Perugia – Giornata nazionale per la Vita. Il vicario episcopale per la Pastorale don Simone Pascarosa: «Ritrovare il senso della nostra vita guardando a Colui che ci ha amato dando la vita»

Promossa dalla Pastorale familiare, dal Movimento per la Vita (MpV) e dalla Caritas diocesana di Perugia-Città della Pieve, la 46a Giornata nazionale per la Vita si è tenuta lo scorso 4 febbraio, presso la chiesa dei Santi Severo e Agata al Girasole in San Mariano di Corciano, riflettendo sul tema: “La forza della vita ci sorprende. Quale vantaggio c’è che l’uomo guadagni il mondo intero se poi perde la sua vita?”

Un testimone di vita. «E’ un appuntamento annuale sentito e partecipato dalla nostra comunità diocesana, questo della Giornata per la Vita, preceduto dalla veglia di adorazione eucaristica tenutasi il giovedì scorso nella chiesa dell’Ospedale “Santa Maria della Misericordia” a Perugia». È il commento, a margine, dei coniugi Roberta e Luca Convito, responsabili della Pastorale familiare. «In questo luogo di culto, dove in molti quotidianamente si raccolgono in preghiera per chiedere al Signore la grazia della guarigione del corpo e dello spirito – ricordano Roberta e Luca –, sono custoditi i resti mortali del venerabile servo di Dio e medico chirurgo Vittorio Trancanelli (1944-1998), un “santo in sala operatoria e nella vita”, uno dei testimoni del nostro tempo che tanto si è adoperato per salvare la vita del prossimo non solo nella sua professione, ma nella vita quotidiana fondando l’associazione “Alle Querce di Mamre” dove trovano accoglienza donne e minori soli in gravi difficoltà, alla ricerca di un senso della propria esistenza. E l’adorazione eucaristica ha messo al centro anche queste esistenze e ha visto una numerosa partecipazione di giovani, operatori sanitari, movimenti e associazioni che si occupano della cura della vita in ogni sua forma», concludono Roberta e Luca Convito.

Quanto vale la vita? La celebrazione eucaristica del pomeriggio del 4 ottobre, presieduta dal parroco e vicario episcopale per la Pastorale, don Simone Pascarosa, è iniziata con la benedizione dei bambini presenti chiamati all’altare e delle giovani mamme in attesa. Don Pascarosa, nella sua omelia, ha posto ai fedeli degli interrogativi sul senso dell’esistenza umana: «Quanto vale la vita di un uomo? Forse solo un assicuratore lo sa e riesce a quantificarlo; vale più la vita di un giovane o di un anziano, di un italiano o di un africano? Vale più la vita di un malato o di una persona sana? Qual è il senso della vita? Questi gli interrogativi che spesso ci poniamo e a cui non riusciamo a dare risposta se non alla luce di Gesù Cristo che è venuto a predicare per la vita eterna. Il Vangelo ci presenta Gesù che guarisce la suocera di Pietro e le consente di rimettersi al servizio di Dio nel servizio agli altri. La direzione giusta che ci viene indicata è proprio questa servire Dio attraverso i fratelli e ritrovare il senso della nostra vita guardando a Colui che ci ha amato dando la vita. Possiamo non essere in salute, possiamo trovarci senza risorse economiche, ma nessuno può toglierci l’amore di Dio. Forti di questa gioia viviamo la nostra vita in pienezza!».

Un aiuto concreto alla vita. A conclusione della celebrazione, la presidente del MPV, Luisa Fioretto, ha presentato l’attività annuale del Movimento, evidenziando l’assistenza fornita a 74 mamme vedendo la nascita di 17 bambini. Ha poi lasciato la parola alla testimonianza dei coniugi Chiara e Giovanni Segantin, responsabili della Casa Caritas di accoglienza “Il Casolare” in Sanfatucchio di Castiglione del Lago, che hanno raccontato della loro esperienza di vita di genitori adottivi di un ragazzo kosovaro, Edison, gravemente malato fin dalla nascita, venuto a mancare ad ottobre.

