Perugia: L’arcivescovo mons. Ivan Maffeis nomina don Simone Sorbaioli vicario generale, don Simone Pascarosa, vicario per la pastorale, don Giuseppe Piccioni, vicario per il clero, e don Alessio Fifi e don Marco Pezzanera consultori.

«Tanto la relazione tra noi quanto la vita della nostra Chiesa saranno facilitate da alcuni collaboratori: don Simone Sorbaioli, in qualità di Vicario generale; don Simone Pascarosa come Vicario per la pastorale, don Giuseppe Piccioni quale Vicario per il clero – con particolare attenzione per anziani e ammalati – e don Alessio Fifi e don Marco Pezzanera come Consultori. A nome di tutti li ringrazio per la disponibilità, che diventerà effettiva dal prossimo 6 gennaio». Ad annunciarlo è l’arcivescovo Ivan Maffeis nella lettera che ha rivolto ai presbiteri della Chiesa che è in Perugia-Città della Pieve, nella serata della vigilia della solennità dell’Immacolata Concezione, il 7 dicembre, il cui testo è consultabile nel sito: www.diocesi.perugia.it (sessione “arcivescovo-lettere”).

Sono le prime nomine che compie l’arcivescovo dalla sua ordinazione episcopale e presa di possesso dell’Archidiocesi, avvenute lo scorso 11 settembre. Incarichi che denotano lo spirito di collegialità e di lavoro di squadra che il presule vuole imprimere alla Chiesa diocesana in continuità pastorale con i suoi predecessori.

La designazione del nuovo vicario generale avviane a seguito della nomina del vescovo ausiliare e vicario generale mons. Marco Salvi a vescovo di Civita Castellana, Diocesi dove farà ingresso il prossimo 8 gennaio. Successore di mons. Salvi è don Simone Sorbaioli, attuale parroco e arciprete della concattedrale di Città della Pieve, nato ad Assisi il 5 novembre 1978 e ordinato presbitero il 29 giugno 2003. Gli altri sacerdoti di cui mons. Maffeis si avvarrà della collaborazione sono i menzionati don Simone Pascarosa, nato a Perugia il 24 novembre 1984 e ordinato presbitero il 25 giugno 2016, parroco a Bagnaia e Pilonico Materno, don Giuseppe Piccioni, nato a Deruta il 23 giugno 1943 e ordinato presbitero il 13 settembre 1969, parroco di Torgiano e vicario episcopale della III Zona pastorale, don Alessio Fifi, nato a Perugia il 17 gennaio 1972 e ordinato presbitero il 5 maggio 2007, parroco di Madonna Alta in Perugia, e don Marco Pezzanera, nato a Marsciano il 5 settembre 1978 e ordinato presbitero il 29 giugno 2012, parroco di Marsciano e cancelliere arcivescovile.

La lettera: «Sono contento di pensarti partecipe del presbiterio diocesano».

Mons. Maffeis, con la sua lettera al Presbiterio, avvia un “dialogo confidenziale” con il sacerdote dopo aver conosciuto uno per uno la quasi totalità dei circa 120 sacerdoti diocesani. Racconta a ciascuno di loro, all’inizio della lettera, «questa sera, nel rivedere la trama della giornata, mi ritorna quanto mi hai raccontato del tuo vivere quotidiano e della tua vocazione. Mi hai parlato con la schiettezza di chi sa riconoscere le proprie fatiche e, soprattutto, con una passione non sopita per la scelta che ha marcato a fuoco la nostra esistenza. La confidenza di cui mi hai fatto dono riposa nella riservatezza del cuore, ma vorrei restituirtela almeno con un pensiero di gratitudine. Nel setaccio delle tue parole si scorge la traccia di una ricchezza che porta lontano. Vi ho riconosciuto la frequentazione della Parola, la dedizione con cui accompagni il popolo di Dio, il tuo costruire comunità con l’annuncio del Vangelo e la celebrazione dei Sacramenti».

