The Economy of Francesco: 200 giovani economisti ad Assisi per incontro internazionale

Tutto pronto per The Economy fo Francesco l’appuntamento internazionale che vede coinvolti i giovani di tutto il mondo per una nuova economia a misura d’uomo, per l’uomo. Domani 2 ottobre, dalle 9.30 alle 12.30, presso la Domus Pacis di Santa Maria degli Angeli, ci sarà uno degli oltre 40 Hub sparsi nel mondo composto da oltre 200 ragazze e ragazzi che si confronteranno su progetti, proposte e processi portati avanti durante l’anno. In attesa dell’incontro ufficiale delle 13.30, in collegamento dal Monte Frumentario di Assisi, e del videomessaggio di Papa Francesco.

È il secondo appuntamento per imprenditori, economisti e changemakers ideato per condividere percorsi nuovi in attesa di incontrare il Santo Padre ad Assisi nell’autunno del 2022. Ad oggi sono oltre 40 le città (tra cui Shangai, Bogotà, Nairobi, Washington) in tutto il mondo che ospiteranno contemporaneamente l’evento EoF. Iniziative che culmineranno nell’incontro online globale dalla città di san Francesco sul canale YouTube di Economy of Francesco.

Confermata la presenza, tra gli altri, di personalità di fama internazionale con cui i giovani hanno costruito dialoghi fruttuosi in questi mesi: Vandana Shiva, Jennifer Nedelsky, Partha Dasgupta, Sabina Alkine, Helen Alford e Jeffrey Sachs che sarà presente ad Assisi. Previsto anche il contributo dello scienziato, Stefano Mancuso, direttore del Laboratorio di Neurobiologia Vegetale di Firenze e secondo il New Yorker uno dei World Changers del pianeta.

A questo link il programma e le modalità per seguire l’evento in diretta streaming

www.francescoeconomy.org

https://francescoeconomy.org/event2021/

Il materiale multimediale sarà reperibile a questo link: https://bit.ly/32QEXGU

PROGRAMMA

The Economy of Francesco 2021

Sede: Palazzo Monte Frumentario, Assisi

Lingua: EN e traduzione in IT, ES, PT, FR

Diretta streaming YouTube Official channel

Altissima povertà – 13.30 – 14.00

Apertura dell’evento

Storie EoF: Zambia, Brasile e Nigeria

Voci e pensieri: Sabine Alkire

Leading Change from Within. Dal Kenya al mondo

Teoria e prassi economiche. Amore per la gente del mondo – 14.00 – 15.15

Tavola rotonda The Economics of Francesco con Jeffrey Sachs e Helen Alford

Creating inclusive economic growth. Da India e Portogallo al mondo

Storie EoF dall’Italia

Voci e pensieri: Jennifer Nedelsky

Finanza. Sollevare i poveri – 15. 15 – 15.45

Storie EoF: Argentina.

Are you seeing what we’re seeing? Dagli USA al mondo

Voci e pensieri: Partha Dasgupta

Afghan Women Exist. Puoi sentirci mondo?

Voci da Kabul

Verso un’economia vegetale – 15.45 – 16.30

Trasformiamo i sistemi alimentari lavorando insieme! Mateusz Ciasnocha

Voci e pensieri: Vandana Shiva

Vocazione, cultura, patto. Dal LATAM al mondo

Verso una economia vegetale. Dialogo con Stefano Mancuso

Verso il 2022 – 16.30 – 17.00

Video messaggio di Papa Francesco

La democrazia economica. Trasformiamo le città

Un mese con Francesco – web serie per conoscere la vita del Santo

S’intitola “Un mese con San Francesco” la web serie, in 31 video pillole, sul Santo di Assisi realizzata in occasione della ricorrenza del 4 ottobre. Un appuntamento quotidiano, visibile dall’1 al 31 ottobre sul sito www.sanfrancesco.org, che ruota attorno a luoghi, gesti, episodi e curiosità tratte dalla vita del Poverello di Assisi.

