Perugia: la giornata internazionale per i diritti dei migranti e presentazione del libro dal titolo: “Khaled che viene dal mare. ma che vuole da me?”

La Giornata internazionale per i diritti dei migranti 2019 viene celebrata a Perugia dalla Chiesa diocesana mercoledì 18 dicembre, alle ore 17.30, presso il Centro di accoglienza – Ostello di “Don Elio” (via Bontempi). Al centro dell’incontro, promosso in collaborazione con la Cooperativa Unitatis Redentegratio, la Caritas diocesana e la Casa della Tenerezza, la presentazione del libro dal titolo: “Khaled che viene dal mare. Ma che vuole da me?” di Barbara Baffetti (ed. Buk Buk).

Il libro è rivolto a bambini e ragazzi tra gli 8-13 anni e anche ad adulti ed educatori che vogliano favorire una cultura di rispetto e integrazione. Le pagine del diario di Davide con il racconto della storia del piccolo Khaled, propongono una riflessione del fenomeno immigrazione dall’osservatorio privilegiato dei pensieri e delle emozioni dei più giovani, invitando gli adulti a fare attenzione a linguaggi e narrazioni che possano mettere in difficoltà i più piccoli.

Nell’occasione verrà presentato in anteprima il video “Progetto richiedenti protezione internazionale” realizzato da Silvia Vecchini (autrice) e Marco Bonatti (presidente Associazione Alto Tevere Senza Frontiere).

Interverranno all’incontro il vescovo ausiliare mons. Marco Salvi, il presidente della Cooperativa Unitatis Redentegratio prof. Carlo Cirotto, il presidente del Forum degli Oratori italiani e direttore dell’Ufficio diocesano per la pastorale universitaria don Riccardo Pascolini, il direttore della Caritas diocesana diacono Giancarlo Pecetti, il referente della Comunità di Sant’Egidio di Perugia Luciano Morini e l’assistente sociale del Progetto diocesano richiedenti protezione internazionale Stella Cerasa.

Perugia – l’Avvento di fraternità dedicato alle popolazioni terremotate dell’Albania, domenica 15 dicembre. Lettera del cardinale Gualtiero Bassetti alla comunità diocesana

La Caritas diocesana dedica l’Avvento di Fraternità 2019 alle popolazioni terremotate dell’Albania, promuovendo in tutte le comunità parrocchiali una raccolta di offerte durante le S. messe del 15 dicembre, Terza domenica d’Avvento, ed è vicina con la preghiera e con gesti concreti alle famiglie di albanesi in difficoltà (nel 2018 sono state 49 a chiedere aiuto dal Centro di ascolto diocesano) che risiedono nel territorio perugino-pievese. Le offerte che verranno raccolte domenica 15 dicembre andranno a sostenere i progetti attivati per quest’emergenza umanitaria dalla rete Caritas (www.caritas.it).  Quanti desiderano inviare direttamente in Caritas la propria offerta possono effettuare un versamento a: Diocesi Perugia – Caritas Diocesana IBAN IT74E0344003000000000071452, specificando nella causale “Emergenza Terremoto Albania”

La lettera del Cardinale Gualtiero Bassetti per l’Avvento di Fraternità 2019 – “Non facciamo mancare alle famiglie albanesi terremotate il nostro umano e cristiano sostegno”

Carissimi,

com’è ormai tradizione, la terza domenica di Avvento è per la nostra Chiesa diocesana un tempo particolare di riflessione verso il Natale e di carità nei confronti del prossimo bisognoso.

Anche quest’anno, la Caritas diocesana si sta mobilitando per aiutare quanti si trovano in difficoltà, specialmente di fronte alle diverse emergenze avvenute nel nostro Paese o all’estero.

Questa è la missione della Caritas, che tra poco più di un anno celebrerà il suo primo cinquantennio di attività. Fu fondata infatti nel 1971 per volere di san Paolo VI, con lo scopo di prodigarsi per non far mancare la vicinanza spirituale e materiale a quanti si trovano in condizioni di difficoltà, a maggior ragione se queste sono causate da gravi calamità naturali come il terremoto. È accaduto di recente, in occasione del sisma che ha provocato morti, feriti e senzatetto nella vicina Albania.

