Perugia – riprendono “Gr.Est.”, molto attesi da tantissime famiglie, nel rispetto delle norme sanitarie per il contenimento della pandemia.

Un contributo non secondario al ritorno alla vita sociale pre-Covid, nel rispetto delle vigenti norme sanitarie, giunge dal mondo degli Oratori perugini nel sostenere in estate tantissime famiglie dell’Archidiocesi di Perugia Città della Pieve. Martedì primo giugno, alle ore 18.30, a San Martino in Campo, presso la sede di più recente realizzazione degli “Oratori Riuniti ANSPI Giampiero Morettini”, s’inaugurerà formalmente la stagione estiva dei “Gr.Est 2021” di tutti gli oratori alla presenza del cardinale Gualtiero Bassetti; stagione promossa dall’Ufficio diocesano per la pastorale giovanile e dal Coordinamento Oratori Perugini.

Affidamento del mandato in streaming. L’esigenza del distanziamento consentirà la partecipazione solo di una piccolissima delegazione per ciascun oratorio a cui il cardinale affiderà il mandato per il servizio che attende gli animatori d’oratorio in estate. La maggior parte dei volontari e dei giovani animatori potranno seguire il mandato di martedì non in presenza, ma in diretta streaming sul canale “lavocepg”, grazie alla collaborazione e al lavoro congiunto e coordinato del settimanale La Voce e dell’emittente Umbria Radio InBlu.

“Gr.Est.”, un servizio di prossimità. Si tratta di un servizio di custodia dei bambini per la miglior conciliazione possibile dei tempi di vita e lavoro dei genitori, ma soprattutto un servizio di accoglienza, accompagnamento, presenza e prossimità sul territorio per tantissime famiglie che attendono con fiducia e stima l’apertura dei Gr.Est, perché i propri figli possano vivere un’estate all’insegna del gioco, dell’amicizia e del tempo libero vissuto in maniera serena e costruttiva.

Piena collaborazione con le Istituzioni. A meno di una settimana dall’uscita delle “Linee guida per la gestione in sicurezza di attività educative non formali e informali, e ricreative, volte al benessere dei minori durante l’emergenza Covid-19” del Ministero della Salute di concerto con il Ministero per le pari opportunità e la famiglia, il Coordinamento Oratori Perugini, in linea con il Coordinamento Oratori Umbri che si muove in sinergia e in costante contatto con ANCI e Regione Umbria, sta già ultimando la predisposizione dei moduli e delle procedure di prevenzione e tutela relative al corretto svolgimento delle attività estive relativamente alla gestione del rischio sanitario legato alla pandemia. La responsabilità, l’impegno, la serietà e l’attenta gestione degli spazi, dei tempi, delle modalità d’incontro e di svolgimento delle attività, che già ha caratterizzato la scorsa estate, è stata una costante durante tutta la preparazione invernale e continua ad essere la direttrice fondamentale da seguire.

“Sogni giganti” è il tema di questa estate, tratto e liberamente ispirato al romanzo di Roald Dahl Il Grande Gigante Gentile: del futuro di ciascuno e quindi dei sogni di ognuno siamo tutti responsabili e tutti chiamati a vivere la vita secondo questo principio fondamentale di sussidiarietà e corresponsabilità. I temi contingenti legati all’emergenza sanitaria ma, ancor di più, i temi dell’Agenda 2030, che tutti i bambini e i ragazzi ormai conoscono, troveranno nel grande tema del futuro da costruire corresponsabilmente insieme una lente d’ingrandimento con cui leggere la contingenza del tempo presente in una forma costruttiva, secondo una relazione educativa positiva e che aiuti i più piccoli ad uscirne rafforzati e non ripiegati solitariamente in se stessi.

I “Gr.Est.” 2021 in Diocesi. Castel del Piano – Pila – Bagnaia, Case Bruciate – Elce – Sant’Agostino, Castiglion del Lago, Cenerente, Donati Ticchioni, Piccione – Fratticiola Selvatica – Ramazzano – Colombella, Sant’Arcangelo – Macchie – Panicarola, Città della Pieve, Madonna Alta, Mantignana-Migiana, Marsciano, Montebello, Monteluce-Casaglia-Santa Petronilla, Olmo, Passignano-Tuoro-Vernazzano, Ponte d’Oddi, Ponte San Giovanni, Ponte Felcino- Villa Pitignanno, Prepo – Pinte della Pietra-San Faustino, Ponte Valleceppi, San Martino in Campo, San Sisto – Lacugnanno – Sant’Andrea delle Fratte, Spina – San Biagio della Valle, San Biagio e Savino – Santo Spirito – San Costanzo, Torgiano, Villa – Magione, Tavenelle, Papiano sono alcuni ma non tutti i “Gr.Est.” che, via via, si stanno attivando nel territorio diocesano. Sul sito https://www.perugiagiovani.net/grest-2021/ è possibile consultare e prendere informazioni utili su ciascuno e su quanti ancora si stanno organizzando. Si tratta di oltre 25 realtà che in più aree di ciascun territorio, per una media di due settimane, coinvolgendo oltre 800 animatori, educatori ed operatori a vario titolo, faranno servizio a più di 3.000 bambini.

Sempre operativi. “Gli oratori, senza aver mai rinunciato alla propria missione educativa, nel corso dell’ultimo anno, anche se hanno dovuto chiudere le porte fisiche di uno spazio aperto da condividere, non hanno mai smesso di coltivare una relazione educativa positiva con bambini, giovani e famiglia e non hanno assolutamente lasciato indietro nessuno”. Lo evidenzia don Riccardo Pascolini, responsabile del Coordinamento Oratori Perugini, alla vigilia del significativo incontro del mandato, specificando che “per questo oggi si preparano, con un grande desiderio e una forte volontà di fare bene, a un tempo di vacanze in cui restituire ai più piccoli occasioni di gioco, allegria, amicizia, prossimità da vivere in presenza, sempre all’insegna del totale e imprescindibile rispetto della normativa vigente”.