Nei panni del narratore, padre Enzo Fortunato, direttore della Sala Stampa del Sacro Convento.

«Al centro – precisa – ci sono i fatti francescani: il vissuto, le domande, le ‘stranezze’ e le genialità di un uomo che ha scombussolato la storia di ieri e di oggi». L’obiettivo dell’iniziativa è di offrire spunti di riflessione sull’attualità di questa figura che continua a suscitare interesse in tutto il mondo, anche da parte dei non credenti.

«Molti – aggiunge padre Enzo Fortunato – parlano di Francesco ecologista, di Francesco pacifista, di Francesco pauperista, di un Francesco ‘sbiadito’ che diventa uomo per tutte le stagioni, di Francesco giovane, di Francesco ‘playboy’. Non tutti però vanno al tronco. Ci si sofferma solo sui rami. Credo invece ci sia da conoscere il tronco. E il tronco è la vita di Francesco che con le sue radici affonda, si aggrappa e si nutre della vita di Cristo».

La serie, curata da Eugenio Bonanata e prodotta dalla rivista San Francesco in collaborazione con Telepace, consente anche di ripercorrere il magistero di Papa Francesco che è fortemente legato alla spiritualità francescana.

Declinate in vari formati (video, audio e testo), le puntate verranno diffuse attraverso vari canali a partire dalla pubblicazione quotidiana sul sito sanfrancesco.org, avvenire.it e sulla pagina Facebook di padre Enzo Fortunato.

Terni, Parrocchia Polymer – oratorio rinnovato per attività rivolte a giovani, adulti e anziani

E’ stato rinnovato e ristrutturato l’oratorio della parrocchia dell’Immacolata Concezione alla Polymer di Terni, che accoglie ogni giorno ragazzi, giovani e adulti nelle varie attività formative.
Un luogo di aggregazione sociale e un punto di riferimento educativo, che ha un valore aggiunto particolare nella sostenibilità ambientale dei progetti realizzati grazie al finanziamento di 15.000 euro della Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni. Infatti nei locali a piano terra a servizio delle attività oratoriali è stato messo in sicurezza l’impianto elettrico, dotato di nuove fonti di illuminazione, ristrutturate le pareti negli intonaci e rimbiancate. L’Oratorio ha riacquistato un aspetto accogliente e l’utilizzo degli spazi da parte di tutti coloro che lo frequentano, dai bambini agli adulti, è più funzionale ed adeguato alle attività proposte.
L’Oratorio opera all’interno della parrocchia ed anche frequentato da persone provenienti da Collescipoli e dalle zone limitrofe. Ha lo scopo di promuovere tutte quelle attività che possano soddisfare i bisogni formativi, culturali, sociali, sportivi, e ricreativi dei ragazzi del quartiere. Nell’oratorio si promuove la formazione cristiana e ci s’impegna in iniziative di carattere sociale per le diverse età: quelle rivolte ai giovani sono il gruppo Scout A.G.E.S.C.I. Terni 9 che offre ai ragazzi l’opportunità di sviluppare la capacità manuali, accrescere la conoscenza della natura per rispettarla e poter convivere in essa, imparare a mettere a servizio degli altri le proprie competenze e ad apprezzare quelle degli altri, il gruppo giovanile parrocchiale, il Circolo ACLI Aurora che cura le attività degli adulti in ambito sociale e ricreativo. Ci sono poi attività dei gruppi di bambini, la ginnastica dolce per adulti, corsi di chitarra
“Nel quartiere altri spazi organizzati – spiega don Paolo Carloni parroco – l’oratorio è punto di ritrovo per giovani e ragazzi che tra quattro chiacchiere, una partita di bigliardino o ping pong, trascorrono un po’ del loro tempo libero. Per gli adulti sono occasioni che permettono e favoriscono la socializzazione, perché coloro che partecipano non frequenterebbero in nessun modo palestre o laboratori ma, in oratorio, creandosi un clima amichevole e familiare, trovano l’ambiente giusto che li aiuta ad uscire di casa”.

