Consegnati all’Elemosiniere del Papa, card. Konrad Krajewski, gli alimenti e i soldi raccolti a favore dei profughi della Rotta Balcanica: 33 bancali di generi alimentari e 15.000 euro

Mercoledì 3 marzo sono stati portati a Roma, nella sede della Caritas diocesana, gli alimenti raccolti nelle parrocchie dell’archidiocesi di Spoleto-Norcia domenica 7 febbraio scorsa nel corso della colletta straordinaria indetta a favore dei migranti in Bosnia-Erzegovina. L’arcivescovo mons. Renato Boccardo e il direttore della Caritas don Edoardo Rossi hanno consegnato al cardinale Konrad Krajewski, Elemosiniere di Sua Santità, 33 bancali di generi alimentari e un assegno di 15.000,00 euro. «Avete fatto un grandissimo gesto – ha detto il Porporato – perché offrite il cuore della gente della vostra Arcidiocesi. E tutto questo viene poi distribuito alla gente sfortunata, soprattutto ai profughi. A nome del Santo Padre Francesco vi dico grazie per quello che avete fatto a favore delle persone che hanno bisogno». Alla consegna era presente anche il direttore della Caritas diocesana di Roma don Benoni Ambarus. Da Roma, poi, alimenti e soldi verranno inviati nei Balcani.
«La risposta delle diverse comunità – afferma il Presule – è stata al di là di ogni aspettativa e vedere la quantità di prodotti raccolta, oltre ai numeri, ci dice della sensibilità e dell’attenzione delle persone a quanti sono nel bisogno e nella sofferenza. Abbiamo avuto la conferma, nonostante il tempo difficile che tutti viviamo a causa del Covid-19, di come la condivisione con chi è meno fortunato di noi continua ad essere un grande patrimonio e una grande ricchezza del popolo credente e non credente. Mi sembra doveroso – prosegue mons. Boccardo – rendere omaggio a questa generosità fatta con discrezione, nel silenzio. All’appello lanciato, abbiamo avuto una risposta diversificata e sovrabbondante: a tutti e a ciascuno giunga il grazie del Vescovo per questo gesto che arricchisce la nostra Chiesa, al di là del numero dei bancali. Abbiamo donato qualcosa, ma siamo tutti più ricchi in umanità, in solidarietà, in fraternità universale».

«Grazie a tutti i volontari e all’equipe della Caritas, alle parrocchie, ai sacerdoti e a quanti hanno risposto in maniera forte all’appello. Grazie anche alle aziende che ci hanno permesso di trasportare, gratuitamente, gli alimenti a Roma: la “AGRIEURO”, la “FERCAM Logistics & Transport” e la “S.I.C.A.F. Traslochi-Trasporti”. Grazie infine a chi ci è venuto incontro con i permessi necessari per effettuare il viaggio da Spoleto a Roma. Ma il grazie più grande – conclude don Edoardo – va al Signore che non fa mai mancare la sua provvidenza e il suo amore».
LINK alle video interviste: https://youtu.be/dlj3a6oCW_M

Domenica 7 marzo l’arcivescovo Boccardo celebrerà, alle 17.00, una Messa nel Santuario di Santa Rita in Roccaporena di Cascia secondo le intenzioni di preghiera di tutte le persone che hanno donato alimenti o soldi a favore dei profughi dei migranti della Rotta Balcanica. La celebrazione verrà trasmessa in diretta nella pagina Facebook della Diocesi: SpoletoNorcia.

