Perugia – X Incontro mondiale delle famiglie. Come si è preparata la comunità diocesana perugino-pievese

In preparazione al X Incontro mondiale delle famiglie voluto da papa Francesco a Roma dal 22 al 26 giugno 2022, nella comunità diocesana di Perugia-Città della Pieve, da marzo a maggio, si sono tenuti tre incontri territoriali di presentazione-sensibilizzazione raccogliendo molte adesioni e testimoniato grande interesse per i temi affrontati. L’ultimo incontro si è tenuto domenica 15 maggio, presso l’Oratorio “Sentinelle del mattino” in San Sisto di Perugia, dal titolo: “Famiglie in festa”.
Nato dalla collaborazione fra la Garante dell’Infanzia e Adolescenza della Regione Umbria, l’Associazione Famiglie Numerose con Città Famiglia, l’Oratorio “Sentinelle del mattino” e l’Ufficio diocesano di pastorale familiare, questo riuscito appuntamento ha visto la presenza di numerose famiglie con bambini e giovani sposi.
Il pomeriggio è iniziato con l’incontro “Io mi affido tu ti affidi”, dedicato alla fecondità genitoriale legata alla scelta dell’affido familiare. La Garante dell’Infanzia Maria Rita Castellani ha introdotto il tema menzionando gli incontri già tenuti a Todi, Foligno e Terni e ricordando quanto sia importante avvicinare i cittadini a questa tematica, in maniera corretta.
Nel dibattito è intervenuta la dott.ssa Angela Passetti, consulente familiare, che ha parlato delle relazioni nell’affido, “una danza” in cui è necessario creare un equilibrio tra le varie parti interagenti: genitori naturali, genitori affidatari, i nonni di entrambe le parti, il bambino e i Servizi, sottolineando quanto sia importante far vivere un’esperienza nuova d’amore a chi ha vissuto disagi, deprivazioni e disregolazione emotiva sin da piccolo.

Il bene del bambino. La dott.ssa Elisa Granocchia, responsabile dell’U.O. Servizi Sociali di Perugia, ha spiegato la normativa e la legislazione relativa all’affidamento, legando le varie procedure ad esempi concreti. Chiunque ha diritto all’affido, purché la scelta fatta sia di testa e non di “pancia”, chiedendosi sempre qual è il bene del bambino e non quello dell’adulto.

Minori umbri in attesa. In questo periodo, molti si rendono disponibili per l’affido rivolto ai bambini ucraini e ciò è meritevole, ma ci sono minori umbri che sono in attesa di famiglia da lungo tempo. Significativa, al termine dell’incontro, la testimonianza di Livia Bindella, presidente del Gruppo di Famiglie affidatarie “Aquila” di Perugia.

Gli appuntamenti diocesani di giugno. Il pomeriggio è proseguito con una festa e lo spettacolo di animazione per bambini. Sono seguiti gli interventi dell’assessore alle Politiche sociali del Comune di Perugia Edi Cicchi, del presidente regionale di Famiglie Numerose Vincenzo Aquino e dei coniugi Roberta e Luca Convito, responsabili della Pastorale diocesana familiare. I Convito hanno ricordato l’evento diocesano del 25 giugno, in piazza IV Novembre di Perugia con cui la comunità diocesana celebrerà il X Incontro Mondiale delle famiglie in forma decentrata in collegamento con Roma. Sarà una grande festa con un concerto. Sul palco si porteranno tutte le stagioni della vita della famiglia. Il 26 giugno pomeriggio si terrà nella cattedrale di San Lorenzo la solenne celebrazione conclusiva di questo X Incontro mondiale presieduta dal cardinale Gualtiero Bassetti, che affiderà il mandato missionario alle famiglie.

Perugia: Inaugurato il laboratorio di “Orticoltura e Giardinaggio” per anziani autosufficienti over 65. «Sono loro l’humus di questa vegetazione»

Una vera e propria festa di primavera, quella che si è tenuta al “Villaggio della Carità – Sorella Provvidenza” di Perugia, la mattina del 17 maggio, con non pochi anziani over 65 e altrettanti giovani; tutti loro impegnati a dare vita al laboratorio di “Orticoltura e Giardinaggio”, un progetto promosso e cofinanziato dalla Caritas diocesana e sostenuto dalle Edizioni Frate Indovino dei Padri Cappuccini della Provincia Serafica Immacolata Concezione. Una iniziativa di alto valore sociale, di grande incentivo-sostegno al ritorno alla vita normale dopo due anni e più di pandemia, che ha costretto anziani e giovani all’isolamento tra le mura domestiche. Questo laboratorio rientra nel progetto “Fili d’argento” sostenuto anche dalla Caritas italiana e gestito dalla Fondazione di Carità San Lorenzo, ente operativo della Caritas diocesana, e si aggiunge ad altre iniziative messe in campo dalla proficua collaborazione tra la Caritas e le Edizioni Frate Indovino, collaborazione avviata nel 2014. Le Edizioni Frate Indovino hanno messo a disposizione l’area verde di circa mezzo ettaro dove vedrà impegnati fino al prossimo autunno già una quindicina di anziani “ortolani-giardinieri” e nei prossimi giorni sono previste altre adesioni. Ad assistere questi anziani è un gruppo di giovani operatori della Caritas diocesana coordinati da Filippo Anticaglia, il quale, intervenendo alla presentazione, ha definito gli anziani del laboratorio «l’humus di questa vegetazione che necessità della loro cura». Il laboratorio si compone di quattro ambiti di coltivazione-produzione: la serra con otto piccoli orti sopraelevati; il frutteto con orto a terra; la pineta con il giardino, piante ornamentali e fiori; l’uliveto.

