Spoleto-Norcia: l’arcivescovo Renato Boccardo ha celebrato la messa della Notte nella Cattedrale di Spoleto e quella del Giorno tra le rovine della Concattedrale di Norcia. «Questa celebrazione è un grido di dolore e di speranza, è una implorazione a Dio affinché continui a prendersi cura dei sui figli»

«A Natale Gesù bambino nasce per noi; si accosta a noi per rischiarare la nostra vita, per riattizzare i nostri sentimenti spenti, per ridare vigore alle carte ingiallite della nostra memoria. È lui che scende, che fluisce dentro di noi per rinnovarci interiormente con la grazia del suo Spirito». È questo uno dei passaggi dell’omelia della notte di Natale che l’arcivescovo di Spoleto-Norcia e presidente della Conferenza episcopale umbra, mons. Renato Boccardo, ha tenuto nella Basilica Cattedrale di Spoleto. Nella festa di Natale ha detto il Presule «moltiplichiamo gli aggettivi, nel tentativo di comunicare sentimenti che non giungiamo del tutto a fare nostri: parliamo di auguri sinceri, cordiali, fervidi, e i superlativi tradiscono la precarietà degli affetti, la distanza tra le parole e le emozioni che si vorrebbero davvero trasmettere. Esprimiamo voti di salute, pace, felicità, ma non di rado la lingua tradisce la coscienza della caducità di queste parole. Abbiamo insomma la sensazione imbarazzante di indulgere ad un verbalismo di maniera; avvertiamo che il cuore non segue come dovrebbe e che le parole non si adeguano. Eppure, malgrado tutto, non ci rassegniamo completamente a questa svalutazione dei sentimenti, comprendiamo che si dovrebbe ritrovare la gioia di qualcosa di vero, di genuino, di semplice. È probabilmente anche per questo che siamo venuti in chiesa questa notte, con qualche speranza nascosta sotto la cenere di stanchezze e di delusioni: vorremmo che qualcosa accadesse, che il mistero si rivelasse a noi, che potessimo ritrovare l’innocenza e la semplicità dell’infanzia. Con una fede matura e adulta noi vogliamo riconoscere, nel Bambino del presepio, la luce di questo mondo, vogliamo accogliere la vita che restituisce la speranza a questa civiltà pericolante e malata. A lui ci affidiamo, e nel suo nome ci scambiamo gli auguri di gioia, di pace, di serenità, resi tangibili non dalle nostre parole più o meno sottolineate o ripetute, ma dalla forza della sua presenza che ci avvolge. Perché la nascita di questo Bambino ha cambiato ogni cosa».
Il giorno di Natale, invece, mons. Boccardo si è recato a Norcia per la celebrazione della Messa tra le rovine causate dai sismi del 2016 della Concattedrale di Santa Maria. «Perché celebrare una Messa tra i ruderi di una chiesa, fosse anche una Concattedrale?»: con questa domanda l’Arcivescovo ha iniziato la sua omelia. E naturalmente ha fornito le spiegazioni. «Può essere innanzitutto – ha detto – un esercizio dolce e nostalgico della memoria, che ci riconduce ai Natali prima del terremoto, quando qui si veniva in famiglia a celebrare la nascita del Salvatore. E mentre li accarezziamo con lo sguardo, il volto sfigurato di Santa Maria Argentea e queste pietre accatastate parlano al cuore… Può essere un gesto di solidarietà verso i tanti terremotati. Anche la comunità cristiana ha perduto la sua casa. Qui essa si edificava come popolo di Dio per mezzo dell’ascolto della Parola, la celebrazione dei sacramenti e la testimonianza della carità. E anche Dio ha dovuto lasciare questa casa, privata ormai di luci e di suoni, divenuta muta riproposizione della sorte a Lui toccata il giorno stesso della sua nascita: «non c’era posto per loro nell’alloggio», dice il Vangelo (cf Lc 2, 7). La sobrietà del luogo che ci accoglie, preparato per l’occasione senza sottrarre fondi e mezzi destinati ad altre finalità, richiama in maniera eloquente la povertà e la semplicità della grotta di Betlemme. Questa celebrazione – ha detto il Presule – può essere ancora un grido di dolore e di speranza: dolore per il prolungarsi dell’attesa che affievolisce fino a spegnerli sogni e progetti; speranza che, nonostante tutto, mantiene viva la fiducia nell’uomo e nella sua capacità di lavorare efficacemente per l’edificazione del bene comune, al di fuori e al di sopra di interessi e fazioni. Può essere infine una implorazione accorata che sale a Dio affinché continui a prendersi cura provvidente dei suoi figli, e si rivolge alle Istituzioni perché il grande cantiere della ricostruzione imbocchi finalmente il cammino della concretezza. E allora a Gesù che viene tra noi chiediamo il dono di un’esistenza rinnovata, di una politica con più fiato, di una maggiore attenzione a chi ci sta accanto, di una più grande fiducia nelle istituzioni, meno egoismi privati e più coraggio pubblico, l’apparire di prospettive capaci di giustificare i sacrifici che dobbiamo affrontare, un tempo – ha concluso il Presule – per tutti di concordia, serenità e pace».
Al termine della Messa mons. Boccardo si è rivolto così ai nursini presenti: «Come avete potuto vedere non è stata una passerella, ma un momento di preghiera intenso. È stato commovente il silenzio che ha caratterizzato questa celebrazione: in alcune parti di essa abbiamo sentito solo il grugare dei colombi. Un ulteriore piccolo segno che fa nascere in tutti noi sentimenti e pensieri di pace e di gioia, indespensabili per ricostruire moralmente e materialmente Norcia, ma anche Cascia, Preci e gli altri centri terremotati». Dopo la benedizione finale, mons. Boccardo ha preso in mano il Bambinello e tutti i presenti si sono avvicinati per baciarlo. Naturalmente, sono entrati in chiesa anche tutti coloro che hanno partecipato alla Messa dall’esterno.

