Ordinazione padre Gambetti “Oggi un tuffo in mare aperto”

«Ci sono momenti di svolta nella vita, che talora comportano salti. Quello che sto vivendo lo considero come un tuffo dal trampolino in mare aperto, mentre mi sento ripetere: duc in altum». Sono queste le prime parole di fra Mauro Gambetti appena ordinato Vescovo per l’imposizione delle mani del Legato Pontificio per le Basiliche Papali, Cardinale Agostino Vallini. «Ho vissuto settimane serene, ho pregato, ho amato e ho accolto la benevolenza dei fratelli e delle sorelle che in tanti modi si sono fatti prossimi e mi hanno aiutato… Oggi ho ricevuto un dono incommensurabile… e, ora, mi aspetta un tuffo in mare aperto. A dire il vero, non un semplice tuffo, ma un vero e proprio triplo salto mortale carpiato, in posizione libera». Il neo Vescovo ha poi concluso ringraziando: «i fratelli e le sorelle, gli amici e i nemici – sì, anche chi mi è stato avverso, per ragioni più o meno legittime – …una immensa rete d’Amore, che tutto comprende e tutto riplasma, tutto dinamizza e tutto trasforma. Grazie!».
È stata celebrata oggi nella Basilica Superiore di San Francesco d’Assisi l’Ordinazione Episcopale di fra Mauro Gambetti che sarà creato Cardinale nel prossimo concistoro il 28 novembre prossimo. La messa è stata trasmessa in diretta da Telepace, sul sito sanfrancesco.org e sulle pagine ufficiali Facebook “San Francesco d’Assisi” e “Rivista San Francesco”.
Nell’omelia il Card. Agostino Vallini ha sottolineato: «Il giuramento, che questa sera fai con Cristo, caro Padre Mauro, è che da oggi tu possa guardare ogni persona con occhi di padre, di un padre buono, semplice e accogliente, un padre che dona gioia alle persone, che è pronto ad ascoltare chiunque desidera aprirsi a lui, un padre umile e paziente; in una parola, un padre che mostra sul suo volto il volto di Cristo. Chiedi dunque al Signore di conservare sempre, anche da Vescovo e Cardinale, uno stile di vita semplice, aperto, attento, sensibile particolarmente verso chi soffre nell’anima e nel corpo, uno stile di vero francescano. Impegnati a manifestare e testimoniare la bontà e la carità di Cristo… Come Vescovo, chiamato dal Romano Pontefice nel Collegio cardinalizio, abbi sempre un cuore largo e un respiro universale per le funzioni che sarai chiamato a svolgere in aiuto al Successore di Pietro… Così tu sarai un vero pastore».
Il Custode del Sacro Convento di Assisi, fra Marco Moroni, ha salutato così: «Quelli che tu stesso hai chiamato “scherzi da papa” ci hanno portato ora a stringerci intorno a te, in una celebrazione che è e vuole essere festosa, anche se dentro questo strano e difficile tempo. Ci stringiamo a te, riconoscenti e gioiosi, noi frati della Custodia del Sacro Convento, fraternità che hai amato e per quasi otto anni come Custode hai servito con affetto, lungimiranza, passione e con lavoro instancabile… Stretti a te, pur con le cautele e le distanze necessarie, con cuore riconoscente al Signore per questo dono alla Chiesa e al mondo, viviamo con gioia questa celebrazione».