La Caritas diocesana ha raccolto l’invito di quella italiana a sostenere i progetti a cui dedica l’Avvento di fraternità 2019, raccogliendo in tutte le chiese parrocchiali le offerte durante le celebrazioni eucaristiche di domenica prossima, 15 dicembre, per rinnovare lo spirito di condivisione e solidarietà nei confronti dei fratelli che soffrono.

Spero che anche in questa circostanza la comunità cristiana non farà mancare il suo aiuto, pur avendo dovuto far fronte alle diverse povertà del nostro territorio, come ci è stato segnalato nel IV Rapporto diocesano, curato dall’Osservatorio sulle povertà e l’inclusione sociale della Caritas.

Apprestandoci ad allestire nelle nostre case il presepe, che ricorda la venuta al mondo del Salvatore, in una situazione di povertà estrema, invito tutti a pensare a chi quest’anno si avvicina più di ogni altro alla precaria situazione di vita della Santa Famiglia di Nazareth. Non facciamo mancare alle famiglie albanesi terremotate il nostro umano e cristiano sostegno.

Con questo auspicio, di vero cuore, tutti saluto e benedico nel Signore Gesù.

Gualtiero Card. Bassetti

Natale 2019 – messaggio dei vescovi umbri per condividere la grazia dell’Assemblea Ecclesiale Regionale

Al termine delle feste natalizie 2018 annunciavamo la celebrazione di una Assemblea Ecclesiale per la nostra Regione. Dopo un anno, torniamo a rivolgerci a voi per condividere la grazia dell’Assemblea celebrata a Foligno il 18 e 19 ottobre scorso, preceduta e preparata da un intenso e appassionato lavoro nelle diocesi.
Abbiamo vissuto in quei giorni un autentico “evento di grazia”, una gioiosa esperienza di comunione, un vivace esercizio di sinodalità che si è rivelato occasione di profezia: non ci siamo nascoste le difficoltà e non ci siamo fermati a sterile pessimismo, ma ci siamo lasciati guidare dallo Spirito nell’individuare le vie da percorrere per portare la gioia del Vangelo
nella nostra terra umbra.

In azione di grazie
Vogliamo dunque rendere grazie al Padre per questo dono prezioso che sostiene e conforta il nostro quotidiano cammino. Grazie alle diocesi e ai delegati, che hanno lavorato con responsabilità e dedizione esercitando un vero servizio d’amore alle nostre Chiese; grazie alla diocesi di Foligno e alle parrocchie che ci hanno accolto, facendoci gustare la bellezza della fraternità; grazie ai mezzi di comunicazione che hanno efficacemente raccontato l’evento ecclesiale.
L’Assemblea è diventata così per le nostre diocesi come una lettera scritta non con inchiostro né su tavole ma nei cuori (cf 2 Cor 3, 2 ss). Adesso tocca a tutti noi “decifrare” e dare compimento a quanto lo Spirito ci ha suggerito.

Una esperienza ecclesiale-missionaria
Nei lavori dell’Assemblea abbiamo visto in atto, e dunque esperimentato efficacemente,
l’amore per Cristo e per il Vangelo, per le nostre Chiese e per la nostra terra con le sue bellezze, la sua storia, la sua cultura, la sua fede, le sue fatiche, i suoi problemi sociali; abbiano gustato la gioia di ritrovarci insieme come fratelli; non ci siamo nascosti le difficoltà per l’annuncio del Vangelo in una società complessa e ferita; abbiamo pensato a quanti portano il peso della vita quotidiana, in particolare a coloro che devono affrontare la precarietà lavorativa e le conseguenze del terremoto. Nel contempo, abbiamo trovato conferma alla necessità di proseguire il cammino operando scelte pastorali capaci di infondere nuovo vigore alla nostra testimonianza e di condurci a realizzare una nuova semina del Vangelo. Sappiamo bene che la Regione attende dalla nostra Chiesa parole forti di speranza e gesti coraggiosi che promuovano un rinnovamento del tessuto sociale.

