Ad Assisi il convegno catechistico regionale Umbria-Marche. È il primo a livello nazionale che coinvolge due Regioni ecclesiastiche. Don Calogero Di Leo: «Cercheremo di far emergere una catechesi nuova, convincente, coinvolgente, in grado di affrontare le sfide del cambiamento del mondo»

Dal 10 al 12 maggio 2024, alla Domus Pacis di Assisi, si terrà il convegno Catechistico Regionale Umbria-Marche, sul tema “Celebrate il Signore perché è buono? Una comunità che celebra e testimonia il Kerygma”. L’assise coinvolge 21 diocesi, 8 dell’Umbria e 13 delle Marche, ed è rivolta principalmente ai direttori degli uffici catechistici diocesani e alle loro équipe. Possono, però, partecipare anche i catechisti e i presbiteri che fossero interessati. «È il primo convegno catechistico interregionale che viene fatto in Italia», afferma don Calogero Di Leo dell’arcidiocesi di Perugia-Città della Pieve e coordinatore della commissione per la catechesi della Conferenza episcopale umbra. «Siamo all’interno del cammino sinodale della Chiesa italiana e, con il mio confratello delle Marche don Emanuele Pizzai (diocesi Senigallia), abbiamo pensato di organizzare questo convegno tra due regioni ecclesiastiche che condividono un territorio omogeneo, con una modalità di trasmissione della fede alle giovani generazioni simile. Questa proposta, che è un’apripista a livello nazionale, – continua don Calogero – è vista con occhio interessato dall’Ufficio Catechistico della Conferenza episcopale italiana ed ha trovato pieno sostegno dai nostri Vescovi umbri e marchigiani». Nel convegno si tratteranno alcune tematiche delineate da Papa Francesco in occasione del 60° anniversario della nascita dell’Ufficio Catechistico Nazionale: la nuova evangelizzazione, l’importanza della liturgia quale luogo naturale per la catechesi e l’importanza della comunità. «Il convegno – dice ancora don Calogero Di Leo – non si fermerà solo alle analisi, cercheremo di far emergere una catechesi nuova, convincente, coinvolgente, in grado di affrontare le sfide del cambiamento del mondo. Le nostre riflessioni, poi, le consegneremo alla Conferenza episcopale italiana che, una volta ricevuto tutte le proposte delle altre regioni d’Italia, avvierà una nuova progettazione della catechesi a livello nazionale».

Al convegno interverranno vari Vescovi delle due Regioni e si concluderà con la celebrazione eucaristica di domenica 12 maggio nella Basilica di Santa Maria degli Angeli presieduta da mons. Renato Boccardo arcivescovo di Spoleto-Norcia e presidente della Conferenza episcopale umbra.

La Conferenza episcopale umbra ha incontrato il presidente e il direttore di Caritas italiana, il direttore dell’Ufficio nazionale per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso della Cei, esaminato gli impegni della Visita ad Limina Apostolorum e provveduto ad alcune nomine

Riunitasi ad Assisi, il 5 marzo, presso la sua sede, nel Pontificio Seminario Umbro “Pio XI”, la Conferenza episcopale umbra ha incontrato il presidente e il direttore di Caritas italiana, l’arcivescovo di Gorizia mons. Carlo Roberto Maria Redaelli e don Marco Pagniello, e il direttore dell’Ufficio nazionale per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso don Giuliano Savina. Inoltre ha affrontato alcuni temi tra cui gli impegni dell’imminente Visita ad Limina Apostolorum dal Santo Padre Francesco, in calendario dal 18 al 22 marzo, e provveduto alle nomine del delegato Caritas Umbria e del coordinatore della Commissione per la pastorale sociale e del lavoro della Ceu.
Maggiore crescita della Carità nelle comunità. «I vescovi dell’Umbria sono molto interessati e coinvolti nel tema della Caritas, ma anche preoccupati nel senso di farla crescere ancora di più soprattutto nella dimensione di attenzione e formazione alle comunità parrocchiali». È il commento, a margine dell’incontro con la Ceu, del presidente della Caritas italiana, che ha aggiunto: «Apprezzo quanto i vescovi stanno facendo pastoralmente per fare crescere le comunità non solo ecclesiali, ma anche civili alla Carità con una sensibilità maggiore, perché la presenza della Caritas ha un’attenzione specializzata, molto attenta alla povertà che causa esclusione sociale. È una preoccupazione positiva, molto forte da parte dei vescovi umbri, che è anche la preoccupazione di Caritas italiana – ha sottolineato mons. Redaelli -, quella di lavorare molto non soltanto sull’attenzione alla povertà, ma sulla crescita della funzione pedagogica di Caritas italiana di una testimonianza della Carità che faccia lievitare davvero questa dimensione tipica dei cristiani».
Nominati delegato Caritas e coordinatore Commissione sociale e lavoro. Nel corso della riunione, i vescovi hanno nominato don Marco Briziarelli, del Clero di Perugia-Città della Pieve, delegato regionale della Caritas Umbria, e don Marco Rufini, del Clero di Spoleto-Norcia, coordinatore regionale della Commissione per la pastorale sociale e del lavoro della Ceu. I due sacerdoti subentrano rispettivamente al diacono Mauro Masciotti e all’avv. Francesca Di Maolo a cui i vescovi esprimono ringraziamenti e gratitudine per il servizio pastorale da loro svolto alla Chiesa umbra.
Breve nota biografica dei due sacerdoti umbri.
Don Briziarelli, classe 1980, è nato a Perugia ed ordinato sacerdote il 25 giugno 2016, direttore della Caritas diocesana, parroco della cattedrale di San Lorenzo di Perugia. Tra gli incarichi ricoperti in diocesi quello di assistente spirituale dell’UNITALSI e di presidente dell’Associazione “Amici del Malawi”.
Don Rufini, classe 1967, è nato a Spoleto ed ordinato sacerdote il 27 settembre 1997, direttore dell’Ufficio diocesano per la pastorale sociale e del lavoro, attuale pievano della Pievania dei Santi Benedetto ed Eutizio di Norcia e Preci.

