Terni – celebrata la veglia di Pentecoste “Vieni Spirito di Verità: donaci un Pastore secondo il Tuo cuore”

Celebrata nella Cattedrale Santa Maria Assunta di Terni la Veglia diocesana di Pentecoste “Vieni Spirito di Verità: donaci un Pastore secondo il Tuo cuore”, presieduta da don Matteo Antonelli amministratore diocesano. In tanti, rappresentanti dei vari movimenti ecclesiali, associazioni, parrocchie, si sono ritrovati nella chiesa madre della diocesi per pregare per il dono di un nuovo Vescovo, in segno di unione e di preghiera comune, d’invocazione del dono dello Spirito santo sulla Diocesi, in un momento di attesa e di passaggio, che deve tradursi in una più profonda comunione e in un’incessante preghiera. Sull’altare sette candelabri e il pastorale posto sulla sede del Vescovo a simboleggiare il momento di assenza e di attesa del nuovo Pastore, una guida saggia e amorevole secondo il cuore di Dio, capace di accompagnare e confermare nella fede.
“Preghiamo per noi, perché possiamo continuare a camminare uniti – ha detto nell’omelia don Matteo -. Non partiamo da zero: abbiamo un cammino tracciato; mons. Soddu ci ha lasciato gli Orientamenti Pastorali sulla Mistagogia e l’Iniziazione Cristiana da continuare ad applicare con coraggio per risvegliare la fede. La parola chiave, il vero attegiamento per vivere bene questo tempo di transizione è una sola: Docilità. Come comunità cristiana e come singoli credenti, più saremo docili allo Spirito, più sarà facile abitare questa attesa. Più saremo docili, più saremo aperti ad accogliere il nuovo Pastore, e saremo da lui facilmente accoglibili. Signore, in questo tempo in cui invochiamo da te l’effusione dello Spirito sul nuovo Vescovo, liberaci dalle nostre rigidità. Facci essere tutti disposti a scegliere Te, a compiere unicamente quello che Tu vuoi da noi”.
La veglia è stata scandita dalle letture dell’Antico e Nuovo Testamento, dai canti e invocazioni allo Spirito Santo per il nuovo Pastore e l’accensione, ad ogni invocazione dei doni dello Spirito Santo, delle candele accanto alla sede vuota.
La veglia si è conclusa con l’accensione al cero pasquale delle candele, segno che vuol indicare la trasformazione dell’attesa in cammino, attingendo alla luce di Cristo Risorto che è la sorgente di ogni missione.