Quattro verbi
Dai “tavoli di lavoro”, quasi una prima sintesi della condivisione realizzata, sono emersi quattro verbi che indicano il cammino da percorrere. Li vogliamo ora idealmente consegnare a tutti voi, singoli e comunità, come progetto e come impegno:
a) ASCOLTARE la Parola di Dio per una fede adulta che susciti cristiani robusti e gioiosi e favorisca l’acquisizione di una mentalità cristiana; ascoltare la gente per potenziare nella società una presenza competente e appassionata del bene comune. Sono necessarie una autentica conversione missionaria, una rinnovata misericordia e una ricercata e voluta compassione per incarnare l’amore evangelico dentro il quotidiano della vita, la disponibilità ad affrontare con serenità e serietà le grandi provocazioni del tempo in cui viviamo
b) APPARTENERE alla Chiesa, che è la diocesi, di cui le unità pastorali sono cellule vive; esse, che rappresentano non il passato ma il futuro, devono diventare lo snodo e il collante tra parrocchia e diocesi; la celebrazione eucaristica domenicale, generatrice di comunione e di missione, garantisce l’esistenza e la crescita del senso di appartenenza
c) FORMARE, cioè “dare forma” all’uomo, al cristiano, alla coppia, ai giovani, ai preti, agli operatori pastorali, a quanti sono impegnati nella vita pubblica. Tale formazione comporta itinerari differenziati e una grande perseveranza nel cammino; non si misura dal numero ma dalla qualità delle proposte. Occorre dare vita ad esperienze, luoghi e istituzioni in
grado di contaminare il presente con la buona notizia del Vangelo di Gesù
d) ANDARE incontro alle fatiche, alle ferite, alle domande dei nostri contemporanei offrendo una “cura” misericordiosa, che pone al centro i poveri, raccontando con lo stile della vita quotidiana quanto è bello essere discepoli di Gesù. È lo snodo di una Chiesa “in uscita”: accogliere, discernere, integrare, accompagnare.

Un appuntamento
La Segreteria dell’Assemblea ha curato la sintesi dei lavori compiuti prima nelle diocesi e poi nei “tavoli di lavoro” a Foligno. Chiamati come Vescovi a cogliere e raccogliere, far crescere e far fruttificare ogni germe di bene, ne stiamo facendo oggetto di riflessione e discernimento, per offrire in tempo opportuno linee comuni con indicazioni di prospettive e
percorsi, come ci è stato insistentemente richiesto. Si tratta in un qualche modo di “restituire” alle diocesi quanto dalle diocesi, attraverso i delegati, è stato formulato ed interpretato. Fin da ora diamo appuntamento ai delegati e a quanti si vogliano unire a loro per un incontro, probabilmente all’inizio della Quaresima 2020, per la presentazione del Documento che
scaturirà da tutto questo percorso.

Un augurio
Intanto, camminiamo fiduciosi verso il Natale del Signore, quando celebreremo l’Emmanuele, il Dio-con-noi, ed accoglieremo nel mistero dell’incarnazione il dono della sua stessa vita: Dio si è fatto come noi per farci come lui! Egli porti a tutti e ciascuno la pace e la gioia che riserva per i suoi amici e che attraverso di loro desidera far giungere a tutti.

Assisi, 14 dicembre 2019
I Vescovi dell’Umbria

IL MESSAGGIO IN PDF

Assisi – consegna della lampada della Pace al presidente della Repubblica Sergio Mattarella

“Noi cerchiamo uomini umili e saggi per governare, che non amino il protagonismo dei narcisisti, non facciano continuamente propaganda e si pongano in modo garbato. Cerchiamo persone salde in se stesse e non in virtù dei consensi, capaci di dialogo, di ponderazione e di creatività”. Lo ha affermato il custode del Sacro Convento di Assisi, padre Mauro Gambetti, commentando stamani – nella cerimonia di consegna della Lampada della Pace al presidente della Repubblica, Sergio Matterella – il recente rapporto Censis dal quale emerge che “siamo un popolo in crisi, disaffezionato alla politica e alla ricerca di quello che, di volta in volta, può sembrare l’uomo forte del momento cui affidarsi”.

Padre Gambetti ha sottolineato “la guida luminosa e umile” del capo dello Stato che “ci consente di alimentare la fiducia e la speranza di vedere ancora un’Italia umana, di poterla costruire insieme”. In Mattarella i frati di Assisi riconoscono “un presidio dei principi costituzionali e democratici dell’Italia, improntati al confronto e al dialogo con tutti. Siamo confortati – ha aggiunto – dal suo vigile impegno indirizzato a prevenire tutte le forme di odio, di sopruso e di egoismo che minacciano la sicurezza e la pacifica convivenza nel nostro Paese”.