Alla giornata inaugurale sono intervenuti l’assessore alle Politiche sociali del Comune di Perugia Edi Cicchi, il direttore della Caritas diocesana don Marco Briziarelli, padre Giovanni Maria Brunzini in rappresentanza dei Padri Cappuccini della Provincia Serafica, il direttore operativo delle Edizioni Frate Indovino Paolo Friso, il responsabile dell’Area progetto della Caritas diocesana Alfonso Dragone e l’assistente sociale-educatrice Simona Bianconi. Tutti loro hanno sottolineato l’importanza socio-aggregativa e pedagogica di questo laboratorio-progetto, un vero e proprio «ortinfiore e semi di carità», perché «dà la possibilità ad anziani di vivere insieme un tempo che li aiuti a stare in relazione». Altro aspetto significativo «è la intergenerazionalità di questo progetto, il desiderio che si incontrino nonni e nipoti nella cura dell’orto e delle piante, oltre alla produzione di generi alimentari che aiuterà le famiglie in difficoltà accolte al “Villaggio della Carità” e quelle che frequentano l’Emporio della Solidarietà “Tabgha”». È un progetto di «orto-ecosolidale e di reciprocità che si rifà alla tradizione del carisma francescano della cura del creato con particolare attenzione alla terra ma anche alle persone, e, al contempo, lo stare assieme con gli anziani e con chi si sente solo nella nostra città, aiuta a costruire rapporti attraverso la natura». Le Edizioni Frante Indovino hanno ricordato che da «77 anni Frate Indovino dispensa preziosi consigli sulla coltivazione dell’orto e questo laboratorio è anche l’occasione di testarli».

Otricoli – festa del patrono san Vittore. Mons. Soddu: “il nostro vivere nella società da persone responsabili richiede con maggiore sforzo l’adesione personale alla fede”.

Il 14 maggio ad Otricoli si celebra la festa religiosa dei santi patroni Vittore e Corona, con la messa nella collegiata di Santa Maria Assunta che è stata presieduta dal vescovo Francesco Antonio Soddu, concelebrata dal parroco don Stefano Monai e dai sacerdoti della vicaria di Narni, alla presenza del sindaco Antonio Liberati e dei rappresentanti delle Confraternite.
San Vittore, giovane di Otricoli, fu arruolato nell’esercito romano, nella milizia equestre di stanza a Damasco in Siria. Durante la persecuzione di Antonino fu accusato dal prefetto dell’Egitto e della Siria e capitano generale dell’esercito imperiale dell’Asia di nome Sebastiano, di essere seguace del cristianesimo. Dopo l’interrogatorio e vari supplizi, fu decapitato il 14 maggio del 168 d.C. Il corpo di San Vittore, riportato in patria e sepolto presso la città antica di Ocriculum non lungi dal Tevere, fu ritrovato dal vescovo Fulgenzio verso la metà del VI sec. Il Vescovo fece costruire sopra la sua tomba un altare, intorno al quale ebbe origine l’Abbazia intitolata al suo nome.
“Davanti alle tante immagini, alle tante notizie, alle infinite occasioni con le quali nutriamo la nostra vita, Vittore indica a noi Gesù – ha detto il vescovo -, la sua parola come cibo vivo e vitale della nostra esistenza. San Vittore aveva davanti a sé tante occasioni anche allettanti di facile successo, tuttavia non le considerò tali da potersi giocare la vita fino in fondo. Egli piuttosto considerando opportunamente che aveva a disposizione soltanto una vita e che avrebbe dovuto spenderla nel migliore dei modi”.
“Oggi come allora – ha aggiunto il vescovo Soddu – si anela tutti ad un mondo diverso, più giusto, più pacificato; accogliamo perciò l’esempio di questi nostri antenati nel tempo e nella fede ed impariamo da loro. Impariamo da Vittore; se vogliamo come lui vincere, se vogliamo rivoluzionare il mondo, questo sarà possibile solo con l’adesione personale a Cristo, solo avendo lui e la sua parola di vita come nutrimento per la nostra esistenza. Dinanzi ai tanti alimenti nocivi che la società ci presenta, la cui assunzione porta –come avviene per la droga- ad esserne assuefatti e quindi refrattari ad ogni stimolo positivo e pertanto trascinati all’assunzione di ulteriori e più forti sostanze, Vittore ci presenta ancora e sempre Gesù come il pane di vita.
Oggi come ai tempi di san Vittore e di Santa Corona, siamo alla ricerca della giustizia, alla ricerca di una certezza che possa dare fondamento alle nostre attese e alle nostre speranze.
Io credo che mai come oggi, il nostro vivere nella società da persone mature e responsabili richieda con maggiore sforzo l’adesione personale alla fede per un impegno attivo e fattivo nella società per la costruzione del bene comune”.
Al termine della celebrazione è seguita la processione con le reliquie di san Vittore lungo le vie del paese che si è conclusa sul sagrato della chiesa dove il vescovo ha impartito la benedizione della città.

