segoloni: Chiese rivolte. Ripensare le relazioni ecclesiali per un’unica vita condivisa.

ore 17:00
Conclusioni del Presidente della Conferenza Episcopale Umbra, S.E. Mons. Renato Boccardo, Arcivescovo di Spoleto – Norcia.

Assisi: Frati del Sacro Convento aderiscono alla campagna “Un albero in più”

La comunità francescana del Sacro convento di Assisi ha aderito alla campagna “Un albero in più” promossa dalla comunità “Laudato Si”. Lo ha annunciato il direttore della Sala stampa del Sacro convento di Assisi, padre Enzo Fortunato, intervenendo alle celebrazioni per la Festa di San Francesco.
Padre Fortunato ha reso noto che ognuno dei frati della Comunità, una settantina, pianterà un albero.
La campagna “Laudato si” ha l’obiettivo di piantare in Italia 60 milioni di alberi nel più breve tempo possibile: “un albero per ogni italiano: 60 milioni di alberi che dal loro primo istante di vita realizzano la loro opera di mitigazione dei livelli di CO2 nell’atmosfera“.