Il malato sorgente di cura interiore. Nel loro racconto e nei loro sguardi commossi sono riecheggiate vive e concrete le parole del messaggio dei Vescovi italiani di questa 46a Giornata: “Quante volte il capezzale dei malati gravi diviene sorgente di consolazione per chi sta bene nel corpo ma è disperato interiormente”. Chiara e Giovanni hanno voluto anche loro consegnare un “messaggio” nel dire: «Edison ci è stato affidato perché noi ci prendessimo cura di lui, ma mentre noi ci prendevamo cura del suo corpo lui si prendeva cura delle nostre anime e di quelle di tutti coloro che lo hanno visitato».

Perugia – “Iniziazione cristiana. Quale proposta per il futuro”, un ciclo di tre incontri di formazione per catechisti con il teologo Andrea Grillo

Avrà inizio mercoledì 7 febbraio (ore 21), presso il salone parrocchiale di Ponte San Giovanni, il ciclo di tre incontri di formazione dal titolo: “Iniziazione cristiana. Quale proposta per il futuro”, rivolto agli oltre 700 catechisti e catechiste delle comunità parrocchiali dell’Archidiocesi di Perugia-Città della Pieve impegnati nell’iniziazione cristiana. Questo ciclo sarà tenuto dal noto teologo Andrea Grillo, professore ordinario presso la Pontificia Università Sant’Anselmo di Roma, promosso dall’Ufficio catechistico diocesano diretto dal don Calogero Di Leo.
Gli altri due appuntamenti sono in calendario ii 6 marzo e il 17 aprile, sempre nella parrocchia di Ponte San Giovanni dove si ritroveranno “in presenza”, fin dal primo incontro, i catechisti delle prime quattro Zone pastorali, mentre quelli delle altre seguiranno il corso, in collegamento online, nei saloni parrocchiali di Marsciano, Magione e Sanfatucchio.
A spiegare la finalità del ciclo di formazione è don Calogero Di Leo: «Occorre trovare forme nuove di annuncio del Vangelo e di approfondimento della fede attraverso la catechesi», perché «vivendo in cambiamento d’epoca con continui mutamenti che investono non solo la società, ma anche la vita ecclesiale siamo tenuti, come ci esorta spesso papa Francesco, a trovare nuovi linguaggi e nuovi strumenti affinché l’annuncio del Vangelo possa essere un’esperienza di vita alla luce di tre elementi fondamentali quali: il Vangelo, la Liturgia e la vita comunitaria Fraterna, e di come l’iniziazione cristiana possa aiutare meglio la nostra esistenza quotidiana di credenti e di come la stessa vita dell’uomo possa aiutarci nell’illuminare il senso dalla stessa iniziazione cristiana».
«In tutto questo ci avvaliamo – annuncia don Calogero Di Leo – della preziosa esperienza del noto teologo Andrea Grillo, che con il suo libro sulla Iniziazione potrà indicarci una proposta attraverso la quale possiamo essere catechisti e comunità “rinnovati” e al “passo con i tempi”, perché annunciatori della Parola del Signore, dopo aver individuato una nuova modalità del suo annuncio sia agli adulti, ma soprattutto ai più giovani che sono, non dimentichiamolo, il nostro futuro di Società e di Chiesa, ma specialmente il presente, e che ora più che mai hanno bisogno di una proposta coinvolgente e convincente».

Perugia – celebrata in cattedrale la Giornata della Vita Consacrata. L’arcivescovo Maffeis all’omelia: «Il senso della vita religiosa è un seguire Cristo, Crocifisso e Risorto…, servendo le nostre comunità e la società nel suo complesso»

«La solenne processione con cui abbiamo aperto la nostra celebrazione ha espresso in maniera eloquente il senso della vita religiosa: è un seguire – con le lampade accese della fede e della carità – il Cristo, Crocifisso e Risorto, l’unico “sommo sacerdote misericordioso e degno di fede”, come ci ha ricordato la Lettera agli Ebrei…». Così l’arcivescovo Ivan Maffeis all’omelia (scaricabile al link: Omelia-arcivescovo-Maffeis-celebrazione-Giornata-della[1]Vita-Consacrata-2024-in-cattedrale.pdf (diocesi.perugia.it) della celebrazione eucaristica della Giornata della Vita Consacrata nella cattedrale di San Lorenzo di Perugia, la sera del 2 febbraio. Una celebrazione sentita e partecipata che ha visto una significativa rappresentanza di comunità e congregazioni religiose, di vita consacrata e giovani in discernimento vocazionale attorno al loro Pastore Ivan, che ha avuto parole di incoraggiamento e di gratitudine per la missione da loro svolta al servizio della Chiesa e delle comunità locali. La preghiera con l’accensione e la benedizione delle candele davanti alla venerata icona della Madonna delle Grazie ha introdotto la celebrazione animata dal Coro diocesano “Voci di Giubilo” diretto da don Alessandro Scarda. Concelebranti sono stati il vicario generale don Simone Sorbaioli, il vicario episcopale per la Vita Consacrata don Vittorio Gepponi, l’arciprete della cattedrale don Fausto Sciurpa e diversi religiosi.