Terni – ordinazione presbiterale dei diaconi Daniele Martelli e Giuseppe Zen

Festa solenne in diocesi per l’ordinazione presbiterale di due giovani diaconi, Daniele Martelli e Giuseppe Zen, che saranno consacrati nella cattedrale Santa Maria Assunta di Terni per imposizione delle mani e la preghiera consacratoria del vescovo Giuseppe Piemontese, sabato 2 ottobre alle ore 17.
A quasi due anni dalla ordinazione diaconale, oggi l’ingresso dei due nuovi sacerdoti nel presbiterio diocesano, in un periodo molto difficile quale è la pandemia, è salutato da tutta la comunità diocesana come un importante segno di ritorno alla vita “normale”, e soprattutto di speranza e d’impegno costante per una più intensa pastorale vocazionale.
«La vocazione non è ad appannaggio solo di persone “speciali” ma di tutti – ricorda Giuseppe Zen -. Spesso si dimentica che tutti i battezzati sono chiamati a donare la propria vita. Per quanto mi riguarda, da bambino o adolescente non mi è mai venuto in mente di intraprendere il cammino verso il presbiterato. Poi cominciarono a risuonare in me queste parole del Signore: ciò che avete fatto a uno di questi miei fratelli più piccoli l’avete fatto a me. Ho quindi maturato il desiderio di essere vicino ai poveri, ai malati, ai lontani e di servirli. E oggi c’è un grande bisogno, soprattutto di ascolto. Arrivato a questo punto, se qualcuno mi dovesse chiedere: qual è la cosa sulla quale fonderesti tutto il tuo ministero? La riassumo nella parola cura. Tutti, e in particolare un presbitero, devono prendersi cura delle persone, dei suoi bisogni, desideri, ansie, angosce, dolori e cercare di alleviarli. Questo è quello che voglio fare come prete, perché nel prendersi cura c’è tutto il cristianesimo». La storia di Giuseppe Zen, 42 anni ternano, è quella di una famiglia numerosa affidata alla guida spirituale di don Giuseppe De Santis a San Vito di Narni. Giuseppe, dopo il diploma di maturità classica, ha conseguito la laurea in Scienze Forestali e Ambientali presso l’Università di Viterbo. Ha svolto lavori saltuari, tra cui alcune esperienze nell’educazione ambientale e nel mondo della scuola. Poco dopo la laurea ha maturato il desiderio di entrare in seminario per verificare la sua chiamata. Nel 2013 è entrato nel Seminario Regionale di Assisi. Ha svolto esperienza caritativa in ospedale e carcere nel periodo formativo al Seminario.
Daniele Martelli, 31 anni ternano, è cresciuto nella Parrocchia di San Giovanni Battista dove ha partecipato attivamente alla vita della comunità. In particolar modo è stato responsabile della catechesi dei bambini e delle attività giovanili. In questa parrocchia Daniele fa la sua scelta vocazionale, dopo aver lavorato in ambito educativo e di animazione, quello turistico, quello culturale. Nel 2012 inizia la sua formazione ad Assisi presso il Pontificio Seminario Regionale Umbro Pio XI. È attualmente in servizio nella Cattedrale di Terni e all’Ufficio Diocesano di Pastorale Giovanile. Il suo impegno è stato in particolar modo nel mondo degli oratori, di cui è anche formatore di educatori e animatori per conto di ANSPI. Carico di passione per l’educazione dei giovani, e affascinato dall’esempio di don Bosco, nel 2018 diventa Salesiano Cooperatore.
Insieme al vescovo Piemontese concelebreranno, il rettore del Seminario regionale umbro, dove Daniele e Giuseppe hanno svolto i loro studi teologici, vari altri sacerdoti della diocesi e della regione.
A causa delle disposizioni anti Covid 19, alla celebrazione all’interni della cattedrale potranno partecipare 250 persone, su invito, mentre altre 200 circa potranno seguire la cerimonia nella piazza Duomo dove saranno allestiti un maxi schermo e le sedie.

