Assisi: il 4 ottobre per la festa san Francesco patrono d’Italia. Il messaggio alla Nazione del Presidente del Consiglio

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, sarà ad Assisi il prossimo 4 ottobre dalle 10.00 in occasione della festa di San Francesco Patrono d’Italia. Una celebrazione che vede coinvolte tutte le scuole di ogni ordine e grado alla luce della Legge che ha dichiarato proprio il 4 ottobre “Giornata di dialogo e di fraternità tra fedi e culture diverse”. Ad offrire l’olio che alimenta la lampada che arde sulla tomba di San Francesco sarà la Toscana, a nome dell’Italia intera.

A presiedere la celebrazione ci sarà l’Arcivescovo Metropolita di Firenze, Mons. Giuseppe Betori. Dopo la Santa Messa e l’accensione della Lampada Votiva al Santo, il Presidente Conte parlerà alla Nazione dalla loggia del Sacro Convento. La giornata si concluderà con la benedizione, all’Italia e al mondo, con la Chartula di San Francesco. L’intero evento verrà trasmesso in diretta su RAI1. Domani, primo settembre, alle 11.30, nella Sala Stampa del Sacro Convento di Assisi, si terrà la conferenza di presentazione ai media della festa di San Francesco.

«Mai come oggi – ha dichiarato padre Enzo Fortunato, direttore della sala stampa – abbiamo bisogno di riscoprire i gesti e l’umanità del Patrono del nostro Paese». A nome del Papa sarà presente il Legato Pontificio per le Basiliche Papali, Cardinale Agostino Vallini. Ad accogliere i sindaci, le istituzioni regionali, le autorità e i pellegrini provenienti dalla Toscana e da altre zone d’Italia sarà il Custode del Sacro Convento, padre Mauro Gambetti.

Il Ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, parteciperà il 4 ottobre alle celebrazioni in onore di San Francesco Patrono d’Italia. Il Ministro arriverà ad Assisi alle 16.00 per i Vespri Pontificali nella Basilica Inferiore di San Francesco presieduti da Mons. Augusto Paolo Lojudice, Arcivescovo di Siena-Colle di Val D’Elsa-Montalcino. A seguire parteciperà alla processione alla Basilica superiore e alla benedizione, all’Italia e al mondo, con la Chartula: l’autografo di San Francesco contenente la preghiera “Le lodi di Dio Altissimo” e la benedizione a Frate Leone.

Le Ferrovie dello Stato Italiane hanno messo a disposizione, dal 3 al 5 ottobre, uno sconto particolare per i pellegrini che raggiungeranno la città del poverello in treno. La festa di san Francesco indicata, dal Parlamento nel 2005, quale “solennità civile e giornata per la pace, per la fraternità e il dialogo fra le religioni”, rappresenta un’occasione per continuare a proporre gli ideali e i valori del Poverello e le sue forti scelte di vita. La determinazione sancita dal Parlamento offre un modo in più per diffondere il suo messaggio.

Il programma delle celebrazioni della festa di San Francesco sono sul sito www.sanfrancesco.org .

Frati Sacro Convento: la scoperta, la tonaca del Santo e le toppe del mantello di Santa Chiara

Nel numero di ottobre della rivista San Francesco uno speciale dedicato alla tonaca del Santo d’Assisi. Secondo la ricerca della studiosa tedesca di tessuti antichi che ha anche guidato il gruppo di restauro della Sacra Sindone nel 2002, Mechthild Flury-Lemberg, fu santa Chiara a rattoppare la veste di Francesco e, per farlo, avrebbe utilizzato parti del suo mantello. Tutto nasce da uno studio del 1988 pubblicato da Abegg-Stiftung Bern, per anni rimasto inosservato negli archivi e riportato in esclusiva nel periodico francescano. La tonaca di San Francesco è custodita nella Cappella di San Nicola della Basilica Inferiore.

«Mentre cercavamo in archivio notizie sulla tonaca di San Francesco ci siamo imbattuti in un articolo pubblicato sulla nostra rivista del 1989 che riproponeva la ricerca della professoressa Flury-Lemberg che ha subito attirato la nostra attenzione – ha dichiarato il direttore del periodico, Padre Enzo Fortunato -. Abbiamo contato 31 rattoppi della tonaca – racconta nel suo editoriale il direttore – di cui 19 sembra provengano dal mantello di Santa Chiara. Una scoperta che ci racconta la devozione, la stima e l’affetto spirituale dell’uomo per l’altro, ma in questo caso di Chiara per Francesco. Solo l’amore – conclude padre Fortunato – può ricucire, rattoppare e ricominciare».