Stagione vocazionale difficile. Mons. Maffeis, prendendo lo spunto dalle parole del vecchio Simeone ha esortato i religiosi e le religiose a non arrendersi «davanti a una stagione vocazionale che ci costringe a rivedere radicalmente la presenza diffusa di ieri. È un processo che porta a chiudere conventi, a lasciare città e borghi, a volte in un silenzio desolante; sono partenze che impoveriscono l’intero territorio, privandolo di quel segno di radicalità evangelica a cui la vita religiosa rimanda. Dietro a questo lasciare ci sono, inoltre e soprattutto, le storie delle persone, di uomini e donne che hanno lasciato la barca e le reti e ad abbracciare i consigli evangelici; c’è, quindi, la storia della vocazione di ciascuno, le persone incontrate, gli innumerevoli servizi assicurati dai vostri carismi alle nostre famiglie, alle nostre comunità e alla società nel suo complesso. A fronte di questa situazione credo che vada recuperato l’autentico messaggio che le parole del vecchio Simeone ci consegnano con quell’“Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace…”».

Mantenere vivo il fuoco della vocazione. «Possiamo leggervi un richiamo per noi a non smarrire la dimensione contemplativa – ha proseguito l’arcivescovo –, a tener fissare lo sguardo su Gesù: su Colui che – come diceva ancora la Lettera agli Ebrei – “proprio per essere stato messo alla prova e aver sofferto personalmente, è in grado di venire in aiuto a quelli che subiscono la prova”. Lo sappiamo per esperienza: se ci chiudiamo sulle nostre preoccupazioni e sulle nostre difficoltà, sui nostri problemi personali e comunitari, finiamo per smarrire il cuore di ciò che siamo; se contempliamo il Signore, se non smettiamo di fidarci di Lui con umiltà e gioia, manteniamo vivo quel fuoco, di cui parlava il profeta Malachia e che è all’origine della vocazione di ciascuno. Questo fuoco parla anche oggi nei vostri occhi, nel vostro cuore, nella disponibilità con cui vi relazionate agli altri, nell’amore che testimoniate alla Chiesa… Questo fuoco, propagandosi, porta la luce del Vangelo e potrà suscitare anche in altri una risposta vocazionale».

Perugia – festa di sant’Agata (3-4-5- febbraio), “La mia medicina è Cristo”, occasione per riflettere sulla malattia a livello umano e religioso

“La mia medicina è Cristo” è il tema della tre-giorni di incontri, a Perugia, dedicati a sant’Agata nella ricorrenza della sua memoria liturgica, che la Chiesa celebra il 5 febbraio. Alla nota santa siciliana, molto venerata nel capoluogo umbro, considerata anche la protettrice delle donne operate al seno, è intitolata la suggestiva chiesa trecentesca situata lungo la centralissima via dei Priori (a poco più di 100 metri sulla sinistra provenendo dal corso Vannucci), un vero e proprio scrigno d’arte e di storia con significativi affreschi ritornato al suo originale splendore nove anni fa (2015), dopo cinque anni di lavori di restauro.

In preparazione alla festa di sant’Agata del 5 febbraio, che culminerà con la celebrazione eucaristica delle ore 18, presieduta dall’arcivescovo Ivan Maffeis insieme al rettore della chiesa mons. Fausto Sciurpa ed allietata dal Coro della Cattedrale di San Lorenzo, sono in programma due incontri. Il primo, sabato 3 febbraio, alle ore 17, presso la Sala del Dottorato delle Logge della Cattedrale, dal titolo: “La risposta umana alla malattia: ricerca scientifica e cura”, che vedrà come relatore il prof. Giuseppe Pellicci, direttore dell’Istituto Europeo di Oncologia dell’Università di Milano. Il secondo, domenica 4 febbraio, alle ore 17, presso la chiesa di Sant’Agata, è dedicato al tema “La risposta religiosa alla malattia: speranza e nuova scoperta di sé”, a cura di mons. Fausto Sciurpa con intermezzi musicali e la testimonianza di una persona che ha vissuto la sofferenza della malattia riscoprendo meglio sé stessa.

