Spoleto – Caritas diocesana, report sulle attività gennaio-aprile 2022. Don Edoardo Rossi: «Importante far conoscere le iniziative e i progetti realizzati anche grazie ai fondi dell’8xmille della Conferenza episcopale italiana, ai finanziamenti di Caritas italiana, alle risorse diocesane, a quelle di privati e di aziende»

La Caritas diocesana di Spoleto-Norcia dal 2022 pubblicherà ogni quattro mesi un report sulle attività svolte. «Lo scopo – sottolinea il direttore don Edoardo Rossi – è quello di far conoscere le iniziative e progetti realizzati anche grazie ai fondi dell’8xmille della Conferenza episcopale italiana, ai finanziamenti di Caritas italiana, alle risorse diocesane, a quelle di privati e di aziende. Il documento si fa portavoce degli operatori e, soprattutto, dei tanti volontari Caritas che ogni giorno si dedicano al sostegno dei più poveri».
Il “report” si basa sul profilo delle povertà rilevate e sui servizi attivati nel periodo gennaio-aprile 2022 raggruppati in quattro macro-aree.
Centro di Ascolto. Nei Centri di Ascolto, diocesani e di pievania, hanno operato 66 volontari ed è stato fornito ascolto a 196 persone che hanno presentato richieste per acquisto di beni essenziali, di farmaci, per trasporto terapeutico e per orientamento al lavoro. In particolare 9 volontari hanno seguito e curato la distribuzione di 1.044 pacchi alimentari e la consegna di 52 spese alimentari al domicilio dei richiedenti. Sono stati registrati 13 interventi per gestire l’emergenza abitativa, cui se ne aggiungono altri 40 per l’acquisto di beni essenziali per un importo di 4.600 euro. La collaborazione efficace con il Comune di Spoleto e la Fondazione Carispo, attraverso la destinazione con cadenza annuale di appositi Fondi, ha consentito di fornire sussidi a 49 persone del comprensorio diocesano per un totale di 13.200 euro: interventi finalizzati al sostegno sociale di famiglie in difficoltà economica (pagamento utenze domestiche, canoni di locazione, trasporto sanitario, tasse scolastiche, buoni carburante, ricariche telefoniche).
Locanda della Misericordia “Ponziano Benedetti”. Nei primi quattro mesi del 2022 ha distribuito 5.800 pasti (600 erogati presso i locali di via Cecili e 5.200 come pasti da asporto), per un totale di spese fisse sostenute di circa 9.000 euro (finanziate con donazioni private). Sono stati, invece, 70 i volontari che si sono alternati da gennaio ad aprile.

Progetti vari.
“L’amore…oltre le catene” (autunno 2021): raccolta straordinaria di prodotti per l’igiene del corpo, indumenti sportivi e scarpe da ginnastica a favore dei detenuti in media sorveglianza della Casa di Reclusione di Spoleto. Il progetto ha visto anche il coinvolgimento, oltre ai fedeli della parrocchie, di 60 alunni della prima e seconda media dell’Istituto Comprensivo “G. Fanciulli” di Arrone e Ferentillo, che hanno comunicato on line con alcuni detenuti della struttura penitenziaria. É già stato calendarizzato per il prossimo autunno il coinvolgimento degli Istituti Superiori di Spoleto. La disponibilità di volontari e la sensibilità della Direzione della Casa di reclusione hanno consentito la creazione di un apposito “Centro di ascolto” interno al carcere, con l’obiettivo di colmare bisogni contingenti e rendere più forti e solidali le relazioni umane fra le persone detenute e quelle libere.

“Fattoria Socio Educativa”: grazie ai fondi 8xmille della Conferenza episcopale italiana è stato avviato il Progetto – approvato e finanziato per 60.000 euro – per la riqualificazione del casolare della Confraternita della Misericordia in località Castellocchio di Eggi di Spoleto attraverso la formazione, il sostegno socio-educativo ed il coinvolgimento di tutti gli Istituti di scuola superiore di Spoleto e dell’Istituto Comprensivo di Cerreto di Spoleto. Il progetto ha lo scopo di educare i giovani ad una nuova e ritrovata relazione con l’ambiente sul solco tracciato dall’Enciclica di papa Francesco “Laudato Sii”. Ad oggi sono stati sostenuti costi relativi al progetto per circa 15.000 euro.

“Caritas Care”: nell’anno 2021, 77 benefattori hanno sostenuto 95 adozioni di bambini nella Repubblica Democratica del Congo con un contributo di 12.863 euro, garantendo la possibilità di frequentare la scuola, avere un pasto giornaliero, materiale scolastico e supporto sanitario.