La consegna a Mattarella della Lampada della Pace di San Francesco – copia autentica di quella che arde perennemente davanti alla tomba del Santo – è avvenuta nella Basilica superiore, prima della registrazione del Concerto di Natale che verrà trasmesso dalla Rai il 25 dicembre, subito dopo il messaggio Urbi et Orbi di Papa Francesco.

Il riconoscimento della Lampada della Pace di San Francesco, nelle ultime edizioni, era stato assegnato al Presidente delle Repubblica Colombiana, Juan Manuel Santos, “per lo sforzo tenuto nei processi di riconciliazione con le Farc”, alla Cancelliera tedesca, Angela Merkel che “nella sua Germania e in Europa, si è distinta nell’opera di conciliazione in favore della pacifica convivenza dei popoli” e al Re di Giordania, Abdullah II, per “la sua azione e il suo impegno tesi a promuovere i diritti umani, l’armonia tra fedi diverse e l’accoglienza dei rifugiati”.

Assisi – Scuola socio-politica “Giuseppe Toniolo” incontro su: “L’economia nel Magistero di papa Francesco” con suor Alessandra Smerilli

“L’economia nel Magistero di Papa Francesco” è il titolo della terza lezione della Scuola socio-politica “Giuseppe Toniolo” che si terrà lunedì 16 dicembre alle ore 19 all’Istituto Serafico di Assisi. Interverrà Suor Alessandra Smerilli, docente di Economia politica alla Ponti­ficia Facoltà di Scienze dell’educazione “Auxilium” di Roma e nominata da Papa Francesco Consigliere di Stato della Città del Vaticano. Ha incarichi di insegnamento in altre istituzioni universitarie, è membro del Comitato scienti­fico ed organizzativo delle Settimane sociali dei cattolici, promosso dalla Conferenza episcopale italiana ed è tra gli esperti del Consiglio nazionale del Terzo settore, organismo istituito presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali.

Quest’anno il tema del ciclo di lezioni della scuola è: «Verso “The Economy of Francesco”», in preparazione dell’evento voluto dal Santo Padre che si terrà dal 26 al 28 marzo nella città serafica, rivolto a giovani economisti, imprenditori e change-makers del mondo.

Gubbio – il sacerdote don Giorgio Barbetta, fidei donum in Perù, è stato nominato vescovo ausiliare della diocesi di Huari in Perù

Il Santo Padre ha nominato il reverendo Giorgio Barbetta, del clero della diocesi di Gubbio e fidei donum nella diocesi di Huari dove è rettore del seminario “Señor de Pomallucay”, vescovo ausiliare della diocesi di Huari (in Perú), assegnandogli la sede titolare di Isola.
«Siamo molto lieti per questa sorpresa – commenta mons. Paolucci Bedini, vescovo di Gubbio – perché è un prete incardinato a Gubbio, anche se non è originario di questa diocesi, e poi perché si inserisce nella missione episcopale in terra peruviana di un altro vescovo umbro, mons. Ivo Baldi, partito da Città di Castello come missionario tanti anni fa. Don Giorgio è rimasto pochi anni qui nella nostra diocesi, perché è partito presto per le missioni dell’Operazione Mato Grosso (Omg), ricoprendo vari incarichi nelle parrocchie e nelle opere di questa associazione».
Don Giorgio Barbetta è nato il primo settembre 1971 nella Provincia di Sondrio ed è stato ordinato sacerdote il 20 settembre 1998, incardinato nella diocesi di Gubbio, dopo essersi formato nel Pontificio seminario regionale “Pio XI” di Assisi.
Dopo l’ordinazione è stato parroco di Scheggia e Pascelupo, nella diocesi di Gubbio, dal 1998 al 2000; poi, parroco di Piscobamba, diocesi di Huari, Perú (2001-2002); collaboratore presso la parrocchia di Shilla, diocesi di Huari, Perú (2003-2007). Dal 2007 è rettore del seminario diocesano di Huari, “Señor de Pomallucay”.
«Ci siamo sentiti al telefono stamattina pochi minuti dopo la sua nomina – aggiunge il vescovo Luciano – e l’ho sentito sereno e motivato, molto disponibile a servire la Chiesa di quel territorio, in obbedienza a papa Francesco, con la fiducia di poter fare bene nella semplicità che lo contraddistingue. È molto contento perché la nomina gli è arrivata il 2 dicembre, che è il giorno dell’anniversario della morte del fondatore dell’Omg, padre Ugo De Censi, e anche questo per lui è un segno».
Non è stata ancora decisa la data per la celebrazione dell’ordinazione episcopale di don Giorgio, anche se probabilmente prima tornerà in Italia, anche per la visita ai suoi familiari.
«Gli auguriamo – conclude mons. Paolucci Bedini – di poter essere una presenza di incoraggiamento e una guida ferma e positiva per quella terra molto affaticata, specie nelle zone di grande povertà dove l’Omg sta lavorando da tanti anni».

