Prosegue la vicinanza della Caritas di Spoleto-Norcia alle popolazioni ferite dal sisma del 2016. Progetti a sostegno del commercio, dell’agricoltura, del terziario in genere, di famiglie e singoli.

Proseguono i progetti di prossimità della Caritas diocesana di Spoleto-Norcia alle persone che vivono nei Comuni del cratere sismico: Arrone, Cascia, Cerreto di Spoleto, Ferentillo, Montefranco, Monteleone di Spoleto, Norcia, Poggiodomo, Polino, Preci, Sant’Anatolia di Narco, Scheggino, Sellano, Spoleto e Vallo di Nera.

“Granelli di Senape”. È attivo dal 2017 ed è finanziato con una donazione della Caritas della diocesi di Bolzano-Bressanone, gemellata con quella di Spoleto-Norcia da dopo le violente scosse sismiche del 2016. L’obiettivo è sostenere i settori dell’agricoltura-allevamento, dell’artigianato e del commercio-ristorazione, ma anche famiglie e singoli in difficoltà economica. Il contributo erogato può arrivare ad un massimo di 7.500,00 euro. La dotazione iniziale era di 350.000,00 euro; il residuo ancora a disposizione è di circa 90.000,00 euro. 56 sono state finora le domande presentate: 48 accolte, 3 ritirate e 5 respinte. Per accedere è necessario compilare un’apposita domanda: una commissione dedicata valuterà le domande. Info presso la Caritas diocesana: 0743 220485; 353 4058960; caritas@spoletonorcia.it.

Il dopo è già adesso: terremoto e Covid-19, emergenza nell’emergenza. Progetto ai nastri di partenza. È finanziato con i fondi della colletta nazionale che Caritas Italiana organizzò in occasione dei terremoti del Centro Italia del 2016. Alla Caritas di Spoleto-Norcia è stato assegnato un budget di 95.000,00 euro. Tale progetto è stato pensato in riferimento alla doppia emergenza terremoto-Covid-19: nella zona del cratere del sisma, infatti, sono emerse particolari difficoltà delle imprese del settore terziario nel riprendere le attività, con conseguente rischio di riduzione della forza lavoro o addirittura di chiusura. L’iniziativa è pertanto rivolta al settore terziario: bar, ristoranti, piccoli agriturismi, negozi, luoghi di divertimento/intrattenimento, agenzie di viaggio ecc… (a titolo esemplificativo e non esaustivo). Il contributo può arrivare ad un massimo di 5.000,00. Anche qui è necessario fare domanda, presentare la relativa documentazione e un’apposita Commissione vaglierà le richieste. Info presso la Caritas diocesana: 0743 220485; 353 4058960.

Don Edoardo Rossi direttore della Caritas diocesana. «La nostra Chiesa diocesana esprime gratitudine a Caritas Italiana e a quella di Bolzano-Bressanone: è grazie alla loro vicinanza e a quanto hanno raccolto a favore delle nostre popolazioni terremotate se possiamo tendere ancora una mano di prossimità a quanti portano il peso del post sisma 2016. Attraverso la carità, poi, nascono dei profondi legami di amicizia, meglio di vera comunione tra Chiese particolari e tra queste e la Chiesa che è in Italia. Come Caritas impegnata nella zona del cratere – prosegue don Rossi – cercheremo di mettere sempre di più al centro della nostra azione la ri-edificazione della comunità, morale e materiale, per avviare quei segni di riscatto e speranza tanto desiderati dalle persone e troppo affossati dalla burocrazia. Il Covid-19, poi, ha aggravato la già precaria situazione dei terremotati e, purtroppo, ha reso precaria anche quella dei non terremotati. E lo abbiamo sperimentato durante il confinamento con il progetto che ho coordinato “Siamo tutti sulla stessa barca”. Come Chiesa, come Caritas, ci siamo, non ci tiriamo indietro. Dio – ci ha ricordato papa Francesco – ci dà la sua salvezza camminando con noi, avvicinandosi a noi in Gesù: “Non si può fare l’aiuto dalla distanza. Bisogna toccare, toccare le piaghe; sono le piaghe di Gesù”. Questo vuole essere il leitmotive del mio servizio in Caritas: tra i terremotati, nelle Opere Segno, nell’ascolto delle persone e finanche nel lavoro burocratico che sta dietro alla carità. Ai volontari e ai dipendenti della Caritas non proporrò dunque un progetto articolato, ma a ciascuno chiederò di non stancarsi di “essere la carezza misericordiosa del Signore”».

