La Chiesa della Santissima Trinità, nel centro storico di Gubbio, si avvia verso una nuova fase di recupero e restituzione alla città grazie al finanziamento di 300 mila euro concesso dalla Struttura commissariale del Governo per la ricostruzione post-sisma 2016. L’intervento, approvato dalla Conferenza permanente, riguarda opere di rafforzamento locale e messa in sicurezza dell’edificio, gravemente danneggiato dagli eventi sismici iniziati il 24 agosto 2016.
Il contributo rappresenta un risultato importante non solo sotto il profilo economico, ma anche per il valore simbolico e comunitario che la chiesa della Trinità riveste da secoli nella vita religiosa, sociale e culturale di Gubbio.
A sottolineare il valore di questo intervento è anche il vescovo di Gubbio, mons. Luciano Paolucci Bedini, che evidenzia come «il lavoro di ripristino e consolidamento della chiesa della Santissima Trinità rappresenti un ulteriore passo significativo nel cammino di recupero dei numerosi beni ecclesiastici di pregio, particolarmente cari alla comunità eugubina e duramente colpiti dagli eventi sismici. È un segno concreto di attenzione verso il patrimonio di fede, storia e identità del territorio. Per questo esprimo viva soddisfazione e sincera gratitudine a tutti gli enti che hanno reso possibile questo risultato, a partire dal Commissario straordinario Guido Castelli, all’Ufficio per la ricostruzione, alla Regione Umbria e al Comune di Gubbio».
Un impegno che si è tradotto, nel gennaio 2026, nell’approvazione definitiva del progetto e nel riconoscimento del contributo economico, aprendo concretamente la strada all’avvio dei lavori.
Il progetto di intervento: sicurezza, rispetto e compatibilità
Il progetto approvato prevede un intervento di rafforzamento locale, mirato a ridurre le vulnerabilità strutturali senza alterare il comportamento complessivo dell’edificio storico. Le opere interesseranno la facciata, l’aula, il presbiterio, il coro e la sagrestia, secondo un approccio rispettoso delle caratteristiche architettoniche e costruttive originarie.
In particolare, sono previsti interventi puntuali sulle murature mediante tecniche di cucitura e consolidamento, finalizzate a migliorare il collegamento tra le diverse parti dell’edificio e a contrastare i meccanismi di ribaltamento e fessurazione emersi a seguito del sisma. Saranno inoltre consolidati archi e volte, intervenendo sugli intradossi con materiali compatibili e reversibili, così da rafforzare gli elementi strutturali più sollecitati senza appesantire la struttura.
Un’attenzione specifica è rivolta alla parete del coro in collegamento con il presbiterio, che sarà rinforzata con tecniche di intonaco armato, così come alla sostituzione degli architravi lesionati e alla messa in sicurezza complessiva degli apparati decorativi. Il progetto comprende infine interventi di restauro e consolidamento degli stucchi e del portale lapideo, segnato da fessurazioni e fenomeni di degrado, con l’obiettivo di garantire la sicurezza e preservare il valore storico-artistico del manufatto.
Il progetto di riparazione danni sisma 2016 è corredato dalla Relazione tecnica generale redatta dall’arch. Katia Billai, tecnico incaricato, ed è stato sviluppato in coerenza con le normative vigenti e in costante dialogo con gli uffici preposti alla tutela.
La chiesa della SS. Trinità è costruita nel quartiere di Sant’Andrea, all’incrocio tra via Dante e corso Garibaldi, ed è frutto di una lunga e complessa stratificazione storica. In origine dedicata ai Santi Vittore e Vittorino, conserva tracce che rimandano addirittura al X secolo, mentre l’impianto attuale è il risultato di successive trasformazioni che attraversano il Medioevo e l’età moderna.
Elemento di particolare pregio è il portale in pietra ad arco a tutto sesto, risalente al XIII secolo, impreziosito da colonne e capitelli scolpiti a motivi floreali, unico resto dell’antica chiesa dei Disciplinati di Sant’Agostino. La parte superiore della facciata, invece, risale al XV secolo, rendendo immediatamente leggibile la duplice fase costruttiva dell’edificio.
Nel corso del Cinquecento la chiesa e l’annesso complesso furono affidati alle Clarisse, presenti sul territorio fin dal 1300, che vi eressero il Monastero della Santissima Trinità, destinato a segnare profondamente la spiritualità cittadina per secoli. Ancora oggi, nel coro, sono presenti le lastre sepolcrali di suor Chiara Isabella Gherzi (1742–1800), figura di intensa spiritualità venerata a Gubbio, il cui corpo nel 2001 fu traslato nella chiesa di San Girolamo. Proprio in quell’anno, le Sorelle povere di santa Chiara si sono trasferite dalla Trinità a San Girolamo, lasciando gli spazi del complesso di corso Garibaldi prima in comodato d’uso e poi ceduti alla Comunità di Capodarco, e donando l’edificio sacro alla Diocesi di Gubbio nel 2024 perché potesse continuare nella sua funzione per l’intera comunità eugubina.
Nel Settecento l’interno fu completamente rinnovato in stile barocco, con un ricco apparato decorativo in stucco, altari marmorizzati e opere pittoriche di rilievo, attribuite ad artisti come Rutilio Manetti, Giuseppe Reposati, Francesco Maria Allegrini e altri protagonisti della pittura tra Sei e Settecento.