Perugia – il monaco benedettino dom Elias Candelaria Garcia ordinato presbitero dal cardinale Gualtiero Bassetti nell’abbazia di San Pietro

Per l’imposizione delle mani e la preghiera consacratoria del cardinale arcivescovo Gualtiero Bassetti, il monaco benedettino dom Elias Candelaria Garcia (Osb) è stato ordinato presbitero nella basilica abbaziale di San Pietro di Perugia, il pomeriggio del 12 dicembre. Concelebranti il vescovo ausiliare mons. Marco Salvi e gli abati benedettini Roberto Dotta, Isidoro Catanesi e Giustino Farnedi. E’ stata una celebrazione vissuta con gioia e gratitudine a Dio da parte della famiglia monastica benedettina di San Paolo Fuori le Mura di Roma e di San Pietro di Perugia, dove don Elias ha maturato la sua chiamata al sacerdozio ed oggi, venerdì 13 dicembre, il neo sacerdote celebra le sue prime S. messe nella basilica di San Pietro di Perugia (in mattinata) e nella basilica di San Paolo FlM di Roma (nel pomeriggio).

E’ stato il cardinale Bassetti, nell’omelia, a parlare dei motivi di questa «gioia» vissuta tra le mura millenarie dell’abbazia di San Pietro, «una gioia che ci riempie il cuore – ha detto il porporato –. Per prima cosa, per la venuta del Signore: Egli è vicino! Torna a visitare il suo popolo, in questo Natale che ricorda a tutti il Dio fatto uomo, la sua venuta nella carne, nella povertà umana; piccolo tra i piccoli; amato e disprezzato; portatore di salvezza eterna». Inoltre, ha aggiunto, «dopo tanto tempo, assistiamo in questa insigne chiesa abbaziale all’ordinazione presbiterale di un figlio di san Benedetto: dom Elias Candelaria Garcìa, nato a Leòn in Messico nel 1984, entrato nell’ordine benedettino nel 2016, dopo una lunga e meditata formazione in Messico, negli Stati Uniti e in Italia».

Il cardinale Bassetti, nel rivolgere il suo saluto anche ai familiari di dom Elias giunti dal Messico, ha ricordato che «oggi (il 12 dicembre, ndr) per i messicani è una giornata particolare. È la festa della Madonna di Guadalupe, patrona dell’intera America Latina. Certo, dom Elias, non potevi scegliere giorno migliore per la tua ordinazione. La Santa Vergine, carissimo, ti sia sempre madre e custode premurosa!».

«La Parola di Dio, scelta per questa sacra ordinazione – ha commentato il presule –, è un invito alla gioia ma anche alla responsabilità. Sentirsi figli Dio, scelti per una missione particolare, rallegra il cuore, ci fa intonare un canto di lode e di ringraziamento al Signore, ma fa scorrere dentro di noi anche quel brivido di santa inquietudine che ci sprona ad impegnarci con maggior slancio e passione nello stile di vita e nel servizio cui siamo chiamati. L’ordine sacro si inserisce, nel tuo caso, carissimo Elias, nella già maturata e convinta adesione alla vita monacale, fatta di rinunce, di condivisione e di donazione totale alla volontà di Dio e alla disponibilità verso i confratelli. Lo Spirito che opera nei nostri cuori ci aiuta ad aprirci alla grazia, che modella la vita e ci rende adatti per la missione… La missione del consacrato non ha confini, e si esplica in tanti modi. Ce lo ricorda san Paolo nella lettera ai Romani».

