«Con la visita pastorale desidero raggiungere – almeno idealmente – ogni angolo della Diocesi per confermare i credenti in uno sguardo di speranza e assicurare a ogni persona la vicinanza misericordiosa del Signore e la disponibilità cordiale della sua Chiesa… Sento la visita pastorale come un invertire il cammino che solitamente convoca la gente dalle case alla chiesa: un “uscire” per entrare nell’ambiente di vita delle comunità, conoscerne le vicende, i problemi e le stanchezze, le speranze e i progetti; un confermare i fratelli, segno di una Chiesa che si prende cura, si confronta e affronta con coraggio anche le difficoltà».
Lo scrive l’arcivescovo Ivan Maffeis nella sua terza lettera pastorale alla comunità diocesana di Perugia-Città della Pieve, dal titolo “Come ad amici di casa” che sarà distribuita in edizione cartacea in Cattedrale, venerdì 12 settembre, in occasione della Festa della Madonna delle Grazie, giornata di avvio del nuovo anno pastorale.
Una lettera che ‘prepara’ la comunità alla visita pastorale come ‘seme’ da far fruttare per la Chiesa e per la società, avendo come ‘bussola’ la parabola del Seminatore. Parabola che, scrive l’arcivescovo, «costituisce il punto di partenza nella preparazione della visita. Alla sua luce vi chiedo di ritrovarvi e confrontarvi, innanzitutto per riconoscere ciò che nelle nostre comunità funziona, i frutti che ne impreziosiscono il terreno, la ricchezza della Tradizione e i linguaggi con cui oggi esprimerla…».
Offrendo un’ulteriore riflessione sulla parabola del Seminatore, l’arcivescovo scrive: «La nostra Chiesa conosce la forza e la vitalità del buon seme che risponde alle domande più profonde… È una Chiesa i cui ritardi e fragilità non le impediscono di continuare la missione del Seminatore: senza esclusioni, senza considerare nessuno impermeabile alla Parola, senza l’ansia di chi pretende di valutare nell’immediato i risultati ottenuti».
Avviandosi alla conclusione, mons. Maffeis evidenzia l’obiettivo della visita pastorale, «quello di risvegliare nel cuore delle persone il desiderio dell’incontro con il Signore, attraverso l’annuncio del suo Vangelo, la celebrazione eucaristica e la testimonianza di una carità vissuta».
La lettera ricorda la data di inizio della visita pastorale: domenica 23 novembre 2025, solennità di Cristo Re, in cattedrale. Dal 27 novembre successivo al 1° febbraio 2026 si svolgerà nelle comunità della settima Zona pastorale (Città della Pieve e Castiglione del Lago), facendo tappa nell’Ospedale di Santa Maria della Misericordia e nel carcere di Capanne.
A seguire il calendario sarà concordato zona per zona.
La lettera pastorale è anche un richiamo alle consegne delle scorse Assemblee diocesane, a partire da quella vissuta a giugno, e a «quanto abbiamo respirato quest’estate – scrive mons. Maffeis – nell’accompagnare le centinaia di giovani della nostra Diocesi che hanno preso parte al Giubileo: camminando insieme, ti condividono le loro inquietudini, la domanda di senso che li abita, la ricerca di riferimenti e di fraternità».
Una Chiesa viva, particolarmente attenta ai giovani, ampiamente attenzionati dallo stesso arcivescovo nelle due precedenti lettere pastorali: Il coraggio dei passi (2023) e Sentieri di speranza (2024).
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