Terni – ottobre missionario con la mostra fotografica e artistica nell’ottobre missionario e ricordo di don Edmund Kaminski

“Laudato si’ mi’ Signore” è la mostra fotografica e documentaria missionaria, di pittura, grafica, scultura e filatelia, allestita dal 12 al 20 ottobre presso le sale espositive del Museo diocesano di Terni. La mostra, dedicata alle missioni, alla pace, al tema sacro ed ecologico, è promossa dal Centro Missionario della diocesi, dall’Istess, dalla ProLoco, con il contributo della Caritas diocesana, San Vincenzo de’ Paoli, Apurimac, associazione Claudio Conti, missione Arena Alta, Missione Amazzonia, Avis provinciale, comunità di Sant’Egidio, realizzata in occasione dell’ottobre missionario “Seminatori di fraternità”, mese che la chiesa cattolica dedica alle missioni di tutto il mondo. La mostra, ospitata nelle sale espositive del Museo diocesano in via XI Febbraio a Terni, sarà inaugurata lunedì 12 ottobre alle ore 16.30 con testimonianze missionarie di varie associazioni e il ricordo del sacerdote diocesano don Edmund Kaminski, missionario per dieci anni a Ntambue nella Repubblica Democratica del Congo, morto in un tragico incidente stradale il 26luglio scorso. La mostra sarà aperta tutti i giorni dalle 16.30 alle 19.30. Una rassegna di pittura, scultura, poesia e delle esperienze missionarie espresse dalle tante associazioni che operano in terre di missione, con film e video a testimonianza di coloro che hanno vissuto l’esperienza missionaria ad gentes in varie parti del mondo, e la bancarella della solidarietà per la raccolta di fondi per le missioni. L’iniziativa che coinvolge vari soggetti che operano in ambito missionario vuole dare risalto al tema della fraternità universale del mese missionario di ottobre, che culminerà con la giornata missionaria mondiale del 18 ottobre, con momenti dedicati alle testimonianze dei missionari e proiezione dei video il 18 ottobre alle 16.30. Spazio anche alla Terra Santa, a cura dell’Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, che il 14 ottobre alle ore 16.30presenterà il progetto “La Terra Santa, problemi e difficoltà in questo periodo di pandemia”, relatore Raffaele Natini delegato dell’OESSDG di Terni. Il 16ottobre alle ore 16.30 ci sarà la presentazione del “Parco della solidarietà dedicato ai Santi Giovanni Paolo II e Madre Teresa di Calcutta” a cura del dott. Benito Corradini, giornalista; il 17 ottobre alle 16.30 il convegno “Papa Francesco e il mondo femminile nell’economia della solidarietà” a cura di Cristina Montesi, dell’università degli studi di Perugia Spazio anche alla poesia e letteratura il 13 e15 ottobre alle ore 16.30 “Parola agli artisti”, recital di poesie in vernacolo e in lingua del premio letterario nazionale “Logo d’Oro Città di Terni” e la presentazione di libri editi dagli autori del territorio. Le varie iniziative culmineranno nella veglia di preghiera diocesana per le missioni che si terrà sabato 24 ottobre alle ore21 nella Cattedrale di Terni, presieduta dal vescovo Giuseppe Piemontese. Un momento importante di comunione della chiesa diocesana per pregare per le missioni nel mondo, per aprire il cuori di ognuno a quella missione che è ogni giorno nelle strade delle nostre città, oltre che aprire una riflessione e conoscenza della ricchezza di esperienze missionarie portate avanti in questo tempo, con il contributo delle tante associazioni che operano in terre dimissione.

Perugia – la veglia missionaria diocesana “Tessitori di fraternità” presieduta dal vescovo ausiliare mons. Marco Salvi

Si terrà venerdì 16 ottobre, a partire dalle ore 20.45, presso la chiesa parrocchiale del quartiere di Santa Lucia di Perugia, la Veglia missionaria diocesana presieduta dal vescovo ausiliare mons. Marco Salvi insieme al parroco don Ignazio Zaganelli e ad altri sacerdoti, nel rispetto delle disposizioni sanitarie per prevenire il contagio da Covid-19.