Il dinamismo di una Chiesa al servizio. “Se c’è una cosa che questo tempo trascorso ci ha insegnato – sottolinea don Riccardo Pascolini – è che, seppur nella distanza fisica, l’uomo vive, si nutre, cresce e matura, solo e necessariamente in un contesto relazionale, che neanche la distanza può infrangere ma che l’isolamento ha fatto emergere ancora di più come bene da coltivare e custodire a servizio dell’uomo e dei più piccoli in particolare. Il mio e il nostro grazie va, per l’organizzazione di questo evento, in cui il tema fondamentale ruoterà intorno a tre verbi che richiamano il dinamismo di una Chiesa al servizio, una Chiesa che “vede”, “si alza” e “testimonia”, all’equipe composta da ragazzi, animatori e volontari di ogni oratorio coordinati dall’Ufficio diocesano e, in particolare, da don Daniele Malatacca. Il ringraziamento ultimo è come sempre per le centinaia di volontari che, accanto ai parroci, ai diaconi, agli operatori e ai coordinatori d’oratorio, anche quest’anno hanno rinnovato il loro sì a un sogno da costruire insieme, con l’aiuto del Grande Gigante Gentile”.

Gubbio – cammino di catechesi per famiglie: “Nuova via della loro santificazione”

Nel rispetto delle norme per il contenimento della pandemia in atto, l’Ufficio per la Pastorale familiare della diocesi di Gubbio propone un cammino annuale per le famiglie dedicato alle dimensioni fondamentali del sacramento del matrimonio, per coltivare la spiritualità e la missione della famiglia cristiana nella Chiesa e nel mondo. Il tema è quello della “Nuova via della loro santificazione”, che prende spunto da un passaggio del rito del matrimonio.
Il desiderio – spiegano i responsabili dell’ufficio diocesano – è quello di offrire agli sposi e alle famiglie un percorso semplice di condivisione della fede e della vita nella Chiesa. Un’occasione di incontro fraterno, di preghiera e di ascolto della Parola di Dio, di confronto sulla quotidianità familiare e di discernimento circa la presenza delle famiglie nella comunità cristiana.
Gli incontri si svolgeranno un sabato al mese dalle ore 18,15 in poi, e prevedono un tempo di preghiera e di meditazione della Parola di Dio guidato dal vescovo Luciano, una cena condivisa e il restante tempo di fraternità anche con i figli.
Durante il cammino quaresimale di preparazione alla Pasqua, si aggiungerà la proposta di un fine settimana di esercizi spirituali di coppia e nel tempo estivo una settimana di campo-vacanza in montagna.
Il calendario degli incontri è già stato stilato interamente. L’inizio è previsto per oggi, sabato 31 ottobre, presso la chiesa parrocchiale di Cipolleto per garantire il distanziamento delle coppie partecipanti e senza l’animazione per i figli, che dunque è consigliabile non portare. Vista la situazione di emergenza sanitaria sono stati cancellati anche i momenti della cena e del dopocena, nella speranza di poterli recuperare in incontri futuri.
I prossimi momenti del cammino di catechesi familiare sono fissati per il 28 novembre, il 19 dicembre, il 30 gennaio 2021, 20 febbraio, il 12-13-14 marzo con gli esercizi spirituali a Nocera Umbra, il 24 aprile, 29 maggio e 19 giugno.

Norcia – avviata la presenza di una comunità intercongregazionale di Suore Francescane.

A Norcia, domenica 4 ottobre 2020, presso il Centro di Comunità della Madonna delle Grazie, l’arcivescovo di Spoleto-Norcia mons. Renato Boccardo ha presieduto la Messa per presentare alla popolazione la fraternità intercongregazionale “Francescane Missionarie della Chiesa”: quattro suore, di quattro Congregazioni francescane differenti, al servizio pastorale della gente di Norcia e delle sue frazioni, ancora segnata dalle ferite sanguinanti dei terremoti del 2016. Vivranno nella casa parrocchiale di Savelli di Norcia. Sono: suor Loretta Pontalto delle Piccole Suore della Sacra Famiglia, suor Marisa Cadamuro delle Suore Francescane di Cristo Re, suor Chiara Caselli delle Suore Francescane Missionario di Cristo, suor Damiana Zedda delle Suore Francescane Missionarie di Susa.

Premesse storiche circa la nascita della fraternità. Il 26 maggio 2018 l’arcivescovo Renato Boccardo porta il grido di sofferenza della “sua” gente terremotata alla giornata per la vita consacrata dell’Umbria, tenutasi al santuario dell’Amore Misericordioso di Collevalenza. Il Presule ha condiviso con le religiose un “sogno”: quello di avere a Norcia una comunità di suore per condividere le gioie e le sofferenze dei terremotati. Suor Dolores Caneo, vice presidente del MoReFra (Movimento Religiose Francescane), presente a Collevalenza, riporta l’appello di mons. Boccardo al Consiglio MoReFra, che ha visto in questa richiesta la possibilità di dare concretezza al desiderio di collaborazione tra gli Istituti. Il Consiglio ha incaricato suor Dolores di contattare l’arcivescovo di Spoleto-Norcia per suggerirgli di presentare una richiesta ufficiale, pervenuta nel settembre 2018. Il Consiglio ha accolto la richiesta e ha convocato un’Assemblea straordinaria a Roma il 30 novembre 2018. Poi è stato presentato il “Progetto Fraternità di Norcia” all’Assemblea annuale del MoReFra (aprile 2019) che all’unanimità ha approvato la seguente deliberazione: “L’Assemblea Nazionale MoReFra conviene che la proposta di mons. Boccardo è un progetto che incontra la nostra identità di movimento francescano e il nostro desiderio di comunione e collaborazione; lo sente quindi un progetto cui poter rispondere”. Nel febbraio 2020, al termine di questo percorso in cui è stato anche messo a punto il modello di fraternità intercongregazionale, con la stesura dei documenti necessari per l’avvio, è stata data comunicazione a mons. Boccardo che il “suo” sogno può iniziare a prendere forma con quattro Congregazioni che hanno riposto sì: le Piccole Suore della Sacra Famiglia, le Suore Francescane di Cristo Re, le Suore Francescane Missionario di Cristo, le Suore Francescane Missionarie di Susa.