Assisi – le iniziative per la giornata europea dei Giusti del 6 marzo

Anche il “Museo della Memoria, Assisi 1943-1944” e l’annesso Giardino dei Giusti allestiti all’interno del Vescovado-Santuario della Spogliazione aderiscono alla Giornata europea dei Giusti del 6 marzo, istituita nel maggio del 2012 dal Parlamento europeo, su sollecitazione di Gariwo, l’associazione fondata da Gabriele Nissim, per ricordare la scomparsa dell’artefice del Viale dei Giusti Moshe Bejski ed estendere il concetto di Giusto a quanti, in ogni parte del mondo, hanno salvato vite umane in tutti i genocidi e difeso la dignità umana durante i totalitarismi.
Dal 7 dicembre 2017 la Giornata dei Giusti è solennità civile in Italia: ogni anno il 6 marzo si celebra l’esempio dei Giusti del passato e del presente per diffondere i valori della responsabilità, della tolleranza, della solidarietà. “Assisi può contare – spiega la curatrice del Museo della memoria, Marina Rosati – sull’esempio di ben sette Giusti della Shoah (Monsignor Placido Nicolini, don Aldo Brunacci, padre Rufino Niccacci, Luigi e Trrento Brizi, suor Giuseppina Biviglia e suor Ermella Brandi) ma anche su quello di tanti altri cittadini che, nel periodo delle persecuzioni razziali collaborarono alla rete clandestina che salvò gli ebrei. Anche in altri momenti questa città ha mostrato il suo lato migliore e ben presto ricorderemo questi straordinari personaggi nel nostro Giardino dei Giusti. Quest’anno, vista la situazione pandemica e la profonda sinergia con Gariwo che, nel 2015 partecipò con un suo rappresentante all’inaugurazione del nostro Giardino, aderiamo alle loro iniziative che potranno essere seguite via streaming”.
La cerimonia si terrà il giorno prima, venerdì 5 marzo a partire dalle 9.30 presso il Giardino dei Giusti di tutto il mondo di Milano con i saluti istituzionali. A seguire, verranno scoperte le targhe dedicate ai 5 nuovi Giusti Dag Hammarskjöld, Carlo Urbani, Liu Xiaobo, Liu Xia, Ruth Bader Ginsburg. Il figlio di Carlo Urbani, Luca Urbani, sarà in diretta proprio dal Giardino dei Giusti. Sarà poi in collegamento anche il nipote di Ruth Bader Ginsburg, Paul Spera, e il direttore Esecutivo della Fondazione Dag Hammarskjöld, Henrik Hammargren. Per le scuole e tutti i partecipanti è prevista la possibilità di intervenire con domande. Le celebrazioni continueranno nel pomeriggio di venerdì alle ore 15.00 presso l’Anfiteatro Ulianova Radice al Giardino dei Giusti di Milano con la cerimonia di consegna delle pergamene per i nuovi Giusti onorati al Giardino Virtuale “Giusti del Monte Stella”. La consegna sarà preceduta dai saluti istituzionali dei rappresentati dell’Associazione per il Giardino dei Giusti di Milano. La cerimonia vedrà la presenza della senatrice Liliana Segre, proponente di una delle candidature dei Giusti onorati. Proprio per condividere e partecipare virtualmente a questa giornata tutti potranno diffondere l’hashtag #iostoconiGiusti, pubblicando sul proprio profilo una foto o un video per celebrare figure esemplari, oppure quelli che Gariwo o il Museo della Memoria pubblicheranno sulla pagina Facebook e Instagram. È possibile seguire le cerimonie sul sito (it.gariwo.net) e sui canali social dell’Associazione Gariwo nonché sulle pagine Facebook Diocesi Assisi-Nocera-Gualdo e Museo della Memoria Assisi.

Le piazze di Francesco – ad Alviano il 4 marzo “Ambiente e sostenibilità”

Continuano gli appuntamenti nelle piazze italiane in occasione dei 100 anni della rivista San Francesco. Giovedì 4 marzo, alle 18.30 ad Alviano, in diretta streaming su sanfrancesco.org, si terrà l’incontro dal titolo “Parole povere, sostenibilità”. Parteciperanno tra gli altri: il Vescovo di Terni-Narni-Amelia, padre Giuseppe Piemontese, l’Amministratore Delegato di Novamont, Catia Bastioli, il Presidente di TIM, Salvatore Rossi, l’Amministratore Delegato e Direttore Generale di Enel, Francesco Starace, e il presidente della Fondazione Symbola, Ermete Realacci. Conclude l’evento, moderato da Padre Enzo Fortunato, il violinista Uto Ughi.

Ogni mese i frati della Basilica di San Francesco in dialogo in una piazza diversa d’Italia per celebrare San Francesco e il suo passaggio. Dopo Assisi e Foligno il viaggio prosegue verso Alviano: piazza dove Francesco chiedendo il silenzio dei presenti durante una predica, riesce a chetare delle rondini che gli strepitavano attorno.
«Ogni piazza – ha dichiarato padre Enzo Fortunato – sarà caratterizzata da parole povere che sono: semplici, perchè comprensibili a tutti; leggere, perché facilmente “trasportabili” nel bagaglio della propria vita; povere, perché permettono di vedere il mondo da una prospettiva diversa; trasformanti, perché capaci di cambiare il cuore».
L’evento verrà trasmesso sul sito sanfrancesco.org, sulla pagina Facebook e YouTube di San Francesco d’Assisi e sul canale Facebook del direttore della rivista Padre Enzo Fortunato.

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Gubbio – Centro sportivo italiano le novità dal comitato e dalla Polisportiva “Oratorio Don Bosco”

Una realtà che in Umbria contava circa sedicimila tesserati e quasi 400 società affiliate e che ora si trova a fare i conti con gli effetti della pandemia dell’ultimo anno. Ma non demordono i nuovi vertici umbri del Centro sportivo italiano (Csi) e anzi rilanciano con passione e impegno, rinnovando tutti i comitati attivi in regione e lo stesso direttivo regionale. L’ assemblea elettiva del Csi Umbria ha eletto nei giorni scorsi il nuovo presidente e il consiglio direttivo che guideranno l’associazione fino al 2024. Alessandro Rossi raccoglie il testimone dal presidente regionale uscente Roberto Pascucci. In consiglio ci sono Emanuela Papadia e Claudio Banditelli (comitato di Perugia), Federigo Noli (Foligno), Federica Bigi (Terni) ed Enzo Panfili (Gubbio).