Spoleto – la Caritas diocesana promuove una raccolta straordinaria di prodotti per l’igiene dei detenuti di media sorveglianza. Paola Piermarini nuovo vice direttore della Caritas

“L’amore…oltre le catene”: è il nuovo progetto che la Caritas diocesana di Spoleto-Norcia promuove a favore dei detenuti in collaborazione con la Casa di reclusione di Spoleto. Domenica 3 ottobre 2021 in tutte le parrocchie dell’Archidiocesi si terrà una raccolta straordinaria di prodotti per l’igiene del corpo (bagnoschiuma, shampoo, sapone liquido ecc…), indumenti sportivi e scarpe da ginnastica (anche usati, se in buono stato) a favore dei detenuti di media sorveglianza.

Le parole del direttore della Caritas. «Questa attenzione ai detenuti – afferma il direttore della Caritas don Edoardo Rossi – trova fondamento nel capitolo 25 del Vangelo di Matteo dove tra l’altro c’è scritto: “…ero carcerato e siete venuto a visitarmi”. Questi fratelli e sorelle hanno commesso dei reati, ma come cristiani abbiamo il compito di visitarli e di soccorrerli, dobbiamo impegnarci ad abbattere in noi e nella società dove viviamo il muro del giudizio e del pregiudizio. La raccolta straordinaria di domenica prossima – prosegue don Edoardo – è a favore dei detenuti di medio sorveglianza, ossia quelli più poveri, rifiutati spesso anche dalla famiglia e per i quali gli aiuti dello Stato non sempre sono sufficienti. Il carcere metterà a disposizione una stanza per sistemare i prodotti e una volta a settimana gli operatori della Caritas andranno per la consegna. Al di là del pacco – conclude il direttore della Caritas diocesana – siamo interessati ad avviare un colloquio con queste persone per non farle sentire sole, per dire loro che la speranza non muore mai, che come cristiani ci siamo e non giudichiamo nessuno. Sempre con il carcere, poi, stiamo avviando dei progetti in collaborazione con alcune scuole del territorio».

Nuovo vice direttore della Caritas diocesana. Nei giorni scorsi l’arcivescovo di Spoleto-Norcia mons. Renato Boccardo ha provveduto a nominare il nuovo vice direttore della Caritas diocesana. Si tratta della signora Paola Piermarini, spoletina, coniugata con tre figli, laureata in Scienze Politiche, con un passato lavorativo presso l’allora Banca Popolare di Spoleto. «Ho accolto questa proposta pervenutami da don Edoardo con piacere», afferma Paola. «Ringrazio per la stima che l’Arcivescovo e il direttore della Caritas hanno posto nei miei confronti. Con passione e sacrificio cercherò di dare il mio apporto, nella speranza di poter contribuire a fare qualcosa di utile e di buono per il prossimo».

Perugia – a “Casa Emmaus” il “Memorial Andrea ed Eryk” per “condividere la gioia della presenza”

Un segno di ripresa delle attività pastorali e socio-aggregative dopo la fase acuta della pandemia nelle comunità parrocchiali dell’Archidiocesi di Perugia-Città della Pieve, è stato l’atteso e partecipato “Memorial Andrea ed Eryk” presso la Casa di accoglienza “Emmaus” in Lidarno, svoltosi lo scorso fine settimana con il coinvolgimento anche di una rappresentanza della Pastorale diocesana universitaria e dei ragazzi degli Oratori di San Sisto e di Ponte San Giovanni. Il memorial si svolge da oltre un decennio con un torneo di calcetto e altri giochi e momenti di animazione e di festa, dedicato a due giovani frequentatori di “Casa Emmaus” prematuramente scomparsi: Andrea e Eryk. Vi prendono parte giovani e adulti con disabilità, i destinatari delle attività della struttura di accoglienza nata come opera segno del IV Congresso eucaristico diocesano (1999) per volontà dell’allora parroco e direttore della Caritas perugino-pievese mons. Giacomo Rossi.