L’arrivo a Norcia. Le quattro suore sono state accompagnate nella Città di S. Benedetto dalle Madri Generali della Congregazione cui appartengono e da altre consorelle. C’era anche madre Daniela Scarpellini, presidente del Movimento Religiose Francescane, che ha coordinato tutto il progetto. Sono state accolte dall’Arcivescovo, dai parroci don Marco Rufini e don Davide Tononi, dal sindaco Nicola Alemanno e da diversi parrocchiani.

Omelia dell’Arcivescovo. «Accogliamo queste quattro suore che vengono per abitare nella zona di Norcia e condividere la vita della gente terremotata che affronta con fatica il cammino nel tempo. Appartengono a quattro Congregazioni religiose diverse. Sono però tutte unite dall’essere francescane, affascinate cioè dal modo con cui Francesco d’Assisi, che oggi celebriamo, ha saputo rispondere alla chiamata del Signore e ha interpretato il Vangelo senza mezze misure. Poi – ha detto l’Arcivescovo – sono missionarie. Cioè non sono qui per volontà propria, ma hanno accolto la proposta delle loro Superiore, che a loro volta hanno accolto la mia: rispondono così a un mandato che viene direttamente dal Signore. Anche a Norcia c’è bisogno di missionari, ossia di persone di buona volontà che sappiano fare spazio a Dio e raccontare quanto è bello condividere la vita insieme con lui alla luce del Vangelo. Non portano qualcosa di personale, ma sono qui per testimoniare la tenerezza della comunità cristiana nei confronti di una popolazione che da troppo tempo porta le ferite del terremoto. Qui non verranno ad aprire né un asilo, né una casa di riposo per anziani, né tante altre opere che le suore mantengono vive in Italia e nel mondo. Vengono per stare insieme alla gente. Occuperanno le loro giornate con l’ascolto, con la condivisione, con la compagnia. Non per fare chiacchiere inutili, ma per stare insieme. E quanto bisogno abbiamo tutti di essere consolati da una presenza amica, da qualcuno che ci sappia ascoltare e aiutare anche ad interpretare i momenti e le situazioni della nostra esistenza. Queste suore saranno l’espressione della vicinanza e della solidarietà di tutta la Chiesa: verseranno sulle piaghe dell’umanità di Norcia l’olio della consolazione e il vino della speranza. E per questo ringrazio le quattro Congregazioni francescane per questa disponibilità e generosità. Quello che iniziamo qui a Norcia oggi – ha detto in conclusione l’arcivescovo Boccardo – diventa forse la prima riposta nel tempo alla nuova encilica del Papa “Fratelli tutti”, che vuol dire camminare insieme condividendo la gioia e le fatiche della vita quotidiana».

Dopo l’omelia mons. Boccardo ha consegnato alle quattro suore il segno della loro presenza, che è il segno della vita cristiana, la croce di Gesù.

Assisi – assemblea diocesana alla Domus Pacis Venerdì 26 e sabato 27 la due giorni che dà il via al triennio della carità. Come partecipare

Sarà un triennio interamente dedicato alla carità quello che la diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino si appresta a vivere e che prenderà il via con l’assemblea diocesana, in programma venerdì 26 e sabato 27 giugno alla Domus Pacis di Santa Maria degli Angeli.

“Al di sopra di tutto l’amore” è il titolo della due giorni, durante la quale verranno definite le linee programmatiche del prossimo anno pastorale. Un momento di condivisione con laboratori e riflessioni orientati a tracciare il percorso pastorale che a settembre il vescovo monsignor Domenico Sorrentino, dopo opportuno discernimento, offrirà alla comunità diocesana.

A seguito delle restrizioni dovute all’emergenza coronavirus, l’incontro si terrà in diretta streaming per permettere a tutti coloro che non rientreranno nel numero massimo di presenze consentite di partecipare attivamente a questo importante appuntamento annuale, anche attraverso la suddivisione del lavoro in gruppi vicariali. Il vescovo Sorrentino, i membri del consiglio pastorale diocesano e della consulta delle aggregazioni laicali saranno presenti ai lavori collegandosi dalla Domus Pacis.

“Con il prossimo triennio che ci aspetta – afferma il vescovo monsignor Domenico Sorrentino – dopo anni che ci siamo dedicati in modo speciale alla Parola di Dio e alla Liturgia, siamo al culmine perché la carità è al di sopra di tutto. Saranno tre anni belli. È dunque necessario che come Chiesa ci incontriamo per riflettere, per programmare. È così che si fa famiglia, è così che si fa Chiesa. Non ci ferma la pandemia. Siamo gente di speranza che vuole continuare a lavorare, vuole andare avanti perché dobbiamo costruire cose belle per la Chiesa e per il mondo. Vi ringrazio tanto se avete questa voglia di ricominciare. Ce la dobbiamo mettere tutta perché Gesù sta con noi, ci chiama, ci orienta, ci accompagna. Non ci ferma niente. Vogliamo davvero in nome dell’amore, in nome del suo amore, dell’amore che ci dobbiamo gli uni gli altri, ricominciare alla grande. Vi aspetto, in streaming, ma vi aspetto in tanti”.