Emergenza Ucraina. La situazione dei profughi fuggiti dall’Ucraina a seguito del conflitto esploso il 24 febbraio 2022 ha sin da subito coinvolto la Caritas diocesana che si è attivata per la loro accoglienza, in collaborazione con gli Enti e le Associazioni del territorio: in strutture religiose, nelle canoniche, in conventi e monasteri, in famiglie privare. Ad oggi le persone ucraine accolte dalla Caritas sono 160: 90 minori, 4 neo maggiorenni, 4 papà, 42 mamme e 20 tra nonne, sorelle, nipoti e amici. A queste vanno aggiunte 40 persone che hanno trovato accoglienza in modo autonomo e che sono comunque seguite dalla Caritas. Con un gruppo di volontari Caritas sono state create le “Famiglie Tutor” con il compito di assistere, attraverso un dialogo costante, i nuclei familiari ucraini. Presso la ex chiesa di San Nicolò in Spoleto – con un’apertura di 7 giorni su 7 garantita da numerosi volontari – è stata predisposta la raccolta speciale di materiale da inviare direttamente alle popolazioni ucraine (su richiesta ed in collaborazione con la comunità ucraina di Spoleto che ha gestito l’attività). Nella casa canonica di Maiano di Spoleto è stato creato l’emporio “don Guerrino Rota” dove i cittadini ucraini hanno la possibilità di avere indumenti, giochi e cancelleria. Si tratta di tutto materiale nuovo donato dai commercianti della Diocesi. Inoltre, la sensibilità di diverse realtà (Associazione commercianti, Fondazione Festival e altre) ha consentito la possibilità di organizzare momenti ludico-ricreativi per i bambini ucraini e loro, al fine di facilitare l’integrazione nel tessuto sociale del territorio della diocesi di Spoleto-Norcia. In collaborazione con la CPIA di Spoleto (Scuola Statale per Adulti) viene proposto, presso i locali della Parrocchia di S. Venanzo a Spoleto, un corso base di lingua italiana per gli ucraini.

Assisi – nella cattedrale di San Rufino celebrato il 50esimo anniversario di ordinazione sacerdotale di monsignor Domenico Sorrentino

“Sono tanto gioioso per questo giorno di grazia che il Signore mi fa in ricordo di una grazia che risale a 50 anni fa. Nel suo cuore risale all’eternità perché tutto quello che Egli pensa per noi lo sogna da sempre e dunque sentirmi ancora nel suo sguardo d’amore mi fa tanto bene. Mi fa tanto bene anche sentirmi insieme a voi nello stesso sguardo d’amore”. Lo ha detto il vescovo delle diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino e di Foligno, monsignor Domenico Sorrentino, domenica 26 giugno all’inizio della santa messa presieduta nella cattedrale di San Rufino ad Assisi, in occasione del suo 50esimo anniversario di ordinazione sacerdotale. La santa messa è stata concelebrata da monsignor Marcello Bartolucci, segretario emerito della Congregazione delle cause dei santi, dal vicario generale della diocesi di Foligno, mons. Giovanni Nizzi, dal priore della cattedrale don Cesare Provenzi, da numerosi presbiteri delle due diocesi, dai custodi delle due Basiliche papali, padre Marco Moroni e padre Massimo Travascio, mentre la cattedrale era gremita da tantissime suore e religiose di diverse congregazioni oltre a un centinaio di fedeli. “In cinquanta anni di predicazione – ha detto commosso il vescovo durante l’omelia – ho imparato a sentire sempre la Parola di Dio, proclamata per la liturgia, come qualcosa di provvidenziale che giunge sempre al momento giusto. Razionalmente sembrerebbe che questo non debba avvenire perché si tratta di letture programmate secondo l’anno liturgico e secondo un certo ordinamento eppure nella grandezza e nella sapienza di Dio ho sempre sentito questo aspetto misterioso della Parola che pur già regolamentata e programmata giunge sempre in modo da dirti una cosa speciale e una cosa per te che è proprio quella cosa necessaria per te. Quanta salvezza – ha aggiunto monsignor Sorrentino – . Ogni giorno, è veramente commovente pensarlo, da 50 anni non si è mai negato alla Parola della consacrazione. Ogni giorno è sceso umile su questo altare dalla sede legale, direbbe San Francesco. Ogni giorno, ogni volta che l’ho invocato per la misericordia è sempre sceso, attraverso queste mani assolventi, sul capo e sul cuore delle persone che mi ha messo davanti. Ogni giorno è voluto venire nelle mie parole perché fossero illuminanti, di incoraggiamento e di speranza. Quanta degnazione il Dio infinito, immenso, onnipotente si è fatto così piccolo mettersi dentro queste povere membra, questa povera vita”. Al termine della santa messa è stato letto il messaggio e la benedizione apostolica di papa Francesco per il vescovo e la comunità di cui è pastore. “Con animo grato e carità fraterna – si legge in un passaggio della benedizione del Santo Padre – ci rallegriamo per il saggio ministero svolto assiduamente nella vigna del Signore per i bisogni dei fedeli con il desiderio provato e autentico di annunciare la misericordia di Dio”. È seguito un momento di convivialità sul sagrato della cattedrale durante il quale il vescovo ha salutato e ringraziato tutti i presenti.