Si tratta di una realtà di rilievo pastorale e sociale per il territorio circostante gestita dall’Associazione Emmaus il cui presidente è il parroco, don Antonio Sorci, affiancato dalla vice presidente e animatrice Angela Ciccolella, dalla responsabile delle attività Emanuela Stoppini, e da volontari e accolti molto motivati come Luisa Galmacci loro “portavoce” che ha presentato ai media di recente “Casa Emmaus” come “punto di riferimento, d’incontro e di crescita per molte persone dalla giovane età ma non solo, con la voglia di vivere nonostante le loro disabilità”. A “Casa Emmaus” queste disabilità quasi non si colgono grazie all’atmosfera molto familiare che avvolge tutti. Lo scrivono nei loro racconti Cristina Ranieri, Caterina Vizzarri, Luisa Galmacci e Angela Ciccolella. Uno di questi momenti è il “Memorial Andrea e Eryk”, che quest’anno ha assunto un significato particolare, perché, “nonostante il difficile periodo della pandemia – commentano – è stato bello ritrovarsi con le dovute precauzioni per condividere la gioia della presenza. Questo evento crea integrazione e relazione condiviso dal gioco, ma anche da altri appuntamenti come la celebrazione eucaristica festiva presieduta dal nostro parroco don Antonio. Si è svolto tutto nella tranquillità e nella gioia con due angeli dal cielo che ci proteggono ogni giorno, gli amici Andrea e Eryk!”.

Chi ha conosciuto i due giovani parla del memorial come di un’“esperienza che dalla morte di Andrea e Eryk ((e Roberto, deceduto il 4 dicembre scorso, al quale dedicheremo una giornata in primavera), il Signore vuole portare ancora vita, il Signore genera vita! Nella logica a cui siamo abituati, questo è uno scandalo, perché le loro morti sono state tragici eventi, profondamente ingiusti secondo la nostra logica, ma nel pensiero e nell’agire di Dio, nella logica della Risurrezione, Dio rende possibile che dalle loro morti sgorghi ancora vita! E questo lo abbiamo nuovamente sperimentato dal memorial, ci siamo lasciati condurre da questa logica della Risurrezione, ci siamo guardati e accorti di quanta vita ci fosse tra noi e che, come ha detto don Tonino nell’omelia, la prima vocazione alla quale siamo chiamati è vivere!”. Il prosieguo del loro racconto è scaricabile dal sito: www.diocesi.perugia.it

.

Inaugurato con un collegamento Italia-Kosovo il nuovo caseificio di “Casa Umbra” a Leskoc, nato dall’impegno dei Beneduce di Sant’Anastasia

Un nuovo passo verso l’autonomia e l’indipendenza, anche economica, per i bambini – ormai cresciuti e diventati giovani adulti – accolti in oltre vent’anni di presenza dei volontari italiani nella casa Caritas di Leskoc in Kosovo. Nei giorni scorsi è stato inaugurato il caseificio che consente la lavorazione del latte prodotto nell’allevamento bovino e la commercializzazione dei suoi derivati. Il tutto grazie al sostegno economico e organizzativo del caseificio “Fratelli Beneduce” di Sant’Anastasia, nel napoletano, e alla collaborazione di alcuni carabinieri in servizio di polizia militare nella base italiana di Pristina.

Le origini dell’impegno delle Caritas umbre in Kosovo

Nel 1999 i kosovari di etnia albanese sono in fuga dalla pulizia etnica della Serbia di Miloševic. Alcuni giovani volontari della Caritas di Umbria e Toscana, che avevano già sperimentato lo stile di solidarietà e prossimità accanto ai terremotati del 1997, partono per la Macedonia per dare soccorso ai profughi. Tra questi ci sono Massimo Mazzali e Cristina Giovanelli, la coppia che ha contribuito a dare vita alla casa Caritas di Leskoc e che ne è rimasta responsabile per oltre due decenni fino al 2020. Da un anno a questa parte, infatti, Massimo e Cristina sono rientrati a Perugia, lasciando la “custodia” della casa a un’altra coppia di volontari, Rinaldo e Francesca.