Assisi – The economy of Francesco: il messaggio del Papa

“Grazie per essere lì, per tutto il lavoro che avete fatto, per l’impegno di questi mesi, malgrado i cambi di programma. Non vi siete scoraggiati, anzi…». Inizia così il videomessaggio che Papa Francesco ha inviato ai giovani partecipanti di The Economy of Francesco. Un patto che il Santo Padre ha voluto siglare, virtualmente, ad Assisi per una nuova economia a misura d’uomo.
E il Papa aggiunge nel suo videomessaggio: «La gravità della situazione attuale, che la pandemia del Covid ha fatto risaltare ancora di più, esige una responsabile presa di coscienza di tutti gli attori sociali, di tutti noi, tra i quali voi avete un ruolo primario: le conseguenze delle nostre azioni e decisioni vi toccheranno in prima persona, pertanto non potete rimanere fuori dai luoghi in cui si genera, non dico il vostro futuro, ma il vostro presente. Voi non potete restare fuori da dove si genera il presente e il futuro. O siete coinvolti o la storia vi passerà sopra».
«Voglia il Cielo che alla fine non ci siano più “gli altri”, ma che impariamo a maturare uno stile di vita in cui sappiamo dire “noi”. Ma un “noi” grande, non un “noi” piccolino e poi “gli altri”, no, questo non va».
«È tempo che diventino protagonisti della loro vita come dell’intero tessuto sociale. Non pensiamo per loro, pensiamo con loro. Ricordatevi l’eredità dell’illuminismo, delle élites illuminate. Tutto per il popolo, niente con il popolo. E questo non va. Non pensiamo per loro, pensiamo con loro. E da loro impariamo a far avanzare modelli economici che andranno a vantaggio di tutti…».
«È tempo, cari giovani economisti, imprenditori, lavoratori e dirigenti d’azienda, è tempo di osare il rischio di favorire e stimolare modelli di sviluppo, di progresso e di sostenibilità in cui le persone, e specialmente gli esclusi (e tra questi anche sorella terra), cessino di essere – nel migliore dei casi – una presenza meramente nominale, tecnica o funzionale per diventare protagonisti della loro vita come dell’intero tessuto sociale».
«Se è urgente trovare risposte, è indispensabile far crescere e sostenere gruppi dirigenti capaci di elaborare cultura, avviare processi – non dimenticatevi questa parola: avviare processi – tracciare percorsi, allargare orizzonti, creare appartenenze…».
L’organizzazione è stata affidata ad un Comitato Organizzatore composto da: Diocesi di Assisi, Istituto Serafico, Comune di Assisi, Economia di Comunione, e con il supporto, a nome della Santa Sede, del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, che patrocina l’iniziativa e le Famiglie Francescane, che in messaggio hanno ringraziato i collaboratori: «Grazie a tutto lo staff con cui abbiamo cominciato questa avventura, per aver aiutato Papa Francesco con questo sogno. Quando abbiamo incontrato il Santo Padre lui ci ha detto: ‘Non vedo l’ora di incontrare i giovani, fare qualcosa per loro, soprattutto per quanto riguarda l’economia’. Grazie a tutti, soprattutto i giovani, siamo colpiti da dietro le quinte. Queste giornate erano qualcosa di inaspettato, una grande sorpresa. Ci siamo commossi nel guardare quello che state facendo», ha dichiarato Luigino Bruni, Direttore Scientifico di The Economy of Francesco.
«Vi sentiamo vicini anche se dietro lo schermo, The Economy of Francesco è una comunità salda e viva, e non vogliamo disperdere questa ricchezza. Noi del Comitato scientifico vogliamo tenere viva questa rete, che ha tre strati. Gli Hub regionali, dove potete agire ed essere protagonisti, il Villaggio che avete creato, gli Hub dei villaggi, un’opportunità per continuare a lavorare su questioni specifiche, e poi l’Hub mondiale. In questi tre giorni abbiamo visto quanto è ricca e faremo del vostro meglio per incontrarvi tutti, di persona, ad Assisi. Fino ad allora una cosa ci appare già chiara: non siamo mai stati leader dell’economia di Francesco, voi siete i leader di questo processo e noi siamo qui per sostenervi», ha dichiarato suor Alessandra Smerilli, Comitato Scientifico The Economy of Francesco.
«Centinaia di migliaia di giovani si sono connessi da tutto il mondo con Assisi per un patto economico che guarda al futuro, ed è già rivoluzione. Studenti, economisti e imprenditori si sono confrontati da oltre 115 Paesi – ha dichiarato il direttore della struttura informativa, padre Enzo Fortunato – su quella che sarà l’economia di domani che non sarà per gli ultimi, ma con gli ultimi».