Le parole del sindaco Nicola Alemanno: «Oggi ci riprendiamo un pezzo della nostra storia. Tutti abbiamo ricordi legati a questa chiesa: i sacramenti ricevuti, le Messe domenicali e per le grandi solennità. Questa Messa è stato un segnale forte di unità e di speranza per Norcia; un segnale che ci dice che questa comunità ce la può fare a rialzarsi».

Omelia Giorno di Natale 2019

Terni – pranzo di Natale in Episcopio con il vescovo e 130 ospiti di varie nazionalità

Una grande famiglia che si ritrova per festeggiare insieme il Natale. Per il diciannovesimo anno consecutivo, nel giorno di Natale, le porte della curia vescovile di Terni si sono spalancate per accogliere i circa 130 ospiti di diversa nazionalità e provenienza, ospiti nella casa del Vescovo per il pranzo di Natale. Insieme a mons. Giuseppe Piemontese, condividendo nella gioia la festa del Natale, si sono sedute ai tavoli, addobbati e ravvivati dalle decorazioni preparate dagli studenti dell’istituto comprensivo Einuadi di Narni e Amelia, intere famiglie con bambini, persone sole, anziani, immigrati, senza fissa dimora, una nutrita rappresentanza della comunità ucraina, delle case di accoglienza della parrocchia di Borgo Rivo con il parroco don Luca Andreani, tutti serviti da una trentina di volontari, alcuni giovani che per la prima volta si sono dedicati a questo servizio nel giorno di Natale, e che hanno partecipato alla festa come in una grande famiglia allargata.

Ad accogliere all’ingresso dell’episcopio i partecipanti il vescovo Giuseppe Piemontese e il sindaco di Terni Leonardo Latini che ha portato il suo saluto e augurato liete festività, insieme al vicesindaco Andrea Giuli, l’assessore al Welfare Cristiano Ceccotti, il presidente del consiglio comunale Francesco Ferranti.
“Un bell’incontro di festa, amicizia e condivisione – ha detto il vescovo – per non far sentire nessuno solo ed escluso proprio nel giorno in cui Gesù nasce per donare il suo amore a tutti. Tra noi ci sono tanti anziani e famiglie straniere, siamo come una grande famiglia che mostra il volto bello dell’amore e della solidarietà tra tutti, senza distinzione alcuna”.
Gli ospiti del pranzo di Natale in episcopio sono in gran parte persone assistite dalle associazioni caritative della diocesi, coloro che frequentano ogni giorno la mensa diocesana “San Valentino”, ma anche intere famiglie che hanno deciso di trascorre la festa insieme a tante altre persone. Come ormai tradizione, una trentina di volontari si sono impegnati per la buona riuscita della giornata, dall’accoglienza all’allestimento delle sale, dalla preparazione del cibo al servizio ai tavoli, il tutto grazie anche alla collaborazione di gruppi e movimenti della diocesi, che si sono suddivisi i vari compiti, per dare far vivere ad ogni ospite la gioia di un Natale insieme.
Un ringraziamento a chi ha preparato il cibo: l’Allfoods, dal movimento neocatecumenale, l’Azienda Servizi Municipalizzati per i dolci tradizionali natalizi, e la cioccolateria Calvani che ha donato un grande panettone da 10 chili, all’amministrazione comunale di Terni che ha offerto alcuni dolci, all’Acciai Speciali Terni che ha donato pacchi natalizi consegnati a tutti i partecipanti, la Casa della frutta, alla parrocchia di Sambucetole che ha offerto le bibite e le uova donate agli ospiti, e in particolare al Lions Club San Valentino che ha sostenuto economicamente l’iniziativa.
Il pranzo è stato allietato anche dai canti di alcuni ospiti, un canto tradizionale natalizio ucraino, canti della Nigeria e un canto  delle suore ugandesi della congregazione di Santa Teresa di Gesù, insieme all’animazione di don Luca Andreani e don Stefano Mazzoli.
Al termine c’è stato il brindisi augurale con tutti i volontari che in modo impeccabile hanno fatto sì che la giornata riuscisse nel migliore dei modi, con la sorpresa finale dell’arrivo di due Babbo Natale che hanno distribuito dolci prodotti dagli studenti dell’istituto alberghiero Casagrande di Terni, i regali per i bambini e confezioni natalizie donate dall’Acciai speciali Terni nei giorni scorsi distribuite agli adulti.