Istituto Superiore di Scienze Religiose di Assisi: al via le iscrizioni al nuovo anno accademico 2022-2023, suor Roberta Vinerba confermata Direttore

Sono aperte le iscrizioni per l’anno accademico 2022-2023 dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose (ISSRA) di Assisi. Il termine ultimo è il 15 ottobre 2022. La sede è in un’ala del Pontificio Seminario Regionale “Pio XI” di Assisi. Tutte le informazioni si possono trovare sul sito istituzionale: www.ita-issra.it.

Suor Roberta Vinerba confermata Direttore per altri tre anni. Attuale Direttore di questo Istituto, eretto nel 1987 e collegato alla Facoltà Teologica della Pontificia Università Lateranense di Roma, è suor Roberta Vinerba, che è stata da poco confermata per altri tre anni. «In realtà il primo triennio – afferma – è stato un quadriennio in quanto la pandemia da Covid-19 ha impedito l’elezione del nuovo Direttore nei tempi previsti. Ricominciamo un nuovo mandato insieme al prof. Paolo Capitanucci, confermato quale vice direttore. È un’avventura impegnativa ma anche molto stimolante: l’ambiente è bello e il gruppo di lavoro accademico è ricco umanamente e professionalmente». «Il fatto che sono una donna – prosegue la professoressa – è certamente un segno dei tempi, anche se nella mia vita ho sempre avuto la possibilità di esercitare i miei doni e i miei carismi indipendentemente dall’essere donna. Ho sempre trovato una Chiesa che ha saputo valorizzare la mia femminilità quale dono per la comunità. Nel primo mandato, comunque, ho visto come sia stato importante la direzione al femminile che comporta alcune caratteristiche che forse aiutano di più a fare squadra e ad essere inclusivi».

L’ISSRA ha raddoppiato gli iscritti: tutti i numeri di una realtà che offre concrete opportunità occupazionali. Nell’anno accademico 2018-2019 c’erano 45 iscritti; in quello 2019-2020 c’erano 64 iscritti; nell’anno accademico 2020-2021 ce ne erano 84. I docenti: 5 sono stabili; 18 incaricati; 5 invitati; 1 in collaborazione. La media voti degli iscritti: da 18 a 20 lo 0%; da 21 a 24 il 2 %; da 25 a 27 il 10%; da 28 a 30 e lode l’88%. Di tutto ciò è naturalmente soddisfatta suor Roberta Vinerba: «Il mio predecessore padre Pietro Maranesi, ofm Capp., ha fatto un ottimo lavoro: ha avviato l’Istituto, lo ha custodito e lo ha fatto crescere, delineandone i tratti essenziali. Poi in questi anni è cambiato il mondo e anche la pandemia ha inciso. Aver raddoppiato il numero degli iscritti è motivo di gioia. Anche negli esami di grado (le lauree) abbiamo una percentuale alta di chi si laurea con il massimo dei voti (il 90%): ciò vuol dire uno studio serio, ma anche persone profondamente motivate. C’è stato un grande sviluppo e un notevole interesse – prosegue suor Roberta – per gli studi delle scienze religiose. Anche perché il nostro titolo di studio, triennale e quinquennale, che equivale alla laurea dell’università statale, consente di insegnare religione nelle scuole. E c’è un bisogno enorme di docenti, c’è una grande richiesta e le cattedre non sono coperte. Per cui l’ISRRA è anche una bella opportunità occupazionale. Ad esempio, regioni come il Veneto, l’Emilia Romagna e la Toscana ci chiedono se possono attingere dai nostri iscritti per l’insegnamento».

Molti i giovani iscritti all’ISSRA. «É anche cambiata la tipologia di persone iscritte all’ISSRA», prosegue la Vinerba. «Abbiamo molto giovani, diversi sono uomini e anche liberi professionisti. Scelgono il percorso di studi dell’ISRRA per un sapere umanistico, teologico, spirituale e sapienziale a tutto campo. Il nostro Istituto propone un percorso di umanizzazione in cui si trovano i perché della vita. È infine possibile – conclude il Direttore – attivare dei percorsi personalizzati per chi ha già un lavoro e una professione, in modo da portare avanti lo studio in maniera seria».