«Mi ha incoraggiato la tua disponibilità ad andare incontro, ascoltare, comprendere e sostenere; il tuo stile evangelizzatore, che ti porta a bussare alla vita delle persone, a intercettarne i bisogni profondi e le domande inespresse; il tuo lasciarti coinvolgere nelle loro situazioni, fino a condividere il peso di tante sofferenze. È consolante sapere che, nel tuo spenderti con generosità quotidiana, fai l’esperienza di sentirti accolto e sostenuto dalla tua stessa comunità».

«Ho apprezzato il tuo distacco dal denaro e quella libertà interiore che è tipica di chi non persegue il proprio interesse, ma è pronto a farsi tutto a tutti. Così, mi hanno colpito la tenerezza e la carità con cui ti fai prossimo ai più deboli, agli afflitti e ai poveri. Ascoltandoti ho respirato il desiderio di una fraternità sempre maggiore con gli altri presbiteri. Per essere approfondita e vissuta, richiede fedeltà a tempi e luoghi; ci permetterà di non farci assorbire dalle responsabilità al punto da rimanere prigionieri di una stanchezza in cui si affievolisce la gioia e la tensione missionaria; ci aiuterà a far memoria del dono ricevuto, evitando che l’avvicendarsi delle stagioni renda il nostro ministero alla stregua di un mestiere, assunto con la logica del minimo sforzo».

«Sono contento di pensarti partecipe del presbiterio diocesano. Conto che mi saprai cercare senza filtri né indugi; a mia volta, so di potermi rivolgere con fiducia alla tua porta… Ti abbraccio, affidandoti insieme alla tua comunità all’intercessione dell’Immacolata».

Terni Caritas – raccolta di Avvento, l’11 dicembre, per le famiglie in difficoltà.

L’Avvento è il periodo dell’anno liturgico dedicato alla carità, tempo propizio per tornare a riflettere sull’accoglienza dell’amore di Dio; un tempo forte di attesa, di un compimento di ciò che è già presente per i cristiani, l’amore di Dio.
La raccolta di Avvento della Caritas diocesana si terrà nella “Domenica Gaudete” l’11 dicembre 2022 in tutte le parrocchie della diocesi per le famiglie in difficoltà.
Quest’anno la Raccolta di Carità vedrà due modalità:
la RACCOLTA ECONOMICA PER IL CARO BOLLETTE con la raccolte delle offerte delle Messe domenicali e le offerte tramite il sito della Caritas Diocesana www.caritasterni.it, causale “Emergenza Bollette”
Ci sarà poi la RACCOLTA DI ALIMENTI – pasta, olio e scatolame – nelle Chiese e all’Emporio Solidale, in via Vollusiano, la mattina dal lunedì al venerdì.

La raccolta di alimenti si è resa necessaria in quanto con l’Emporio della Solidarietà Diocesano in quest’anno ha assorbito la maggior parte delle necessità degli ucraini fuggiti dalla guerra, affinchè non si riversasse troppo sulle parrocchie: ogni mese sono stati aiutati 600/700 ucraini soprattutto donne e bambini. Questo sforzo, non preventivato a inizio anno, ha esaurito le risorse e a fine anno c’è bisogno del sostegno di tutti per continuare il servizio ordinario più quello straordinario.

“Sentiamo nostre le parole di Papa Francesco per la Giornata Mondiale dei Poveri – ricorda il direttore diocesano della Caritas padre Stefano Tondelli -, in cui ci invita a non cedere nella carità e a rinnovare le nostre motivazioni alla condivisione affinché nessuno soffra: “Qualche mese fa, il mondo stava uscendo dalla tempesta della pandemia, mostrando segni di recupero economico che avrebbe restituito sollievo a milioni di persone impoverite dalla perdita del lavoro. Si apriva uno squarcio di sereno che, senza far dimenticare il dolore per la perdita dei propri cari, prometteva di poter tornare finalmente alle relazioni interpersonali dirette, a incontrarsi di nuovo senza più vincoli o restrizioni. Ed ecco che una nuova sciagura si è affacciata all’orizzonte, destinata ad imporre al mondo un scenario diverso…Oggi più si protrae il conflitto in Ucraina, più si aggravano le sue conseguenze. I popoli che accolgono fanno sempre più fatica a dare continuità al soccorso; le famiglie e le comunità iniziano a sentire il peso di una situazione che va oltre l’emergenza. È questo il momento di non cedere e di rinnovare la motivazione iniziale. Ciò che abbiamo iniziato ha bisogno di essere portato a compimento con la stessa responsabilità. La solidarietà, in effetti, è proprio questo: condividere il poco che abbiamo con quanti non hanno nulla, perché nessuno soffra”.