Perugia – celebrazione della Notte di Natale nella cattedrale di San Lorenzo presieduta dal cardinale Gualtiero Bassetti. Il presule: «Il Natale non è scontato, non è facile… Dobbiamo salire anche noi verso Betlemme »

«Chi segue la via dell’umiltà e della semplicità dell’incarnazione del Figlio di Dio, troverà il Dio vero e scoprirà il profondo di se stesso. Non troverà un architetto, che ha progettato il mondo, ma un Dio che ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chi crede in Lui non muoia ma abbia la vita eterna». Così il cardinale arcivescovo Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, durante l’omelia della celebrazione eucaristica della Notte di Natale in una gremita cattedrale di San Lorenzo di Perugia.

Un dramma che si ripete dopo 2000 anni.

«Accogliamo questo Figlio nella mangiatoia del nostro cuore – ha proseguito il cardinale –, con una dedizione vera ai suoi fratelli di adozione. Purtroppo, oggi troppi cristiani vivono in una specie di ateismo pratico. E il dramma di duemila anni fa si ripete: “Non c’era posto per loro nell’alloggio”; ancora oggi per Lui non c’è posto nel cuore di molti uomini. Perciò questa Notte ci chiede: “Mi accoglierai tu?”. Ascoltiamo insieme questa voce, per alcuni risuonerà più forte, per altri meno e per altri ancora può affondare in ricordi lontani».

Il Natale cristiano non è solo di addobbi e di luci.

«Quello che colpisce in questa Notte è che siamo usciti numerosi dalle nostre case per venire qui, perché, in un modo o in un altro, a tutti si è fatto sentire l’Angelo di Natale. Ma il Natale cristiano non è solo di addobbi e di luci. Il Vangelo, parlando del viaggio di Maria e di Giuseppe, lo presenta come un cammino in salita. Lo sottolinea molto bene anche Paolo VI: “La vita cristiana, se la viviamo con impegno e con intensità, è un cammino in salita”. Questo sta a dire che il Natale non è scontato, non è facile. Occorre da parte nostra un cuore attento, vigile e pronto per ascoltare il messaggio dell’Angelo. Si, dobbiamo salire anche noi verso Betlemme, “salire” verso quella grotta. E proprio lì troveremo il Signore, se siamo venuti con il desiderio forte di vedere Gesù! “Troverete un bambino avvolto in fasce che giace in una mangiatoia”, disse l’Angelo ai pastori. E’ un bambino avvolto in fasce, è piccolo e indifeso, eppure è il nostro Salvatore!».

Le nostre città sono spesso distratte e chiuse.

«E questo sconvolge la nostra umanità – ha sottolineato il presule –: noi siamo abituati ad esaltare la forza, a dare credito soltanto alla potenza. Come è possibile credere che, quel piccolo bambino, nato per di più in un stalla, sia Colui che salva il mondo? Come è possibile crederlo davanti ai grandi problemi dell’umanità? Le guerre, le ingiustizie di ogni tipo, le persone costrette a migrare e a fuggire… L’impossibilità sembra ancona più evidente se si pensa a come finirà quel Bambino, perché un giorno sarà messo sulla croce come un malfattore. Eppure, fratelli, è proprio qui la nostra salvezza: in questo Bambino fragile e indifeso. Ma purtroppo le nostre città, come Betlemme, sono spesso distratte e chiuse».

Il presepe, la nostra storia, cruda realtà di una città.

«Noi ricordiamo tutto questo con il presepe a cui papa Francesco ha dedicato una bellissima lettera, perché il presepe è la nostra storia. Questa sera ne contempleremo uno molto artistico, realizzato nella nostra cattedrale in stile settecentesco napoletano da un gruppo di amici della Mostra internazionale di arte presepiale di Città di Castello. Fermatevi a guardarlo, osservatelo più che con gli occhi con il cuore. Noi ci commoviamo davanti al presepe e facciamo bene, perché in quella scena c’è la cruda realtà di una città che non sa accogliere due giovani stranieri, Maria e Giuseppe, e il loro figlio, che sta per nascere. Gli uomini non sanno trovare per loro un posto; tutto è occupato e Gesù deve nascere fuori, in una grotta, e un giorno morirà sempre fuori dalla città, sul Golgota. E’ una storia tanto antica, eppure tanto attuale. E’ giusto commuoversi non solo per la fredda indifferenza di Betlemme, ma per il grande amore di Dio. Egli è venuto anche se noi non l’abbiamo riconosciuto».