Tema dell’incontro di preghiera rivolto a tutti, in particolare ai giovani e agli animatori parrocchiali, è “Tessitori di fraternità”. Testimoni di questa “tela” di speranza, realizzata dalle opere missionarie in molte parti del mondo, saranno una famiglia dell’Operazione Mato Grosso (OMG), appena rientrata da una missione in Perù, e alcuni giovani che lo scorso anno hanno vissuto l’esperienza missionaria della Chiesa in Malawi. Testimonianze che aiutano a riflettere sul senso della vita cristiana e dell’impegno missionario a partire dalle scelte di tutti i giorni.

«Tempo di Covid-19, ma anche tempo di riannodare i fili della Speranza che viene dall’incontro personale con Cristo – commenta Annamaria Federico, incaricata dell’Ufficio regionale missionario della Ceu, nel presentare la Veglia perugina –. La tematica di quest’anno, “Tessitori di fraternità”, è tale da farci riflettere e molto, perché siamo chiamati a saper riannodare i fili spezzati di rapporti, di storie di vita stroncate dal dolore e dalla morte sapendo che è il Signore che tiene in mano il nostro telaio e ci aiuta ogni giorno a tessere rapporti di fraternità ed a cambiare il nostro cuore».

Assisi – beatificazione Acutis: incontro con i medici e il cappellano dell’ospedale

“Nel 2006 in un giorno di ottobre incontrai Carlo, che già presagiva la morte. Fui chiamato per amministrargli i sacramenti dell’unzione dei malati e dell’Eucaristia”. Inizia così la testimonianza che don Sandro Villa, cappellano all’ospedale San Gerardo di Monza che dette il viatico al beato Carlo, ha fatto martedì 13 ottobre nella sala della Spogliazione del Palazzo vescovile di Assisi nel corso dell’incontro “Malattia ed Eucaristia, quando la sofferenza diventa luce”, moderato da Marina Menna, direttore dell’Ufficio diocesano della Pastorale della salute e introdotto dal vescovo monsignor Domenico Sorrentino. “In una stanzetta, in fondo al corridoio, mi trovai davanti un ragazzo. Mi sorprese il suo volto pallido ma sereno – ha continuato – impensabile in un malato grave, specialmente adolescente. Fui meravigliato anche per la compostezza e la devozione con le quali, pur con fatica ricevette i due Sacramenti. Sembrava che li attendesse e ne sentisse il bisogno. Fu l’unico incontro che ebbi con Carlo, rimase in ospedale pochissimi giorni: un incontro breve, perché sofferente. Le uniche parole furono i saluti vicendevoli e il suo ringraziamento. La mamma mi accompagnò fuori dalla stanzetta. Aveva un volto stanco, frastornato dalla tragedia che si stava abbattendo sulla famiglia. Per un po’ di tempo mi ritornò alla mente il volto sereno di Carlo. Dopo alcuni anni, ero già nell’attuale ospedale, seppi che era dichiarato ‘venerabile’. Mi stupii che il Signore me lo avesse fatto incontrare anche per pochi istanti. Poi fui presente alla chiusura della fase diocesana del processo di beatificazione. E decisi di conoscere la sua vita. Scoprii che era innamorato di Gesù presente nell’Eucaristia e cominciai, quindi, a comprendere alcune sue parole. Il suo slogan ‘Tutti nascono come originali’, lo interpreto così: per ognuno di noi, Dio, nel suo amore stabilisce un percorso personale di santità per la propria piena realizzazione”. È poi intervenuto don Massimo Angelelli, direttore nazionale dell’Ufficio della Pastorale della salute che, si è soffermato su come il dolore e la malattia possano cambiare la vita delle persone. “La sofferenza – ha spiegato – può diventare luce se ci facciamo abitare da essa, oppure se ci lasciamo trasformare, se non la nascondiamo, se ne ricerchiamo il senso, se la testimoniamo e quando viene vissuta all’interno di una comunità”. È toccato poi al professor Carlo Cirotto, già docente di Citologia presso l’Università degli studi di Perugia, tenere una approfondita relazione sui miracoli eucaristici. Al termine dell’incontro è stata letto uno scritto di due medici, Andrea Biondi e Mòmcilo Jankovic della Clinica pediatrica e Centro di ematologia pediatrica all’ospedale San Gerardo di Monza. “Carlo è stato come una meteora con un passaggio rapido nel nostro reparto: la leucemia lo ha portato via ancora prima che potessimo conoscerlo un po’ bene. Ci sono però rimasti impressi i suoi occhi dolci, il suo sguardo pieno di attenzione per quanto gli stava accadendo, di coraggio, di amore, di forte empatia. Traspariva in lui quella sua fede in Dio che aveva già voluto, e voleva ancora, trasmettere agli altri, a un suo prossimo. Incolpevole, ma attonito di fronte alla battaglia che stava perdendo. Il suo sguardo dolce, pur nel suo dramma, ci ha insegnato molto: la vita, breve o lunga che sia, va vissuta fino in fondo intensamente per sé stessa, ma anche e soprattutto per gli altri”.