Perugia – Incontro delle famiglie. Mons. Marco Salvi: «prendete sempre più coscienza dell’importanza della famiglia nella Chiesa e nella società»

«Gesù Cristo ci offre, con la testimonianza della sua vita, il percorso vero di essere liberi per realizzare noi stessi ciò che il nostro cuore desidera, grida». Così il vescovo ed amministratore diocesano mons. Marco Salvi ha esordito nell’omelia della celebrazione eucaristica, nella cattedrale di Perugia, domenica pomeriggio 26 giugno, all’incontro diocesano delle famiglie nella giornata conclusiva del X Incontro mondiale con papa Francesco tenutosi a Roma dal 23 al 26 giugno.

L’incontro perugino, che ha visto la partecipazione di non poche famiglie, è culminato in piazza IV Novembre con significative testimonianze di vita delle diverse “stagioni della famiglia”. Hanno preso la parola giovanissime coppie di sposi, ma anche adulte, le famiglie adottive, quelle con disabilità, alle prese con non pochi problemi sociali, una coppia rinata dopo un periodo di crisi e non sono mancati riferimenti alla vita dei beati coniugi Maria e Luigi Beltrame Quattrocchi, patroni dell’Incontro mondiale delle famiglie. Cornice a queste testimonianze è stato lo spettacolo canoro-musicale di gruppi di oratorio, del Rinnovamento nello Spirito e del Cammino neocatecumenale. Quest’ultimo ha animato la celebrazione eucaristica. L’incontro è stato promosso dall’Ufficio per la pastorale familiare in collaborazione con le redazioni de «La Voce» e di «Umbria Radio InBlu».

Commentando le letture della domenica, mons. Salvi ha ricordato che «il mistero più grande di Dio, il mistero della sua incarnazione si è svolto e si è attuato nella Famiglia di Nazareth. Questo è una grande indicazione per ciascuno di noi e per questo che il luogo privilegiato attraverso cui Dio rende manifesto il suo amore, la sua tenerezza per ogni uomo, si fa prossimo, è dentro la famiglia».

«Ma cosa caratterizzava quella Famiglia di Nazareth? – si è chiesto mons. Salvi –. Prima di tutto, Maria, Giuseppe e Gesù vivevano una caratteristica essenziale: vivere senza esitazione, senza nulla anteporre al disegno di Dio, quella stessa radicalità che Gesù chiede a chi vuol farsi suo discepolo, una decisione radicale nel vivere con Cristo. La risposta di Gesù è come un’indicazione per ciascuno di noi nel vivere la famiglia. Anche l’amore più grande fra un uomo e una donna, anche l’amore più puro verso un figlio, una figlia deve avere come un prima assoluto l’amore verso Dio, il primato assoluto di Dio dentro i nostri rapporti. Un’altra attenzione della Famiglia di Nazareth, che può indicare ancora oggi un cammino ed un esempio, è la semplicità. Le nostre famiglie non sono chiamate a grandi cose, a rivoltare il mondo, ma nella normalità del quotidiano essere comunità di amore, di riconciliazione, dove si sperimenta la tenerezza, dove c’è l’aiuto vicendevole, il perdono reciproco, dove dalle cose più semplici il grande amore si sperimenta e vive».

Mons. Salvi, avviandosi alla conclusione, ha voluto incoraggiare le famiglie nel dire loro: «prendete sempre più coscienza dell’importanza che la famiglia ha nella Chiesa e nella società, oggi così dileggiata e vituperata anche nelle manifestazioni pubbliche. Oggi il luogo della ripresa, anche per questa società, è la famiglia. L’annuncio del Vangelo passa innanzitutto attraverso le nostre famiglie per poi raggiungere tutti gli ambiti della vita quotidiana». E con questo auspicio, al termine della celebrazione, l’amministratore diocesano ha consegnato alle famiglie il “mandato missionario” da compiere, come hanno ricordato i coniugi Roberta e Luca Convito, responsabili dell’Ufficio diocesano per la pastorale familiare, «ad iniziare dalla nostra casa, dal nostro condominio fino ai nostri luoghi di lavoro e di aggregazione e socialità».