Un percorso di autosostenibilità economica

“L’esperienza in Kosovo – racconta Luca Uccellani, direttore della Caritas diocesana di Gubbio – è nata come espressione delle Caritas delle Chiese umbre. Poi questa realtà ha assunto una fisionomia giuridica propria e ha iniziato un percorso di autosostenibilità economica. Un cammino difficile e lungo ma che sta crescendo. Le diocesi umbre non si sono tirate indietro e resta il sostegno soprattutto da parte di alcune di esse”.

La nascita delle prime attività produttive

Dopo i primi anni di accoglienza nell’emergenza e di assistenza alle prime necessità della popolazione – come cibo e vestiario, ricostruire le abitazioni, scavare pozzi per l’acqua e altro del genere – i volontari italiani hanno cominciato a pensare al futuro dei tanti bambini e ragazzi accolti nella casa (in questo momento sono una quindicina, circa 400 in oltre vent’anni). Sono nate così le prime attività economiche, come l’azienda agricola e gli allevamenti di animali, seguiti dalla panetteria e dalla macelleria, con prodotti sia per soddisfare i fabbisogni interni, sia da destinare alla vendita. “Il fatto che avessimo accolto dei bambini, che poi nel frattempo erano cresciuti – spiega ancora Uccellani -, ci ha spinto anche a operare sul versante della formazione e dell’inserimento lavorativo. Quindi sono nate le esperienze della cooperativa e dell’azienda agricola, le stalle, il laboratorio di panetteria e pasticceria, la macelleria e da ultimo il caseificio”.

Il caffè che fa nascere il nuovo caseificio

Nel 2018, intorno a una tazzina di caffè all’ombra del Vesuvio, ecco arrivare la nuova “sfida”. Giuseppe e Antonio Beneduce ascoltano i racconti di alcuni militari dell’Arma che stanno prestando servizio in Kosovo e cominciano così a interessarsi alla realtà di “Casa Umbra” a Leskoc. Coinvolgono anche le giovani generazioni dell’azienda di famiglia, Alessandra e Daniele, e iniziano tutti insieme a progettare la nascita di un piccolo caseificio nella regione balcanica. Un primo sopralluogo nel distretto di Klina serve ai Beneduce per compiere un’analisi preliminare della situazione, indispensabile per definire l’acquisto dei macchinari, tutti a carico dell’azienda campana, il posizionamento degli impianti, e soprattutto per testare il latte proveniente dall’allevamento della casa, in tutte le sue fasi di trasformazione. L’anno successivo, nel marzo 2019, due giovani kosovari arrivano in Italia, ospiti dell’azienda casearia napoletana che provvede alla loro formazione perché potessero rendere realizzabile il progetto. La pandemia ci mette o lo zampino ma non riesce a fermare il progetto solidale. Nel maggio 2021, mentre il mondo continua a lottare contro il Covid, in Kosovo i tecnici del caseificio “Beneduce” fanno gli ultimi controlli sugli impianti e sulle attrezzature di “Casa Umbra”.

Il taglio del nastro, tra Napoli e Leskoc

Ed è così che arriva il giorno della cerimonia inaugurale, nel settembre 2021, con un collegamento audiovideo tra il caseificio “Fratelli Beneduce” di Sant’Anastasia e il nuovo caseificio di Leskoc in Kosovo. In Italia, oltre alla famiglia Beneduce, c’è Massimo Mazzali – il primo “custode” della casa Caritas -, ci sono numerosi militari dell’Arma dei carabinieri e tra loro – visibilmente emozionati – il maresciallo maggiore Giampaolo Clerico, il brigadiere capo Maurizio Caserta e il vice brigadiere Sandro Capezzone del team di Military Police in missione di pace presso la base italiana Multinational specialized unit dei carabinieri a Pristina, tra il 2017 e il 2021. Grazie a loro è cominciata questa bella storia di amicizia e solidarietà. Ci sono poi le autorità civili del territorio vesuviano, i direttori delle Caritas diocesane di Perugia-Città della Pieve, don Marco Briziarelli, e di Gubbio, Luca Uccellani, insieme ai progettisti umbri che hanno contribuito alla realizzazione della casa di Leskoc, inaugurata nel 2014. All’altro capo del collegamento, in diretta da Leskoc, ci sono il vice ambasciatore italiano in Kosovo, Ugo Ferrero, i vertici delle forze militari di pace italiane che sono operative in zona e le autorità civili kosovare.