Il cardinale Bassetti, avviandosi alla conclusione, si è soffermato sul «desiderio struggente di Francesco d’Assisi quando nel lontano Natale del 1223 disse: “Voglio vedere Gesù” e inventò il presepe vivente. Racconta una tradizione che Francesco strinse fra le sue braccia un piccolo neonato. La fragilità di quel bambino toccò il suo cuore e commosse tutti i contadini che erano accorsi. Quel Bambino ora è davanti ai nostri occhi perché anche noi ci commoviamo e lo abbracciamo, lo stringiamo al cuore, perché Gesù resti sempre con noi, nelle nostre case, nella nostra città e in tutto il mondo. Questo è il Natale».

Gli auguri particolari del cardinale.

Al termine della messa della Notte di Natale, concelebrata con il vescovo ausiliare mons. Marco Salvi, il cardinale ha rivolto in particolare i suoi auguri «a tutte le famiglie dove quest’anno è nato un bambino, ma purtroppo – ha commentato – le nascite nella nostra regione e in Italia sono ad un livello bassissimo. La nascita di una creatura è sempre una grande festa». Ha poi rivolto un altro augurio «a tutte le famiglie che si sono unite nel sacramento del matrimonio nel 2019 e a tutte le persone malate, a quanti soffrono e sono anziani. Domani (25 dicembre, ndr) – ha annunciato Bassetti – andrò a pranzare con le detenute del Carcere di Capanne e per loro vi chiedo una preghiera particolare». Ha concluso con un augurio rivolto alla città di Perugia, affidandola alla protezione di Maria, «la protagonista del Natale, perché ne abbiamo particolarmente bisogno in questo periodo».

Prima della benedizione finale il cardinale Bassetti, insieme al vescovo ausiliare mons. Salvi, ha portato davanti al presepe il Bambinello consegnandolo all’autore dell’opera, Claudio Conti di Città di Castello, che l’ha deposto nella mangiatoia.

Terni – celebrazione della Notte Santa. Mons. Piemontese: “I poveri, i migranti i malati e i bisognosi trovino cuori generosi epronti all’aiuto, all’accoglienza, alla solidarietà nel tuo nome”.

Nella celebrazione della notte di Natale nella Cattedrale di Terni, gremita di persone, il vescovo Giuseppe Piemontese ha sottolineato la gioia e la speranza che viene dal Natale in un momento particolarmente difficile, la grandezza dell’amore di Dio che diventa uomo e “prende su di sé le qualità, i limiti, le sofferenze e le dinamiche di ogni uomo per farsi vicino, prossimo ad ogni uomo. La comunità cristiana si raduna, attratta dalla meraviglia del Natale, da segni e tradizioni incise nella mente e nel cuore di ognuno e che riportano al tempo felice dell’infanzia, a ricordi gioiosi indimenticabili, legati alla famiglia: genitori, nonni, persone care, e ad eventi, che ci sembra di rivivere e custodire. Questa notte completiamo il presepe, ponendo l’ultimo personaggio: il bambino Gesù, nella mangiatoia accanto a Maria e Giuseppe, al bue e all’asinello, così come fece San Francesco. Il Figlio di Dio assume la condizione umana non solo nella crudezza del realismo comune all’umanità, ma anche nella povertà assoluta: senza casa, senza comodità, senza cose necessarie ad un bambino neonato”.
E poi un monito ai cristiani a vivere pienamente e il mistero del Natale e la sua spiritualità: “Quanti, nell’agitarsi frenetico del tempo natalizio: albero di Natale, luci, suoni e frastuoni, smania di acquisti e di regali, sostano dinanzi a quel bambino che giace in una mangitoia e lo adorano come Maria e Giuseppe, i pastori, i magi? Quanti di noi si fanno adoratori del Dio vivente, fatto uomo e manifestato nella tenera carne di un bambino, per di più povero? Quanti di noi riconoscono nei propri simili, specie i poveri, i malati, i bisognosi di ogni genere Gesù, Figlio di Dio incarnato.
Anche nella nostra regione Umbria e nella nostra Diocesi la pratica religiosa e la testimonianza cristiana è decisamente raffreddata, cambiata non solo in riferimento ai tempi gloriosi di Benedetto, Francesco, Chiara, ma anche rispetto a trenta anni addietro. Abbiamo bisogno di riscoprire i fondamenti del Vangelo di Gesù, di convertirci mettendoci decisamente alla scuola di Gesù. Anche le nostre Chiese vanno rievangelizzate riscoprendo e riappropriandoci del coraggio e della forza di Valentino, Giovenale, Fermina, Francesco, i Protomartiri francescani, Gabriele dell’Addolorata, Giunio Tinarelli, Vincenzo Loiali”.
A conclusione della celebrazione don Carlo Romani parroco emerito della Cattedrale ha formulato gli auguri di un sereno Natale al vescovo a nome della comunità diocesana.