I giovani di “The Economy of Francesco” accanto alle donne iraniane

Una manifestazione promossa dalle giovani e dai giovani di The Economy of Francesco per esprimere solidarietà e vicinanza alle donne iraniane, in occasione della mobilitazione indetta dagli attivisti iraniani dal 5 al 7 dicembre, giorno in cui in Iran si festeggia il ‘giorno dello studente’. E proprio il 7 dicembre, i giovani e le giovani di EoF si impegneranno in una iniziativa che, per l’intera giornata, dall’Italia, India, Costa d’Avorio, Australia, Guatemala, Usa, li vedrà impegnati in una maratona in cui a turno leggeranno, in diverse lingue, la celebre raccolta di racconti orientali Mille e una Notte.

“Abbiamo assistito a 3 mesi di proteste di piazza che si sono susseguite dalla morte di Mahsa Amini, la ventiduenne curda accusata, lo scorso 16 settembre, dalla polizia morale di Teheran di non indossare correttamente il velo – raccontano le giovani di EoF – . Da quel giorno un’ondata di manifestazioni, represse nel sangue, ha attraversato il Paese fino a raggiungere l’intera comunità internazionale. Alcune di noi hanno aderito alla protesta delle donne iraniane imitando quel gesto inequivocabile e coraggioso: tagliare una ciocca di capelli”. Un’usanza della cultura curda (tagliarsi i capelli in segno di lutto ndr) è diventata un simbolo di rabbia, un urlo disperato che pretende cambiamento, un taglio netto che diventa metafora di quanto in Iran è da sempre reciso: parole, libertà, diritti.

“Oggi – continuano le giovani economiste e imprenditrici del mondo – abbiamo sentiamo il dovere di metterci accanto alle donne iraniane che stanno lottando per la loro libertà e accanto a tutti i giovani che stanno provando, rischiando la loro vita, a costruire un futuro migliore. E lo faremo utilizzando le parole, leggendo Mille e Una Notte, per sottolineare la capacità salvifica della parola, la libertà di espressione e protestare”. L’espediente narrativo di questa raccolta, inoltre, ricorda che la narrazione è anche un luogo dove recarsi per provare a sconfiggere la morte: ars narrandi, ars vivendi. Le donne hanno una particolare familiarità con le parole, perché hanno una intimità speciale con la vita. Le donne ci hanno insegnato le prime parole: che siano ancora le donne a generare le necessarie parole prime del mondo nuovo che deve nascere.

È possibile seguire la maratona in diretta streaming dalle 7.00 di mercoledì 7 dicembre sul canale internazionale Youtube di EoF

Foligno – progetto Cittadini del Mondo: “Il bazar dell’educazione”

A partire da giovedì 15 dicembre dalle ore 16.00 alle 19.00 presso l’aula magna dell’Istituto Tecnico Tecnologico L. Da Vinci di Foligno prenderà il via il ciclo di conferenze di formazione sul grande argomento dell’educazione nell’ambito del Progetto Cittadini del Mondo promosso dalla Diocesi di Foligno.

La crisi che stiamo vivendo, crisi ambientale, crisi sociale che fa esplodere le disuguaglianze e le povertà, crisi antropologica e psicologica innescata dalla pandemia del Covid e dallo scoppio della guerra in Ucraina, è in realtà una crisi che ha radici più profonde: è una crisi del pensiero. Per questo, oggi più che mai, la figura dell’insegnante, del genitore, dell’educatore, è centrale. Senza maestri, senza interlocutori qualificati capaci di instaurare un dialogo significativo e costruttivo i ragazzi sono abbandonati a sé stessi, nella loro immaturità, accompagnati nel loro processo di crescita dalla costante presenza dei social.