Assisi – ordinazione episcopale di padre Mauro Gambetti

Si terrà domenica 22 novembre alle 16, nella Basilica Superiore di San Francesco d’Assisi, l’ordinazione episcopale di fra Mauro Gambetti per l’imposizione delle mani del Legato Pontificio per le Basiliche Papali, Cardinale Agostino Vallini. I conconsacranti saranno l’Arcivescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, Monsignor Domenico Sorrentino, e il Vescovo di Imola, Monsignor Giovanni Mosciatti.
La celebrazione verrà trasmessa in diretta da Telepace, sul sito sanfrancesco.org e sulle pagine ufficiali Facebook “San Francesco d’Assisi” e YouTube “San Francesco Assisi”. Sabato 28 novembre, come annunciato da papa Francesco, verrà creato Cardinale.
«L’intera comunità francescana del Sacro Convento di Assisi accompagna fra Mauro con l’affetto fraterno e la preghiera nel suo nuovo ministero nella Chiesa universale. Lo ringraziamo e lo accompagniamo nel cammino della sua vocazione. Il suo stile di servizio è richiamato anche nel motto scritto nel suo stemma: Omnibus subiecti incaritate».

Nel rispetto delle normative anti-Covid l’accesso alla Basilica sarà consentito solamente alle persone munite di invito.

Terni – celebrazione in Cattedrale per la giornata mondiale dei Poveri – Gli aiuti ai bisognosi nei mesi della pandemia

La IV Giornata mondiale dei Poveri “Tendi la tua mano al povero” sarà celebrata in diocesi sabato 14 novembre con la messa, presieduta dal vescovo Giuseppe Piemontese, nella Cattedrale di Terni alle ore 17.30, alla quale parteciperanno i sacerdoti, volontari e operatori delle varie associazioni caritative e della Consulta ecclesiale degli organismi socio-assistenziali, nel rispetto del distanziamento e delle disposizioni antiCovid.
La celebrazione sarà trasmessa in diretta sulla pagina Facebook Diocesi di Terni-Narni-Amelia.
Nella serata di sabato 14 novembre, l’Azione Cattolica diocesana terrà un incontro-testimonianza online alle 21 con gli interventi di don Matteo Antonelli, assistente regionale dell’Acr, e di Clara Vella che parlerà dell’esperienza dell’associazione “Gioia di vivere”.
In occasione della giornata dei poveri, la Caritas Diocesana e l’associazione di volontariato San Martino allestiranno una tensostruttura riscaldata permanente, adiacente alla mensa per i poveri “San Valentino” a Terni, per consentire agli ospiti che non possono accedere alla mensa stessa, in base alle disposizioni per la prevenzione della diffusione della pandemia Covid 19, di poter consumare il pasto all’aperto, ma in un locale riparato e caldo.
«La drammatica situazione attuale, causata dalla pandemia – spiega il direttore della Caritas diocesana, diacono Ideale Piantoni – non deve farci dimenticare di volgere lo sguardo alle tante nuove povertà che ogni giorno si aggiungono alle liste dei ricoveri in terapia intensiva ed a quella dei defunti. Quando parliamo di povertà, dobbiamo ricordare che i poveri non sono solo quelli che non hanno possibilità economica, bensì quelli descritti nelle sette Opere di Misericordia corporale. Con la Giornata Mondiale dei Poveri, intendiamo rivolgervi l’invito a ricordare, secondo quanto ciascuno può con preghiere o iniziative e secondo le modalità consentite, quanti soffrono, quanti piangono, quanti non hanno né cibo, né un tetto nel nostro Paese e nel mondo intero».
Dall’inizio della pandemia sono notevolmente aumentati gli aiuti alle famiglie bisognose effettuati dalla Caritas diocesana. A fronte di crescenti richieste è stato istituto un servizio di emporio della solidarietà straordinario che ha aiutato oltre 120 famiglie, da marzo ad agosto. Ad ottobre e novembre sono state aiutate ulteriori 25 nuclei familiari a cui si aggiungono le 8 famiglie di giostrai che vivono a Terni. In parallelo, l’emporio della solidarietà tradizionale ha sempre aiutato circa 100 nuclei familiari, inviati dalle parrocchie. Sono stati anche dati aiuti economici, di vari importi per le spese quotidiane o pagamenti di utenze e affitti, a circa 300 nuclei familiari, mentre sono rimasti sempre aperti il servizio docce, la distribuzione indumenti, gli interventi dell’Ospedale della Solidarietà e alla mensa “San Valentino” il servizio di distribuzione di un pasto caldo tutti i giorni compresa la domenica.
Nel centro di ascolto diocesano che ha sempre funzionato o in presenza o con il numero verde, in aprile e maggio, sono aumentate del 40% le richieste di aiuto, legate soprattutto all’affacciarsi di nuove povertà.