L’OMELIA DEL VESCOVO

Perugia – la visita natalizia del vescovo ausiliare mons. Marco Salvi ai detenuti e alle detenute. Annunciati dalla direttrice Bernardina Di Mario importanti progetti occupazionali per il 2020

Ad anticipare il Pranzo di Natale in carcere del cardinale Gualtiero Bassetti, è stata la visita del vescovo ausiliare mons. Marco Salvi, lo scorso fine settimana, ai detenuti e alle detenute, al personale educativo e di sorveglianza e ai volontari della Casa Circondariale di Capanne Perugia.

La celebrazione eucaristica natalizia ha visto la partecipazione di circa 200 tra detenuti e detenute, presieduta da mons. Salvi insieme al cappellano della struttura padre Francesco Bonucci e al cappellano del Perugia Calcio padre Mauro Angelini, entrambi dell’Ordine dei Frati Minori. La liturgia è stata animata dalla Comunità Magnificat e un detenuto ha donato a mons. Salvi un crocifisso da lui realizzato.

Tra i volontari delle associazioni operanti in carcere c’era il segretario dell’Associazione perugina di volontariato Maurizio Santantoni, che ha fatto da “portavoce” a ciò che ha detto mons. Salvi all’omelia. «Il vescovo ha evidenziato due aspetti del Natale – racconta Santantoni –: il primo, è che per ciascun cristiano si apre, qualunque sia la condizione di vita, la speranza. E’ una luce che entra nella vita e rischiara le tenebre; il secondo, è che Dio ama ciascun uomo che deve prendere coscienza di questo Amore, perché la vita abbia una speranza al di là delle difficoltà. Mons. Salvi ha anche ricordato che la venuta del Figlio di Dio tra gli uomini è stata annunciata dall’Angelo prima di tutto agli emarginati. Questo deve far riflettere su come il Signore possa entrare nella vita di ciascuno, pur in difficoltà o che ha commesso degli sbagli».

Nel prendere la parola la direttrice della Casa Circondariale Bernardina Di Mario, ha annunciato alcuni importanti progetti occupazionali per i detenuti e le detenute che saranno avviati nel corso del 2020. Innanzitutto il progetto di un laboratorio di cucito, che occuperà 60 tra detenuti e detenute, per la produzione di indumenti per gli agenti di Polizia penitenziaria di tutt’Italia.

Perugia – lutto per la morte di don Benito Baldoni, parroco emerito di Castiglion della Valle, originario di Magione, un «pastore vero, determinato, dalla grande umanità».

E’ tornato alla Casa del Padre, nel giorno della vigilia di Natale, presso la Residenza Protetta “Fontenuovo” di Perugia, don Benito Baldoni, parroco di Castiglion della Valle dal 1956 al 1993 e poi parroco solidale presso le comunità parrocchiali di Villanova, Badiola, San Biagio della Valle e Pila. Appresa la triste notizia, il cardinale arcivescovo Gualtiero Bassetti si è raccolto in preghiera, affidando al Signore l’anima buona e generosa di questo servitore della Chiesa. Il cardinale e il Clero diocesano esprimono alla famiglia di don Baldoni il loro profondo cordoglio e la loro vicinanza spirituale.

Le esequie saranno celebrate giovedì 26 dicembre, alle ore 10, presso la chiesa parrocchiale “San Pio” di Castel del Piano, presiedute dal vescovo ausiliare mons. Marco Salvi. La camera ardente è allestita dal pomeriggio del 24 dicembre presso la Residenza “Fontenuovo”.

Don Baldoni, racconta il suo confratello don Calogero Di Leo, direttore dell’Ufficio diocesano catechistico, «è stato confessore fino all’ultimo, un pastore vero, dal carattere determinato, in apparenza un po’ duro, ma di una grande umanità e sensibilità verso il prossimo. Amava la Chiesa e la sua vocazione e si definiva un uomo e un pastore libero, franco e schietto. Era diretto nel dire le cose ma con delicatezza. Amava la gente ed era addolorato per come stava andando la società, sempre più avvolta dal nichilismo con il conseguente allontanamento dell’uomo dall’aspetto cristiano della vita. Don Benito mi diceva spesso – ricorda don Calogero – che la Chiesa doveva ritornare ad evangelizzare, riportando il Vangelo nelle famiglie. Fino a pochissimi giorni fa leggeva, studiava per aggiornarsi e informarsi. Lo trovavo sempre con un nuovo libro in mano».