L’esclusiva copertina del mensile dei frati del Sacro Convento di Assisi, realizzata dall’artista Mimmo Paladino, rappresenta la tonaca di San Francesco e la tunica di Gesù. L’abito marrone di Francesco sta a simboleggiare la terra e la fragilità dell’uomo. La veste rossa di Gesù richiama la passione e l’amore per l’altro.

«Un rapporto intenso e libero tra Chiara e Francesco – ha dichiarato l’Arcivescovo di Benevento, Mons. Felice Accrocca – perché fondato sul tratto unificante della sequela di Cristo: entrambi scelsero di seguire il Maestro divino e ciò contribuì ad unirli in un legame che fu anche di affetto umano, di vera amicizia, perché chi ama e segue Cristo vive nella piena libertà dello Spirito. Nulla di strano, quindi che Chiara stessa possa aver rattoppato la tonaca di Francesco: molte testimonianze riferiscono che lei stessa teneva spesso in mano ago e filo».

All’interno del nuovo numero del mensile c’è inoltre uno speciale sulla festa del Santo Patrono d’Italia. Il 4 ottobre, giorno di San Francesco, ha un significato particolare indicato dal Parlamento nel 2005 quale “solennità civile e giornata per la pace, per la fraternità e il dialogo fra le religioni”. Un’occasione per continuare a proporsi gli ideali e i valori del Poverello e le sue forti scelte di vita.

Terni: raccolta empori solidali quasi 7 tonnellate di prodotti alimentari donati nella raccolta nei supermercati

La raccolta alimentare della Caritas diocesana e associazione di Volontariato San Martino, effettuata sabato scorso in 9 supermercati di Terni e Narni, per sostenere l’attività dell’emporio solidale di via Vollusiano a Terni, ha avuto un riscontro positivo con una donazione di 6,8 tonnellate di prodotti alimentari e per l’igiene, in prevalenza pasta, riso, legumi, pelati, prodotti per l’infanzia, tonno e carne in scatola, olio, biscotti e farina.

«Siamo soddisfatti per l’adesione e il dono di tante persone alla raccolta – sottolinea Ideale Piantoni direttore della Caritas diocesana – che è un segno importante di solidarietà, speranza, condivisione diffusa tra la gente e di partecipazione al servizio che offrono gli empori solidali. Nella lotta alla povertà nel territorio diocesano, l’Emporio Solidale di Via Vollusiano assume un ruolo prioritario sin dal 2015, anno in cui fu inaugurato. Grazie al nuovo progetto “Due Binari”premiato recentemente dal finanziamento della Fondazione Carit, possiamo aumentare in numero dei nuclei che aiutiamo, ma si rendono comunque necessarie due raccolte annue presso i supermercati per tenere unito lo spirito di comunione e per incrementare l’acquisto di alcuni beni più richiesti. Oggi è ancora di più essenziale l’apporto di tante persone che generosamente hanno dato il loro contributo, ciascuno secondo le proprie possibilità, e che ringraziamo, insieme ai dirigenti ed il personale delle strutture commerciali, ai volontari e sacerdoti».

La raccolta ha interessato a Terni l’Ipercoop di via Gramsci, l’Iperconad di Cospea, Coop Fontane di Polo, Superconti Borgo Rivo, Superconti Cesure, Conad Borgo Rivo, Conad C.Battisti, Conad Borgo Bovio, e a Narni la Conad di Narni scalo.

Nella raccolta sono stati coinvolti 171 volontari nei vari supermercati, tra cui 48 giovani, gli scout della parrocchia di San Giovanni Bosco e ragazzi di vari gruppi parrocchiali, catechisti e sacerdoti, il personale della Caritas e gli operatori dell’associazione di Volontariato San Martino ed InnovaTer con 12 Immigrati, con ospiti di Casa Parrabbi, 4 ragazzi del Servizio Civile ed un Gruppo di persone di Religione Mormon.
Hanno partecipato le parrocchie di Terni: San Giuseppe Lavoratore, Immacolata Concezione, Madonna del Carmelo, San Pietro Apostolo, Sant’Antonio di Padova di Terni, Santa Maria della Misericordia , San Zenone, Santa Maria del Rivo, San Giovanni Bosco, Nostra Signora di Fatima, San Paolo. A Narni le parrocchie della Cattedrale e con Sant’Antonio di Padova di Narni Scalo.