Perugia – E’ tornato alla Casa del Padre don Leonello Birettoni, un uomo e un sacerdote dalla grande sensibilità sociale con la sua specificità e originalità nell’accoglienza dei più bisognosi

E’ tornato alla Casa del Padre don Leonello Birettoni, da alcuni anni ospite della Residenza protetta per anziani “Fontenuovo” di Perugia dove è deceduto per Covid-19 nella serata dell’11 novembre. Profondo è il cordoglio del Presbiterio diocesano espresso alla famiglia Birettoni e agli operatori della Residenza “Fontenuovo” che si sono presi amorevolmente cura del sacerdote. Don Leonello avrebbe compiuto 80 anni all’inizio del prossimo anno (era nato a Perugia il 26 gennaio 1941), ordinato sacerdote il 27 giugno 1965. E’ stato vice parroco, prima a Magione (dal 1965 al 1968) e poi a Santa Maria di Colle di Perugia. Nel febbraio 1971 è stato nominato parroco della costituenda parrocchia di San Ferdinando del capoluogo umbro, erigendo l’attuale chiesa parrocchiale consacrata nel 1983 dall’allora arcivescovo Cesare Pagani, e nel 2013 parroco di Mugnano. Due anni più tardi, nell’agosto 2015, a seguito di una grave malattia, è stato accolto a “Fontenuovo” dove ha continuato a svolgere il suo ministero come cappellano.

A ricordare il confratello scomparso è mons. Fausto Sciurpa, presidente del Capitolo della cattedrale di San Lorenzo, compagno di seminario e componente insieme a don Leonello dello “storico” gruppo dei “magnifici sette” seminaristi che furono ordinati sacerdoti nell’anno 1965. Dopo di loro le vocazioni in diocesi iniziarono a diminuire. “Sono venuti a mancare in appena due giorni due confratelli e compagni di seminario – commenta mons. Sciurpa –, don Leonello Birettoni e don Gustavo Coletti (anche quest’ultimo per il Covid-19, n.d.r.). Eravamo un bel gruppo di promettenti sacerdoti con personalità e sensibilità diverse. Don Leonello, pur con una personalità molto originale, si lasciava coinvolgere dal gruppo. Fin dagli anni della sua formazione in seminario si distingueva per la sua grande sensibilità sociale che lo avvicinava ai poveri e ai disagiati. Da parroco affrontava in maniera decisa, per certi aspetti anche discutibile, la ‘gestione’ delle criticità e delle situazioni di difficoltà che si presentavano a lui, come ad esempio l’accoglienza di migranti. Ha vissuto la sua missione di sacerdote con semplicità, generosità e povertà correndo anche dei rischi, ma non gli mancava il coraggio per affrontarli. Situazioni spesso pesanti, che gli arrecarono anche tanta sofferenza; sofferenza che lo ha accompagnato nel suo ministero fino alla malattia degli ultimi anni. Una malattia che lo ha portato in età non troppo anziana ad entrare a ‘Fontenuovo’”.

Le esequie si svolgeranno venerdì 13 novembre in forma privata, con la partecipazione di una rappresentanza del Presbiterio diocesano e dei familiari. Due S. Messe in suffragio saranno celebrate nella chiesa parrocchiale di San Ferdinando di Perugia sabato 14, alle ore 18, e domenica 15, alle ore 11.