Fare, essere, da “guida”, oggi, è diventato un mestiere terribile e necessario, un mestiere difficile ma di vitale importanza come in nessuna altra epoca storica.

L’Equipe di formazione coordinata dal Prof. Carlo Felice, accompagnata dal Tutor la Dirigente scolastica dell’ITT Dott.ssa Simona Lazzari, ha come obiettivo quello di realizzare un laboratorio formativo per ragionare sul ruolo positivo delle relazioni tra docenti-studenti, genitori-figli, educatori-giovani, dove sperimentare le proprie competenze e sviluppare la propria identità, in un continuo scambio con i pari e “le guide”, nel quale i processi emotivi e relazionali assumono un ruolo centrale.

Destinatari delle conferenze sono i docenti delle scuole di ogni ordine e grado, genitori, assistenti sociali, amministratori pubblici, educatori di oratorio e gruppi giovanili parrocchiali, operatori pastorali. Alla fine del percorso viene rilasciato un attestato di partecipazione.

I giovedì delle conferenze sono: 15/12 – 12/01 – 19/01 – 02/02

Per informazioni ed iscrizioni: sociale@diocesidifoligno.it

Assisi – appello per il disarmo nucleare

“Assisi, si offre come luogo di accoglienza per il dialogo sul disarmo nucleare. È da qui, dalla terra di San Francesco, che parte questo pressante appello a riprendere subito i colloqui bilaterali sul disarmo, per evitare la proliferazione nucleare e per dare al mondo un segnale concreto che solo attraverso il tavolo del negoziato si può raggiungere la pace”. È questa la richiesta lanciata dal Comitato per una Civiltà dell’Amore e dalla Diocesi di Assisi – Nocera Umbra e Gualdo Tadino nel corso del seminario: “Il disarmo nucleare e il trattato New Start tra Federazione Russa e Usa . La costruzione di una Via della Pace” svoltosi martedì 6 dicembre pomeriggio nella sala della Spogliazione del palazzo vescovile. L’appello sarà anche presentato a Papa Francesco affinché se ne faccia primo Portavoce. Ad aprire i lavori del seminario monsignor Domenico Sorrentino, vescovo delle diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino e di Foligno, fra Marco Moroni, custode del Sacro Convento di Assisi, e Giuseppe Rotunno, presidente del Comitato per una civiltà dell’amore.

Nell’appello alla Federazione Russa e agli Stati Uniti d’America si legge tra l’altro: “Avevamo appreso con piacere enorme la vostra determinazione a riprendere i colloqui operativi sul disarmo nucleare con il trattato New Start in essere tra i vostri Stati. Ora che sono stati nuovamente sospesi, ricadiamo come intera umanità nella ritornata minaccia di autodistruzione nucleare senza certa speranza di uscirne. Per evitare lo scontro dell’escalation nucleare serve, per il bene di tutti, riprendere prontamente e prioritariamente i colloqui sospesi sul disarmo nucleare, a partire proprio dalle affermazioni e dalle azioni positive di Usa e Federazione Russa”. I promotori dell’appello spiegano che “di pace nucleare ha bisogno la società civile di tutte le nazioni, a cominciare da Usa e Russia: con la buona volontà dei vostri rispettivi Governi potete evitare l’apocalisse nucleare e creare un mondo di benessere per tutti senza armi atomiche”. Parole di apprezzamento all’iniziativa sono arrivate dal Segretario di Stato di Sua Santità, cardinale Pietro Parolin: “Il disarmo nucleare al centro del vostro seminario rappresenta una delle vie importanti per un cammino di pace – scrive Parolin nel messaggio inviato agli organizzatori – . La Santa Sede non ha dubbi che un mondo libero dalle armi nucleari è necessario e possibile. In un sistema di sicurezza collettiva, volta a garantire una sicurezza integrale, non c’è posto per le armi nucleari e altre armi di distruzione di massa”. Anche il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha inviato un messaggio di sostegno sottolineando che “non c’è bene e valore più importante della coesistenza pacifica dei popoli e dei valori di libertà, uguaglianza e democrazia. Una guerra nucleare non può essere vinta e non va mai combattuta”.