Perugia: Intitolata a mons. Giacomo Rossi “Casa Emmaus” di Lidarno. Il direttore Caritas don Marco Briziarelli: «un’opera che accoglie e accompagna con grande dignità ogni forma di disabilità restando un cuore pulsante della nostra carità»

L’esperienza del 42° Convegno nazionale Caritas. «La prima profezia resta sempre e comunque il guardare la nostra storia e chi ci ha condotto al cammino di servizio agli ultimi. Questo sguardo ha il volto e il nome di don Giacomo Rossi, un sacerdote forte e tenace, un sacerdote innamorato di Gesù e dei poveri che nel 1976, con il suo SI, ha permesso la nascita della Caritas diocesana di Perugia-Città della Pieve guidandola per 25 anni, fino al 2001, ricoprendo anche il ruolo di delegato regionale della Caritas Umbria e di membro della Presidenza della Caritas italiana». Lo scrive don Marco Briziarelli, suo successore alla guida di quest’organismo pastorale, nel tracciare un “bilancio” dell’esperienza della delegazione perugino-pievese al 42° Convegno nazionale delle Caritas diocesane (Milano, 20-23 giugno) dedicato al “Camminare insieme sulla via degli ultimi”, fornendo «tanti strumenti per leggere le povertà di oggi con uno sguardo di profezia».

L’intitolazione di “Casa Emmaus” a don Rossi. Occasione per tracciare questo breve ma significativo “bilancio” è stato un evento «unico e speciale, di comunione di preghiera per tutta la Caritas e per tutta la comunità diocesana: la intitolazione di “Casa Emmaus” a don Giacomo», sottolinea don Briziarelli. Evento che si è tenuto nel pomeriggio del 25 giugno, a Lidarno di Perugia dove è situata “Casa Emmaus”, alla presenza del cardinale Gualtiero Bassetti, del parroco don Antonio Sorci, dell’assistente sociale Stella Cerasa, che di mons. Rossi è stata per lunghi anni parrocchiana e collaboratrice in Caritas come responsabile del Centro di ascolto diocesano, e di numerosi amici e testimoni delle opere di carità e non solo, di questo sacerdote che ha scritto una bella pagina della storia della Chiesa perugina ritornato alla Casa del Padre cinque anni fa, il 23 giugno 2017.

Un’opera per accogliere le disabilità. Anche l’Amministrazione comunale di Perugia ha voluto rendere omaggio alla memoria di mons. Rossi intervenendo a “Casa Emmaus” con l’assessore Otello Numerini, che ha evidenziato l’importanza anche sociale di quest’opera nata per accogliere famiglie con disabili e che per anni è stata gestita in collaborazione con il Centro volontari della sofferenza (Cvs). Attualmente ad animare e gestire quest’opera è una realtà associativa riconosciuta dalla Caritas diocesana, iscritta nel Registro regionale del volontariato. «Oggi, intitolando “Casa Emmaus” a don Giacomo – conclude don Briziarelli – riconsegniamo proprio a lui quest’opera di inclusività che tanto ha voluto unitamente all’allora arcivescovo mons. Giuseppe Chiaretti, inaugurata nel 1999 come opere segno del IV Congresso eucaristico diocesano; un’opera che accoglie e accompagna con grande dignità ogni forma di disabilità restando un cuore pulsante della nostra carità».

Perugia – evento diocesano “L’amore familiare: vocazione e via di santità” promosso nell’ambito del X Incontro mondiale delle Famiglie con il Papa in svolgimento a Roma

Le famiglie della comunità diocesana di Perugia-Città della Pieve si apprestano a vivere l’atteso evento dal titolo “L’amore familiare: vocazione e via di santità”, in programma domenica pomeriggio 26 giugno, in pieno centro storico – prima in cattedrale e poi in piazza IV Novembre -, promosso nell’ambito del loro X Incontro mondiale con papa Francesco in svolgimento a Roma (22-26 giugno).

Eventi diocesani. «L’incontro romano – ricordano i coniugi Roberta e Luca Convito, responsabili della Pastorale familiare diocesana – è riservato, a causa della pandemia, ai delegati internazionali e ai responsabili di associazioni e movimenti ecclesiali laicali che si occupano di Pastorale familiare. Contestualmente a questo X Incontro mondiale, nelle diocesi italiane, in forma multicentrica e diffusa, si tengono degli eventi che ci consentono di vivere in comunione spirituale con quanto è in svolgimento a Roma». Nella comunità diocesana perugino-pievese, ricordano i coniugi Convito, «sono stati organizzati, tra marzo e maggio, degli incontri territoriali per preparare e sensibilizzare le famiglie e tutti gli interessati all’appuntamento di giugno; incontri che hanno destato non poco interesse e visto una nutrita partecipazione di genitori, figli e nonni».

Il programma perugino. L’appuntamento nel capoluogo umbro con le famiglie, organizzato dal preposto Ufficio diocesano pastorale con il patrocinio del Comune di Perugia, è, come già annunciato, domenica 26 giugno, con inizio alle ore 17, nella Cattedrale di San Lorenzo, dove il vescovo ed amministratore diocesano mons. Marco Salvi presiederà la celebrazione eucaristica e consegnerà il “mandato missionario” alle famiglie. Seguirà, alle ore 18, in piazza IV Novembre, il concerto-spettacolo “Voglio dirti sì”, organizzato in collaborazione con le redazioni giornalistiche de «La Voce» e di «Umbria Radio InBlu».

