Lunedì 2 febbraio è stata celebrata la XXX giornata della Vita Consacrata nella Cattedrale di Terni con la messa presieduta dal vescovo Francesco Antonio Soddu, con i religiosi e religiose delle varie congregazioni, ordini e istituti religiosi presenti in diocesi.
La Chiesa celebra questa giornata il 2 febbraio, festa liturgica della Presentazione del Signore al Tempio, e vuole essere per le persone consacrate occasione propizia per rinnovare i propositi e ravvivare i sentimenti che devono ispirare la loro donazione al Signore.
La liturgia è cominciata in fondo alla chiesa dove il vescovo ha asperso con l’acqua benedetta le candele tenute in mano dai consacrati e fedeli, simbolo della luce di Cristo che illumina le genti, ed è proseguita con la processione dei celebranti lungo la navata centrale della cattedrale.
“Gesù è la luce della nostra speranza – ha detto il vescovo nell’omelia – specialmente per voi che avete consacrato la vita al servizio di Dio, con l’impegno di seguire Cristo. La festa odierna non si esaurisce in questa celebrazione ma getta ora e in avanti il criterio per innescare nelle nostre esperienze la linfa che alimenta la vita umana, la vita cristiana ed anche la vita consacrata “nell’attesa della sua venuta”, come diciamo attestando la nostra fede nel contesto della Celebrazione Eucaristica”.
“Gesù entra nella storia dell’umanità come tutti gli esseri umani – ha aggiunto il vescovo – come un fragile bambino e in una famiglia semplice. Egli entra nella storia del mondo e nella nostra vita personale e desidera che siamo illuminati nel riconoscerlo così, come consolazione, ossia presenza vivificante di Dio per noi. Oggi siamo esortati ad attendere quotidianamente il Signore, nelle nostre faccende e in tutto ciò che comportano i nostri progetti. Distogliendo lo sguardo esistenziale da ciò che caratterizza il fulcro che sorregge
questa attesa, cioè la preghiera, la fiducia e il costante rapporto con il sacro, perdiamo anche il contenuto stesso dell’attesa, che comunque è e rimane sempre presente: Nostro Signore Gesù Cristo. In questi tempi terribili per l’intera umanità, segnati dalla guerra e dal suo pericolo incombente, molti sono gli auspici e i desideri soprattutto riferiti alla pace, alla giustizia e alla tutela dei diritti umani fondamentali. Per il cristiano l’attesa che si possano compiere i desideri in essi contenuti deve passare attraverso il tramite di una vita spesa essenzialmente nella preparazione della realizzazione della consolazione del Signore; consolazione che coincide con la stessa persona di Gesù Cristo.
Questo non significa sognare di immaginare in essa la risoluzione automatica delle questioni, quanto piuttosto attingere dalla consolazione del Padre tutto quello che ci ha donato nel Figlio, in forza del quale, è capace anche di produrre forza interiore, sostegno spirituale e tenacia nella lotta, consentendo inoltre di essere motivo di consolazione viva ed efficace per quanti si trovano in qualsiasi situazione di tribolazione, facendo in modo che la tristezza e l’angoscia e il dolore non abbiano il sopravvento sulla vita”.
In diocesi sono presenti circa 70 religiosi e religiose, suddivisi in 12 comunità religiose maschili tra Francescani minori, cappuccini e conventuali, frati Carmelitani scalzi, Salesiani, Vocazionisti, Ricostruttori nella preghiera e Comunità missionaria della Provvidenza Santissima dal Brasile. Quattordici le comunità religiose femminili, di cui tre di monache di clausura: Carmelitane scalze e Clarisse a Terni, Benedettine ad Amelia. A Terni operano le suore di “Ravasco”, le suore missionarie Identes, suore missionarie della Provvidenza Santissima, le suore Nostra Signora dell’incarnazione della Costa d’Avorio, suore diocesane Maria madre della chiesa e Ordo Virginum. Nell’amerino le suore catechiste del Sacro Cuore e le Figlie del Carmelo, Suore missionarie Nostra Signora di Fatima.


