Come da programma venerdì 26 giugno l’assemblea inizierà alle ore 16 con un momento di preghiera iniziale a cui seguiranno le relazioni e i laboratori dei gruppi di lavoro presso i vicariati zonali oppure collegandosi da casa. Sabato 27 giugno alle ore 9,30 dopo i laboratori dei gruppi di lavoro seguiranno la restituzione lavori dai gruppi, la relazione del vescovo diocesano monsignor Domenico Sorrentino e la preghiera finale.

La diretta streaming può essere seguita dalla pagina Facebook Diocesi Assisi-Nocera-Gualdo, dal canale 602 digitale terrestre Maria Vision e da Youtube diocesidiassisi. Per partecipare all’assemblea è necessario iscriversi accedendo al sito www.diocesiassisi.it e seguendo le indicazioni illustrate per ottenere il link di collegamento.

Gubbio – “O lume della fede”, il libro-omaggio al patrono Ubaldo per aiutare le famiglie in difficoltà

“Un maggio straordinario, a causa delle conseguenze della pandemia che si è abbattuta sul mondo, ha significato per Gubbio anche la modifica delle tradizionali modalità di espressione del solenne omaggio al suo Patrono sant’Ubaldo. La Festa dei Ceri, con tutte le sue travolgenti ritualità, è stata sospesa, e così anche le celebrazioni religiose consuete si sono svolte in un clima sospeso, mancanti di alcune espressioni popolari cariche di devozione. Ne è emerso un percorso diverso, originale per alcuni aspetti, molto partecipato, non meno intenso, anzi a tratti più profondo e sentito”.
Si apre così il volume di 48 pagine che raccoglie omelie, meditazioni e immagini fotografiche salienti del maggio 2020, a testimonianza e per trasmettere la memoria delle celebrazioni ubaldiane presiedute dal vescovo di Gubbio, mons. Luciano Paolucci Bedini, e dal cappellano dell’Università dei muratori, scalpellini e arti congeneri, don Mirko Orsini.
“Abbiamo voluto raccogliere – continua l’introduzione del libro – le immagini e i testi che lo hanno segnato perché non si perdano, e per tutti divengano memoria e testimonianza di come il popolo eugubino ha saputo e voluto non mancare all’appuntamento con il suo Concittadino, Padre e Pastore. In suo onore, e nella fedeltà ai suoi insegnamenti, offriamo queste pagine a chi vorrà partecipare così a un ulteriore gesto comune di fraterna solidarietà in questo duro tempo di prova. Le offerte raccolte infatti saranno devolute alla Caritas diocesana per soccorrere le famiglie più in difficoltà”.
Il libro si intitola “O lume della fede – Omaggio a Sant’Ubaldo” e, oltre ai testi, contiene numerose immagini fotografiche realizzate da alcuni fotografi eugubini che hanno messo a disposizione gratuitamente i loro scatti per contribuire agli scopi benefici della pubblicazione. Sarà possibile reperire il volumetto presso le parrocchie della diocesi eugubina e attraverso le famiglie ceraiole, l’Università dei muratori e il Maggio Eugubino. Le offerte raccolte saranno devolute alla Caritas diocesana per il sostegno delle famiglie con difficoltà economiche, che la Chiesa eugubina sta aiutando in modo speciale fin dall’inizio dell’emergenza sanitaria nel mese di marzo.
“Ci è sembrato bello – ha detto il vescovo Luciano in occasione della presentazione del libro – realizzare un segno che potesse far parte del patrimonio di ogni famiglia eugubina per ricordare questo maggio straordinario e abbiamo legato questa iniziativa anche un gesto di carità, pensando come anche gli insegnamenti di sant’Ubaldo ci ricordano che la preghiera andrebbe sempre legata all’attenzione verso i più poveri”.
“Molti eugubini – ha spiegato don Mirko Orsini – dopo aver vissuto virtualmente i momenti di preghiera e le celebrazioni di maggio attraverso il web e la tv, ci hanno chiesto di poter avere i testi da conservare e rileggere. Così è nata l’idea del volume che mettesse anche le fotografie di questi momenti di ‘festa senza festa’ insieme a meditazioni e omelie”.

Assemblea regionale – documento conclusivo: “Cristiani in Umbria con la gioia del Vangelo”

“Cristiani in Umbria con la gioia del Vangelo” è il documento pastorale dei vescovi umbri dopo l’Assemblea ecclesiale di Foligno 18-19 ottobre 2019.
“La grande lezione che la pandemia ha portato con sé, richiamandoci alla fragilità e alla precarietà della condizione umana, ci conduce a dover rivisitare la vita sociale e politica, economica e lavorativa, culturale ed ecclesiale, perché solo insieme ci possiamo salvare. Dobbiamo imparare di nuovo l’essenzialità e la sobrietà, la fraternità e la centralità della persona,
la misericordia e la solidarietà: tutto questo per noi cristiani passa attraverso l’annuncio della speranza e della gioia che scaturiscono dal Vangelo. Le indicazioni, gli orientamenti e le scelte emersi dall’Assemblea regionale trovano una evidente sollecitazione e una forte accelerazione nelle chiare e stringenti richieste derivanti dalla dolorosa esperienza della pandemia”.