Perugia: Chiamati a vivere la IV Giornata mondiale dei poveri, al tempo del Covid-19, «guardando le povertà di chi ci è accanto, povertà materiali, spirituali e di solitudine»

«Domenica 15 novembre festeggeremo la IV Giornata mondiale dei poveri, voluta e indetta quattro anni fa da papa Francesco il cui tema è “Tendi la tua mano al povero”». A ricordarlo è don Marco Briziarelli, direttore della Caritas diocesana di Perugia-Città della Pieve. Si tratta, spiega il responsabile Caritas, di «un invito grande che il nostro Santo Padre ci fa a rompere le barriere dell’indifferenza e andare noi verso i poveri e tendere una mano. Quest’anno per la contingenza che stiamo vivendo, segnata dalla pandemia, non potremo promuovere eventi particolari, ma facciamo nostro questo impegno prima di tutto ad unirci in preghiera, vivendo domenica prossima all’insegna della promozione della carità nell’avere uno sguardo di misericordia e di apertura verso i nostri poveri. Siamo chiamati in prima persona, in questo difficile periodo, a guardare le povertà di chi ci è accanto, povertà materiali, povertà spirituali, povertà di solitudine».

La preghiera per tutti i poveri. «Per quello che sarà possibile, nel rispetto delle norme sanitarie per prevenire il contagio da Coronavirus – sottolinea don Briziarelli –, saremo noi stessi a farci “prossimo”, a tendere la mano a quel povero che è vicino a noi. Mercoledì sera (11 novembre, n.d.r.) ci siamo ritrovati in preghiera pregando il Santo Rosario su TV2000, dedicato a questa giornata e dedicato a tutti i poveri. E’ stata un’occasione importante anche per pregare per il nostro cardinale Gualtiero Bassetti, per tutti i nostri amici, conoscenti che in questo momento stanno vivendo la battaglia contro il Covid. In particolare teniamo nel cuore il nostro cardinale e il suo grande amore a tutti i poveri».

Donare una parola di speranza. Soffermandosi sulla pandemia in corso, il direttore della Caritas diocesana, ribadisce che «nel Centro d’ascolto diocesano, presso il “Villaggio della Carità – Sorella Provvidenza” di Perugia, e nei Centri d’ascolto delle Caritas parrocchiali bussa tantissima gente, tantissime famiglie che hanno bisogno di cibo, di vestiti ma anche in piena emergenza abitativa. Mi piace sottolineare anche altre forme di povertà, la solitudine e la fatica, le tante famiglie che hanno bisogno di essere ascoltate, perché scoraggiate, perché spaventate. Tante volte ci sentiamo dire “non riusciamo a vedere la fine”, e raccogliamo tantissime lacrime e tantissima sofferenza di famiglie che sono spaventate. Quello che cerchiamo di vivere quotidianamente al loro fianco è donare una parola di speranza. Perché chi viene ai Centri d’ascolto, a bussare alle porte della Caritas, possa uscire quanto meno con un sorriso, oltre all’aiuto ricevuto».

Dati aggiornati sulle povertà. Don Briziarelli coglie l’occasione per snocciolare alcuni dati aggiornati sulle povertà in diocesi. «Attraverso i quattro “Empori della solidarietà”, fortemente voluti dal cardinale Bassetti – sottolinea il direttore della Caritas –, siamo arrivati a sostenere 1.500 famiglie in gravi difficoltà, con un incremento che si è attestato intorno al 32% dall’inizio della pandemia tendente ad aumentare. Ogni giorno al Centro d’ascolto diocesano arrivano intorno alle 20 persone a chiedere aiuto. Persone che rappresentano, appunto, famiglie spesso numerose».

Il progetto “telefono amico”. «Ci sono tantissimi anziani soli verso i quali stiamo elaborando un nuovo progetto che attueremo nel 2021 – annuncia don Briziarelli –, mettendo a disposizione anche un “telefono amico” per ricevere una parola di conforto e di incoraggiamento nei momenti di maggiore solitudine e paura».