Don Baldoni era nato a Magione il 12 novembre del 1928, entrando nel Seminario diocesano di Perugia a 11 anni dove rimase fino alla maturità classica per poi trasferirsi al Pontificio Seminario Regionale “Pio XI” di Assisi. Per un anno svolse il servizio militare a Firenze (presso il Genio Trasmissioni) e successivamente completò l’iter teologico a Cortona, presso il Seminario dei padri Redentoristi. Fu ordinato sacerdote il 29 giugno del 1954 dall’arcivescovo di Perugia mons. Mario Vianello, celebrando la prima Messa a Magione il 4 luglio 1954 e poco dopo gli venne affidato l’incarico di cappellano ad Agello con parroco don Antonio Fedeli. Il 2 dicembre del 1956 fu nominato parroco di Castiglion della Valle. Terminato il suo servizio in parrocchia nel 1993, fu per diversi anni parroco solidale presso le parrocchie della sua Unità pastorale. Dal 2014 fu assistito presso i religiosi di Madre Speranza a Collevalenza e dal 2017, con l’aggravarsi della malattia, venne accolto presso la Residenza Protetta “Fontenuovo” di Perugia.

FRATI ASSISI: NATALE DI SPERANZA E PACE VISSUTO CON SORELLA SOBRIETA’

«Che sia un Natale di speranza vissuto in pace in famiglia e nella sobrietà della vita di tutti i giorni» questo l’augurio della Comunità francescana del Sacro Convento di Assisi per le prossime festività. «Per questo Natale dovremmo fermarci un attimo per ritrovare il rapporto con il tempo e vivere il presente senza fretta – ha dichiarato il direttore della Sala Stampa del Sacro Convento di Assisi, padre Enzo Fortunato-. Auspico affinché il Natale illumini le nostre strade e ci renda quelli che non hanno paura del buio, proprio perché dentro la notte, per chi spera, c’è un mondo in attesa».

A nome di Papa Francesco, sarà il Cardinale Agostino Vallini, Legato pontificio per la Basilica di San Francesco, a presiedere la Santa Messa di Natale la notte del 24 dicembre alle 24.00 in Basilica inferiore. La solenne celebrazione verrà trasmessa in diretta sulla pagina Facebook ufficiale di San Francesco d’Assisi. Il 25 dicembre, alle 10.30, il Custode del Sacro Convento di Assisi, padre Mauro Gambetti, presiederà la Santa Messa Solenne in Basilica inferiore.

PROGRAMMA DELLE CELEBRAZIONI

24 dicembre 17.00 S. MESSA vespertina della Vigilia – 18.30 VESPRI SOLENNI di Natale – 22.00 Riapertura della Basilica – Confessioni fino alle 23.30 segue Canto dell’Ufficio delle Letture – 24.00 S. MESSA SOLENNE NELLA NOTTE Presiede S.Em. Card. Agostino Vallini, Legato pontificio per le Basiliche papali di Assisi. Alla conclusione benedizione del Presepe

25 dicembre 10.30 S. MESSA SOLENNE Presiede p. Mauro Gambetti OFMConv, Custode del Sacro Convento
Altre SS. MESSE ore 7.30 – 9.00 – 12.00 – 17.00 – 18.30
La Basilica resta chiusa dalle ore 13.00 alle ore 14.30

26 dicembre
SS. MESSE ore 7.30 – 9.00 – 10.30 – 12.00 – 17.00 – 18.30

Perugia: «Il “Don Guanella” è sempre più nel cuore dei perugini». Il cardinale Bassetti ha visitato il presepe vivente dell’Opera guanelliana sorta sessanta anni fa

«Si è realizzato un sogno, quello di vedere la chiesa del “Centro Sereni – Istituto Don Guanella” di Perugia diventare la sede principale delle comunità parrocchiali dell’Unità pastorale di Montebello». A evidenziarlo, con voce commossa, è stato il cardinale arcivescovo Gualtiero Bassetti, nel pomeriggio del 22 dicembre, in visita al presepe vivente animato dai 70 ospiti del “Don Guanella” e ai laboratori artistico-creativi.

«Le Parrocchie e l’Istituto hanno dato vita insieme ad una “fusione”, perché insieme realizzano un grande progetto dell’Amore di Dio – ha commentato il cardinale all’inizio della celebrazione eucaristica –. Questi ragazzi, che san Luigi Guanella chiamava “buoni figli”, hanno bisogno dell’affetto di tutti e tutti abbiamo bisogno dell’affetto che loro ci comunicano anche attraverso gli oggetti che realizzano con fantasia. La presenza di molte persone, anche giovani, a questa celebrazione è la testimonianza che il “Don Guanella” è sempre più nel cuore dei perugini. E’ incoraggiante per la comunità dei padri Guanelliani vedervi così numerosi a quest’incontro in cui anticipiamo il Natale».