Foligno – veglia missionaria diocesana

Anche quest’anno ci viene proposto di vivere il mese di Ottobre come “tempo forte” dell’animazione missionaria, che avrà come momento centrale la Giornata Missionaria Mondiale, Domenica 18 Ottobre, terza domenica del mese.

A livello diocesano vivremo la veglia missionaria dal titolo “Tessitori di fraternità” sabato 17 ottobre alle ore 21.00 presso la parrocchia S. Giovanni Ev. in Fiamenga preparata dagli uffici diocesani per la cooperazione missionaria fra le chiese e per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso.

«Ci auguriamo che presto possiamo venirne fuori da questo “male oscuro”, ritornando alla normalità, magari più attenti al prossimo e curando di più le nostre relazioni, importanti per la nostra crescita come persone e come credenti. Papa Francesco, nel suo messaggio in occasione di questa Giornata Missionaria Mondiale ci ha ricordato proprio che «… siamo invitati a riscoprire che abbiamo bisogno delle relazioni sociali, e anche della relazione comunitaria con Dio. Lungi dall’aumentare la diffidenza e l’indifferenza, questa condizione dovrebbe renderci più attenti al nostro modo di relazionarci con gli altri» (Messaggio del Santo Padre Francesco per la Giornata Missionaria Mondiale 2020).»

Assisi – Carlo Acutis è Beato

Carlo Acutis è Beato. La proclamazione è avvenuta sabato 10 ottobre durante una cerimonia molto suggestiva presieduta dal cardinale Agostino Vallini, legato pontificio per le Basiliche di San Francesco e di Santa Maria degli Angeli, nella Basilica superiore di San Francesco.

I fedeli hanno potuto assistere alla celebrazione nella Basilica, ma anche nelle aree allestite con i maxi schermi nella piazza della Basilica Inferiore, sul prato di quella Superiore, al Santuario della Spogliazione, nella piazza di San Pietro e in quella di Santa Maria degli Angeli. In quest’ultima venerdì sera 8 ottobre circa 880 persone tra famiglie, gruppi e giovani hanno partecipato alla veglia di preghiera per riflettere sulla vita di questo giovane speciale che non mancava mai al suo appuntamento quotidiano con la santa messa e l’Adorazione eucaristica.

Durante il rito della Beatificazione dopo la petizione vescovo di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino, monsignor Domenico Sorrentino è seguita la lettura da parte del cardinale Vallini della Lettera Apostolica con la quale il Sommo Pontefice ha iscritto nel numero dei Beati il venerabile Servo di Dio Carlo Acutis. E’ stato poi scoperto il quadro con l’immagine del Beato. Un momento molto suggestivo si è avuto con la preziosa reliquia del cuore che è stata portata processionalmente dai genitori di Carlo, per poi essere collocata accanto all’altare.

Il vescovo Sorrentino ha espresso la gioia della chiesa locale e di quella universale per la grazia ricevuta con la Beatificazione di Carlo che è sepolto al Santuario della Spogliazione dove il corpo rimarrà esposto alla venerazione dei fedeli fino al 17 ottobre.