Nelle settimane scorse è stato rinnovato anche il direttivo del Comitato di Gubbio del Csi. Sono molte le idee e i progetti che il neo esecutivo, presieduto da Corrado Angeli, si propone di sviluppare nel corso del mandato.
“Ho accettato questo incarico con molto piacere, con la sfida di rilanciare l’offerta del Centro sportivo italiano di Gubbio – commenta il presidente Angeli – per un’attività ancora più presente sul territorio. Insieme a tutta la squadra che mi affianca, vorremmo rimettere al centro lo spirito sociale del Csi e fare degli oratori e delle zone pastorali, luoghi di riferimento per i ragazzi, anche attraverso la realizzazione di eventi che facciano da richiamo per i giovani”.
Il resto del consiglio vede Giordano Pannacci e Jacopo Cicci come vice presidenti, mentre don Fabricio Cellucci è stato nominato consulente ecclesiastico. Il gruppo dei consiglieri è composto da Enzo Panfili, Daniele Martinelli, Anna Maria Stocchi, Roberta Moscetti Castellani, Attilio Bagagli ed Enrico Lugni. La formazione è stata affidata ad Andrea Albini, mentre l’attività sportiva ha come responsabile Gabriele Clementi. Le mansioni di revisore dei conti e giudice unico sono state assegnate rispettivamente a Tonino Fagiani e a Francesco Bertinelli.

Importanti novità anche per la Polisportiva Csi “Oratorio Don Bosco” di Gubbio che nei giorni scorsi ha rinnovato – a sua volta – il consiglio direttivo con l’elezione del nuovo presidente Mauro Vernigi, la conferma dei consiglieri Daniele Martinelli, Giordano Pannacci, Stefano Bazzucchi, Matteo Andresini e l’inserimento di nuovi consiglieri Gabriele Morelli, Francesco Pascolini, Mirco Casagrande, Maria Grazia Tomarelli e Claudio Ricci.
Nel suo primo intervento, il neo presidente Vernigi ha ringraziato il presidente uscente Enzo Panfili (che assume la carica di vice presidente, rimanendo quindi nel consiglio direttivo) per il grande lavoro svolto fin dalla costituzione della società sportiva, un impegno che ha consentito alla Polisportiva di diventare un importante punto di riferimento per la crescita umana e sportiva di tanti giovani, come confermano i numeri sempre crescenti di tesserati e l’apprezzamento di tanti genitori. Oltre alla riconferma dei consiglieri uscenti, l’inserimento di nuovi consiglieri testimonia la volontà di mettere in campo nuove risorse umane e professionali in grado di ampliare e arricchire la quantità e qualità delle attività sportive e sociali della Polisportiva.
Una delle novità più importanti da questo punto di vista è sicuramente l’inserimento della pallavolo fra le varie attività sportive, con la grande esperienza tecnica di Luca Cuccarini e la collaborazione di Maria Grazia Tomarelli, da tempo impegnati nella promozione di questa importante disciplina sportiva. La piena condivisione degli ideali di crescita e promozione della persona attraverso la formazione umana e sportiva dei giovani, bambine e bambini, hanno consentito di avviare questa collaborazione e di arricchire quindi le proposte di attività della Polisportiva. Questa novità si affianca alle attività sportive da sempre presenti presso l’impianto sportivo “Beniamino Ubaldi”, a partire dalla Scuola calcio Csi Don Bosco Gubbio, con la responsabilità tecnica di Fabio d’Amario. Confermata l’affiliazione con l’Atalanta Bc, che prevede, fra l’altro, anche la formazione periodica in ambito tecnico, metodologico e organizzativo.
Si riconferma inoltre la partecipazione del Csi Don Bosco calcio a 11 al campionato di seconda categoria, del Csi Don Bosco calcio a 5 al campionato serie C2 e l’importante collaborazione con il Branca 1969 e l’Atletico Gubbio per quanto riguarda la Juniores.
Sempre presso gli impianti del Beniamino Ubaldi gestiti dalla Polisportiva, inoltre, proseguirà l’attività sportiva della Asd Judo Kodokan Gubbio e l’attività di atletica.
Da ricordare, infine, l’organizzazione la scorsa estate, in piena emergenza sanitaria, dei centri estivi, attivati con la volontà di rispondere in modo concreto ai bisogni delle famiglie con figli, offrendo un progetto educativo in grado di dare ai bambini l’opportunità di riappropriarsi del gioco all’aperto e della socializzazione, fortemente limitati nel periodo di diffusione dell’epidemia.
Un impegno che, unito a tutte le altre attività e iniziative, vuole testimoniare la particolare attenzione della Polisportiva alle esigenze sociali e alle necessità delle famiglie e dei loro figli. Un impegno che il nuovo consiglio direttivo intende proseguire con rinnovato slancio ed entusiasmo nella speranza di una nuova stagione di ripresa e ricostruzione sociale.