Perugia – E’ tornato alla Casa del Padre mons. Gustavo Coletti, per più di mezzo secolo parroco di Ponte Pattoli. E’ il primo sacerdote diocesano deceduto per il Covid-19

E’ tornato alla Casa del Padre mons. Gustavo Coletti, parroco emerito di Ponte Pattoli, il primo sacerdote dell’Archidiocesi di Perugia-Città della Pieve deceduto per il Covid-19 la notte scorsa, presso l’Ospedale “Santa Maria della Misericordia” del capoluogo umbro. Le esequie si terranno nella chiesa del nosocomio perugino, nel pomeriggio di mercoledì 11 novembre, riservate ad una rappresentanza del presbiterio diocesano. Successivamente il feretro raggiungerà i centri abitati di Ponte Pattoli e Casa del Diavolo per poi essere tumulato nella tomba di famiglia a Rancolfo.

Profondo è il cordoglio espresso dal vescovo ausiliare mons. Marco Salvi, a nome anche dell’intero Clero perugino-pievese, alla famiglia Coletti e a tutta la comunità parrocchiale di Ponte Pattoli guidata pastoralmente da don Gustavo per più di mezzo secolo. Fu uno dei “magnifici sette” seminaristi perugini – così titolava il periodico dell’epoca del Seminario nell’annunciare l’ordinazione presbiterale di ben sette giovani, nell’anno 1965, epoca in cui c’era una fioritura di vocazioni. Don Gustavo era nato a Perugia il 22 agosto 1938 e compiuti gli studi teologici fu ordinato sacerdote il 27 giugno 1965. Ea da alcuni anni a “riposo” come parroco, ma sempre attivo in parrocchia nell’ascoltare le persone, confortandole e sostenendole nel momento del bisogno materiale e spirituale. Per le sue non comuni doti di uomo e di sacerdote è stato nominato da papa Giovanni Paolo II cappellano di Sua Santità con il titolo di “monsignore”.

A tracciare un breve significativo ricordo di don Gustavo Coletti, è uno dei suoi ragazzi “convertiti” al Vangelo e alla Chiesa, nel caso specifico fino alla vocazione-chiamata al sacerdozio: don Riccardo Pascolini, parroco a Perugia città e coordinatore e responsabile di diversi Uffici e servizi diocesani.

“Don Gustavo è stato per tanti giovani e adulti il prete “per te”, non solo anagrammando la parola “prete” – racconta con voce commossa don Riccardo –. E’ stato il sacerdote della semplicità di un sorriso, dell’accoglienza, della prossimità. La semplicità del “vecchio parroco di campagna”, come spesso si definiva lui stesso, lo ha contraddistinto per tutta la sua vita trascorsa per la quasi totalità al servizio di Dio e della Chiesa, entrando giovanissimo (all’età di undici anni) in Seminario. La famiglia, per don Gustavo, era tutta la parrocchia, non solo quella di origine. La sua “famiglia” di Ponte Pattoli lo è stata tale per più di cinquanta anni. Era il prete dell’amicizia e di una predicazione forte, carismatica, puntuale. La sua semplicità è stata la chiave con cui ha “conquistato” fin dall’inizio tutta la comunità locale. Ponte Pattoli si è sviluppato molto anche a livello sociale dopo l’arrivo del giovane don Gustavo da Ponte San Giovanni dove era stato cappellano. Tante le iniziative pastorali e non solo, da lui messe in atto, dai famosi campeggi e campi scuola estivi alle attività di animazione e di catechesi. Un uomo e un sacerdote – conclude don Riccardo – che è sempre stato presente e di riferimento per tutta la comunità senza mai pretendere niente”.