 

Assemblea regionale 2019 – documento conclusivo pastorale dei vescovi umbri (PDF)

 

 

 

INDICE
LA DURA PROVA DEL MOMENTO ATTUALE

I. LA GRAZIA E LA GIOIA DELL’ASSEMBLEA
1. UNA FORTE ESPERIENZA ECCLESIALE 6
2. DENTRO LA TRADIZIONE UMBRA 7

II. LA CELEBRAZIONE DELL’ASSEMBLEA
3. UN CLIMA FRATERNO E GIOIOSO 9
4. L’ACCOGLIENZA DELLA CHIESA DI FOLIGNO 10
5. IN ASCOLTO DELLO SPIRITO E IN RENDIMENTO DI GRAZIE 10

III. UN’ASSEMBLEA PER L’UMBRIA
6. PERCHÉ LA NOSTRA GIOIA SIA PIENA E CONDIVISA 12
7. CHIESE E CRISTIANI A SERVIZIO DELL’UMBRIA 12
8. UNO SGUARDO AMOROSO E REALISTICO 14
9. LUCI ED OMBRE 15
10. QUALCHE PROVOCAZIONE 17

IV. INDICAZIONI PER IL CAMMINO
11. TRE SOLLECITAZIONI 18
12. QUATTRO VERBI 19
13. IL PRIMATO DELLA VITA SPIRITUALE 20
14. PRESENZA DEI CRISTIANI LAICI NELLA VITA DELLA REGIONE 21

V. ORIENTAMENTI, PROSPETTIVE E PROPOSTE
15. I LIVELLI DEL NOSTRO IMPEGNO 23
16. QUALIFICARE LA FORMAZIONE 23
17. RI-EVANGELIZZARE CON SPIRITO 24
18. RINVIGORIRE LE COMUNITÀ 25
19. RAFFORZARE LA VICINANZA 27
20. PARTECIPARE ALLA COSTRUZIONE DEL TESSUTO SOCIALE 27
21. POTENZIARE LA SINODALITÀ 29

VI. CONCLUSIONE
22. LE NOSTRE CHIESE NEL MISTERO DELLA COMUNIONE DEI SANTI 31

Perugia – celebrata dal cardinale Bassetti la messa della Domenica delle Palme nella cattedrale di San Lorenzo: «Nel grido di Cristo in croce tutti i drammi dell’umanità…, anche tutti i drammi che l’umanità vive in questi giorni».

«Carissimi fratelli e sorelle, coi vespri di ieri sera siamo entrati nella Settimana Santa. Oggi celebriamo la liturgia della Domenica delle Palme e della Passione del Signore. In tutte le diocesi del mondo si fa anche memoria della 35° giornata mondiale della gioventù». Con queste parole il cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, ha introdotto l’omelia della celebrazione eucaristica della Domenica delle Palme (5 aprile), pronunciata in una cattedrale di San Lorenzo vuota, a “porte chiuse”, nel tempo del “Coronavirus”, trasmessa in diretta da Umbria Tv, Umbria Radio InBlu e sui social media ecclesiali.

L’invito del Papa a far fruttare bene questo tempo. «Desidero anzitutto far mio il pensiero, che venerdì sera, durante i telegiornali – ha ricordato il cardinale –, il Santo Padre ha rivolto alla nostra nazione. Ha parlato di un periodo di difficoltà e sofferenza per tutte le famiglie, chiuse nelle loro case; delle persone sole e degli anziani; ha ricordato tutti gli ammalati, ha sottolineato la generosità di chi si espone per la loro cura, ed ha avuto un pensiero per i detenuti nelle carceri e per coloro che non hanno fissa dimora, e soprattutto per chi si trova in ristrettezze economiche. Il Papa ci invita a sfruttare bene questo tempo, ad essere generosi, a cercare per telefono o coi social le persone più sole, e soprattutto ci invita a pregare, ora che abbiamo più tempo. Mi ha molto colpito questo pensiero che vi trasmetto con le sue stesse parole: “anche se siamo isolati, il pensiero e lo spirito possono andare lontano con la creatività dell’amore”. Ed ha aggiunto: “questo oggi ci vuole, la creatività dell’amore”. Ed ha così concluso: “in Gesù morto e risorto, la vita ha vinto la morte. Questa fede pasquale nutre la nostra speranza, e la speranza non delude, perché non è un’illusione. Gli uni accanto agli altri, nell’amore e nella pazienza, possiamo preparare in questi giorni un tempo migliore”».

La prima Pasqua ridotta e a casa. «Consentitemi ora un breve pensiero sull’odierna liturgia: ci viene ricordato che “i fanciulli degli ebrei agitavano rami di ulivo andando incontro al Signore”. I bambini si contentano sempre di poco. Per loro è stato sufficiente un ramo di ulivo, una palma per dare gloria a Dio. Purtroppo, fratelli miei, in duemila anni di cristianesimo è la prima volta che celebriamo la Pasqua in una maniera così ridotta, e questo, credetemi, è una grande sofferenza per tutti voi, ma anche per noi sacerdoti e vescovo, vostri pastori. Ma, come quei bambini, cercate di ritrovare anche voi, pur restando nelle vostre case, il gusto dello stupore, della bellezza della nostra fede e la gioia di seguire Gesù che ci precede portando la sua croce».

Fedeli e coerenti al Vangelo. «Fratelli, come i bimbi di cui parla la Liturgia odierna – ha evidenziato il cardinale –, non vergogniamoci mai della nostra fede e dei riti così belli della nostra religione. Ricordiamo, con commozione, come anche noi, da piccoli, abbiamo vissuto la nostra fede semplice e il nostro incontro con Gesù. Lui un giorno ha detto: “se non diventerete come i bambini non entrerete nel regno dei cieli” (Mt 18,3). Ed ora, che siamo adulti, dimostriamo, cari amici, la nostra fedeltà e la nostra coerenza a vivere il Vangelo, anche quando ci chiama, come oggi, a seguire Cristo lungo la via della Croce. Questo è l’unico modo per potere con Lui risorgere nella Pasqua. E come facevamo da piccoli, affidiamoci anche in questa terribile calamità, al nostro Padre misericordioso, a Gesù fratello nostro, alla sua grazia, alla sua parola, alla preghiera. Vi supplico, tornate a pregare…!».