Foligno – catechesi di Quaresima del vescovo Sigismondi

Venerdì 5 marzo alle ore 21.00 sarà trasmessa in diretta sui canali social della Diocesi di Foligno la Catechesi per la Quaresima a cura del Vescovo Mons. Gualtiero Sigismondi Amministratore Apostolico della Diocesi di Foligno. La diretta sarà trasmessa dal palazzo della Curia Vescovile e il tema della catechesi prende spunto dall’esortazione dell’Apostolo Paolo ai Galati “Cristo ci ha liberati per la libertà” (Gal 5,1).

“La Quaresima è un tempo per credere, ovvero per ricevere Dio nella nostra vita e consentirgli di ‘prendere dimora’ presso di noi”. “Nel percorrere il cammino quaresimale, che ci conduce verso le celebrazioni pasquali, ricordiamo Colui che umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e a una morte di croce”. Queste parole, che possiamo leggere nel messaggio di Papa Francesco per la Quaresima 2021, non si riferiscono solo alla dimensione memoriale del ricordo, ma invitano a vivere, anche nel presente e nell’oggi, un tempo propizio per rinnovare fede, speranza e carità.

Assisi – Economy of Francesco. Dal 3 marzo corso di alta formazione per ripensare l’economia a partire dai beni comuni

Al via il prossimo 3 marzo The Economy of Francesco School, un corso online di alta formazione, promosso dal comitato scientifico di EoF, per approfondire i temi dell’Economia di Francesco a partire dai beni comuni. A tre mesi dall’evento internazionale voluto dal Santo Padre ad Assisi sono diverse le iniziative organizzate per animare il movimento globale The Economy of Francesco.
Dodici lezioni e quattro workshop interattivi sui temi dei “beni comuni”: dalla pace all’etica della cura, dalle misurazioni multidimensionali della povertà alla salute pubblica, dai big data alla finanza etica. I docenti della scuola sono personalità di rilievo del mondo accademico, dell’impresa e della società: il Patriarca di Gerusalemme, Mons. Pierbattista Pizzaballa, che approfondirà il legame tra Pace, Fiducia ed Economia; lo storico medievale, Giacomo Todeschini, con una lezione dal titolo Ricchezza francescana: alle radici del pensiero economico francescano; e l’economista statunitense, Julie Nelson, che si focalizzerà sui grandi assenti del dibattito economico internazionale come l’etica della cura ed i commons. Interverranno tra gli altri: Cristina Bicchieri, Eve Chiappello, Robert H. Frank, Sabina Alkire, Alex Edmans, Ridhi Kashyap, Francis Dodoo, Jennifer Nedelsky.

Il programma completo è visibile sul sito www.francescoeconomy.org

Quasi 700 persone iscritte ad oggi per partecipare alle lezioni in streaming da oltre 55 paesi tra cui Messico, Italia, Nigeria, Filippine, Portogallo, Stati Uniti, Argentina, Brasile, Cuba, Spagna, Cameroon, Cile, Perù, Sud Africa, India, Kenia, Corea. Studenti, economisti, imprenditori di tutto il mondo interessati a contribuire alla realizzazione di una nuova stagione di pensiero economico. Oggi l’economia è diventata la grammatica del linguaggio sociale ed è una priorità se si vuole cambiare il mondo.
«Economy of Francesco è oggi il più vasto movimento di giovani economisti e imprenditori diffuso in tutto il mondo: giovani impegnati per una economia nuova, all’altezza dei tempi nuovi. Il XXI secolo sta mostrando che i beni comuni, i beni relazionali e l’ambiente non sono più gestibili con la logica capitalistica. La sua razionalità basata sulla ricerca del benessere individuale non sa curare il pianeta, i beni che usiamo insieme e i rapporti umani» – ha dichiarato Luigino Bruni, coordinatore scientifico EoF che mercoledì 3 marzo terrà la prima lezione dal titolo L’economia dell’ultimo tempo. «Con il terzo millennio – continua il professore Bruni – siamo entrati definitivamente nell’era dei beni comuni. Se continuiamo a sentirci proprietari e padroni della Terra, dell’atmosfera, degli oceani, continueremo soltanto a distruggerli. Dobbiamo, presto, imparare a utilizzare i beni senza esserne padroni, dobbiamo velocemente apprendere l’arte della gratuità, il principio dell’altissima povertà di Francesco d’Assisi: l’uso senza proprietà».
Per l’anno 2021, The Economy of Francesco offre un corso online avanzato chiamato “The Economy of Francesco School” per approfondire alcuni temi del magistero di Papa Francesco, le radici e le istituzioni economiche francescane e i temi dell’Economy of Francesco. «La formazione – affermano gli organizzatori della EoF School, Paolo Santori e Valentina Rotondi – è essa stessa un bene comune, forse tra i più importanti per capire e migliorare la nostra vita in comune. I seminari del corso si muoveranno tra il già e il non ancora: un’alta formazione sui fondamenti concettuali e pratici dell’Economia di Francesco restando aperta a nuove prospettive. Ai partecipanti diciamo: siate pronti ad apprendere ma anche ad elaborare ciò che avete appreso, così da diventare gli ambasciatori EoF del futuro».

