Nella giornata di mercoledì 15 luglio 2026 la delegazione dell’archidiocesi di Spoleto-Norcia che si trova in Mongolia per un gemellaggio nel nome di Santa Rita si è recata nella città di Arvajhėėr, al centro del grande Paese, 35.000 abitanti e 1800 metri di altezza slm, dove i Missionari e le Missionarie della Consolata sono arrivati nel 2006. Il viaggio da Ulaanbaatar è durato circa sette ore. La chiesa parrocchiale è una Gher (tipica casa nomade mongola), così come la scuola dell’infanzia, il centro dopo scuola per bambini e ragazzi, il centro per alcolisti anonimi.
Dopo una breve cerimonia di benvenuto, c’è stata la celebrazione eucaristica, in mongolo, presieduta dal card. Marengo. Sull’altare è stata posta la reliquia ex corpore di Santa Rita consegnata alla Prefettura apostolica di Ulaanbaatar dall’arcivescovo Renato Boccardo, dono delle monache agostiniane di Cascia. Alla Messa era presente anche la signora Perlima che qualche anno fa si è convertita al cattolicesimo dal buddismo: da cristiana ha scelto il nome di Rita, ed oggi tutta la chiamano Perlima-Rita. Il card. Marengo ha chiesto a mons. Boccardo di tenere l’omelia, che il Porporato ha tradotto in mongolo: «Mi fa piacere essere qui a pregare insieme a voi, cari fratelli e sorelle, che da pochi anni avete ricevuto l’annuncio cristiano. Veniamo dalla terra di Santa Rita, una donna del popolo che ha vissuto come tutti noi, che ha ricevuto l’annuncio del Vangelo e ha provato a mettere in pratica la parola di Gesù. Non aveva poteri particolari, era normale e per questo la sentiamo vicina: Dio, infatti, ha rivelato i suoi segreti ai piccoli, cioè ai semplici che sono capaci di attendere ancora qualche cosa. E anche voi siete come i piccoli del Vangelo e avete fatto posto nella vostra vita a Gesù. Sono contento di essere venuto e portare un segno di Santa Rita qui in Mongolia, di modo che ella si possa prendere cura di tutti voi e degli altri cristiani di questa parrocchia». Al termine della Messa, durante il canto finale, mons. Boccardo ha benedetto i fedeli presenti con la reliquia di Santa Rita ed ha consegnato loro alcuni doni del Santuario di Roccaporena: una corona del rosario, una medaglietta con l’effige della Santa e un sacchettino di petali di rose benedetti. Alla parrocchia di Arvajhėėr, invece, il Santuario di Roccaporena han donato una casula.
Le parole del card. Giorgio Marengo sull’avvio della presenza cristiana ad Arvajhėėr. «Come missionari e missionarie della Consolata – ha detto il card. Giorgio Marengo, prefetto apostolico di Ulaanbaatar – siamo qui dal 2006, dopo i primi tre anni di inserimento nella realtà della Mongolia con lo studio della lingua, la conoscenza della cultura e della storia. Qui ad Arvajhėėr la Chiesa non era mai stata presente. All’inizio è stato semplicemente un esserci in quanto non avevamo ancora ottenuto i permessi necessari per svolgere il nostro apostolato. Abbiamo atteso pazientemente e questo tempo è diventato fecondo perché abbiamo potuto approfondire relazioni umane sincere con persone che poi si sono rivelate le colonne della nostra comunità cristiana. Piano piano abbiamo costruito una chiesa, che è una Gher: è il luogo di preghiera per noi missionari, dal quale invocare e impetrare la grazia su questo popolo e su questa Nazione. Nel 2012 è stata eretta a parrocchia, una comunità tipica degli Atti degli Apostoli: le persone che la frequentano, infatti, sono la prima generazione che si apre alla fede in Cristo e che vive la sua vita cristiana. Quindi è un luogo per me e per noi missionari e missionarie della Consolata molto significativo: qui si raduna la comunità ogni giorno a pregare nell’adorazione eucaristica, nella celebrazione dei sacramenti, nella meditazione della parola di Dio».
Visita alla casa della signora Perlima-Rita. Dopo cena l’Arcivescovo, don Cristoforo Maria Bialowas e don Davide Travagli, accompagnati dal card. Giorgio Marengo, si sono recati nella Gher di Perlima-Rita la signora convertita al cattolicesimo dal buddismo e che ha scelto come cristiana il nome della Santa di Cascia. La signora Rita ha detto: «Grazie per essere venuti nella mia umile casa, rimaniamo uniti nella preghiera. Prima di morire mi piacerebbe realizzare il sogno di visitare Roma, Cascia e Roccaporena». Perlima-Rita ora è in pensione, era una gruista, e per arrotondare vende libri usati al mercato. Il marito Agostino, ex attore al teatro cittadino, ha cantato una tipica canzone in onore degli ospiti.