«San Benedetto, nella sua Regola – ha evidenziato il cardinale –, ha parole precise per il monaco sacerdote: “Il monaco ordinato si guardi dalla vanità e dalla superbia e non creda di poter fare altro che quello che gli ordina l’abate, tenendo sempre presente che d’ora in poi dovrà essere maggiormente sottomesso alla disciplina. Né col pretesto del sacerdozio trascuri l’obbedienza alla Regola o la disciplina, ma anzi progredisca sempre più nelle vie di Dio” (Regola, Cap. LXII)».

Il cardinale Bassetti, rivolgendosi a dom Elias, ha ricordato la sua formazione «a carattere internazionale» che «ti aiuterà ad avvicinare tanti fratelli a Perugia o a Roma, ed essere per loro testimone dell’insegnamento di Gesù».

«La fedeltà alla Regola, agli impegni comunitari e anche alla vita diocesana – ha concluso il porporato – sia per te quel “giogo soave” che unisce a Cristo Signore e ci fa suoi discepoli. Noi, carissimo, ti ricorderemo nelle nostre preghiere e ti saremo vicini nel ministero. Anche tu ricordati di noi nell’orazione. Ricorda la tua comunità, l’abate, il vescovo, a cui sei stretto da vincoli di fedeltà e di carità, e tutto il popolo di Dio, per annunciare e testimoniare la via della santità. Essa sia per tutti, quel cammino di fede che fa intravvedere l’orizzonte della vita nuova in Dio».

Perugia: Il Pranzo di Natale del cardinale Gualtiero Bassetti offerto alle detenute del Carcere. Il 25 dicembre aperto il Punto di Ristoro Sociale Comune-Caritas “San Lorenzo”

Da quasi venti anni il Pastore della Chiesa diocesana di Perugia-Città della Pieve, il giorno di Natale, offre il pranzo alle persone in particolari situazioni di disagio, difficoltà e solitudine, affidando l’organizzazione agli operatori e ai volontari della Caritas diocesana guidata dal diacono Giancarlo Pecetti.

Anche quest’anno il cardinale arcivescovo Gualtiero Bassetti rinnova l’invito ai suoi ospiti, rivolgendolo in particolare alle detenute della Casa Circondariale di Perugia Capanne, che visiterà nella mattinata del 25 dicembre per poi pranzare (ore 12) con loro, con il personale di sorveglianza e con i volontari. Il cardinale, molto sensibile alla realtà carceraria dove si reca in visita più di una volta nel corso dell’anno pastorale, ringrazia fin d’ora quanti si sono prodigati a vario titolo per questa iniziativa accolta dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia, in particolar modo la direttrice, la dottoressa Bernardina Di Mario, e il comandate della Polizia penitenziaria, il commissario capo Fulvio Brillo. Si tratta di una iniziativa che vuole fare sentire a questa realtà, spesso ai margini della società, in cui la persona viene rieducata, la vicinanza della comunità cristiana. Un gesto che avviene a Natale quando i cristiani sono chiamati a fare memoria della venuta del Figlio di Dio sulla terra per la salvezza di tutti gli uomini.

Oltre all’iniziativa del Pranzo di Natale in Carcere, a Perugia città, il 25 dicembre, sempre su indicazione del cardinale Bassetti, sarà aperto il Punto di Ristoro “San Lorenzo”, più conosciuto come la “Mensa di via Imbriani 41” (in pieno centro storico), una struttura di valenza sociale avviata in collaborazione dal Comune e dalla Caritas nel 2008, dove quotidianamente circa 70 persone (in gran parte pensionati e invalidi) ricevono un pasto caldo, soprattutto tanta umanità nell’essere accolti ed ascoltati. Il giorno di Natale (ore 13) sarà servito il pranzo a persone in difficoltà e sole, come tutti i giorni e in semplicità, perché l’importante è stare insieme, in un clima familiare. La “Mensa San Lorenzo” è anche un punto di riferimento per le persone anziane del quartiere dove è situata, adiacente all’antica chiesa della Madonna del Carmine.