Una cura alle ferite del nostro tempo

“La casa in Kosovo – dice don Marco Briziarelli, direttore della Caritas di Perugia – è un posto meraviglioso e una grande esperienza di vita per i nostri giovani che vanno a fare volontariato. È la possibilità di un incontro con una realtà di grande povertà che ci insegna come dalla povertà si possa uscire, rimettersi in piedi, tornare a sperare e a sognare. Questo è ciò che stiamo facendo da tanti anni con i nostri giovani, che possono così aprire mente, cuore e spirito, per curare le tante ferite di questo tempo”.

Il taglio del nastro in contemporanea – da una parte e dall’altra degli schermi – ripaga tutti dei tanti sforzi compiuti per realizzare un sogno di autonomia e indipendenza che da oltre due decenni viene portato avanti dai volontari Caritas, grazie al sostegno delle Chiese umbre e al contributo di tante realtà del volontariato e di tante aziende che hanno voluto dare una mano in tutti questi anni.

“Perugia verso Taranto”, in preparazione alla 49a Settimana sociale dei cattolici italiani nel capoluogo umbro un incontro di formazione e informazione sul tema dell’atteso evento nazionale

Anche la comunità diocesana di Perugia-Città della Pieve si prepara all’atteso evento della 49a Settimana sociale dei cattolici italiani dal titolo: “Il pianeta che speriamo. Ambiente, lavoro e futuro. #tuttoèconnesso”, in programma a Taranto (21-24 ottobre 2021), e lo fa promuovendo un incontro formativo e informativo giovedì 30 settembre (ore 17.30), presso la Sala Sant’Anna dell’omonima fondazione, in viale Roma n° 15 del capoluogo umbro.
Interverranno il cardinale arcivescovo e presidente della Cei Gualtiero Bassetti, il presidente nazionale dell’Azione cattolica italiana Giuseppe Notarstefano, docente presso la Lumsa, l’economista Leonardo Becchetti, docente presso l’Università di Tor Vergata, entrambi membri del Comitato preparatore della 49a Settimana sociale, l’assessore alla cultura del Comune di Perugia Leonardo Varasano e il direttore della Pastorale diocesana per il sociale e il lavoro diacono Carlo Cerati, che modererà l’incontro “Perugia verso Taranto”.

“I Temi della Settimana sociale di Taranto – annuncia il diacono Cerati – saranno poi approfonditi e sviluppati presso le parrocchie e le realtà ecclesiali, ma saranno altresì aperti a tutte le persone, uomini e donne di buona volontà al fine di creare luoghi di confronto e dialogo sulle realtà umane e sociali come la Politica, l’Istituzione, luoghi del sapere e dell’educare, imprese e parti sociali così come papa Francesco indica l’enciclica di Laudato si”.

“La scelta della città di Taranto, che attualmente si trova sotto i riflettori per la questione della ex Ilva – commenta sempre Cerati –, vuole stimolare una riflessione più articolata e complessa sui temi ambientali e sociali. Il faro, al quale guardiamo, è la Laudato sì che pone al centro di ogni discorso ‘l’ecologia integrale’”. L’evento, come evidenzia il responsabile della Pastorale diocesana per il sociale e il lavoro di Perugia, vuole proseguire “il dialogo con il mondo giovanile facendo ripartire un progetto di vita sociale e comunità che ascolti il grido sofferente delle persone e della terra, puntando sempre alla ‘persona’”.
“Perugia verso Taranto” è promosso dalla Pastorale diocesana per il sociale e il lavoro e dalla Consulta diocesana delle aggregazioni laicali e prevede per quanti non potranno partecipare, per la ridotta capienza della Sala Sant’Anna, una diretta streaming realizzata in collaborazione con la redazione del settimanale “La Voce” che mette a disposizione il suo canale YouTube.