La lettera quaresimale del cardinale Gualtiero Bassetti alla comunità diocesana. “Lo spirito della Quaresima. Una vita tentata – una vita purificata – il deserto della Spirito”

“Lo spirito della Quaresima” è il titolo della lettera del cardinale arcivescovo di Perugia-Città della Pieve Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, inviata alla sua comunità diocesana il cui testo integrale è scaricabile dal 25 febbraio sul sito dell’Archidiocesi, al link: https://bit.ly/3bysziS . Si tratta, come scrive il cardinale, di «una breve catechesi sul significato della Quaresima, particolarmente durante questo tempo di pandemia, che sta provando a fondo tante persone». Tre i concetti sui quali si concentra la riflessione del presule, riportati come sottotitolo della lettera: “Una vita tentata – una vita purificata – il deserto della Spirito”. Il cardinale rivolge, all’inizio della lettera, «una particolare raccomandazione ai sacerdoti di leggerla e approfondirla, possibilmente coi catechisti, gli animatori parrocchiali e tutti coloro che saranno disponibili. Penso che questa breve catechesi, senza nessuna pretesa – scrive –, possa essere utile anche per i monasteri e le case dei religiosi».

La tentazione condizione normale. Soffermandosi sul primo concetto, Bassetti sottolinea che «la Quaresima è un tempo di sosta, che ci porta a vivere e ad approfondire la nostra esperienza di fede. La Chiesa ci presenta, nella prima domenica, il brano evangelico delle tentazioni di Gesù, secondo l’evangelista Marco: “Lo Spirito sospinse Gesù nel deserto e nel deserto rimase quaranta giorni, tentato da Satana”. La tentazione non esula dalla volontà di Dio, perché lo Spirito sospinse Gesù nel deserto. Essa è quindi condizione normale, non solo dell’uomo, ma anche del cristiano. Tutta una letteratura edificante, ma a mio avviso non illuminata, ha posto la questione della tentazione quasi si trattasse di angoscia. È una posizione sbagliata: le cose non stanno così».

La fede un’esperienza tentata. «La tentazione come lotta, come combattimento, fa parte dell’esperienza umana e cristiana. Per questo Gesù all’inizio della vita pubblica, e non solo, l’ha sperimentata. Potremmo domandarci: perché ha fatto questa esperienza se, in fondo, alla tentazione non poteva soccombere? Penso che il motivo sia semplice: Gesù si è posto in tutto come misura e modello della vita del cristiano. E questo esprime anche la prima verità che vuole sempre ricordarci la Quaresima: la fede è, necessariamente, provata. Direi anzi: se non è tentata, non è fede. Così ci dice con chiarezza la Parola di Dio. Qualcuno potrebbe domandarsi: perché la fede è un’esperienza tentata? Risponderei così: a causa del nostro limite. Difficilmente scopriremmo il nostro limite, il nostro peccato, la nostra fragilità se non ci sentissimo messi a prova. È la prova che ti fa scoprire il tuo limite, la tua povertà, la tua insufficienza, il tuo bisogno degli altri e, soprattutto, il tuo bisogno di Dio».

Società in cui predomina il neo-illuminismo. «Cari amici, senza questa prospettiva di fede provata, tutti rischieremmo di non saper distinguere fra la luce e le tenebre, il vero e il falso, il bene e il male, e quindi non maturerebbe mai in noi un vero processo di libertà. Purtroppo viviamo in una società in cui predomina il neo-illuminismo, cioè la pretesa di risolvere tutti i problemi con la ragione e ciò che la ragione può, quindi con la scienza e con la tecnica; e chi non si adegua a tale pensiero è considerato un arretrato, un incolto, se non addirittura un irresponsabile».