Attualmente nell’emporio solidale di Terni vengono aiutati 60 nuclei familiari per un totale di 200 persone circa, che usufruiscono del servizio. Sono prevalentemente italiani, famiglie con bambini in tenera età che, a causa della crisi e della perdita del lavoro, non hanno il necessario per vivere, donne sole con figli e diverse persone anziane. Ogni settimana circa trenta persone, a rotazione, usufruiscono di questa opportunità che si ripete per ciascuno con cadenza quindicinale o mensile.

Gli empori solidali della Caritas diocesana sono punto di riferimento per molte persone in difficoltà che, segnalate, inviate e seguite dalle rispettive Parrocchie di domicilio, attraverso questo servizio hanno la possibilità di avere generi di prima necessità. Recandosi in quello che è un vero e proprio market si possono acquistare con una scheda a punti ciò di cui si ha bisogno. La tessera viene caricata di punti in base a dei parametri variabili a seconda della tipologia e situazione complessiva a livello economico-fiscale e sociale dei nuclei familiari. Questo per consentire una spesa equilibrata ed intelligente che educhi gli utenti alla logica del non-spreco. In questi anni di attività buoni risultati sono stati ottenuti non solo nel dare aiuti materiali, ma all’educazione nella gestione dei beni e degli acquisti rispetto alle reali necessità di ciascuna famiglia.

Assisi: celebrazioni per la festa di san Francesco nella basilica di Santa Maria degli Angeli

Al Patrono d’Italia, Francesco d’Assisi, a cui quest’anno renderà omaggio – a nome di tutti i Comuni italiani – la Regione Toscana, con la simbolica offerta dell’olio per le lampade votive che ardono dinanzi alla sua tomba e al luogo del beato Transito, presso la Porziuncola.

In ricordo di Frate Jacopa, la nobildonna romana amica di san Francesco presente alla Porziuncola nell’imminenza del Transito, la “Rosa d’argento” – annuale riconoscimento attribuito a una donna del nostro tempo testimone di fede, speranza e carità – verrà consegnata alla sig.ra Zaira Conti.

Segnaliamo alcune delle Celebrazioni che si svolgeranno in Porziuncola, luogo che ha visto il Transito del Beato Padre Francesco da questa vita alla vita eterna; altro polo delle celebrazioni sarà la Basilica di San Francesco ad Assisi. Per i particolari rimandiamo al programma dettagliato che segue.

In particolare per il giorno del Transito, giovedì 3 ottobre:

Alle 9.30, presentazione del riconoscimento “Rosa d’argento” alla sig.ra Zaira Conti e consegna della Rosa durante la Solenne Celebrazione Eucaristica “nel Transito di San Francesco”, presieduta alle 11.00 da P. Claudio Durighetto, Ministro provinciale dei Frati Minori dell’Umbria, nella Basilica Papale di Santa Maria degli Angeli.

Alle 16.30, sempre nella Basilica Papale di Santa Maria degli Angeli, accoglienza del Sindaco di Assisi, Stefania Proietti, e delle Autorità e Delegazioni delle Regioni Umbria e Toscana, da parte del Custode della Porziuncola, P. Giuseppe Renda. Seguirà, alle 17.30, la Solenne Celebrazione dei Primi Vespri “nel Transito di San Francesco” presieduti da S. Ecc. Mons Giovanni Paolo Benotto, Arcivescovo Metropolita di Pisa, con l’assistenza di S. Em. Card. Agostino Vallini, Legato Pontificio per le Basiliche di Assisi. Partecipano i Vescovi della Toscana, S. Ecc. Mons. Domenico Sorrentino, Vescovo di Assisi-Nocera U.-Gualdo Tadino e i Ministri Generali e Provinciali delle Famiglie Francescane e i pellegrini delle Diocesi della Toscana.
Offerta dei doni da parte del Sindaco di Assisi e del Sindaco di Firenze in rappresentanza dei comuni della Toscana e di S.Em. Card. Giuseppe Betori in rappresentanza della Conferenza Episcopale Toscana.

In serata, alle 21.00, nel magnifico Santuario di San Damiano S. Ecc. Mons. Paolo Giulietti, Arcivescovo di Lucca, terrà una Veglia con i giovani della Toscana, mentre alle 21.30, sulla piazza e nella Basilica Papale di Santa Maria degli Angeli, P. Roberto Genuin, Ministro generale dei Frati Minori Cappuccini, presiederà una Veglia di preghiera con la processione aux-flambeaux.

Per il 4 ottobre, Solennità di San Francesco Patrono d’Italia, evidenziamo:

Alle ore 7.00, nella Basilica Papale di Santa Maria degli Angeli, la Celebrazione Eucaristica presieduta da fr. Julio César Bunader OFM, Vicario Generale dell’Ordine dei Frati Minori.