IL QUADRO

Durante la cerimonia di beatificazione, dopo la lettura in latino della lettera apostolica, è stata scoperta l’immagine del Beato Carlo Acutis. Si tratta di un quadro con il ritratto del giovane, ad opera del pittore di origine polacca Dawid Kownacki. Nel dipinto olio su tela di dimensioni pari a 220×300 cm è raffigurata una delle immagini più diffuse di Carlo. Non è il primo quadro che l’artista dipinge per una beatificazione avendo realizzato anche quello per la cerimonia di Madre Speranza.

L’OMELIA DEL CARDINALE VALLINI

IL RINGRAZIAMENTO DEL VESCOVO SORRENTINO

Perugia – il cardinale Gualtiero Bassetti ha annunciato il riordino degli Uffici diocesani pastorali, «secondo le indicazioni dell’ultimo Sinodo, ma soprattutto secondo l’Evangelii Gaudium»

«Occorre un riordino degli Uffici diocesani pastorali secondo le indicazioni dell’ultimo Sinodo, ma soprattutto secondo l’Evangelii gaudium». Lo ha annunciato il cardinale Gualtiero Bassetti al primo ritiro del Clero perugino-pievese post-lockdown, il 7 ottobre scorso, nella sala “Mons. Cesare Pagani” del Centro “Mater Gratiae” di Perugia, soffermandosi anche sul concetto di “sinodalità”, che vuol dire «camminare insieme ma con unità di pensieri e di cuori». Il giorno precedente il cardinale aveva incontrato i direttori di questi Uffici per la programmazione di avvio anno pastorale tenendo presente l’evoluzione della pandemia.

Una pastorale più omogenea. Ai sacerdoti, in sintesi, Bassetti ha detto che «gli Uffici vanno riorganizzati nel tenere distinti gli ambiti amministrativi ed economici da quelli pastorali», costituendo per questi ultimi «tre grandi settori: Evangelizzazione-Catechesi, Liturgia e Carità. Questo per avviare un’azione pastorale più omogenea e sinergica possibile tra gli stessi uffici e i servizi diocesani».

Lavoro in comunione. Ad approfondire questo progetto di riordino, è stato il vescovo ausiliare mons. Marco Salvi. «Occorre lavorare in comunione così da essere sempre più una Chiesa sinodale – ha commentato il presule –, per valorizzare quelle risorse che ciascun ambito ed ufficio possiedono. Oggi non possono essere più autoreferenziali e autosufficienti, ma devono operare dentro un rapporto sinodale. Questo concetto riguarda non solo gli Uffici diocesani ma anche le Parrocchie».

Annunci. Mons. Salvi ha poi fatto degli annunci importanti riguardo, ad esempio, il nuovo Messale che entrerà in vigore in tutte le chiese il giorno di Pasqua 2021, mentre in quelle umbre potrà essere utilizzato, sperimentato, a partire dalla Prima domenica di Avvento (29 novembre). Da martedì 13 ottobre potrà essere ritirata una copia del Messale per parrocchia presso gli Uffici di Curia in Montemorcino. La formazione del Clero proseguirà con il ritiro dell’11 novembre dedicato alla presentazione del nuovo Messale da parte del vescovo Claudio Maniago, presidente della Commissione episcopale per la liturgia della Cei. Inoltre mons. Salvi ha annunciato gli Esercizi spirituali per il Clero di inizio 2021, che si svolgeranno al Santuario dell’Amore Misericordioso di Collevalenza, dal 18 al 22 gennaio, sul tema: “L’Apostolo Paolo, maestro di preghiera, dottore di carità e di esempio di ascolto della Parola”. Sempre a Collevalenza, il 3 giugno 2021, si terrà la Giornata sacerdotale regionale promossa dalla Ceu. «Questa giornata – ha evidenziato mons. Salvi – è un segno per camminare tutti insieme come Clero delle Chiese dell’Umbria».

Nomine. Sono state annunciate le nomine dei nuovi responsabili dell’Ufficio diocesano per la pastorale familiare, i coniugi Luca e Roberta Convito, che provengono dall’esperienza della “Casa della Tenerezza” di Perugia, e del nuovo presidente dell’Istituto diocesano per il sostentamento del clero (Idsc) don Roberto Di Mauro.