L’Appello al centro del seminario è firmato anche da Movimenti cristiani e della Società Civile che hanno partecipato al seminario, caratterizzato da interessanti relazioni e interventi sui pericoli della minaccia nucleare oggi.

Mostra dei presepi in Porziuncola dall’8 dicembre 2022 al 2 febbraio 2023

Francesco amava il Natale più di tutte le altre feste.
Nel dicembre del 1223 si trova a Greccio e nella notte di Natale vuole vedere con i suoi occhi il disagio della povertà di Betlemme, desidera costruire la scena del presepe e invita tanta gente a partecipare a questo straordinario evento.
Nel cuore della notte la valle si riempie di canti. Tutti i convenuti avanzano, al lume delle torce, verso la grotta che si apre nel fianco della montagna.
E così una stalla diviene Chiesa, il sacerdote celebra la Messa accanto a una mangiatoia, Francesco canta il Vangelo e si commuove fino alle lacrime.
Da Greccio la rappresentazione del presepio, sgorgata dal cuore di Francesco, si diffonde in tutto il mondo, conservando intatto, nelle diverse espressioni delle culture e del Folklore, il messaggio evangelico.
Qui ad Assisi, ogni anno i Frati minori celebrano questa tradizione ospitando una mostra di presepi: durante le festività, nel santuario della Porziuncola e nel chiostro monumentale del convento è possibile ammirare “Presepi sotto le stelle”, con un’esposizione di quasi 100 presepi provenienti da ogni parte del pianeta.
Tra le novità di quest’anno la “Natività nella luce”, il dono fatto da Papa Francesco in occasione della giornata dei poveri del 2021 che il papa ha voluto vivere alla Porziuncola con i poveri.
Alla mostra anche il piccolo presepe in terracotta, da donare ai vostri cari come simbolo del Natale di Assisi.

Assisi – l’intervento conservativo dell’affresco “Maestà di Assisi”

L’affresco “Madonna in trono col bambino, angeli e San Francesco” del Cimabue, noto anche come “Maestà di Assisi”, nella chiesa inferiore della Basilica di san Francesco in Assisi verrà restaurato, a 50 anni dall’ultimo intervento, grazie al contributo dell’azienda Ferrari. Il progetto conservativo, curato da un’equipe della Tecnireco diretta dal capo restauratore della Basilica di San Francesco, Sergio Fusetti, in accordo con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria, inizierà il prossimo gennaio e durerà circa un anno.
«L’affresco raffigurante la Vergine Maria in trono col bambino, angeli e San Francesco di Cimabue tornerà finalmente all’antico splendore grazie al contributo della Ferrari che ha deciso di prendersi cura di questo importante dipinto della storia dell’arte mondiale, – ha dichiarato il Custode del Sacro Convento di Assisi, fra Marco Moroni, OFMConv -. L’opera ci trasmette anche il ritratto più conosciuto e probabilmente più antico e realistico di san Francesco, di quell’uomo che Tommaso da Celano descrisse come “di statura mediocre piuttosto piccola, testa regolare e rotonda, il viso un po’ ovale e proteso, fronte piana e piccola, occhi neri, di misura normale e pieni di semplicità” (FF 465). Un grazie – conclude fra Marco – a Ferrari che ha deciso di sostenere e valorizzare l’arte italiana di cui siamo orgogliosi custodi. Per noi frati è un onore poter curare e valorizzare, grazie al contributo di benefattori e semplici cittadini, questo inestimabile bene che è la Basilica di san Francesco e di presentarlo ai visitatori di oggi e di domani».
«Ferrari porta in tutto il mondo il nome dell’Italia. Un Paese eccezionale, celebre per il suo patrimonio artistico millenario. Per Ferrari, che appartiene a un mondo del lusso sempre più vicino a quello dell’arte e della cultura, è importante dare un contributo per preservare un capolavoro che racconta il valore di questa unicità. E che ci tramanda l’insegnamento dell’umiltà di San Francesco – commenta Benedetto Vigna, CEO di Ferrari -. Credo molto nella responsabilità sociale d’impresa che, grazie alla collaborazione fra enti di natura pubblica e privata, può portare a risultati rilevanti. Ne sono esempi i nostri progetti nel campo dell’educazione, così come della salute o della protezione ambientale. E, con il progetto annunciato oggi con i frati del Sacro Convento di Assisi, nel campo della conservazione dei beni culturali».
«A distanza di venticinque anni dal sisma e a cinquanta dall’ultimo restauro risulta urgente una manutenzione e una revisione/aggiornamento dell’ultimo intervento – ha dichiarato il capo restauratore della Basilica di san Francesco in Assisi, Sergio Fusetti -. Questo consentirà un generale miglioramento dello stato di conservazione dell’affresco per gli anni a venire. L’intervento sarà preceduto da una attenta e approfondita indagine per immagini con le metodologie più moderne. Una volta terminata la fase diagnostica, l’intervento verterà principalmente nella rimozione dei depositi di particellato atmosferico e strati di sporco incoerenti che offuscano le cromie, e alla risoluzione dei problemi di adesione della pellicola pittorica, dei residui delle dorature nonché l’aderenza dello strato di intonaco alla muratura. Questi interventi serviranno a riportare all’antico splendore una delle opere più importanti del Cimabue».