Gli studenti che non hanno lasciato Perugia. «Permettetemi, a conclusione di questa breve omelia, un pensiero sulla Giornata Mondiale dei giovani. Cari giovani, forse in questo tempo siamo più portati a rientrare in noi stessi e a dialogare con chi ci sta vicino. Mi auguro che ciascuno di voi ritrovi nella sua famiglia quella piccola chiesa domestica che gli possa essere d’aiuto; ma in questo momento penso anche a tutti gli studenti universitari, che non hanno lasciato Perugia, e sono lontani dal calore delle loro famiglie. A tutti voi vorrei riuscire a dire una parola, che riscaldi il vostro cuore».

La morte in croce è atroce, si muore soffocati. Il cardinale Bassetti, nel commentare il Vangelo, ha detto: «Abbiamo ascoltato, dalla lettura della passione secondo San Matteo, le ultime parole che Gesù pronuncia sulla croce prima di morire: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?”. La morte in croce è atroce, perché si muore soffocati; proprio come sono morti tanti nostri fratelli colpiti dal virus; perciò questo grido a Gesù deve essergli morto sulla gola. Qualcuno si domanda: ma Gesù ha forse perso la fiducia nel Padre avendo detto “Padre, perché mi hai abbandonato?”. No, ha voluto soltanto gridare la sua solitudine, il suo strazio, lo stato di abbandono in cui veniva a trovarsi, lui che aveva preso su di sé tutto il male e i peccati del mondo! E tutto questo stato d’animo, in quel momento si concentra in un grido. In quel grido, cari giovani, ci sono i drammi di tutta l’umanità, i nostri peccati, ci sono le nostre incoerenze, ci sono le nostre paure e, perché no, anche tutti i drammi che l’umanità vive in questi giorni. Gesù nella sua umanità può avere anche lui temuto per un attimo l’abbandono del Padre, ma nel momento in cui è spirato ha riacquistato tutta la sua fiducia: “Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito”».

Il mondo ha bisogno dei giovani per cambiare. «Cari giovani, imitate Gesù: vivete la vostra vita con una passione forte e con tanta generosità – è stato l’auspicio del cardinale –. Coltivate le amicizie, incontrate la gente. Il mondo ha bisogno di voi giovani per cambiare; la società ha bisogno di giovani forti, abbiate voi in nome del Vangelo il coraggio di diventare anche coscienza critica per tanti sbagli che si compiono nella società. Cari ragazzi, vorrei dirvi, con le parole di un grande maestro dei giovani, don Tonino Bello, che voi “non siete inutili: siete irripetibili”. La Chiesa fa affidamento sulla riserva di speranza che voi nutrite. E nessuno vi tolga la capacità di sognare, perché i vostri sogni precedono sempre l’aurora».

Il vescovo “santo” Tonino Bello e i giovani. «Voglio concludere con le parole che lo stesso don Tonino Bello rivolse ai giovani che stavano attorno al suo letto quando mancavano tre giorni alla morte, che avvenne il 20 aprile 1993; la sua voce era flebile e appena percettibile: “Cari ragazzi, auguro a tutti voi una vita splendida, illuminata dal sole che è Cristo. Voglio solo chiedere a Lui di benedire i vostri passi fino all’ultimo momento. Su tutte le orme dei vostri passi possano crescere tanti fiori… Tutta la gente che incontrerete possa benedirvi per avervi conosciuti. E quando la sera andrà a dormire, possa dire: ‘grazie Signore che mi hai fatto incontrare Michele, Angela, Antonella’… E tutti possano benedire il cielo perché, sulla loro strada, hanno incontrato voi…”. Amen».

Assisi – Il messaggio del vescovo nel giorno del 19esimo anniversario della sua ordinazione episcopale: “In questo momento in cui le Chiese sono vuote riscopriamo il Vangelo nella case”

“Preghiamo insieme, forti dell’intercessione di San Giuseppe, per tutte le persone che stanno più soffrendo e chiediamo con fiducia la rapida fine di questo incubo che ci sta mettendo tutti a dura prova”. È il messaggio del vescovo della diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino, monsignor Domenico Sorrentino, contenuto nella lettera inviata ai sacerdoti e ai fedeli in occasione del diciannovesimo anniversario della sua ordinazione episcopale, avvenuta il 19 marzo del 2001 nella Basilica di San Pietro a Roma per imposizione di San Giovanni Paolo II. “Non venivo ordinato per me – scrive ancora monsignor Sorrentino -: venivo ordinato per voi. Prima per i fedeli di Pompei, poi, dal 2006, per voi di questa amata Chiesa di Assisi- Nocera Umbra- Gualdo Tadino. La memoria dell’ordinazione per un vescovo non è mai la “sua” festa: è sempre la “nostra” festa. Senza saperlo, quel giorno eravate tutti con me a San Pietro. Mentre il Santo Pontefice mi imponeva il Vangelo sul capo, mi metteva nel cuore quello che ho poi, con tanti limiti, cercato di fare: annunciare il Vangelo come l’unica parola che conta e che salva. Mentre mi affidava la comunità cristiana, da custodire come Giuseppe aveva custodito la famiglia di Nazaret, prima cellula di tutta la grande famiglia ecclesiale, mi metteva già nel cuore per voi il progetto su cui sto investendo tutte le mie forze: far diventare la Chiesa sempre più una famiglia, attraverso le piccole famiglie spirituali raccolte nelle case intorno al Vangelo. In questi giorni – prosegue il vescovo – in cui le nostre chiese sono diventate più vuote che mai, e non ci restano che le case come ai tempi della prima comunità cristiana, questo progetto mi pare ancor più attuale e urgente. Lo riconsegno ancora una volta al vostro cuore: non c’è tempo da perdere, tutto dice che il tempo stringe”.

