Le celebrazioni di S. Ponziano, patrono della Città di Spoleto, che si celebra il 14 gennaio, sono iniziate con un evento atteso e molto importante per il territorio che si è tenuto nel pomeriggio di venerdì 9 gennaio 2026: il recupero della cripta della Cattedrale, intitolata al martire S. Primiano. Nella Sala della Bellezza del Duomo, che ospita diverse opere d’arte restaurate provenienti da varie chiese lesionate dai terremoti del 2016 e che sono in mostra in attesa di tornare nel luogo di origine, c’è stata la presentazione dei lavori e sono state presentate la storia e l’importanza della cripta.
«Siamo veramente in tanti, al di là delle aspettative: e questo è segno bello di interesse», ha detto l’arcivescovo di Spoleto-Norcia mons. Renato Boccardo nel saluto iniziale. «Siamo qui per apprezzare e gustare le cose belle. Questa sera ci riappropriamo di una storia e di un patrimonio che attraversa i secoli: la cripta di S. Primiano, uno dei primi luoghi della vita cristiana di Spoleto. Essa va ad aggiungersi alle ricchezze di Spoleto: siamo fieri e orgogliosi della nostra città, è bella e ce la invidiano in tanti». L’Arcivescovo ha ringraziato quanti hanno preso parte al progetto di recupero della cripta ed ha annunciato che sarà possibile visitarla insieme al campanile della Cattedrale. Il Presule, inoltre, ha voluto fare una menzione speciale all’ex sindaco Massimo Brunini, presente in sala, per l’impegno e la passione che profuse per bonificare e rendere più sicura la zona posteriore della Cattedrale, dove c’è il percorso meccanizzato della Ponziana , dove è sorta la Sala della Bellezza e dove c’è l’accesso alla cripta.
Il saluto del sindaco Andrea Sisti. «Una giornata importante per la nostra Città. Con la Diocesi abbiamo una collaborazione proficua per la valorizzazione dei luoghi che custodiscono la storia e le radici della nostra gente. Grazie veramente all’Arcivescovo e alla Curia per il recupero delle chiese, luoghi di culto e di identità dei nostri territori».
Francesca Valentini, Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria: «La collaborazione con l’archidiocesi di Spoleto-Norcia è stretta e proficua. E penso agli interventi di prevenzione che portiamo avanti sulla Cattedrale di Spoleto, come ad esempio il restauro a blocchi del pavimento cosmatesco e la conservazione dell’affresco del Pinturicchio. Ed ora si è aggiunta anche la cripta di S. Primiano. Con questo ultimo intervento abbiamo effettuato un risanamento climatico dell’ambiente, consolidato le pareti rimuovendo le stuccature ed effettuando delle integrazioni pittoriche in ciò che è rimasto degli affreschi – non sono state ricostruite le immagini, ma con interventi conservativi i frammenti hanno guadagnato riconoscibilità – e realizzata una nuova pavimentazione, dove sotto stati già predisposti i corrugati per gli impianti elettrico e di deumidificazione. Garantiremo la continuità nel Duomo di Spoleto – ha concluso – con la manutenzione ordinaria e preventiva».
Prof.ssa Giovanna Sapori: «Ciò che vediamo oggi è una piccola parte di un tutto che è andato perduto. Dai restauri sono emersi dei piccoli frammenti, qualche lettera in più nelle iscrizioni: quindi dobbiamo fare una nuova riflessione sulla cripta, datata nei primi secoli del IX secolo. Essa è importante perché ci racconta molte cose: è una memoria monumentale di una fase che ci sfugge, ossia l’assetto del gruppo episcopale tra il VII e il IX secolo composto da due chiese e un episcopio e del quale oggi rimane solo la cripta. Inoltre, l’ipogeo di S. Primiano ci fa riflettere anche sulla storia urbana della città, sulla sua espansione urbanistica (si trovava, infatti, fuori dal centro politico e amministrativo della città) e religiosa. Sugli affreschi che la decoravano e dei quali rimangono piccoli frammenti ci sono state varie interpretazioni. Ma ora siamo dinanzi ad una svolta con questo ultimo restauro: dobbiamo ricominciare a studiare S. Primiano da capo. È tornato ad essere un oggetto misterioso non più nell’accessibilità ma nella sua ricostruzione storica».