Orvieto-Todi: Scuola diocesana di Teologia, la prolusione del vescovo Sigismondi

Il 22 settembre, ha avuto inizio la Scuola diocesana di Teologia, un’esperienza già consolidata nel passato e che quest’anno si è deciso di riprendere su suggerimento del Vescovo, il quale ha sempre sottolineato l’importanza e la priorità della formazione a tutti i livelli. Una preziosa opportunità formativa, proposta ora con una formula nuova, anche alla luce di quanto vissuto nel particolare periodo del Covid-19, utilizzando le moderne piattaforme per videoconferenze.

Numerosi gli iscritti, alcuni collegatisi dalla propria abitazione ed altri riunitisi nelle “sale di comunità”, ben dieci, allestite nelle diverse zone del territorio di Orvieto-Todi; occasione quest’ultima per partecipare insieme e dare all’iniziativa quel carattere diocesano che le è proprio.

Il primo incontro è iniziato alle ore 18.00 con un momento di preghiera e la prolusione di Mons. Gualtiero Sigismondi (il cui testo integrale si allega sotto). A seguire la presentazione dei corsi a cura di don Alessandro Fortunati, direttore dell’Ufficio Cultura della Diocesi, che ha poi risposto alle varie domande dei partecipanti.
Il tutto si è concluso con la benedizione impartita dal Vescovo.

Il prossimo appuntamento, come da calendario (vedi la brochure), è per mercoledì prossimo, 29 settembre alle ore 18.00.

LA PROLUSIONE DEL VESCOVO

Assisi – preghiera per la giornata del Creato, domenica 26 settembre al Santuario della Madonna dei Tre Fossi

Domenica 26 settembre – Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato – alle ore 16, nell’area esterna al Santuario della Madonna dei Tre Fossi ad Assisi si celebrerà la preghiera ecumenica diocesana per il Tempo del Creato, dal tema “Una casa per tutti. L’oikos di Dio”. Alla preghiera, presieduta dal vescovo diocesano monsignor Domenico Sorrentino, parteciperanno padre Petru Heisu della parrocchia ortodossa romena di Perugia, alcuni membri della congregazione anglicana di Assisi e fedeli della chiesa copta ortodossa di Eritrea, insieme ad altri rifugiati accolti in questi anni nella nostra diocesi.

“Abbiamo scelto di celebrare questo momento di preghiera – precisa Marina Zola, presidente della Commissione diocesana per l’ecumenismo – in una zona paesaggistica di grande umile bellezza, presso il santuario dedicato alla Madonna della Speranza: che il dono della Speranza sostenga davvero e ispiri la nostra preghiera e il nostro impegno per la salvaguardia del Creato, la tutela della Casa comune, come ci insegna papa Francesco. Vivremo questo momento di grande spiritualità con i nostri fratelli di diversa tradizione cristiana (anglicani, copti, ortodossi) e con alcuni dei rifugiati accolti presenti nel nostro territorio diocesano, uniti nella contemplazione delle meraviglie del Creato, nell’ascolto del “grido” della Terra e di chi è costretto a lasciare la propria casa, sostenuti dall’esperienza di accoglienza reciproca, di stima e di rispetto sincero che già ci lega”.

La preghiera, alla cui preparazione hanno collaborato diversi uffici e realtà ecclesiali della diocesi, rientra tra le iniziative del Tempo del Creato, periodo dell’anno liturgico, che si apre il 1 settembre e si conclude il 4 ottobre, nel quale tutti i cristiani, in comunione con ogni persona che abita il pianeta, sono chiamati a pregare e a porre in atto iniziative per la casa comune, per la sua bellezza e per le fatiche che vive ogni giorno.