L’OMELIA DEL VESCOVO

Assisi – festeggiamenti dei cinque anni del Santuario della Spogliazione

Tutto pronto per i festeggiamenti dei cinque anni del Santuario della Spogliazione, nato “come profezia di una società più giusta e solidale, mentre ricorda alla Chiesa il suo dovere di vivere, sulle orme di Francesco, spogliandosi della mondanità e rivestendosi dei valori del Vangelo” nelle parole, quanto mai attuali, di papa Francesco, in occasione dell’inaugurazione.
Ricco il programma di iniziative dal titolo “#Nulladiproprio. Per un’economia più umana”, che vedrà anche la consegna – dopo quella dell’anno scorso all’Istituto Serafico di Assisi – del Premio Internazionale Francesco d’Assisi e Carlo Acutis, riconoscimento annuale da assegnare a un progetto specifico, avviato “dal basso”, da persone o società che cercano di prendersi cura dei più svantaggiati.
La tre giorni si aprirà venerdì 20 maggio alle ore 8 al Santuario della Spogliazione – chiesa di Santa Maria Maggiore con la santa messa celebrata dal rettore del Santuario della Spogliazione padre Carlos Acácio Gonçalves Ferreira. Alle ore 16,30 il convegno a cura della Scuola socio-politica diocesana Giuseppe Toniolo: “Economia e politica per la pace, 10 anni di Scuola politica diocesana Giuseppe Toniolo”, al quale intervengono Leonardo Becchetti, professore ordinario di Economia politica – Università di Roma Tor Vergata; monsignor Nunzio Galantino, presidente dell’Amministrazione del patrimonio della Sede Apostolica; monsignor Domenico Sorrentino, vescovo delle diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino e di Foligno; Francesca Di Maolo, direttore della Scuola Toniolo, moderati dalla giornalista Marina Rosati. Alle 21 nella cattedrale di San Rufino si terrà l’incontro dei cresimandi della diocesi seguita, alle 21.45, dalla preghiera itinerante verso il Santuario della Spogliazione – Chiesa di Santa Maria Maggiore, a cura della Pastorale giovanile e dell’Ufficio catechistico diocesano.
Sabato 21 maggio la giornata si apre alle 8 con la messa celebrata dal rettore del Santuario della Spogliazione padre Carlos Acácio Gonçalves Ferreira. Alle 11 ci sarà l’apertura dell’antica porta di accesso del vescovado e relazione sul progetto di recupero dell’Antico Episcopio, cui intervengono Elvira Cajano, sovrintendente Archeologia, Belle arti e paesaggio dell’Umbria e l’architetto Alfio Barabani. Alle 16.45 è in programma la consegna del “Premio internazionale Francesco d’Assisi e Carlo Acutis per un’economia della fraternità” e alle ore 21.15 lo spettacolo teatrale “Terreseminate” a cura della compagnia “Gli Scartati”. Infine, domenica 22 maggio al Santuario della Spogliazione – chiesa di Santa Maria Maggiore, la santa messa presieduta dal cardinale Francesco Montenegro, arcivescovo emerito di Agrigento.