Il Mistero oltre la nostra ragione. «Possiamo davvero vincere tutto? Il Vangelo, che, oltre a esser vero, è un messaggio di saggezza, ci ammonisce chiaramente: chi si regge in piedi stia attento a non cadere. La fede, trattando qualcosa che va ben oltre la nostra ragione – il Mistero – ci spinge sempre oltre. “Duc in altum!”: vai al largo, supera il limite del tuo modo di vedere e di pensare, ci dice Gesù. La fede non è un’evidenza, non è un’emozione e nemmeno un sentimento. Purtroppo, quanta confusione alberga anche nella mente e nel cuore di tante persone buone che vanno in chiesa! La fede è “oscura” perché ci trascende, ma è la cosa più grande e meravigliosa perché è il “mistero”, indica che la nostra vita va ben oltre le nostre aspirazioni ed esigenze umane. E in questo senso siamo tutti sotto lo stesso tetto: vescovi, sacerdoti, consacrati, famiglie, parrocchie».

La Chiesa soffre attacchi e persecuzioni. Il cardinale prosegue la sua riflessione nel ribadire che vede «serpeggiare fra noi una mentalità di acquiescenza, che non riflette l’essenza del vivere cristiano, che è sempre un cammino fra le prove. Da altre parti, la Chiesa soffre attacchi e persecuzioni, e non ci sono mai stati tanti martiri come al momento presente. La prova, la tentazione, è la garanzia che Dio c’è, ci tiene per mano e ci porta sempre su ali d’aquila».

Il culto di un cuore umile, sincero e schietto. Nel soffermarsi sul secondo concetto, Bassetti evidenzia che «la Quaresima ci ripresenta il tema di una vita purificata. È proprio la strada della purificazione la via diversa su cui noi dobbiamo intraprendere il nostro cammino… E’ importante il tempo quaresimale nel mistero dell’anno liturgico, perché ci riporta al cuore e alla mente la base dell’itinerario cristiano. Se non si coglie questa verità, potremmo fare anche un’accozzaglia di pratiche di pietà, ma non saremmo accetti al Signore: eserciteremmo un culto sterile ed inefficace. Il culto cristiano, come ci richiama continuamente Papa Francesco, è il culto di un cuore umile, sincero e schietto. In una parola, il culto di chi non vive più per sé, ma per amore. In Italia ci sono migliaia di Sante Messe nel giorno del Signore, ma purtroppo le cose, nella mentalità dei credenti, cambiano poco».

Restaurare la vita del battesimo. «Cosa dobbiamo fare? C’è chi si accontenta e dice: “Ringraziamo il Signore che un certo numero di persone continua a venire in chiesa”. Risposta buona; ma sarebbe il caso di domandarci: “Perché vengono? Come vengono? Cosa cambia di fatto nella vita?”. La Quaresima, coi suoi ritmi e le sue cadenze, potrebbe diventare un vero itinerario battesimale, un cammino paziente che ci orienta in un cambiamento di mentalità e di vita. Anche il ritorno al Sacramento della Penitenza, nelle forme più adatte e consentite, più che un impegno devozionale, dovrebbe essere un riferimento battesimale. Infatti, si tratta di restaurare la vita del battesimo che abbiamo interrotto o che va debitamente recuperata. Ma il compimento della purificazione quaresimale ha un obiettivo specifico: la carità, intesa come Agape».

La vera penitenza cristiana è amare. «Cos’è, allora, cambiare vita? Passare dall’amore di sé all’amore di Dio e degli altri. Passare dall’egoismo alla carità. Tutti i testi biblici che parlano della penitenza culminano sempre in questo richiamo: l’aiuto ai fratelli, il soccorso al prossimo. Dunque, la vera penitenza cristiana è amare. Perché amare è perdere sé. La vera penitenza cristiana non è “fare”, neppure compiere le “opere”, se non c’è l’amore. La vera penitenza è trasporre noi, da noi agli altri. La vera penitenza cristiana è questo mutamento di luogo. Il nostro luogo non è più il nostro io, ma l’io dell’altro nell’io di Dio».

Senza la carità. Al tal proposito l’invito del cardinale «a rileggere, dal capitolo XIII della lettera ai Corinti di san Paolo, l’inno alla carità. E questo vale per tutti. Se in una comunità religiosa, in un seminario, in una famiglia, nella parrocchia, non c’è la carità, quello che si fa non serve a nulla. Questo vale nel matrimonio, fra marito e moglie, nel rapporto con i figli: il ricominciare, il tentare sempre di avere fiducia, la pazienza di un amore che traspone il proprio io nell’altro. Questo vale in ogni ambito della vita cristiana. Quando diciamo: “Dobbiamo difendere il matrimonio, la famiglia!”, che significato ha, se manca tutto questo?».

Quaresima, tempo dell’ascolto. Illustrando il terzo concetto, Bassetti scrive che «la Quaresima ci richiama al deserto dello Spirito. Cosa vuol dire? Prima di tutto, il deserto dell’ascolto. La Quaresima è il tempo privilegiato in cui Dio si rivolge a noi mediante la sua Parola ed entra in dialogo con le sue creature. Dio parla a tutti. Se uno non lo sente, è perché ha l’orecchio tanto duro che non ode più la voce di Dio, la voce del Signore, la voce di Gesù. Non ascoltare la voce di Gesù, il suo Vangelo, vuol dire smarrire completamente la strada. Il Signore, come dice il profeta Osea, vuol tornare a parlare al nostro cuore, vuole entrare in comunione con noi, per esprimerci tutta la sua tenerezza».