Gli stessi religiosi hanno espresso gioia e soddisfazione nel vedere allargata la loro grande famiglia, che è a Perugia da sessanta anni con il “Centro Sereni – Don Guanella”. Hanno voluto mostrare a quanti sono venuti la bellezza che abita nella loro casa. Il tema del presepe vivente di quest’anno è proprio la bellezza che i Guanelliani vogliono contagiare a tutti coloro che vivono l’esperienza di questa realtà aperta ancor più alla città.

All’inizio della celebrazione eucaristica il cardinale ha acceso la lampada arrivata da Betlemme grazie a una iniziativa degli scout del Masci di Perugia. L’hanno voluta portare al “Don Guanella” per fare sentire la loro vicinanza a questa realtà testimone di quella Luce di salvezza che da più di duemila anni illumina, riscalda i cuori degli uomini di tutta la terra. Nell’omelia il presule si è soffermato sulla Parola di Dio della IV domenica d’Avvento, esortando i fedeli a «contemplare la fede di Maria e di Giuseppe. E’ proprio per la loro fede, il loro “sì” a Dio, che noi in anticipo abbiamo potuto festeggiare il Natale. Il Natale è il mistero più dolce e più bello di tutto l’anno liturgico, anche se la Pasqua è il completamento con la morte e la resurrezione del Figlio di Dio. A Natale godiamo di tutta la tenerezza di un Bambino che ha nelle mani le sorti del mondo e la nostra vita. Di questo Bambino ci possiamo fidare fino in fondo, perché di Lui si sono fidati Maria e Giuseppe. Questo, fratelli, è il nostro Natale».

Perugia – l’augurio natalizio del cardinale Bassetti alla «grande comunità composita» dell’Ospedale di Santa Maria della Misericordia

Nello scorso fine settimana il cardinale Gualtiero Bassetti ha rivolto il suo augurio natalizio ad un’altra realtà dell’umana sofferenza della città di Perugia, l’Ospedale di Santa Maria della Misericordia, celebrando l’Eucaristia nella chiesa interna, dove riposano i resti mortali del venerabile servo di Dio Vittorio Trancanelli (1944-1998), noto medico chirurgo perugino.

«L’ospedale è una grande famiglia – ha commentato il cardinale –, una bellissima comunità, perché è una comunità composita dove ci siamo tutti, degenti e loro familiari, medici e personale sanitario, e volontari ospedalieri. Questo fa piacere al vescovo che è qui a portare il suo saluto augurale e a dire una parola di conforto e di incoraggiamento a tutti nella prossimità del Natale». Il cardinale Bassetti ha espresso gratitudine a quanti operano con professionalità per alleviare le sofferenze dei degenti e ai padri francescani che animano le attività liturgiche e pastorali della chiesa dell’Ospedale, definendoli «operatori indispensabili nell’assistere spiritualmente i nostri malati».

Terni – pranzo di Natale in Episcopio e celebrazioni in Cattedrale. Mons. Piemontese: “Il Natale ritorna per ricordarci che Gesù si è fatto uomo, ha imparato l’arte del vivere umano, fatto di lavoro, di fatica, di studio, di dialogo, di ricerca della verità, di confronto rispettoso”.

Un Natale che porti speranza, che faccia partecipi tutti, in modo particolare le persone sole, sofferenti, malate e bisognose, ma anche giovani e famiglie della gioia e dell’amore di Dio. Diversi e significativi sono gli eventi religiosi che caratterizzano le festività natalizie nella diocesi di Terni-Narni-Amelia, a cominciare dalle celebrazioni prenatalizie in fabbrica all’Ast del 15 dicembre scorso e presso la Cosp Tecno service il 19 dicembre, dall’incontro con gli studenti dell’istituto “Einaudi” di Narni scalo e quello con i responsabili e delegati delle associazioni, dei gruppi e dei Movimenti ecclesiali per condividere un momento di preparazione al Natale e per uno scambio augurale.
«In un contesto generale contesto d’incertezza, preoccupazione, ansia per il lavoro precario o disoccupazione endemica – ricorda il vescovo Giuseppe Piemontese – incertezza politica, in gradi diversi, nel governo nazionale, regionale e locale. La stessa società civile è alle prese con i problemi quotidiani, riguardanti il lavoro, la salute, la sanità, i temi ambientali e il dissesto idrogeologico, la vivibilità delle città.
Il Natale ritorna, per ricordarci che Gesù si è fatto uomo, ha imparato l’arte del vivere umano, fatto di lavoro, di fatica, di studio, di dialogo, di ricerca della verità e di Dio; di confronto rispettoso e pacifico con la comunità, di condivisione del comune destino, di compassione e misericordia, di amore gli uni per gli altri, fino a donare la vita propria. Natale è il trionfo dell’umanità, rappresentata da Gesù. Nella contemplazione del presepe, le nostre città, la nostra Diocesi, possono imparare l’arte di amare e di vivere da uomini liberi e felici. Possiamo imparare a promuovere il bene e il benessere di tutti: specie dei poveri nei quali Gesù ha promesso di identificarsi con maggiore verità».