Ricordano mons. Gustavo Coletti due laiche impegnate in parrocchia e nel dare vita al “Gruppo di preghiere ed opere della Divina Misericordia”, Graziella e Daniela. “Don Gustavo – raccontano – è stato e continuerà ad essere il nostro “pastore” per sempre. La sua ricchezza interiore esulava da ogni comportamento o proposito cristiano, guardando oltre i confini religiosi, stando sempre attento alle esigenze di ogni singolo parrocchiano senza mai essere invadente, ma entrando quasi in punta di piedi nella vita di ognuno. Era alla portata di tutti per l’amore che ha sempre avuto per i giovani e per il modo diverso di interpretare la liturgia. Questo nuovo modo di sacerdote, si è rivelato vincente, rendendo i giovani e i meno giovani partecipi e consapevoli dell’importanza di essere a stretto contatto con una guida che ha dato loro un’impronta nuova dal punto di vista umano e di crescita spirituale. E’ stato per tutti un padre, un amico senza sminuire la figura del sacerdote. E’ stato un sacerdote molto attento ai più deboli, agli ammalati, agli anziani… ‘Il sacerdozio non è da considerarsi un lavoro, principalmente si diventa sacerdoti per vocazione’, ci diceva spesso don Gustano”, concludono Graziella e Daniela.

Città di Castello – lutto per la morte del diacono Vittorio Boriosi

Durante la notte scorsa, dopo un periodo di infermità amorevolmente assistito dalla moglie Raffaella e dai figli, é morto il diacono Vittorio Boriosi.
Nato a Città di Castello il 12 febbraio 1937 é stato ordinato diacono permanente dal vescovo Pellegrino Tomaso Ronchi il 28 giugno 1998. Ha svolto il proprio ministero nella comunità parrocchiale di San Giuseppe alle Graticole.
La Chiesa diocesana di Città di Castello ringrazia il Signore per la testimonianza di vita cristiana e per il servizio diaconale che Vittorio ha svolto e si unisce al dolore e alla speranza di tutti i familiari che lo hanno benevolmente seguito, curato ed amato.

La santa messa esequiale si svolgerà lunedì 9 novembre alle ore 15 nella chiesa parrocchiale di San Giuseppe alle Graticole. Il feretro sarà accolto in quella chiesa fin dalle ore 10 della mattina di domani 9 novembre.

Perugia – solennità del Santo patrono Ercolano, vescovo e martire, defensor civitatis

La Chiesa di Perugia, domenica 8 novembre, celebrerà la festa liturgica di sant’Ercolano, vescovo e martire, defensor civitatis, patrono della città e dell’Università, nel rispetto delle norme sanitarie per prevenire il contagio da Covid-19.

Due le celebrazioni eucaristiche in onore del Santo patrono: la prima, alle ore 10.30, nella chiesa di Sant’Ercolano, presieduta dal rettore don Francesco Benussi e animata dal gruppo vocale “I Madrigalisti di Perugia”, a cui parteciperanno i rappresentati delle Istituzioni civili della città e della benemerita opera laica di carità del “Sodalizio di San Martino”, proprietaria del luogo di culto intitolato al Santo patrono; la seconda, alle ore 19.15, presso la chiesa nell’Università degli Studi, presieduta da don Riccardo Pascolini, direttore dell’Ufficio diocesano per la pastorale universitaria, con la partecipazione di studenti.

«Pur nella consapevolezza del difficilissimo periodo del Covid-19 – commenta il direttore della Pastorale universitaria –, quella di Sant’Ercolano è sempre una festa che si caratterizza per il suo richiamo importante alle origini civili e religiose della comunità perugina. Dalla testimonianza di fede e di defensor civitatis del vescovo e martire Ercolano, anche e soprattutto in questo particolare momento, attingiamo quella forza e quella speranza per affrontare al meglio, come uomini e come cristiani, il nostro presente e il nostro futuro, come ci ha sempre esortato a fare il nostro cardinale arcivescovo Gualtiero Bassetti. Egli sarà spiritualmente con noi nelle celebrazioni, dove continueremo a pregare per lui, per tutti i malati e per gli operatori sanitari che si prendendo cura di loro nel tempo del Covid-19».