Le stagioni della famiglia. «Si tratta di un concerto-spettacolo – spiega Daniele Morini, direttore delle due testate giornalistiche cattoliche – in cui vengono presentate, attraverso una serie di testimonianze e storie di vita, le varie stagioni della famiglia. Dalla famiglia appena formata, con due novelli sposi, alle giovani coppie con figli, a quelle più adulte che via via crescono. Non mancano testimonianze di interazione tra genitori, figli e nonni. Questi ultimi sempre più sentiti come dei veri e propri ammortizzatori sociali vista la difficile situazione che le famiglie stanno affrontando dalla crisi economica in avanti; difficoltà accentuate da due anni di pandemia ed oggi aggravate dalle conseguenze della guerra in Ucraina».

Famiglie adottive e quelli con disabilità. «Si parlerà dell’importanza delle famiglie adottive e di quelle con disabilità – precisa il giornalista Morini –. Molto toccante sarà la testimonianza della grande famiglia dell’Opera Don Guanella di Perugia. Ascolteremo anche la storia di una coppia già in crisi, rinata nel frequentare tra le prime la “Casa della Tenerezza”, realtà ecclesiale fondata da mons. Carlo Rocchetta che lo scorso 20 giugno ha ricevuto un prestigioso riconoscimento civile, l’iscrizione all’Albo d’Oro della città di Perugia. Questa coppia, delegata al X Incontro mondiale con il Papa, racconterà anche quanto è emerso a Roma. Non mancheranno dei riferimenti ai santi coniugi Maria e Luigi Beltrame Quattrocchi, patroni dell’Incontro mondiale delle famiglie, e tanta buona musica e canti di gruppi di oratori e di Rinnovamento nello Spirito».

Assisi – premio “Francesco d’Assisi e Carlo Acutis”. Il bando è online; i progetti dovranno essere presentati entro il 31 dicembre 2022

Sono aperti i termini di presentazione delle domande per partecipare all’edizione 2023 del premio internazionale “Francesco d’Assisi e Carlo Acutis, per una economia della Fraternità”. Il bando pubblicato e sostenuto dalla Fondazione diocesana di religione – Santuario della Spogliazione istituita dalla diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino è online sul sito www.francescoassisicarloacutisaward.com. Le domande di partecipazione devono essere presentate entro il 31 dicembre 2022.

Il premio, come previsto nello Statuto e nel Regolamento, è istituito allo scopo di “promuovere un rinnovamento dell’economia all’insegna dell’universale fraternità di tutti gli esseri umani a partire dalla condizione e dagli interessi dei più umili e disagiati, nella prospettiva evangelica dell’unica paternità di Dio e del suo disegno di amore per tutti i suoi figli”. Il progetto vincitore riceverà una corresponsione in denaro di al massimo 50.000 euro, frutto della sensibilità di un comitato di sostenitori. Al vincitore sarà inoltre consegnato un foulard con l’immagine della spogliazione, in ricordo del gesto con cui l’allora Vescovo di Assisi, Guido, coprì il giovane Francesco Bernardone nel momento della sua spogliazione, e un’icona con il logo del Premio, portando i volti di San Francesco e del Beato Carlo Acutis.

Il premio, nella sua edizione inaugurale del 15 maggio 2021 è stato assegnato, a titolo emblematico e fuori concorso, all’Istituto Serafico di Assisi; mentre lo scorso 21 maggio il riconoscimento da 50 mila euro è stato assegnato al progetto Ecobriqs Charcoal Briquettes, realizzato da un gruppo di 15 persone con disabilità ealla diocesi di Pasig, nelle Filippine (Manila metropolitana), senza lavoro e poverissimi, che con l’aiuto della parrocchia hanno accolto l’invito della città: usando rifiuti, scarti, e, prima di tutto, le ninfee, producono – tramite una tecnologia rivoluzionaria – i bricchetti di carbone.

I promotori hanno anche deciso di sostenere Farm of Francesco con un contributo di 15.000 euro: è progetto frutto di Agriculture & Justice Village, uno dei villaggi di Economy of Francesco, che ha lo scopo di combattere la desertificazione del suolo, questo progetto studia metodologie che permettono di coltivare la terra in maniera sostenibile, senza renderla sterile.