L’AFFRESCO
Databile attorno al 1285-1290 circa, l’opera è situata nel transetto settentrionale della chiesa inferiore della Basilica di San Francesco in Assisi. L’affresco è celebre perchè raffigura, oltre a un’immagine monumentale della Vergine in trono, uno dei più antichi ritratti di San Francesco, che secondo la tradizione fu eseguito sulla base delle indicazioni di coloro che lo avevano personalmente conosciuto. Un Affresco dal valore universale che continuerà a risplendere grazie a un delicato progetto conservativo.

IL RESTAURO
Lo stato di conservazione del dipinto per quanto concerne la stabilità degli strati preparatori e pittorici non è dissimile da quello riscontrato negli affreschi limitrofi anche se eseguiti in epoche più tarde. Il sito di cui fa parte la Basilica è tra quelli indicati a forte rischio e vulnerabilità sismica, come purtroppo hanno dimostrato i tragici eventi del 1997, motivo per cui è diventato particolarmente importante seguire un rigido calendario di interventi di manutenzione e restauro.
Nel caso specifico l’ultimo intervento approfondito di monitoraggio visivo del dipinto ha avuto luogo circa 25 anni fa in concomitanza con il sisma, anche se durante questo ultimo periodo non è mai venuto meno un controllo a cadenza annuale, che con osservazioni ravvicinate a luce naturale e a luce radente e mediante auscultazione e percussione con le dita ha escluso uno stato di sostanziale pericolo per la preziosa opera.
Precedentemente le operazioni di restauro vennero effettuate dall’ICR nel 1973 e giunsero alla conclusione che l’affresco originale era molto consumato. L’intervento di manutenzione che verrà fatto dalla Tecnireco, rappresenta il completamento dell’attenta e minuziosa opera di conservazione e revisione dei precedenti restauri.

Due nuovi preti per la Chiesa di Spoleto-Norcia: l’8 dicembre l’arcivescovo Renato Boccardo ordinerà presbiteri Salvatore Ficarra e Luca Gentili

Giovedì 8 dicembre 2022, solennità dell’Immacolata Concezione, alle ore 17.00, nella Basilica Cattedrale di Spoleto l’arcivescovo Renato Boccardo ordinerà presbiteri i diaconi Salvatore Ficarra e Luca Gentili. Davvero un bel momento di grazia per la Chiesa di Spoleto-Norcia. La celebrazione verrà trasmessa in diretta nei canali social della Diocesi: pagina Facebook (SpoletoNorcia) e Canale You Tube (Archidiocesi Spoleto Norcia).