Sarà monsignor Sorrentino, a presiedere la santa messa che verrà celebrata giovedì 19 marzo alle ore 18 nel Santuario della Spogliazione a porte chiuse, senza partecipazione di popolo, dopo le restrizioni imposte dal Governo per limitare il contagio da coronavirus.

La messa sarà trasmessa in diretta sulla pagina Facebook Diocesi Assisi-Nocera-Gualdo e su Maria Vision (visionabile in Umbria sul canale 602, diretta streaming su https://www.mariavision.it/maria-vision-italia oppure scaricando la App: https://subsplash,com/mariavisin/app).

Conclusa l’Assemblea ecclesiale regionale delle Chiese umbre. Le parole dell’arcivescovo Boccardo, del cardinale Bassetti, del vescovo Sigismondi e di don Luciano Avenati

Al termine della tavola rotonda e prima della Messa conclusiva dell’Assemblea ecclesiale regionale delle Chiese umbre, che si è tenuta a Foligno nel complesso parrocchiale di S. Paolo il 18 e il 19 ottobre, il presidente della Conferenza episcopale umbra mons. Renato Boccardo ha tenuto le conclusioni della due giorni. Il Presule ha detto che per le Chiese umbre è ora tempo di «guardare avanti, senza accontentarsi più del “si è sempre fatto così”, di rispondere alle attese, trovare audacia e coraggio, di rivedere l‘agire pastorale per concentrarsi sulla scelta fondamentale dell’evangelizzazione. … La sinodalità che abbiamo vissuto in questi due giorni – ha proseguito il Presule – ci aiuta a vivere pienamente il nostro essere popolo di Dio in cammino, in discernimento e ascolto reciproco, fino a programmare insieme, decidere insieme e operare insieme». I Vescovi ora saranno chiamati a fare una sintesi di quanto emerso in questi due giorni e offrire così un documento alle Chiese particolari dell’Umbria al fine di avviare qualche progetto pastorale comune che, come ha sottolineato mons. Boccardo, «vada incontro alle fatiche, alle ferite e alle domande delle persone e possa offrire una “cura” misericordiosa che pone al centro “i poveri”. Come cristiani, dunque, siamo chiamati sempre più a raccontare con lo stile della vita quotidiana quanto è bello essere discepoli di Gesù a Perugia-Città della Pieve, a Città di Castello, a Gubbio, ad Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, a Foligno, ad Orvieto-Todi, a Spoleto-Norcia e a Terni-Narni-Amelia. È questo lo “snodo” – ha concluso il Presidente della Ceu – di una Chiesa “in uscita” che sappia accogliere, discernere, integrare, accompagnare».

«Il nostro convenire in questi due giorni dell’Assemblea Ecclesiale regionale, voluta dalla CEU, e realizzata con tanta passione dal nostro presidente Mons. Renato Boccardo insieme all’équipe regionale, ci ha consentito di fare un’esperienza unica, di sentirci parte di una comunità, della santa Chiesa di Dio che vive nel mondo con la grazia dello Spirito e che si incarna nel cuore e nelle membra di ciascuno di noi», ha detto il card. Gualtiero Bassetti nell’omelia della Messa conclusiva dell’assise, concelebrata dagli altri Vescovi dell’Umbria e dai sacerdoti delegati. «Quello che abbiamo vissuto – ha chiarito il Presidente della Conferenza episcopale italiana – non è stato un convegno né tanto meno un congresso, ma un incontro di popolo, del popolo cristiano, che animato dalla Parola si mette alla ricerca di quel tesoro nascosto, che altro non è se non l’amore di Dio, l’unico capace di rendere piena la nostra gioia e di dare un senso vero alla vita». Il Porporato, poi, ha detto che trasmettere e condividere la “gioia del Vangelo” è l’atteggiamento di fondo che deve permeare l’azione dei cristiani. «Non nascondiamo – ha detto Bassetti – la difficoltà di un incontro, di un dialogo a volte molto difficile con un mondo disilluso dalle promesse umane, stordito dai bagliori della tecnologia e del benessere, che non sente più il bisogno di interrogarsi sulla propria esistenza. Ma il cuore umano non si può imbrigliare, esso palpita, vibra e si scuote quando non si sente appagato e a questo non bastano le sicurezze umane. Ci vuole qualcosa di più, che il nostro intimo non smette mai di cercare. In questo scenario, a volte un po’ desolato, la Parola di Dio ci apre spazi infiniti, ci dona il coraggio e la forza per intravedere ciò che sta oltre».

«Per grazia di Dio – ha proseguito l’arcivescovo di Perugia-Città della Pieve – le Chiese dell’Umbria si sono trovate in questa bella esperienza di sinodalità e hanno avuto il coraggio di guardare con gratitudine al passato, di analizzare il presente, e di gettare anche uno sguardo più lontano, sul futuro. Non tutto ci è chiaro, e, se la situazione che abbiamo visto, in qualche tratto, è preoccupante, non deve mancare la speranza che da essa possono maturare frutti che nemmeno riusciamo ora ad immaginare. Uniti intorno a Cristo Signore possiamo portare veramente il frutto che la Chiesa e la società si aspettano da noi. Uniti intorno al Signore si superano le paure delle battaglie, anche quelle più aspre, e si scopre che è in lui che ogni speranza si realizza, ogni vittoria arriva e ogni buio lascia spazio alla luce di un giorno nuovo. In Lui troviamo la forza di parlare alle famiglie di oggi, così provate dalla secolarizzazione, ai giovani che cercano faticosamente di costruire il loro futuro, a quanti, anche tra noi, sono provati dalla povertà e da situazioni di vita dolorose. È una Chiesa presente, che si carica delle ansie dei suoi figli e ne condivide le gioie, che sa infondere fiducia».