Alle 10.00, con riprese televisive di Rai Uno, dopo l’accoglienza delle Autorità da parte del Custode del Sacro Convento, P. Mauro Gambetti (alle 09.30), ci sarà la Solenne Celebrazione Eucaristica presieduta da S. Em. Card. Giuseppe Betori Arcivescovo metropolita di Firenze, con i Vescovi della Toscana, il Vescovo di Assisi, i Ministri Generali e Provinciali delle Famiglie Francescane. Il Sindaco di Firenze Dario Nardella, accende la “Lampada Votiva dei Comuni d’Italia” con l’olio offerto dalla Regione Toscana. Al termine, i consueti saluti delle Autorità dalla Loggia del Sacro Convento.
Alle ore 16.00 presso la Basilica Inferiore, Vespri Pontificali in Cappella Papale presieduti da S.E. Mons. Augusto Paolo Lojudice, Arcivescovo di Siena-Colle di Val D’Elsa-Montalcino.

Assisi: alla Porziuncola la mostra “Bella tu sei qual sole” dedicata alla statua della Madonna degli Angeli

La mostra “BELLA TU SEI QUAL SOLE. La statua della Madonna degli Angeli tra arte, storia, curiosità e ricerca” verrà inaugurata presso il Museo della Porziuncola mercoledì 2 ottobre alle ore 16.00.

Le solennità di San Francesco, Patrono d’Italia, fa da cornice a questa esposizione fotografica che ripercorre le vicende della celebre statua in bronzo dorato, opera di Guglielmo Colasanti, che svetta sulla cima della Basilica Papale di Santa Maria degli Angeli.

L’affascinante storia di questa scultura, diventata negli anni simbolo del Santuario e della città stessa, è raccontata attraverso una serie di suggestive immagini.

Il percorso espositivo parte dagli anni 1929-1930, periodo in cui la statua venne realizzata per valorizzare la facciata della Basilica; passa per il 1966, quando ritornò al suo posto dopo un periodo di restauro; giunge ai più recenti anni 1997-1999, quando si rese necessario un nuovo trasferimento a terra della maestosa opera a causa del forte terremoto che colpì l’intera zona.

Un’accurata ricerca d’archivio ha permesso la ricostruzione dettagliata di queste varie fasi e il recupero di aneddoti e curiosità sulla storia della Madonna degli Angeli, emblema di unione e ancora oggi forte simbolo di fede.

La mostra ad ingresso libero, curata da p. Claudio Peraro, direttore del Museo della Porziuncola e dalla dott.ssa Donatella Vaccari, storica dell’arte, è visitabile dal 2 ottobre fino a domenica 12 gennaio 2020, dalle 09.00 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 17.00, tranne il mercoledì.

Perugia: “Domenica della Bibbia” il 29 settembre e mostra di manoscritti, rotoli, incunaboli ed edizioni uniche della Bibbia

Mostra di manoscritti, rotoli, incunaboli ed edizioni uniche della Bibbia, organizzata dal SAB (Servizio Animazione Biblica) della Diocesi di Perugia è stata inaugurata con un minuto di silenzio dedicato al dott. Giuliano Masciarri, già Segretario Generale della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, membro del Consiglio di Amministrazione della stessa e Presidente della Fondazione CariPerugia Arte. È proprio grazie all’interessamento del Dott. Masciarri che la mostra è ora ospitata presso i locali del prestigioso Palazzo Lippi Alessandri di Corso Vannucci 39.

La mostra biblica è stata presentata dal Settore dell’Apostolato biblico della Conferenza Episcopale Italiana, con il patrocinio della Biblioteca Ambrosiana di Milano, ed è unica nel suo genere. Prevede tre percorsi espositivi principali, nei quali sono visibili rotoli della Torah e di altri testi biblici, manoscritti papiracei e pergamene, incunaboli e libri a stampa, con edizioni uniche del testo sacro. La mostra è visitabile fino al 3 ottobre (ingresso libero: dal martedì al giovedì 15-19.30; dal venerdì alla domenica 11-13 e 15-19.30).

L’esposizione è inserita tra gli eventi in preparazione alla Giornata della Bibbia voluta da Papa Francesco, e che si terrà a Perugia il 29 settembre con – tra le altre cose – la lectio magistralis di Enzo Bianchi.

Il 29 settembre vedrà dalle ore 10.00, due iniziative: presso la Sala delle Colonne, Corso Vannucci 47, nei locali della Fondazione Cassa di Risparmio, Monica Mondo (TV2000) presenterà alcune recenti pubblicazioni sulla Bibbia e la catechesi.