Il rettore mons. Fausto Sciurpa, nel presentare il tema della festa di sant’Agata, ricorda che «la santa è invocata nella preghiera da molte donne operate al seno per essere sostenute nella lotta contro il male. Il messaggio che si vuole trasmettere con i due incontri in preparazione alla festa – spiega il rettore – è quello che la medicina e la scienza debbano fare il loro corso nella ricerca di sempre maggiori e più appropriate cure mediche, senza togliere alla fede il suo viatico nell’affidarsi all’intervento di Dio. Soprattutto, per il credente sofferente, il Signore vuole che lotti contro il male, ma con nel cuore la speranza che guarda verso la vita, che è eterna, e nel contempo avere la capacità di riscoprire meglio se stessi».

Baiano di Spoleto – festa di S. Antonio. Don Edoardo Rossi benedirà il primo mattone dei lavori di ampliamento della Casa Famiglia O.A.M.I. di Baiano

Domenica 4 febbraio 2024 la Pievania di S. Giovanni Battista (Baiano, Firenzuola, S. Angelo in Mercole, S. Martino in Trignano e Montemartano) celebrerà la festa di S. Antonio Abate, organizzata in collaborazione con l’Associazione Pro-Loco di Baiano, la Casa Famiglia O.A.M.I. di Baiano e la Cooperativa Partes. Alle ore 10.30 nella chiesa di Madonna di Baiano il pievano don Edoardo Rossi celebrerà la Messa e al termine, sul piazzale, ci sarà la benedizione degli animali. Poi, si snoderà la processione con la statua di S. Antonio fino alla Casa Famiglia O.A.M.I., intitolata proprio al santo eremita. E qui ci sarà un momento di grande festa: don Edoardo Rossi, infatti, benedirà il primo mattone dell’ampliamento della struttura.

«Il progetto – sottolinea la presidente Egidia Patito – prevede l’evoluzione dell’attuale servizio esistente in un polo distretto multiservizio composto da: nuovo servizio di accoglienza residenziale per persone anziane non autosufficienti e con disabilità (6 posti); incremento del servizio socio riabilitativo residenziale per persone con disabilità, che passerà da 13 a 14 ospiti; miglioramento del servizio socio riabilitativo semiresidenziale per persone con disabilità già presente (8 posti); ci sarà poi uno spazio di coprogettazione dove famiglie, volontari, soggetti pubblici e privati possono incontrarsi e sviluppare idee per il territorio; lo spazio esterno, infine, che verrà riqualificato, potrà ospitare eventi culturali, spettacoli teatrali e tanto altro». «In questo momento di grande festa per la nostra comunità – continua la presidente Patito – mi piace ricordare alcune persone che sono state significative e fondamentali per l’avvio e lo sviluppo dell’O.A.M.I. e che oggi, sicuramente, gioiscono con noi dal cielo: su tutti Giuseppe Merini che mise a disposizione il casolare, lo sistemò ed avviò questa struttura coinvolgendoci tutti con la sua passione e amore per il prossimo; poi, mons. Enrico Nardi, fondatore dell’O.A.M.I., che accolse con entusiasmo l’idea di Merini; poi Gigliola Cinotti in Cimica, don Mario Curini e don Andrea Bonifazi che profusero idee ed energie per la crescita della Casa».

Il progetto prevede l’ampliamento della struttura già esistente. Il nuovo complesso sarà completamente accessibile in ogni sua zona grazie ad un attento studio dei percorsi e delle necessità funzionali di gestione delle difficoltà di deambulazione e sarà dotato di impiantistica adeguata per arrivare ad un edificio in classe energetica A. L’importo stimato dei lavori è di 1.800.000 euro. Questa cifra verrà coperta con: fondi raccolti grazie nella campagna di sensibilizzazione “Mattone dopo mattone” promossa dalla stessa Casa Famiglia; fondi provenienti dal bando PNRR; fondi del miglioramento sismico ed efficientamento energetico; cofinanziamento O.A.M.I. Il progetto strutturale è stato curato da Giovanni Curti della GDA architetti associati di Spoleto. I lavori saranno eseguiti dalla “Valentini & Scarponi costruzioni” di Trevi e termineranno entro il 2025.