I prossimi incontri in programma:
Venerdì 20 dicembre alle ore 10 nella chiesa di Sant’Antonio a Terni celebrazione per gli studenti, insegnanti, operatori dell’Istituto Leonino e per i loro familiari.
Alle ore 11.30, presso la sede della facoltà di Economia di Terni dell’Università degli studi di Perugia, ci sarà la cerimonia di consegna della raccolta effettuata dagli studenti, insegnanti e personale amministrativo, di alimenti e di giocattoli per gli Empori solidali della Caritas e della San Vincenzo alla presenza del vescovo Piemontese

Lunedì 23 dicembre ore 11.30 celebrazione prenatalizia all’Asm – Azienda Servizi Municipalizzati, nella sede dell’azienda a Maratta Bassa.
Martedì 24 dicembre alle ore 11 incontro con i membri dell’Azione Cattolica diocesana per uno scambio augurale
alle ore 23.45 nella Cattedrale di Terni il vescovo presiederà la celebrazione della Notte di Natale,
mercoledì 25 dicembre la solenne concelebrazione eucaristica del Natale del Signore alle ore 11 la nella Concattedrale di Narni e alle ore 17.30 la concelebrazione della solennità del Natale nella Concattedrale di Amelia

Segno di solidarietà con i più poveri è il tradizionale appuntamento natalizio del pranzo di Natale in Episcopio del 25 dicembre (ore13). Con il vescovo Giuseppe Piemontese siederanno a tavola 130 invitati, assistiti dalle associazioni caritative della diocesi e della parrocchia di Santa Maria del Rivo, in gran parte coloro che frequentano ogni giorno la mensa diocesana “San Valentino”, ma anche intere famiglie che hanno deciso di trascorre la festa non a casa propria ma insieme ai più bisognosi della città. I volontari si occuperanno della buona riuscita della giornata, dall’allestimento all’accoglienza, dalla preparazione del cibo al servizio ai tavoli, il tutto grazie anche alla collaborazione di gruppi e movimenti della diocesi, che si sono suddivisi i vari compiti, per dare far vivere ad ogni ospite la gioia di un Natale insieme. Al pranzo di Natale contribuiscono: il Lions Club San Valentino di Terni, l’Azienda Servizi Municipalizzati con il dono dei dolci tradizionali, l’Ast che offre i pacchi natalizi e, come ormai da diversi anni, anche gli studenti dell’Istituto “Casagrande – Cesi” di Terni con la preparazione dei pasticcini per il pranzo, e gli studenti dell’Istituto comprensivo tecnico commerciale di Narni scalo che hanno preparato gli addobbi per la tavola e i segnaposto con un pensiero augurale, frutto di percorso didattico e formativo legato al tema della solidarietà che sta alla base di questo loro impegno per il Natale.

Anche la Caritas diocesana associazione di volontariato San Martino, in occasione del Natale, ha donato alla Casa Circondariale di Terni 250 panettoni per il pranzo di Natale e per quello del nuovo anno. Inoltre, come ormai da diversi anni i volontari della Caritas, che durante l’anno attraverso il centro di ascolto hanno un continuo contatto per dare aiuto materiale e spirituale ai detenuti, organizzano momenti di festa insieme con le tombolate il 23, 27 e 30 dicembre e il 2 gennaio 2020 alle ore 14 con tanti premi utili alle esigenze dei detenuti.
Una solidarietà estesa che si avvale del contributo di tanti benefattori che anche quest’anno per il Natale hanno effettuato raccolte alimentari come gli studenti universitari, quelli del liceo artistico per gli Empori solidali di Terni e Amelia.
Al settimo anno la raccolta del Dipartimento di Economia dell’Università degli Studi di Perugia sede di Terni fra le studentesse, gli studenti, gli ex-studenti, i docenti, tutto il personale, in occasione del Natale, a favore della Caritas diocesana di Terni-Narni-Amelia e della San Vincenzo de’ Paoli. Gli studenti e docenti del liceo Artistico di Terni per il sesto anno hanno effettuato la raccolta di prodotti da destinare all’emporio solidale della Caritas diocesana.

Fine anno
Nel periodo delle festività dopo Natale, la Chiesa diocesana celebra la conclusione dell’anno martedì 31 dicembre alle ore 17.30 in cattedrale con il tradizionale Te Deum di ringraziamento presieduto dal vescovo Piemontese alla presenza delle autorità cittadine.