Alla stessa ora, presso il Chiostro della Cattedrale, è prevista l’animazione per ragazzi e bambini nella forma del “Bibliodramma”. Al termine, presso la p.za IV Novembre, alle ore 12.00, vi sarà una festa per tutti con giochi biblici.

Nel pomeriggio, alle ore 16.30, il fondatore del Monastero di Bose, fr. Enzo Bianchi, terrà in Cattedrale una Lectio su “La Bibbia nella vita della Chiesa”, alla quale seguirà la Celebrazione eucaristica (ore 18.00) presieduta dal Card. Gualtiero Bassetti. Subito dopo, alle ore 19.00, si terrà il Concerto “Io canto la Parola”, con brani di vari autori su testi biblici, con la partecipazione di Luca Arcese, Michele Rossetti, Claudia Giottoli, Valter Ferrero.

Allegato:
Catalogo sintetico Mostra Biblica.pdf

Verso l’assemblea regionale. 400 delegati dalle diocesi per individuare alcune linee di azione pastorale

Verso l’Assemblea Ecclesiale Regionale: oltre 400 delegati delle otto Diocesi Umbre si riuniranno a Foligno il 18 e 19 ottobre per individuare alcune linee di azione pastorale per entrare oggi sempre di più nel tessuto sociale dell’Umbria e portarvi la luce, la forza e la fecondità del Vangelo.

Tra un mese esatto le Diocesi dell’Umbria celebreranno l’Assemblea Ecclesiale regionale dal tema “Perché la nostra gioia sia piena (1 Gv 1,4). L’annuncio di Gesù Cristo nella terra umbra”. L’evento si terrà a Foligno, presso il complesso parrocchiale di S. Paolo e nei locali di altre parrocchie della città, il 18 e il 19 ottobre. È la risposta delle comunità ecclesiali umbre all’appello che papa Francesco lanciò ai delegati della Chiesa italiana a Firenze nel 2015: rileggere ed approfondire l’Esortazione Apostolica Evangelii gaudium per attuare quella sinodalità che sta tanto a cuore al Pontefice.
«Questa Assemblea – afferma mons. Renato Boccardo, arcivescovo di Spoleto-Norcia e presidente della Conferenza episcopale umbra – sarà l’occasione per riflettere insieme su come dare nuovo vigore all’annuncio della gioia del Vangelo nelle nostre belle vallate umbre. Questo richiede certamente un tempo di riflessione, di ricerca, di lettura della realtà e nello stesso tempo una fantasia ispirata dallo Spirito che permetta di individuare alcune linee di azione pastorale per entrare oggi sempre di più nel tessuto sociale dell’Umbria e portarvi la luce, la forza e la fecondità del Vangelo. Noi, infatti, crediamo che per le donne e gli uomini del nostro tempo il Vangelo abbia ancora qualche cosa da dire per rendere bella e buona la vita». Prosegue mons. Boccardo: «Siamo tutti mendicanti di gioia, non effimera o superficiale, ma che nasce da un sentirsi conosciuti, amati e accolti da Cristo e che ci permette di affrontare il percorso della vita, non sempre facile, con una luce interiore che accompagni e sostenga la fatica e la speranza delle persone. Ci piacerebbe che gli umbri possano condividere il tesoro prezioso che noi cristiani abbiamo ricevuto e del quale siamo custodi ed amministratori. Questa Assemblea, sulla spinta alla conversione missionaria che il Papa ci suggerisce, sarà l’occasione per uscire e andare incontro alla società umbra e raccontare quanto è bello essere discepoli di Gesù».