Inaugurato l’Anno Accademico 2023-24 dell’ITA e dell’ISSRA di Assisi. Il cardinale Mario Grech: «Una Chiesa sinodale che valorizzi di più ministeri e carismi sarà in grado di evangelizzare meglio il mondo di oggi… In questo ha un ruolo fondamentale la comunicazione»

«Una Chiesa sinodale è una Chiesa ministeriale dove il santo popolo di Dio, rispettando i carismi e le vocazioni, cammina insieme, sotto la guida del vescovo che non può annunciare il Vangelo da solo. Tutti i battezzati, in forza del Battesimo partecipano al Sacerdozio comune di Cristo e allora tutti sono anche in grado di svolgere un ministero». Così il Mario Grech, segretario generale della Segreteria del Sinodo dei Vescovi, a margine dell’inaugurazione dell’Anno Accademico 2023-24 dell’Istituto Teologico (ITA) e dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose (ISSRA) di Assisi, svoltasi lo scorso 24 novembre, nell’aula magna dei due Istituti, presso il Pontificio Seminario Regionale Umbro “Pio XI”. Il porporato era stato invitato a tenere la prolusione dedicata al tema “Sinodalità e ministeri ecclesiali”. «Una Chiesa ministeriale – ha commentato il cardinale Grech -, sarà in grado di evangelizzare meglio il mondo di oggi e il Sinodo sta lavorando sul tema di una Chiesa sinodale di comunione e partecipazione. La partecipazione vuol dire anche la ministerialità per l’evangelizzazione e la missione».
Rispondendo ad una domanda sul rapporto “Sinodo-Comunicazione”, il cardinale Grech ha precisato che «è fondamentale l’opera dei mezzi di comunicazione, a prescinde se laici o di espressione cattolica, per far conoscere e comprendere il lavoro del Sinodo che non è una riflessione autoreferenziale, ma un contributo di evangelizzazione che la Chiesa dà al mondo attraverso la sua missione. E se noi vogliamo dialogare con il mondo, non possiamo trascurare la comunicazione».
Alla cerimonia inaugurale hanno partecipato numerosi studenti e docenti delle due Istituzioni accademiche e ad introdurre e commentare la prolusione del cardinale, sono stati il preside dell’ITA, prof. padre Giulio Michelini (Ofm), il direttore dell’ISSRA, prof.ssa suor Roberta Vinerba, e l’arcivescovo mons. Renato Boccardo, presidente della Conferenza episcopale umbra (Ceu) e moderatore delle due Istituti, che ha ringraziato l’ospite nel dire: «I nostri ringraziamenti diventano anche un impegno per le nostre. Tutto quello che abbiamo ascoltato ci interpella: è la comunità cristiana, infatti, che deve suscitare e generare i ministeri. Non è qualcuno che si autocandida a riceverli, oppure il ministero viene dato come premio alla fedeltà per il servizio, ma è la stessa comunità cristiana che sa riconoscere dei carismi e li fa diventare ministeri».
Come è consuetudine la giornata inaugurale dell’A.A. dell’ITA e dell’ISSRA è iniziata con la celebrazione eucaristica nella chiesa interna al Seminario, presieduta dall’arcivescovo Boccardo, che, nell’omelia, ha ricordato quanto siano «più che mai necessari l’esempio e l’azione concreta in un tempo in cui tutto sembra fatto apposta per contaminare i cuori, rendere facile la profanazione, mettere in ridicolo ogni forma di impegno, di ascetica, di vera moralità, in questo tempo così molle, così indulgente con se stesso». Questo, ha sottolineato il presidente della Ceu, «perché sono le opere che attestano e certificano il valore della testimonianza: se visibilità ci deve essere, ha da essere visibilità di persone più che di sigle, di azioni più che di parole, di comportamenti più che di proclami. Anche a questo fine deve tendere – mi pare – l’importante e benemerita attività quotidiana dei nostri Istituti che, con la ricerca, lo studio, il confronto, scrutano il mistero di Dio per meglio comprendere e servire il mistero dell’uomo».