Far fiorire il deserto interiore. «Gesù parla della necessità di pregare sempre e non cessare mai. Ciò significa che c’è in tutti noi questa attitudine contemplativa. Anche durante le nostre occupazioni, è possibile un continuo colloquio d’amore col Signore. È in questo modo che potrà far fiorire anche il deserto che è dentro di noi».

La vittoria sulla morte e sul peccato. «Concludo questa piccola catechesi riepilogando i tre concetti che mi stanno a cuore. Quaresima: una fede tentata, una vita purificata, il deserto dello Spirito. Tutto questo, naturalmente, nella prospettiva pasquale…», che è «la risoluzione definitiva, da parte del Padre e dello Spirito Santo, della nostra vita. Se entreremo in questa dimensione, che deve essere continua, saremo dei veri credenti, e testimonieremo il senso pasquale della vita, cioè quella vittoria sulla morte e sul peccato che già opera in noi. E così il deserto amaro e triste di questo mondo – conclude il cardinale Bassetti – diventerà luminoso perché il Signore è risorto».

Lettera cardinale Bassetti per la Quaresima 2021 (scarica pdf)

Spirito di Assisi – preghiera per i profughi di tutto il mondo

L’intenzione di preghiera per la pace del 27 febbraio, questo mese è rivolta ai profughi. L’appuntamento, voluto dal vescovo della diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino, monsignor Domenico Sorrentino e portato avanti dalla Commissione diocesana per lo “Spirito di Assisi” si ripete con cadenza mensile in ricordo dello storico incontro per la pace del 1986, voluto da San Giovanni Paolo II.

Nel suo messaggio il vescovo invita a rivolgersi “all’unico Dio pensando ai profughi che fuggono da guerre, violenze e miseria e non ricevono adeguata accoglienza e riconoscimento. Il pensiero va ai fratelli e alle sorelle che sono costretti al freddo e a sofferenze immani nelle montagne dei Balcani e che talvolta sono persino respinti con la violenza. Con loro ricordiamo quanti sono sottoposti alla stessa sorte nella frontiera tra Messico e Stati Uniti, in quella tra Myanmar e Bangladesh o Thailandia e moltissimi altri. Che Dio converta i cuori di coloro che nella comunità internazionale hanno il potere di trasformare il rifiuto in accoglienza e rispetto. Vi invito inoltre, a ricordarvi davanti a Dio, della situazione drammatica del Myanmar (ex Birmania) di cui riusciamo ad avere solo scarne notizie. A quello che ci è dato di capire – sottolinea monsignor Sorrentino – il netto dissenso nei confronti degli autori del colpo di Stato è diffuso in gran parte della popolazione di quel Paese e rischia di degenerare in un bagno di sangue come è già avvenuto recentemente nel 1998 e nel 2007. Il Dio della misericordia preservi gli abitanti di quella terra da una tale prova e ricomponga il conflitto che si è aperto verso la pace che è garanzia di bene per tutti. Ciascuno con la propria comunità di appartenenza, in famiglia o personalmente e secondo le modalità che riterrà più idonee – conclude il vescovo – sabato 27 potrà farsi eco di quella invocazione di pace che ormai 35 anni fa si levò da Assisi”.

Come di consueto non è previsto un momento comune, ma ognuno è invitato a pregare per questa intenzione nell’arco della giornata del 27 febbraio.

Perugia – l’Istituto musicale diocesano “G. Frescobaldi” rinnova il consiglio direttivo e propone un nuovo percorso didattico-musicale

Nel segno della continuità con ciò che ha rappresentato negli ultimi quaranta anni a livello artistico-culturale e nel ricordo di mons. Francesco Spingola (1932-2020), il sacerdote che lo ha rilanciato nel 1980, l’Istituto musicale diocesano “Girolamo Frescobaldi” di Perugia si rinnova. Una scuola che ambisce a divenire un fulcro nazionale ed internazionale di attrattiva musicale, culturale e sociale promovendo l’attività di allievi e artisti umbri.

Nuovo Consiglio direttivo. L’Istituto, che ha sede nello storico “Auditorium Marianum” di corso Cavour, nel centro storico di Perugia, a pochi passi da Porta San Pietro e dall’omonima millenaria Abbazia benedettina, ha da pochi giorni il suo nuovo Consiglio direttivo nominato dalla Curia arcivescovile. Nuovo direttore, successore di mons. Spingola, è il M° Guido Arbonelli, affiancato dal vice direttore M° Franco Radicchia e dai consiglieri Teresa Agostinelli, Cinzia Violetti e don Francesco Verzini, liturgista diocesano.