Perugia – La Festa di san Francesco di Sales, con i vescovi Maffeis e Bedini

La Festa di san Francesco di Sales, patrono dei giornalisti e operatori delle comunicazioni sociali, che la Chiesa celebra il 24 gennaio, a Perugia, è posticipata a sabato 3 febbraio, alle ore 11, nella Sala San Francesco del palazzo arcivescovile di Perugia (piazza IV Novembre, 6).

L’appuntamento di quest’anno si presenta come una novità assoluta. La giornata, infatti, sarà celebrata insieme dai vescovi di Perugia-Città della Pieve, Ivan Maffeis, e di Città di Castello e di Gubbio, Luciano Paolucci Bedini.

Una scelta non occasionale ma frutto e segno della comunione ecclesiale che lega la diocesi metropolitana di Perugia-Città della Pieve con le diocesi suffraganee di Gubbio e Città di Castello.

L’incontro è organizzato dagli Uffici pastorali per le Comunicazioni sociali delle tre Chiese diocesane, in collaborazione con Ucsi Umbria, l’Unione cattolica della stampa italiana, e si aprirà con un momento di preghiera. Interverranno i due vescovi e un rappresentante dell’Ordine dei giornalisti dell’Umbria a cui seguirà un tempo di dialogo tra operatori dei media.

Terni – lutto in diocesi per la morte di don Carlo Romani parroco della Cattedrale di Terni per 57 anni

Il 31 gennaio 2024 si è spento alla vita terrena per aprirsi al Paradiso mons. Giancarlo Romani, 93 anni, decano dei sacerdoti diocesani, parroco emerito della Cattedrale di Terni parrocchia che ha guidato per 57 anni. Priore del Capitolo della Cattedrale di Terni, Cappellano di Sua Santità, cavaliere dell’Ordine Equestre Santo Sepolcro di Gerusalemme.
Le esequie saranno celebrate giovedì 1 febbraio alle ore 15 nella Cattedrale di Terni. La camera ardente sarà allestita in Cattedrale dalle ore 16 del 31 gennaio fino alla celebrazione delle esequie.

Don Giancarlo Romani è nato a Terni il 13 maggio 1930, ha frequentato il seminario diocesano di Terni e il seminario regionale di Assisi, ed è stato ordinato sacerdote il 27 giugno 1954 da mons. Giovanni Battista Dal Prà. E’ stato viceparroco della Cattedrale e direttore dell’oratorio fino al 1957, poi due anni parroco a Rocca San Zenone e Collicino e nel 1959 nominato parroco di Santa Maria Assunta nella Cattedrale di Terni. Nel suo lungo ministero sacerdotale il diocesi ha dato impulso e sostegno a tante realtà caritative, sociali e culturali della chiesa locale: la sottosezione dell’Unitalsi di Terni, la San Vincenzo de’ Paoli, l’oratorio della Cattedrale, assistente dell’Azione Cattolica femminile, all’ufficio pellegrinaggi in particolare con i pellegrinaggio in Terra Santa e Lourdes, il centro di Spiritualità, e l’insegnamento per 40 anni nei licei di Terni. Conoscitore profondo della storia di Terni, la sua città, si è sempre impegnato nel tramandare la conoscenza storica, artistica e culturale di Terni.
Ha pubblicato diversi libri sulla storia della Cattedrale e della città, ed ha collaborato con il settimanale regionale “La Voce”. Il suo dialogare con tutti cittadini, istituzioni, associazioni, mondo della scuola e della cultura, per esprimere il suo pensiero sagace e sempre propositivo, lo ha portato ad essere un punto di riferimento per la chiesa e la città.
Don Carlo è stato una presenza esemplare anche per la preghiera e attento nel curare le grandi solennità dell’anno liturgico. A lui si deve il restauro della cappella della Madonna della Misericordia e la sistemazione della cripta della Cattedrale.
Un prete all’antica, don Romani, sempre in abito talare, con l’oratoria da predicatore di un tempo, capace di tenere sempre desta l’attenzione del fedele.
Una figura significativa della chiesa ternana e della città di Terni e di lui così scriveva don Gianni Colasanti in occasione del 50esimo di parroco di don Carlo nel 2009: “Pensare a lui, per me, significa pensare a quelle parole del Vangelo che dicono che colui che costruisce la sua casa sulla parola del Signore la costruisce sulla “roccia”, e anche se cade la pioggia, soffiano i venti, imperversano le inondazioni, quella casa non va in rovina perché è fondata sulla “roccia”. Ecco, mi sembra che don Carlo rappresenti quell’aspetto di solidità del cristianesimo che resta al di là del fluttuare delle “mode”. Certo non è facile mantenere la rotta tra una fedeltà assoluta ed una traduzione nel tempo di una “parola che non passa”. La responsabilità è tanto più grande quanto più questa “parola” contiene la vita vera delle persone. E queste, le persone, amano don Carlo perché ad esse dà questo senso di sicurezza, di orientamento certo, di consiglio affidabile perché va sul sicuro dei contenuti della fede e della morale cristiana”.