I due ordinandi. Luca, 31 anni, è originario di Pigge di Trevi. Salvatore, 28 anni, è nato in Sicilia, trasferito a Spoleto all’età di 13 anni. Per Luca un prete di riferimento è stato don Luigi Galli, per Salvatore don Edoardo Rossi. Il primo ha come Santo “protettore” S. Paolo, il secondo la Vergine Maria. Entrambi, dopo la formazione nel Pontificio Seminario Regionale Umbro “Pio XI di Assisi e all’Istituto Teologico di Assisi, stanno completando gli studi a Roma: Luca in Diritto Canonico e Salvatore in Teologia Liturgica. Luca, che alla morte di mons. Giampiero Ceccarelli è stato nominato Cancelliere arcivescovile, svolgerà il suo servizio a Cannaiola di Trevi insieme a don Sem Fioretti; Salvatore, invece, nella zona pastorale di Montefalco insieme a don Vito Stramaccia. In entrambi la vocazione è sbocciata in famiglia.

Vocazioni sbocciate in famiglia. «Sono cresciuto – afferma Luca – in una famiglia cattolica; seppur non impegnati attivamente in parrocchia, i miei genitori hanno sempre partecipato alla Messa domenicale ed io sin da bambino ho fatto altrettanto. Mia nonna materna e mio nonno paterno sono stati per me esempio di una fede semplice ma molto profonda e radicata e mi hanno trasmesso la bellezza di questa fede in Cristo e nella sua Chiesa». «La mia vocazione – dice invece Salvatore – è nata grazie all’esempio dei miei genitori e soprattutto della nonna paterna, Concetta. Lei per me è stata la testimone vivente del Risorto, colei che mi ha trasmesso la fede. La sua testimonianza e la sua profondissima fede sono state per me un faro che ha illuminato il cammino fatto fino ad oggi».

Hanno deciso di entrare in Seminario nella stessa esperienza per giovani. «L’Arcivescovo – dice Luca – organizzava ogni anno un’uscita in montagna con i giovani. Nell’estate 2014 mons. Boccardo fece una riflessione sul brano della chiamata degli apostoli e disse questa frase: “posto che tutti i cristiani per definizione sono chiamati a seguire Cristo, quel è il modo specifico con cui lui ti chiede di andargli dietro?”. Questa frase innescò una lunga riflessione in me e fece emergere qualcosa che era sopito da tempo: il desiderio e la chiamata a seguire Cristo come ministro ordinato. Espressi questo sentimento al Vescovo e lui mi disse che lo riteneva qualcosa di fondato, che lui peraltro aveva già notato. Allora mi propose di iniziare un cammino di un anno esatto, accompagnato da lui e da un sacerdote che avrei scelto io. Così fu. Chiesi a don Mirco Boschi, allora collaboratore pastorale nelle parrocchie del trevano, di accompagnarmi. Fu un anno complesso, ma tanto il Vescovo quanto don Mirco mi si sono fatti vicino, con pazienza e rispetto, specie nei momenti più complessi e di ripensamento. Fu così che, sempre in Val di Susa, precisante in una baita a Sagnalonga di Cesana, nell’agosto 2015 decisi di intraprendere il cammino per diventare prete». Gli fa eco Salvatore: «Con alcuni giovani della Diocesi stavamo facendo un’esperienza in montagna, in Val di Susa, guidata dall’Arcivescovo che prevedeva anche un giorno di ritiro. Durante un colloquio mons. Boccardo mi chiese: “Allora Salvatore sei pronto per entrare in seminario?”. Io già da tempo avevo pensato a quest’idea, infatti stavo facendo un cammino di discernimento da alcuni anni. Quindi se lì per lì rimasi un po’ spiazzato per tale domanda, non esitai nel dare la risposta. Dissi di sì. Erano circa le cinque del pomeriggio dell’11 agosto 2015 a Sagnalonga, a 2000 metri di altezza».