Perugia – è tornato alla Casa del Padre don Giorgio Colajacomo, direttore emerito dell’Istituto salesiano “Don Bosco”. Il profondo cordoglio del cardinale Gualtiero Bassetti

«Apprendo con molto dolore la notizia della morte di don Giorgio Colajacomo. E’ uno dei tanti figli della nostra Chiesa, che, nell’adempimento del ministero sacerdotale, è stato portato via da questo virus. Il Signore accolga il caro don Giorgio nella sua pace e gli doni la ricompensa dei servi buoni e fedeli». Con voce commossa il cardinale arcivescovo di Perugia-Città della Pieve Gualtiero Bassetti, che oggi si trova a Roma, ha commentato il decesso di don Colajacomo, direttore dell’Istituto salesiano “Don Bosco” di Perugia dal 2014 fino allo scorso agosto, avvenuto stamani, a causa del Covid-19, nell’ospedale San Paolo di Savona. Il cardinale, anche a nome dell’intera Chiesa diocesana perugino-pievese, ha espresso a tutta la comunità salesiana le sue profonde condoglianze e la sua vicinanza spirituale.

«Nei sei anni che don Giorgio Colajacomo ha trascorso alla guida della famiglia salesiana di Perugia, incarnando fino in fondo lo spirito di Don Bosco – sottolineano in Curia –, non si è risparmiato nel promuovere diverse iniziative per il rilancio del Centro di formazione professionale, dell’Oratorio e delle attività educative e sportive rivolte alle giovani generazioni. Ha saputo tessere proficui rapporti con le Istituzioni civili umbre, esprimendo soddisfazione per il varo della recente legge regionale sulla formazione professionale».

Don Giorgio Colajacomo era nato a Genova il 31 luglio del 1940 ed ordinato sacerdote il 5 marzo 1966. Da appena un mese don Giorgio era alla guida dell’Istituto salesiano di Alassio. Le esequie saranno celebrate nella chiesa Madonna degli Angeli di Alassio, sabato 10 ottobre, alle ore 15.

A Perugia la comunità Salesiana e tutti i suoi amici si raccoglieranno in preghiera per la recita del Santo Rosario, venerdì 9 ottobre, alle ore 19, presso la sede dell’Istituto “Don Bosco. Il neo direttore, don Giovanni Molinari, ha espresso il profondo dolore della comunità salesiana per la morte del suo predecessore, ringraziando «il Signore per il dono di don Giorgio alla Congregazione salesiana, alla famiglia salesiana di Perugia e ai tantissimi amici che con tanta dedizione e passione ha amato e servito»

ASSISI – GRANDI IMPRENDITORI ITALIANI AL SANTUARIO DELLA SPOGLIAZIONE PER UN’ECONOMIA DELLA FRATERNITÀ

“Dal Santuario della Spogliazione di Assisi vogliamo lanciare al mondo l’appello per una nuova economia con grandi imprenditori italiani che hanno fatto della ricchezza una via del bene. L’esempio di San Francesco che, otto secoli fa rinunciando a tutto ha gettato le fondamenta di una economia solidale, fraterna, come ci ha ricordato papa Francesco nella sua enciclica firmata proprio qui in Assisi, ci dà modo di contribuire a un percorso di cambiamento, in sintonia con il processo che il Santo Padre ha innescato con Economy of Francesco”. È il messaggio che il vescovo di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino, monsignor Domenico Sorrentino, lancerà domani, giovedì 8 ottobre dalle ore 16,30 nella sala della Spogliazione, in occasione della presentazione del libro della giornalista Mediaset, Safiria Leccese, dal titolo: “La ricchezza del bene” al quale saranno presenti gli imprenditori raccontati nel volume. “Da un po’ di tempo, come giornalista riflettevo sulla difficoltà a raccontare le cose belle e ancora più quelle che profumano di buono – dice Safiria Leccese -. Forse rimuginavo, perché da che mondo è mondo, il bene non fa notizia. Forse perché, nel nostro modo di pensare, nella mentalità in cui siamo immersi, quando pronunciamo la parola bene pensiamo subito a moralismo, retorica, buonismo. Quando si dice bene o bene comune – aggiunge l’autrice – è difficile che venga in mente la bellezza. Con questa domanda, che mi ha fatto compagnia per un po’ di tempo, me ne sono andata in giro per il mondo, conoscendo, osservando, incontrando, lavorando, fino ad arrivare a storie vere, fatte di carne, esempi di un’imprenditoria bella, che fa profitti importanti e che tuttavia non sono mai realizzati calpestando le persone ma, anzi, valorizzandole”. Così è nato “La ricchezza del bene” che racconta le storie dei Fratelli Campagnolo e i presidi ospedalieri in Guinea, Zambia e Uganda; la filosofia Ferrero; le pompe idrauliche di Silvano Pedrollo e le imprese solidali nei Paesi in via di sviluppo; la dignità del lavoro nell’azienda meccanica di alta precisione BB s.p.a. di Marco Bartoletti; la Fernet-Branca, una delle più grandi holding di liquori del mondo, con una attenzione speciale per le persone; in terra di Sicilia la straordinaria caparbietà dell’azienda La Mediterranea; la scalata di Ennio Doris e la Fondazione Mediolanum per l’infanzia; la fiaba di Thun e la magia dell’argilla nei reparti di oncologia pediatrica; l’ospedale di alta specializzazione Fondazione Stella Maris – IRCCS per la neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza e infine un giovane ricco in cammino verso la santità come Carlo Acutis che sarà beatificato sabato 10 ottobre alle ore 16,30 nella Basilica superiore di San Francesco. “Non sono aziende – conclude l’autrice – sono vite impastate in un’avventura imprenditoriale che dal nulla ha preso il via grazie a un’intuizione, seguita da una passione, messa a frutto da un talento. Sono avventure di coraggio che hanno trasformato la vita di migliaia di persone, e direi anche di fette di mondo”.