Al termine della celebrazione eucaristica nella chiesa dell’Università, «sarà consegnata, a ciascun laureato che ha terminato gli studi nel corso dell’anno, una lampada della fede e dell’intelletto – annuncia don Riccardo Pascolini –, simbolo di una luce che viene dalla loro esperienza culturale e spirituale, portata poi negli spazi della loro vita a beneficio della comunità in cui svolgeranno la loro professione».

Perugia – E’ tornato alla Casa del Padre Mons. Francesco Spingola, direttore dell’Istituto diocesano musicale “G. Frescobaldi”, «servitore del Regno di Dio attraverso la musica e il canto».

Dopo una lunga e grave malattia, questa mattina, 5 novembre, è tornato alla Casa del Padre mons. Francesco Spingola, direttore dell’Istituto diocesano musicale “G. Frescobaldi” di Perugia. Ad annunciarlo al Clero è stato il vescovo ausiliare mons. Marco Salvi, esprimendo il profondo cordoglio dell’intera Chiesa perugino-pievese ai familiari e alle comunità parrocchiali dell’Unità pastorale di Prepo-Ponte della Pietra-San Faustino dove per lunghi anni don Francesco ha svolto il suo ministero sacerdotale. Conosciuto e stimato da tutta la comunità diocesana per il suo servizio alla Chiesa attraverso la sua passione per lo studio della musica sacra (musicalmente si è formato in organo e canto gregoriano frequentando alcuni dei più noti Conservatori statali dell’Italia meridionale), mons. Spingola ha trasmesso a generazioni di allievi la sua stessa passione. Lascia un grande vuoto anche per aver saputo trasmettere l’amore per l’arte della musica canora a diverse realtà parrocchiali. Realtà che ha sostenuto nel dare vita o nel riorganizzare le loro corali. Memorabili sono i raduni in cattedrale dei cori parrocchiali per l’annuale festa liturgica di santa Cecilia, patrona dei musicisti, che don Spingola ha diretto tutti insieme.

Nato a Verbicaro, in provincia di Cosenza, il 20 marzo 1932, dopo gli studi in Filosofia e Teologia con i padri Gesuiti presso il Pontificio Seminario “Pio” XI di Reggio Calabria, fu ordinato sacerdote diocesano di Cassano Allo Jonio (Cs) il 29 giugno 1955. Trasferitosi a Perugia nel 1970 per motivi familiari, è stato sempre legato alla Parrocchia di San Faustino, ricoprendo il ruolo di vicario parrocchiale, fondando il Coro di “Voci bianche” e il Coro polifonico “San Faustino”. Due cori che si sono esibiti anche in diversi Paesi europei e negli Usa. Per essere riuscito ad annunciare la Parola di Dio anche attraverso la musica e il canto e per i suoi non comuni meriti in campo culturale, è stato nominato cappellano di Sua Santità, con il titolo di monsignore, da papa Giovanni Paolo II. Mons. Spingola ha ricoperto per più di 40 anni, fino ad oggi, l’incarico di direttore dell’Istituto diocesano musicale “G. Frescobaldi”, presso l’Auditorium Marianum di Perugia, promuovendolo non poco a livello culturale e dirigendo le sedici edizioni del Concorso nazionale pianistico “Piccole mani – Pietro Squartini”. Don Fabrizio Crocioni, suo amico e parroco, lo ricorda come il «sacerdote servitore del Regno di Dio attraverso la musica e il canto».

Sarà lo stesso don Crocioni a presiedere le esequie di mons. Spingola, che si terranno venerdì 6 novembre, alle ore 15, nella chiesa parrocchiale di San Raffaele Arcangelo in Madonna Alta, con la partecipazione dei parroci della città. Sempre in questa chiesa, a partire dalle ore 11.30, sarà allestita la camera ardente per quanti vorranno raccogliersi in preghiera (rispettando le norme sanitarie di prevenzione del contagio da Covid-19). Mentre nella serata di giovedì 5 novembre (ore 21), nella chiesa della Madonna delle Grazie di via Caprera a Perugia, dove per lunghi anni don Francesco Spingola ha celebrato l’Eucaristia, si terrà la preghiera del S. Rosario a lui dedicata.