Sacro Convento Assisi – consegna della “Lampada della pace di San Francesco” al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

I frati del Sacro Convento di Assisi doneranno al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, la “Lampada della pace di San Francesco”. La cerimonia di consegna si terrà sabato 14 dicembre dalle 10.30 nella Basilica Superiore di San Francesco. L’evento verrà trasmesso in diretta su RAI1 a cura del TG1. Il Capo dello Stato sarà accolto dal Custode del Sacro Convento, padre Mauro Gambetti, farà visita alla Tomba di San Francesco, parteciperà al XXXIV Concerto di Natale e incontrerà la comunità francescana.

Il riconoscimento, nelle ultime edizioni era stato assegnato al Presidente delle Repubblica Colombiana, Juan Manuel Santos, “per lo sforzo tenuto nei processi di riconciliazione con le Farc”; alla Cancelliera tedesca, Angela Merkel che “nella sua Germania e in Europa, si è distinta nell’opera di conciliazione in favore della pacifica convivenza dei popoli”; e al Re di Giordania, Abdullah II, per “la sua azione e il suo impegno tesi a promuovere i diritti umani, l’armonia tra fedi diverse e l’accoglienza dei rifugiati”.

Alla cerimonia in Basilica Superiore saranno presenti, tra gli altri: il Legato Pontificio per la Basilica di San Francesco, Card. Agostino Vallini, il Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, Card. Gualtiero Bassetti, a nome del Governo il Ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, il Presidente RAI, Marcello Foa, l’Amministratore Delegato RAI, Fabrizio Salini, e il Direttore di RAI1, Teresa De Santis.

Il Concerto di Natale, trasmesso in Eurovisione su Rai1 il 25 dicembre dopo il messaggio Urbi et Orbi di Papa Francesco, è promosso dal Sacro Convento di Assisi, dalla Rai e da Intesa Sanpaolo, con il contributo di Terna. Gli addobbi floreali sono offerti dal comune di Viareggio.

Assisi – domenica 15 dicembre iniziativa al Museo della Memoria; ricordata la figura di Piero Terracina

“Natale al museo” è il titolo dell’iniziativa organizzata dal “Museo della memoria, Assisi 1943-1944” in programma domenica 15 dicembre nei locali dell’esposizione, allestita al Vescovado-Santuario della Spogliazione di Assisi, che racconta la storia degli ebrei salvati nella seconda guerra mondiale. L’iniziativa, rivolta principalmente ai bambini di tutte le età, si sviluppa in diversi momenti: alle 11,15 è prevista la visita guidata, a seguire letture e testimonianze legate al Natale, all’accoglienza e al dono. Nel pomeriggio, a partire dalla 15 sarà possibile partecipare alla caccia al tesoro, alla ricerca di indizi sui personaggi che hanno caratterizzato questa straordinaria pagina di storia assisana. Si continuerà con l’animazione, i laboratori e il trucca bimbi. Sarà allestito inoltre un angolo per la degustazione di cioccolata calda, vin brulé e biscotti. Per l’intera giornata il book-shop-libreria sarà aperto con un ricco assortimento di libri, presepi, icone e altri oggetti per grandi e piccini. “L’iniziativa è volta a tenere sempre più viva la memoria, proprio in questi giorni in cui la scomparsa di Piero Terracina – sottolinea la responsabile del Museo della Memoria, Marina Rosati – ci spinge a proseguire sulla strada del testimonianza”. “Ricordiamo ancora commossi – aggiunge Daniela Fanelli, direttore dell’Opera Casa Papa Giovanni che ha realizzato il Museo – la sua visita in Assisi, del febbraio del 2016, il racconto struggente della sua deportazione, la storia della sua famiglia decimata e soprattutto il monito ai ragazzi ai non farsi attrarre da falsi idoli”. Per tutto il periodo natalizio, a partire da domenica 15 dicembre e fino al 6 gennaio 2020, il Museo osserverà il seguente orario: tutti i giorni dalle 10,30 alle 18,00, ad eccezione del 25 dicembre, del 1 gennaio che sarà aperto solo il pomeriggio a partire dalle 15,00 e di lunedì 6 gennaio aperto tutto il giorno dalle 10,30 alle 18.