Mons. Gualtiero Sigismondi, vescovo di Foligno, la Diocesi che ha ospitato quest’Assemblea, ha voluto commentare la due giorni ecclesiale umbra con queste parole: «Innanzitutto ringrazio il Signore per questo appuntamento veramente sinodale. Per la nostra Diocesi di Foligno è stata un’occasione provvidenziale e un momento favorevole. Ho visto in questi giorni, come ho detto più volte, il mandorlo in fiore, della disponibilità di tutte le Diocesi di camminare insieme. E’ ormai tempo di farlo e dobbiamo metterci in cammino decisamente».

Don Luciano Avenati, coordinatore della segreteria preparatoria dell’Assemblea, ha presentato alcuni simboli visivi a futura memoria di quest’assise ecclesiale: le otto piante d’ulivo, ciascuna per ogni Diocesi della terra dei santi Benedetto e Francesco, che saranno piantate nell’area verde circostante il complesso parrocchiale di San Paolo in Foligno che l’ha ospitata, segno di comunione e sinodalità nel camminare insieme verso il Regno di Dio; i semi di una pianta di olio di ricino (nella Bibbia pianta legata alla figura di Giona, che non voleva essere annunciatore della Parola di Dio ai pagani) saranno inviati a ciascuno dei 400 delegati dell’Assemblea ecclesiale regionale, affinché le loro comunità possano proseguire l’opera di evangelizzazione della società odierna».

Assemblea ecclesiale regionale (Foligno 18-19 ottobre). La tavola rotonda con “alcuni ospiti dell’Umbria”: Ernesto Galli delle Loggia, Maria Gabriella Mecucci, Paolo Raffaelli e Marco Tarquinio

Nel pomeriggio del 19 ottobre si è svolta la tavola rotonda con “alcuni ospiti dell’Umbria”: Ernesto Galli delle Loggia, Maria Gabriella Mecucci, Paolo Raffaelli e Marco Tarquinio, che ha coordinato i lavori. Il direttore de Avvenire ha domandato agli ospiti: «Con quali occhi vedete la Chiesa umbra?».

Gabriella Mecucci ha risposto: «Non sono rabbiosamente critica della Chiesa, sono credente a modo mio. In Umbria per la Chiesa si apre una grande occasione di presenza in un tempo di crisi delle élite culturali e politiche, crisi del pensiero del mondo massonico, crisi quantitativa e qualitativa delle due Università di Perugia. Tutti guardano alla Chiesa chiedendole qualche risposta, un’attenzione nuova ai problemi. È in grado il mondo cattolico di dare qualche piccola risposta?» si è chiesta la giornalista Mecucci. «Una delle strade possibili da percorrere per la comunità, è quella di parlare con voce chiara e forte delle difficoltà che attraversa la regione, come, ad esempio, ha fatto e continua a fare in occasione degli eventi sismici».

Lo storico e politologo Galli della Loggia, prima di rispondere alla domanda di Tarquinio, ha detto di essere «qualcosa di mezzo tra diversamente credente e credente. L’Umbria è stata la regione più disastrata a livello politico, una regione povera, con poca presenza di ceto intellettuale. La politica dal 1945 ha occupato tutti gli spazi possibili. Ora l’umbria è nuda e senza punti di riferimento, senza identità collettiva. La Chiesa umbra ha subito questa situazione non riuscendo ad esprimere nessuna voce significativamente diversa, alta, culturale, diversa da quella politica. Oggi la Chiesa, anche in Umbria, svolge le funzioni tipiche che un tempo erano appannaggio dei sindacati (attenzione alle fasce deboli, ndr), mentre ha abbandonato il “pensiero politico”, ossia la capacità di fare un discorso generale ed incisivo sulla collettività che essa rappresenta. Non basta predicare solo il bene, è necessario che gli esponenti della Chiesa indichino anche con quali mezzi fare il bene».

Il giornalista Rai ed ex politico Paolo Raffaelli ha sottolineato che senza la rete diffusa delle parrocchie e delle altre realtà ecclesiali, il sistema di società civile dell’Umbria sarebbe molto più fragile. Questo l’ho sperimentato personalmente da sindaco di Terni e negli ultimi tre anni come cronista nelle aree terremotate dell’Umbria, esperienza quest’ultima tra le più formative della mia vita professionale, una grande palestra di riflessione personale». Raffaelli ha poi parlato di «un rischio: gli ultimi decenni sono stati caratterizzati da una sistematica opera di attacco alle iniziative delle periferie e la Chiesa, invece, in Umbria dà voce alle periferie»

Il direttore Tarquinio, nel commentare questi interventi, ha sottolineato che «la nostra società civile tesse ancora oggi reti di fede, di speranza, di carità. Le reti di carità, però, sono sotto attacco: tutti i buoni, infatti, finiscono inesorabilmente sul banco degli imputati. In tutto questo c’è stata la cancellazione delle parole dei Pastori e delle voci della Chiesa. Mi ritrovo solo (sulle pagine di Avvenire, ndr) a far risuonare le parole buone per tutta la società italiana che i Vescovi trovano il coraggio e la forza di pronunciare e che il Papa in maniera scomoda fa echeggiare. I Vescovi fanno notizia solo quando fanno “la guerra” sui fronti tradizionali, dove ci aspetta l’atteggiamento moralistico della Chiesa. Cerca di incidere nel dibattito pubblico indicando la vita concreta delle persone e il bene concreto delle persone, state tranquilli che ciò non suscitano emozioni».