L’incoraggiamento. Il nuovo Consiglio si è già insediato dettando un nuovo percorso didattico-musicale destinato ai giovani e non, ricevendo l’incoraggiamento e l’augurio di “buon lavoro” del cardinale Gualtiero Bassetti da sempre sensibile all’arte della musica e alla sua componente sacra e liturgica, soprattutto quando attrae fanciulli e adolescenti interessati allo studio delle diverse discipline e strumenti.

Nuove discipline. Sono previsti i consueti corsi di strumenti d’orchestra e di canto operistico, con particolare attenzione a ciò che afferisce alla musicale sacra e liturgica. Molteplici, inoltre, le novità a partire dalle percussioni moderne, canto moderno e corsi di jazz, body percussion dedicato a tutte le età, il canto gregoriano e la polifonia liturgica, la propedeutica dedicata ai bambini dai 3 ai 6 anni, la musicoterapia come benessere dell’individuo, l’approfondimento e la divulgazione di tematiche musicali, come la formazione allo spirito della liturgia per aiutare ad armonizzare la musica ed il canto con la ritualità cristiana.

Rinnovo locali. L’Istituto “G. Frescobaldi”, poi, dispone di aule per prove di gruppi e per studio; l’“Auditorium Marianum” sarà reso fruibile per chi vorrà cimentarsi in concerti o prove per esami. In tal senso è già in atto il rinnovo dei locali anche con l’applicazione di opere d’arte donate da artisti umbri.

Nuove proposte. L’associato avrà a disposizione una “card” che prevede l’uso dei locali a prezzi convenzionati, partecipazione a concerti nell’Auditorium stesso, organizzazione di concerti presso scuole, concerti gratis organizzati dal Consiglio direttivo riguardanti manifestazioni corali e strumentali, commemorazioni, concerti e classe di organo, esibizioni e collaborazione con le scuole ad orientamento musicale del circondario perugino (es. il Conservatorio statale “F. Morlacchi”), partecipazione a master estivi tenuti da docenti di chiara fama a prezzi convenzionati, concorso per “piccolissimi”, realizzazione di filmati attinenti alla promozione dell’esecutore.

Per informazioni e iscrizioni ai corsi, contattare l’Istituto “G. Frescobaldi” al numero telefonico 075.5736171 (fax 075.5724751), oppure per e-mail: istitutofrescobaldi@libero.it.

Gubbio – Canonizzazione del patrono sant’Ubaldo: nel 2021 solo la celebrazione in basilica

Un anno fa, l’8 marzo 2020, fu l’ultima celebrazione liturgica vissuta nella “normalità” dai fedeli eugubini prima dell’inizio del lockdown per una emergenza sanitaria, a causa del coronavirus, della quale allora forse nessuno avrebbe mai immaginato le proporzioni. Ora, si avvicina di nuovo la festa della Canonizzazione di sant’Ubaldo che si ricorda come anniversario il 5 marzo e, come sempre, arriva nel tempo della Quaresima.
“Dato il perdurare dell’emergenza sanitaria – spiega il vescovo di Gubbio, mons. Paolucci Bedini – non sarà possibile vivere come ogni anno la tradizionale processione che parte della Cattedrale e sale per gli stradoni alla basilica del santo patrono”.
Annullata quindi la processione ma confermata la possibilità di celebrare con tale intenzione – la mattina di domenica 7 marzo – la santa messa alle ore 11 davanti al corpo venerato del vescovo Ubaldo, nella basilica in cima al monte Ingino, con la partecipazione del popolo e delle varie autorità cittadine. Il tutto sarà regolato, anche con apposito personale di servizio, dalle norme già in vigore per l’accesso contingentato dei fedeli, il distanziamento, l’igienizzazione personale e la sanificazione dei locali. Essendo una ricorrenza molto cara a tutto il popolo diocesano, per garantire la più ampia partecipazione sarà predisposta la trasmissione in diretta sul sito web www.diocesigubbio.it e sui canali social della Diocesi di Gubbio.
“Sarà ancora una volta – commenta il vescovo Luciano – l’occasione per tutta la comunità diocesana di rivolgersi con la fede di sempre al suo amato santo, per invocare con rinnovata speranza la sua potente intercessione, contro il male che ci sta affliggendo, in suffragio dei nostri cari che hanno perso la vita colpiti dal virus, a favore di tutti coloro che sono direttamente impegnati a soccorrere i malati, come consolazione per tutte le famiglie che subiscono le pesanti conseguenze della crisi, e a sostegno di tutti noi perché ciascuno responsabilmente concorra al bene di tutti”.
Sarà anche il momento opportuno per riprendere e recitare di nuovo la preghiera a sant’Ubaldo che il Vescovo della diocesi eugubina ha scritto appositamente lo scorso anno per unire le suppliche dei fedeli in un cuor solo e a una sola voce.