Al termine del pomeriggio i numerosi presenti hanno potuto visitare, a piccoli gruppi, la cripta.
Nella cripta di S. Primiano sono stati eseguiti i seguenti lavori, per un importo di circa 97.000,00 euro: bonifica degli ambienti per risolvere il problema dell’umidità di risalita dal pavimento; sistemazione dell’ambiente di accesso alla cripta; pulitura e consolidamento degli intonaci antichi e di ciò che resta dei dipinti del ciclo pittorico; predisposizione per gli impianti elettrico e di climatizzazione. Il progetto è stato curato dall’arch. Bruno Gori e i lavori sono stati eseguiti dalla Tecnireco Srl Restauro e Conservazione Beni Culturali di Sergio Fusetti e Paolo Virilli; la stazione appaltante è stata il MiC – Segretariato Regionale per l’Umbria; il Responsabile Unico del Procedimento è stato il dott. Giovanni Luca Delogu, funzionario ABAP Umbria.
La storia. L’edificio che nel 1067, al tempo del vescovo Andrea, veniva definito “tribuna” fu identificato dal Sordini in un ambiente sottostante alla Cappella delle Reliquie che sporge dalla navata sinistra della Cattedrale di Spoleto in posizione corrispondente alla sesta campata. Si tratta di una cripta semi anulare. Il tipo, esistente già in età paleocristiana e la cui diffusione precede quella della cripta a oratorio, è noto per esempi numerosi soprattutto a Roma ma presenti anche in altri centri italiani, in Svizzera, in Germania, nel Belgio. La sua progettazione è in rapporto alla volontà di organizzare una particolare sistemazione delle reliquie del martire utilizzando lo spazio semicircolare sottostante all’abside: il corridoio assiale raggiungeva la cella con le reliquie, situato in modo che l’altare del presbiterio innalzato al di sopra sembrasse avere origine da essa; l’ambulacro consentiva un flusso ordinato dei fedeli, che scendendo dall’aula superiore potevano accedere ad una delle estremità, percorrere il corridoio semi anulare e risalire in chiesa dall’altra. Un esame di ciò che resta della decorazione pittorica della cripta e un confronto con analoghi esempi romani forniscono ulteriori elementi per orientare la datazione dell’insieme verso il secolo IX. L’iscrizione che vi si può ancora decifrare (ubi terribilis … percussit) lascia pochi dubbi che la zona superiore dell’ambulacro fosse destinata al racconto delle gesta di un martire. Per anni la cripta è stata chiusa e visibile dall’esterno solo per un tratto di pochi metri. (Fonte: L’Umbria, Manuali per il Territorio – Spoleto, di Lamberto Gentili, Luciano Giacché, Bernardino Ragni, Bruno Toscano).
Primiano di Spoleto, martire, 302 circa. I suoi antenati provenivano dalla città di Ancona, ma egli nacque a Spoleto. Primiano professò la sua fede con fierezza. Denunciato, catturato e imprigionato al tempo degli imperatori Diocleziano e Massimiano, fu invitato a tributare culto agli dei romani. Egli si rifiutò, subì delle torture e fu incarcerato, ma non si arrese. Primiano, più forte di torturatori, fu condotto al Ponte Sanguinario e il 31 agosto del 302 circa fu decapitato. Sepolto nell’area cimiteriale sul pendio del colle di S. Elia, dove poi fu edificata una piccola chiesa a lui dedicata. Su questo ipogeo, intorno alla prima metà del VI secolo, si strutturò la chiesa catacomba di S. Primiano e la chiesa di Santa Maria del Vescovado. Su questa area, poi, nel 1067 il vescovo Andrea costruì la Cattedrale di Santa Maria e la chiesa di S. Primiano assunse il nome di tribuna del medesimo Santo. (Fonte: I cultori dell’Assoluto, vita di santi, beati e figure religiose eminenti dell’arcidiocesi di Spoleto-Norcia, di Teresa Bertoncello).