Le Chiese dell’Umbria, che saranno rappresentate da oltre 400 delegati, giungono a celebrare l’Assemblea dopo un cammino di preparazione di due anni. «Era l’autunno 2017 – racconta don Luciano Avenati, parroco dell’Abbazia di S. Eutizio in Preci e coordinatore della segreteria dell’assise – quando un primo gruppo, che rappresentava l’intera regione, senza incarichi ancora precisi, si è incontrato per parlare di quale significato, finalità e contenuti dare all’Assemblea. Poi, è stato scelto il tema, è nata una segreteria che si è riunita una decina di volte in questi due anni. Ad ogni Diocesi è stato mandato un Instrumentum laboris e delle schede di lavoro su alcuni aspetti urgenti per l’annuncio della gioia del Vangelo: vivere la Chiesa; gli adulti e la fede; i giovani e la fede; fede e vita, gli affetti; fede e vita, il lavoro e il tempo libero; fede e vita, le fragilità; fede e bene comune, politica e solidarietà. Su queste tematiche parrocchie, zone pastorali e vari organismi diocesani hanno fatto un lavoro capillare e interessante, reale ed onesto di lettura della realtà. Come segretaria – prosegue don Avenati, abbiamo raccolto il materiale giunto dalle Diocesi, lo abbiamo armonizzato ed inviato ai relatori che interverranno il 18 pomeriggio: il prof. Luca Diotallevi, ordinario di sociologia, e mons. Franco Giulio Brambilla, vescovo di Novara e vice presidente della Conferenza episcopale italiana. Quindi la loro relazione – afferma don Luciano – non sarà generica e che possa andar bene per tutti, ma sarà calata esclusivamente sulla realtà ecclesiale umbra. Poi, i delegati, sulla base di questi interventi, si riuniranno in sette tavoli di lavoro sulle stesse tematiche affrontate a livello diocesano: l’obiettivo però non sarà quello di leggere la realtà, cosa già fatta, ma di indicare dei percorsi pastorali che le Chiese umbre dovranno seguire nel prossimo futuro».
All’Assemblea, oltre ai delegati diocesani, parteciperanno anche i responsabili delle Commissioni pastorali della Ceu, membri delle comunità religiose, delle associazioni e dei movimenti. Prenderanno parte anche rappresentanti delle Istituzioni civili, del mondo sociale, culturale e dei media.

Com. stampa a cura di Francesco Carlini /

Sante Umbre

L’attualità delle Sante Umbre

Molte sante umbre sono a tutt’oggi notevolmente e ampiamente venerate e oggetto d’intensi studi. Ne è un esempio emblematico Chiara d’Assisi (1193-94-1253), la cui Regola, improntata a vita claustrale unita all’assoluta povertà e ad un forte sentimento di comunità, è attualmente in pieno vigore. Il loro vivere ritirate dal mondo, in una di- mensione di contemplazione e preghiera, non significa che ne siano avulse; pronte ad ascoltare i tanti problemi dei fedeli, elargiscono aiuto a chi si rivolge loro per necessità concrete proprio come la loro grande fondatrice: la spiritualità si fonde con la carità.

Le sante umbre che fiorirono nel cuore del Medioevo sono un ventaglio rappresentativo delle varie forme di vita religiosa che animarono quei secoli (XIII-XV): monache, come la già menzionata Chiara d’Assisi; Chiara da Mon- tefalco (1268-1308) che da penitente- reclusa dette poi vita ad una comunità monastica con regola di sant’ Agostino; Rita da Cascia (1381-1457), madre di famiglia, vedova anch’essa poi monaca agostiniana; penitenti-terziarie furono Angela da Foligno (1248-1309) terziaria francescana, Vanna da Or- vieto (1264ca-1306), terziaria domenicana; Colomba da Rieti (1467-1501), terziaria domenicana che dette vita ad una comunità di stile intermedio tra la clausura monastica e la vita attiva; Veronica Giuliani (1660-1727), mona- ca cappuccina; tutte intensamente mistiche, dotate di visioni, di estasi, di rapimenti; alcune hanno scritto e narrato le loro esperienze così Angela da Foligno nel suo Liber, Veronica Giuliani nel suo Diario; di altre parlano i loro biografi; tutte sono appassionate dell’amore di Dio, di Gesù in particolare, immerse in una dimensione cristocentrica e passiocentrica al punto di rice- vere sul loro corpo segni della Passione; volutamente perse in un mare di sofferenze per riparare ai peccati e per assimilarsi al Cristo passionato.

Cosa possono dire queste donne al nostro mondo così lontano da certe sen- sibilità religioso-spirituali? Richiamano alla fede ed al Divino, indicano la via per unirsi a Dio-Uno e Trino, via che passa per la sofferenza unendo amore per Dio e per il prossimo con spirito di carità.

Tutte sono pronte a soccorrere in vario modo il mondo che le circonda, a in- tervenire in momenti di difficoltà: Chiara d’Assisi libera la città dalla minaccia dei Saraceni; Colomba salva la città dalla peste; tutti ricorrono a Chiara da Montefalco e i molteplici racconti di miracoli sono il segno di una umanità sempre bisognosa cui si risponde sovvenendo.