La presentazione sarà trasmessa in diretta streaming sulla pagina Facebook diocesi Assisi-Nocera-Gualdo.

Assisi – Istituto il premio internazionale Francesco di Assisi e Carlo per un’economia della fraternità

Si chiamerà “Francesco di Assisi e Carlo Acutis per una economia della fraternità” il premio internazionale annunciato dal vescovo di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino, monsignor Domenico Sorrentino, giovedì 8 ottobre nel Santuario della Spogliazione, in occasione della presentazione del libro della giornalista Mediaset, Safiria Leccese, dal titolo: “La ricchezza del bene”, al quale sono intervenuti alcuni degli imprenditori raccontati nel volume. Il premio, il cui statuto verrà firmato dal vescovo nel giorno della Beatificazione di Carlo Acutis che si terrà sabato 10 ottobre alla ore 16,30 nella Basilica superiore di San Francesco, nasce per promuovere un rinnovamento dell’economia all’insegna dell’universale fraternità di tutti gli esseri umani, a partire dalla condizione e dagli interessi dei più umili e disagiati. Il premio è specificamente finalizzato ad incoraggiare quei processi economici “dal basso”, in cui persone con scarse possibilità economiche, in qualunque parte del mondo, ma specie nelle regioni più povere, si mettono insieme intorno a valide idee progettuali, contando soprattutto sul “capitale della fraternità”.

Il vescovo nell’illustrare l’iniziativa ha sottolineato che si tratta di “una carità generativa. Il premio sarà di carattere simbolico, educativo e avrà anche dei momenti addirittura scientifici perché vogliamo riflettere su quello che succede nel mondo, vogliamo capire i dinamismi, vogliamo andare anche nella direzione di percorsi che ci aiutino a fare un mondo più bello a tutti i livelli”. Durante l’incontro sono state raccontate dal vivo tante storie imprenditoriali di bene. “Storie di lavoro – ha spiegato Safiria Leccese – di persone che hanno pensato di poter generare delle imprese, delle aziende non facendo profitti, ma facendo del lavoro la realizzazione, mettendo al centro la persona”. Sono intervenuti alcuni degli imprenditori narrati nel testo in particolare Giorgio Campagnolo della Fratelli Campagnolo Marchio CMP Niccolò Branca della Fernet-Branca, Paola Guerrieri La Mediterranea Srl, Giuliano Maffei della Fondazione Stella Maris. Per la prima volta è intervenuto anche il papà di Carlo, Andrea Acutis che ha sottolineato “la scelta di coerenza fatta da San Francesco con la spogliazione. Questa coerenza totale è ovviamente un atto eroico, ma è un atto che genera una semplicità, un’unicità, una forza che è quella che ha poi creato San Francesco che è unica. Carlo anche lui, è ovviamente un po’ difficile paragonarlo a San Francesco, ma non era diviso in se stesso”.