Spoleto-Norcia: X Incontro Mondiale delle Famiglie. Il 26 giugno le famiglie della diocesi insieme all’arcivescovo Renato Boccardo andranno pellegrine a Roccaporena di Cascia, dove Santa Rita ha vissuto l’esperienza di sposa e madre

Domenica 26 giugno 2022 a Roccaporena di Cascia si celebrerà la Festa delle Rose e delle Rite e la Festa diocesana della famiglia. Il filo conduttore dei due eventi è naturalmente Santa Rita, che è stata sposa, madre, vedova, ha pianto la morte dei figli, è stata monaca agostiniana. Il tutto si inserisce nel X Incontro Mondiale delle Famiglie (22-26 giugno): a Roma ci sarà l’appuntamento principale a cui intervengono i delegati delle Conferenze episcopali di tutto il mondo e ciascuna Diocesi organizza analoghi eventi nelle comunità locali.

Alle ore 10.00 ci sarà l’accoglienza delle famiglie da parte dei responsabili della Pastorale familiare diocesana; alle 11.00 la celebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo di Spoleto-Norcia mons. Renato Boccardo, cui prenderanno parte anche i devoti di Santa Rita presenti; alle 12.30 pranzo in fraternità; alle 14.30 visita ai luoghi ritiani di Roccaporena (Casa natale, chiesa di S. Montano dove si è sposata con Paolo Mancini e dove sono sepolti quest’ultimo e i figli, la Casa maritale, l’Orto del miracolo e lo Scoglio della preghiera); alle 16.30 mons. Boccardo terrà una catechesi alle famiglie sul tema “L’amore familiare: vocazione e via di santità”.

«Con le famiglie della diocesi – afferma l’arcivescovo Renato Boccardo – andiamo pellegrini nella terra di Santa Rita per affidarci alla sua intercessione: a lei che ha vissuto la dimensione sponsale, chiediamo di aiutare le nostre famiglie a ritrovare continuamente la sorgente dell’amore, della fedeltà e della concordia; a lei che ha sperimentato la gioia della maternità, chiediamo di illuminare i giovani, in modo particolare le giovane coppie di sposi, affinché sappiano percorrere la via del Vangelo e siano perseveranti nella ricerca della verità».

Perugia: Proiettato il docufilm “Vivere senza paura nell’età dell’incertezza” con testimonianze di Julián Carrón e Maurizio Oliviero.

«Stiamo assistendo ad un cambiamento d’epoca forte. Avvertiamo la necessità di creare una nuova cultura, un nuovo modo di intendere l’umano e la realtà che ci circonda senza escludere niente e nessuno». Ne è convinto il vescovo ed amministratore diocesano di Perugia-Città della Pieve mons. Marco Salvi, intervenendo, in una gremita Sala dei Notari del Palazzo dei Priori del capoluogo umbro, martedì sera 21 giugno, alla proiezione del docufilm “Vivere senza paura nell’età dell’incertezza” prodotto dal Meeting per l’Amicizia dei Popoli nel 2021 in occasione della sua 42° edizione. Presenti tra il pubblico il cardinale Gualtiero Bassetti e il sindaco Andrea Romizi.

Riscoprire la vera natura dell’io. «Il tempo che ci sta davanti – ha proseguito mons. Salvi – è un avvento: un tempo che è la strada buona nel quale il Signore ci viene incontro per camminare con noi e, tutto quello che costruiamo e che ci accadrà dipenderà dalla nostra volontà di procedere mano nella mano con il Signore, autore della vita. L’umanità del Verbo che si è fatto carne ci strappa dalla solitudine paurosa e dall’arroganza delirante e ci fa guardare a noi stessi come a una realtà buona e destinata al bene. La scommessa principale – ha evidenziato il presule – è quella di vivere il nostro tempo, così segnato dall’incertezza, come un’insostituibile opportunità per riscoprire la vera natura dell’io, la sua sete di verità, giustizia e bontà».

Il docufilm proiettato. E’ un percorso che comprende le testimonianze di Julián Carrón, docente di Teologia all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e presidente della Fraternità di Comunione e Liberazione dal 2005 al 2021, Charles Taylor, professore emerito di filosofia alla McGill University di Montreal, e Rowan Williams, professore emerito di pensiero cristiano contemporaneo all’University of Cambridge e Arcivescovo di Canterbury, primate d’Inghilterra dal 2002 al 2012, continuamente intrecciate a provocazioni, fatti e domande riguardanti il mondo contemporaneo

Un dialogo su l’età secolare. Dopo la proiezione si è tenuto un dialogo, moderato dal prof. Mauro Bove, tra lo stesso Julian Carrón e il prof. Maurizio Oliviero, rettore dell’Università degli studi di Perugia. Tra i relatori si è sviluppato un dialogo a partire dai contenuti del docufilm su l’età secolare in cui viviamo, segnata per molti versi da un senso di diffusa incertezza e che allo stesso tempo si presenta come una grandissima opportunità per riscoprire la vera natura dell’io, la sua sete di verità, giustizia e bontà, e, al tempo stesso, l’originalità dell’avvenimento cristiano.