Sono maestre di fede, a loro modo “teologhe” che espongono il loro pen- siero e la loro riflessione, frutto dell’esperienza mistica di cui fruivano, nel pieno rispetto della dottrina cristiano-cattolica; Chiara da Montefalco, ad esempio, è qualificata zelatrice della cattolica fede per essersi opposta alla corrente del Libero Spirito. La loro vita mistico-contemplativa non è disunita dal lavoro e dall’attenzione per il prossimo sia in termini di preghiere che di aiuto concreto-materiale.

GIOVANNA CASAGRANDE

Benedetto e Francesco

Risanare lo spaesamento, guardando a Benedetto e Francesco

Sentirsi a casa è una espressione comune. Tutti ab- biamo l’intuizione di cosa essa significhi. La prima sensazione del non sentirsi a casa consiste nel sen- tirsi spaesati. Che cosa significa la parola “spaesa- mento”? Significa non avere un paese e dunque non avere un paesaggio. Lo spaesato è colui che si sente disorientato, senza punti di riferimento e d’orienta- mento, in un contesto non congeniale. Uno spaesato non sa dove sia e non sa dove andare: sa andare ma non sa dove. Lo spaesamento può tradursi anche in disagio. Siamo a disagio quando non ci armonizzia- mo con il contesto (di relazioni o di ambiente) in cui siamo e non riusciamo dunque a collocarci dentro di esso. Oggi, nel XXI secolo, fronteggiamo una crisi – simile e dissimile – a quelle del VI e XIII secolo.

II disfacimento delle strutture organizzative insieme alla grave e generale crisi demografica mettono l’uo- mo del VI secolo in una situazione di particolare de- bolezza. Tutto si inselvatichisce: le foreste, i monti, i rapporti, tutto. Le vecchie strade romane si deterio- rano; l’insicurezza cresce, le scorribande di barbari e malviventi imperversano. Epoca di grandi migrazio- ni di popoli, dove intere popolazioni si spostavano dalle tradizionali zone di insediamento dell’Europa centrale e orientale verso sud e verso occidente.

L’avventura di san Benedetto (+ 547) si inserisce – provvidenzialmente e magistralmente – a cavallo di un mondo che crolla in macerie e uno che tarda a nascere, nelle doglie del parto. Monasteri come Montecassino diventano fari di luce in un mondo buio, isole e culle di civiltà, assediate da un mondo in mutamento. I monaci bonificano valli e paludi, e ridanno un volto rinnovato, vigoroso e fresco al misu- rarsi monastico con un territorio ormai rinato attorno alla immensa rete interconnessa delle abbazie, ridi- ventato fecondo e creativo.
Coltura e cultura si sviluppano all’interno e attorno i monasteri: l’edificazione di tantissimi paesi e di tan- tissimi villaggi attorno ai monasteri era diretta a dare all’uomo smarrito e sbandato, un asilo, una sicurez- za, un laboratorio di civiltà, una spinta di nuova cre- atività.

San Francesco (+1226) prediligerà luoghi piccoli e semplici, nella periferia dei borghi, per vivere evan- gelicamente una vita fraterna in mezzo ai poveri cri- sti, intessendo legami di fraternità e di servizio. Ma pochi anni dopo, invierà i suoi frati anche alle città universitarie per conquistare professori, studenti e popolo, e ritessere con una predicazione vivace e accessibile la vita ecclesiale facilmente sfilacciata e tarlata dalle ideologie manichee, depressive e de- primenti, e dall’avidità del profitto, diffuse un po’ ovunque. I conventi urbani dei frati si inseriranno pro- gressivamente nel tessuto spirituale, sociale, intellet- tuale e politico cambiato, nell’era dei comuni e nel sorgere della borghesia e nel diffondersi dell’usura e dello sfruttamento degli sprotetti, impegnandosi attivamente per la giustizia e la pace sociale.

Benedetto, Francesco e i loro figli hanno risposto creativamente ai nuovi bisogni. Non possiamo fare altrettanto?

GUGLIELMO SPIRITO, OFM Conv

Collaborare, sempre

La lunga e straordinaria storia della collaborazione tre le Diocesi Umbre

Questo convegno si inserisce in una lunga storia di collaborazione pastorale tra le diocesi umbre iniziata ben prima che fossero istituite le Conferenze episcopali regio- nali. Il primo incontro ecclesiale regionale ebbe luogo in Assisi nel 1952, non molto dopo le elezioni politiche generali del 1948 nelle quali l’Umbria, terra di santi e di una religiosità popolare vivacissima, con tanti conventi e monasteri, aveva votato invece, malgrado la scomunica, per il Partito comunista. Sollecitati dal Papa i Vescovi del- le 16 diocesi che allora componevano la regione, presero l’iniziativa e indissero un convegno cui parteciparono tutte le componenti del popolo di Dio. “Nella sostanza, al convegno si trattò di una disamina generale sulla situazione socio-economica-poli- tica e della qualità della religiosità della popolazione umbra in ordine al rapporto tra fede e vita vissuta. Fu – racconta su La Voce Nicola Molé, al tempo delegato regionale dell’Azione Cattolica – un incontro splendido e partecipato, della durata di due giorni pieni”. Fu coniato uno slogan conclusivo e riassuntivo molto significativo: occorreva far di più “pane e catechismo”. E fra le tante cose decise ci fu la nascita de La Voce come settimanale unico per le diocesi umbre.