Verso l’assemblea regionale. 400 delegati dalle diocesi per individuare alcune linee di azione pastorale

Verso l’Assemblea Ecclesiale Regionale: oltre 400 delegati delle otto Diocesi Umbre si riuniranno a Foligno il 18 e 19 ottobre per individuare alcune linee di azione pastorale per entrare oggi sempre di più nel tessuto sociale dell’Umbria e portarvi la luce, la forza e la fecondità del Vangelo.

Tra un mese esatto le Diocesi dell’Umbria celebreranno l’Assemblea Ecclesiale regionale dal tema “Perché la nostra gioia sia piena (1 Gv 1,4). L’annuncio di Gesù Cristo nella terra umbra”. L’evento si terrà a Foligno, presso il complesso parrocchiale di S. Paolo e nei locali di altre parrocchie della città, il 18 e il 19 ottobre. È la risposta delle comunità ecclesiali umbre all’appello che papa Francesco lanciò ai delegati della Chiesa italiana a Firenze nel 2015: rileggere ed approfondire l’Esortazione Apostolica Evangelii gaudium per attuare quella sinodalità che sta tanto a cuore al Pontefice.
«Questa Assemblea – afferma mons. Renato Boccardo, arcivescovo di Spoleto-Norcia e presidente della Conferenza episcopale umbra – sarà l’occasione per riflettere insieme su come dare nuovo vigore all’annuncio della gioia del Vangelo nelle nostre belle vallate umbre. Questo richiede certamente un tempo di riflessione, di ricerca, di lettura della realtà e nello stesso tempo una fantasia ispirata dallo Spirito che permetta di individuare alcune linee di azione pastorale per entrare oggi sempre di più nel tessuto sociale dell’Umbria e portarvi la luce, la forza e la fecondità del Vangelo. Noi, infatti, crediamo che per le donne e gli uomini del nostro tempo il Vangelo abbia ancora qualche cosa da dire per rendere bella e buona la vita». Prosegue mons. Boccardo: «Siamo tutti mendicanti di gioia, non effimera o superficiale, ma che nasce da un sentirsi conosciuti, amati e accolti da Cristo e che ci permette di affrontare il percorso della vita, non sempre facile, con una luce interiore che accompagni e sostenga la fatica e la speranza delle persone. Ci piacerebbe che gli umbri possano condividere il tesoro prezioso che noi cristiani abbiamo ricevuto e del quale siamo custodi ed amministratori. Questa Assemblea, sulla spinta alla conversione missionaria che il Papa ci suggerisce, sarà l’occasione per uscire e andare incontro alla società umbra e raccontare quanto è bello essere discepoli di Gesù».

Le Chiese dell’Umbria, che saranno rappresentate da oltre 400 delegati, giungono a celebrare l’Assemblea dopo un cammino di preparazione di due anni. «Era l’autunno 2017 – racconta don Luciano Avenati, parroco dell’Abbazia di S. Eutizio in Preci e coordinatore della segreteria dell’assise – quando un primo gruppo, che rappresentava l’intera regione, senza incarichi ancora precisi, si è incontrato per parlare di quale significato, finalità e contenuti dare all’Assemblea. Poi, è stato scelto il tema, è nata una segreteria che si è riunita una decina di volte in questi due anni. Ad ogni Diocesi è stato mandato un Instrumentum laboris e delle schede di lavoro su alcuni aspetti urgenti per l’annuncio della gioia del Vangelo: vivere la Chiesa; gli adulti e la fede; i giovani e la fede; fede e vita, gli affetti; fede e vita, il lavoro e il tempo libero; fede e vita, le fragilità; fede e bene comune, politica e solidarietà. Su queste tematiche parrocchie, zone pastorali e vari organismi diocesani hanno fatto un lavoro capillare e interessante, reale ed onesto di lettura della realtà. Come segretaria – prosegue don Avenati, abbiamo raccolto il materiale giunto dalle Diocesi, lo abbiamo armonizzato ed inviato ai relatori che interverranno il 18 pomeriggio: il prof. Luca Diotallevi, ordinario di sociologia, e mons. Franco Giulio Brambilla, vescovo di Novara e vice presidente della Conferenza episcopale italiana. Quindi la loro relazione – afferma don Luciano – non sarà generica e che possa andar bene per tutti, ma sarà calata esclusivamente sulla realtà ecclesiale umbra. Poi, i delegati, sulla base di questi interventi, si riuniranno in sette tavoli di lavoro sulle stesse tematiche affrontate a livello diocesano: l’obiettivo però non sarà quello di leggere la realtà, cosa già fatta, ma di indicare dei percorsi pastorali che le Chiese umbre dovranno seguire nel prossimo futuro».
All’Assemblea, oltre ai delegati diocesani, parteciperanno anche i responsabili delle Commissioni pastorali della Ceu, membri delle comunità religiose, delle associazioni e dei movimenti. Prenderanno parte anche rappresentanti delle Istituzioni civili, del mondo sociale, culturale e dei media.

Com. stampa a cura di Francesco Carlini /