Gli interrogativi più scomodi. Un dialogo che, partendo dalle esperienze umane e personali di Carron e Oliviero, senza censurare nessuna domanda attinente all’umano, ha permesso di affrontare anche gli interrogativi più scomodi accolti, senza paura, come fattori indispensabili di approfondimento dell’avventura umana.

Perugia – Giornata diocesana dei Gr.est.-Oratori. Avere l’opportunità di vivere la felicità non da soli ma stando insieme

«Da soli non si è felici, ma soltanto stando insieme e con amici che vi sanno indicare la felicità, la strada della pienezza della vita». È stato l’auguro del vescovo ed amministratore diocesano mons. Marco Salvi ai 2.000 e più partecipanti alla Giornata diocesana dei Gr.est. (Gruppi estivi), promossa dal Coordinamento Oratori Perugini (COP) insieme alla Pastorale diocesana giovanile di Perugia-Città della Pieve, tenutasi al Percorso Verde “Leonardo Cenci” del capoluogo umbro, il 22 giugno, un segno di ritorno alla normalità dopo la pandemia.

Alle parole di mons. Salvi hanno fatto eco quelle della presidente della Regione Umbria Donatella Tesei, del sindaco di Perugia Andrea Romizi e del cardinale Gualtiero Bassetti. Per quest’ultimo, non poco emozionato, è stata l’occasione per salutare da vicino tanti giovani che ha visto crescere nei suoi 13 anni di episcopato perugino-pievese concluso lo scorso 27 maggio.

Gli illustri ospiti adulti della Giornata diocesana dei Gr.est.-Oratori hanno avuto parole di apprezzamento ed incoraggiamento, non formali ma sentite, rivolte anche a tutti i giovani animatori-educatori (diverse centinaia all’opera nei 40 oratori attivi in diocesi), gli «amici che ti sanno indicare la felicità», come li ha definiti mons. Salvi. La presidente Tesei, che in gioventù ha vissuto l’esperienza dell’oratorio, ha augurato ai numerosi partecipanti di poter fare «un percorso di crescita insieme, perché soltanto insieme si possono realizzare i propri sogni». Il primo cittadino Romizi ha definito i ragazzi dei Gr.est.-Oratori «il mare di Perugia», pensando allo “spot pubblicitario” che la Regione ha commissionato per promuovere le bellezze dell’Umbria in Italia e all’estero. I ragazzi dei Gr.est., ha evidenziato il sindaco, «sono una ricchezza che custodiamo con grande orgoglio, gelosia, soddisfazione e riconoscenza per chi questa ricchezza, nel tempo, l’ha accompagnata come i tanti sacerdoti e gli animatori che hanno realizzato fino ad oggi un’opera grandiosa come quella degli oratori». E ai 2.000 fanciulli ed adolescenti il sindaco ha detto: «Godetevi fino in fondo questo momento. Sono questi i momenti che nella vita vi accompagneranno sempre, anche quando inizierete ad avere i capelli bianchi, perché con queste esperienze le vostre personalità si andranno a formare e a realizzare. Sono giornate in cui viene dato spazio alla vostra fantasia e creatività attraverso temi a voi cari, come quello di quest’anno, “Il piccolo principe”. A noi adulti, purtroppo, ci manca un tempo di fantasia, immaginazione e creatività».

Il cardinale Bassetti ha salutato il «mare di Perugia» con queste parole: «Cari ragazzi, ho concluso la mia missione di vescovo, ma vorrei che vi ricordaste di me come di un “vescovo campanaro”, che vi parlava di Gesù e del Vangelo». Lo ha detto ricordando un simpatico episodio accaduto ad un suo amico vescovo chiamato dal più piccolo dei bambini di un Gr.est. il «vescovo campanaro», nel suonare «le campane di Gesù e del Vangelo», si è poi definito lo stesso vescovo presentandosi a tutti gli altri bambini. Tanto per stare in tema di «fantasia, immaginazione e creatività» che stimola, appunto, il mondo degli oratori. Quelli dell’Archidiocesi di Perugia-Città della Pieve sono cresciuti nell’ultimo ventennio grazie al lavoro pastorale non poco impegnativo di diversi parroci e del Coordinamento Oratori Perugini il cui responsabile è don Riccardo Pascolini. A tutti loro sono andati i ringraziamenti della presidente Tesei e del sindaco Romizi.