Perugia – La Giornata della vita consacrata

Nel giorno della festa liturgica della Presentazione di Gesù al Tempio, venerdì 2 febbraio, alle ore 18, nella cattedrale di San Lorenzo, si ritroveranno le comunità e le congregazioni di religiosi e di religiose e di vita consacrata presenti nell’Archidiocesi per la loro annuale Giornata. Presiederà la celebrazione eucaristica l’arcivescovo Ivan Maffeis insieme al vicario episcopale per la Vita consacrata mons. Vittorio Gepponi.

Per l’occasione verranno ricordati i giubilei di professione religiosa di suor Mary Angela Ojaibor, delle Suore del Cuore Eucaristico di Gesù, che ricorda il 25°anniversario, di fra Luigi Napolitano (Ofm) e di fra Alessandro Cardello (Ofm), della comunità dei Cappellani dell’Ospedale Santa Maria della Misericordia, che ricordano il 25° anniversario, e di suor Maria Elena Fantarillo, delle Figlie della Carità di San Vincenzo de Paoli, che ricorda il suo 60mo di professione.

«Ci uniamo a loro nel ringraziare il Signore per il dono della fedeltà, lo preghiamo perché li ricolmi dei suoi doni di grazia e porgiamo a tutti carissimi auguri», annunciano la segretaria suor Nicoletta e il Consiglio diocesano dell’USMI, l’Unione Superiori Maggiori d’Italia, invitando l’intera comunità diocesana ad unirsi a loro nella preghiera, «per invocare dal Signore, insieme alla Chiesa universale, sante vocazioni alla vita di speciale consacrazione».

Attualmente nell’Archidiocesi perugino-pievese sono presenti 59 famiglie religiose (16 maschili di cui 1 di clausura e 43 femminili di cui 20 comunità, 18 congregazioni e 5 monasteri di clausura), per più di 270 membri (188 religiose).

Perugia – giornata per la Vita 4 febbraio

Nella comunità diocesana di Perugia-Città della Pieve la 46a Giornata nazionale per la Vita 2024 vedrà due iniziative: giovedì primo febbraio, alle ore 21, “Pregare per la Vita”, con l’adorazione eucaristica animata presso la chiesa dell’Ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia; domenica 4 febbraio, alle ore 18, “Celebrare la Vita” e “Prendersi cura della Vita”, presso la chiesa parrocchiale dei Ss. Severo e Agata al Girasole a San Mariano di Corciano, con la celebrazione eucaristica e a seguire la testimonianza dei coniugi Chiara e Giovanni Segantin, della Casa Caritas “Il Casolare” a Sanfatucchio di Castiglione del Lago.
La loro testimonianza incarna il tema della giornata, “La forza della vita ci sorprende”, ed è esempio di «quante volte il capezzale di malati gravi diviene sorgente di consolazione per chi sta bene nel corpo, ma è disperato interiormente» (dal messaggio della Cei per questa 46a Giornata nazionale).
La Giornata per la Vita nell’Archidiocesi perugino-pievese è promossa dall’Ufficio per la pastorale familiare, dalla Federazione Umbria del Movimento per la Vita, dalla Caritas diocesana e dalla Sezione di Perugia “Vittorio Trancanelli” dell’AMCI (Ass. Medici Cattolici Italiani).