Da allora la collaborazione non si è mai interrotta. Nel 1976 con il primo Convegno ecclesiale nazionale in Italia, Evangelizzazione e promozione umana preparato con un Convegno ecclesiale regionale in Assisi, i Vescovi umbri decisero di dare impulso al coordinamento regionale dell’azione pastorale: iniziò la serie delle Assemblee regio- nali e fu creato un nuovo organismo pastorale detto Crup, Centro regionale umbro di pastorale. Nel 1978 dal convegno su La Chiesa in Umbria per la promozione umana (parteciparono 126 preti e religiosi, 55 religiose, 284 laici) prese avvio il progetto Per una pastorale d’insieme in Umbria (1978-1981).Nel 1980, le diocesi umbre si ritro- varono sul tema Evangelizzazione con e per gli adulti, organizzato sempre dal Crup presso il Seminario di Assisi. Nel 1983 al convegno La Chiesa in Umbria e i problemi del lavoro, preparato e coordinato dall’Ufficio regionale per la pastorale sociale e del lavoro, parteciparono circa 200 persone. Nel 1984 il convegno dedicato al Rinnova- mento liturgico in Umbria a vent’anni dalla Sacrosanctun Concilium, registrò solo 165 partecipanti. Nel 1991 il convegno sul tema Evangelizzazione e testimonianza della carità in Umbria, promosso dalla Ceu e organizzato dal ricostituito Crup di cui direttore era mons. Vittorio Peri, registrò una buona partecipazione.

Nel 2001 al Lyrick Theatre di Assisi, il convegno dedicato ai giovani con il tema Per una nuova comunicazione della fede. Le Chiese dell’Umbria si inter- rogano e interpellano i giovani, segna una tappa significativa per la crescita della pastorale giovanile in Umbria e con circa 1.000 presenze registrate, è stato il Convegno regionale più partecipato. Nel 2008 il convengo regio- nale è dedicato al tema La famiglia, il futuro di tutti e l’organizzazione vede il coinvolgimento del Forum delle associazioni familiari dell’Umbria e dell’uf- ficio regionale per la Pastorale della famiglia. Numerosi sono stati i conve- gni regionali promossi dai diversi ambiti pastorali: le comunicazioni sociali (2008), la catechesi (2012 e 2017), la famiglia (2017 sulla Amoris Laetitia), la Caritas (2010), il Sovvenire (2019). Solo per citarne alcuni.

La collaborazione pastorale è stata accompagnata e sostenuta da tre realtà comuni: il Seminario regionale di Assisi, nato nel 1912 per la formazione dei seminaristi di liceo, filosofia e teologia lasciando alle singole diocesi la formazione dei giovani fino al ginnasio (oggi cura tutto il tempo di formazio- ne); il settimanale interdiocesano La Voce fondato nel 1953 per unire le forze nel campo della comunicazione: alcune diocesi rinunciarono al pro- prio giornale per convergere su un progetto che avrebbe reso un servizio a tutte le diocesi; l’Istituto Teologico di Assisi (fondato nell’ottobre 1971 dall’unione di due preesistenti istituti teologici: il Collegio teologico-mis- sionario Franciscanum dell’Ordine dei Frati Minori Conventuali, affiliato alla Pontificia Facoltà di Sacra Teologia “San Bonaventura”, in Roma, e l’Istituto di Teologia del Pontificio Seminario Regionale Umbro Pio XI, affiliato alla Fa- coltà di Sacra Teologia della Pontificia Università Lateranense, in Roma) nel quale si sono formati sacerdoti diocesani e religiosi, religiose, diaconi e an- che tanti laici, diventando così luogo di relazioni di amicizia e di comunione tra le diverse comunità ecclesiali della regione.

La prossima assemblea regionale è l’ultima tappa di un “convenire” delle comunità ecclesiali umbre che nei decenni ha contribuito a far crescere la comunione tra i fedeli e i pastori delle diocesi umbre.

 

Maria Rita Valli