Assisi – il Museo della Memoria all’Istituto italiano di Cultura di New York

Il Museo della Memoria, Assisi 1943-1944 continua il suo viaggio negli Stati Uniti. Fino al 10 di giugno l’esposizione sarà visitabile all’Istituto italiano di cultura di New York, al 686 Park Avenue, a New York, e il 17 maggio sarà protagonista di una tavola rotonda dal titolo: “Lo Spirito di Assisi, tra passato e presente”. Il Museo, ideato e curato dalla giornalista Marina Rosati e realizzato dall’Opera Casa Papa Giovanni, fondazione della Diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino racconta la storia dei 300 ebrei salvati grazie allo spirito dell’accoglienza francescana di Assisi. “Grazie alla collaborazione con Pave the Way Foundation e il supporto tecnico e logistico della DeSales Media- spiega Rosati – abbiamo portato il Museo della Memoria negli Stati Uniti dove nelle due occasioni espositive e convegnistiche organizzate ha avuto uno straordinario successo. Durante la nostra missione abbiamo conosciuto Fabio Finotti, direttore dell’Istituto Italiano di Cultura a New York, che è rimasto molto colpito dalla storia straordinaria di Assisi e per questo ci ha manifestato la volontà di ospitare il Museo. In più abbiamo pensato che fosse una bella occasione per promuovere la città di Assisi grazie a un video in doppia lingua che racconta le bellezze della città e il messaggio francescano”.

Attraverso la riproduzione di alcuni pannelli sarà possibile conoscere e approfondire l’opera di salvezza portata avanti, subito dopo l’8 settembre del 1943, dalla chiesa di Assisi e da tanti cittadini. Si parla dell’operato di don Aldo Brunacci, già fondatore dell’Opera Casa Giovanni che negli anni ha mantenuto viva questa memoria, dell’allora vescovo monsignor Giuseppe Placido Nicolini che tirò le fila dell’organizzazione clandestina, di padre Rufino Niccacci, frate minore, padre guardiano del convento di San Damiano, degli ordini religiosi, del frate conventuale padre Michele Todde e tutti gli altri che si prodigarono per salvare la vita a tante persone, destinate altrimenti alla deportazione. Uno spazio importante è dedicato anche a Luigi e Trento Brizi, i tipografici assisani che stamparono i documenti falsi per gli ebrei. La mostra, tutta in doppia lingua (italiano-inglese) oltre agli scritti, prevede anche una parte video con le interviste ad alcuni dei protagonisti, raccolte prima della loro scomparsa, che raccontano direttamente cosa fecero per salvare gli ebrei, oltre a degli approfondimenti sul periodo storico. Ogni pannello ha poi il QR Code così da rendere più agevole la lettura delle tante storie, situazioni, difficoltà ed anche gioie che gli ebrei e la città di Assisi vissero in quel drammatico periodo storico.

Associazione Santo Sepolcro Foligno – concerto pro Terra Santa a Roma. Un segno di vicinanza degli umbri ai cristiani del Medio Oriente

A due anni dall’inizio della pandemia, tornano i concerti, voluti dal presidente padre Giuseppe Battistelli ofm, dell’associazione Santo Sepolcro Foligno ETS.
Il primo di questi concerti, in occasione del decennale dell’associazione, vede artisti provenienti dall’Umbria e da fuori regione che si esibiranno nella splendida Basilica di Santa Maria in Aracoeli, in Campidoglio, a Roma, domenica 29 maggio 2022, alle ore 18.
I brani che verranno presentati sono: Ave Corpus K 618 in Re maggiore, di W.A Mozart, di gran lunga la composizione più celebre e Requiem for the living di Dan Forrest.
Fuori da ogni contingenza, anche se contrassegnato da elementi di originale modernità, è il Requiem for the living, composto nel 2013 dal compositore americano Dan Forrest, una partitura che si inserisce nel lungo solco della tradizione della musica sacra, nel confronto con il tema universale della morte e della redenzione, rileggendo in modo personalissimo la struttura del Requiem, come invocazione di pace e riposo anche per i vivi, con la loro lotta con il dolore e la tristezza, non solo quindi per i morti. Dan Forrest è stato descritto come un compositore” di una magnifica e superba scrittura corale, ricca di momenti emozionanti (Salt Lake Tribune). Le sue opere hanno ricevuto tanti premi e riconoscimenti e sono state eseguite in molte sedi, in varie parti del mondo, Il Requiem per la vita è diventato il lavoro più conosciuto con spettacoli negli Stati Uniti (Carnegie Hall), in Europa, Asia, Africa e Sud America. Forrest ha conseguito una laurea di dottorato in composizione presso l’Università Kansas e di un master in pianoforte. Svolge anche un’attività didattica molto intensa sia nelle Università che presso diversi cori europei e americani.
Il Maestro Fabio Ciofini dirigerà tre cori, un orchestra e alcuni solisti: Corale Marietta Alboni di Città di Castello, Maestro Marcello Marini; il Coro Polifonico di Città di Tolentino, Maestro Aldo Cicconofri; il Coro Canticum di Solomeo; l’ Orchestra da Camera di Perugia; i soprani Samantha Faina e Melissa D’Ottavi e il tenore David Sotgiu.
Il concerto è organizzato dall’ Associazione Santo Sepolcro Foligno ETS e dalla Fondazione Brunello e Federica Cucinelli.
Per questa rappresentazione hanno dato il patrocinio la Regione Lazio, la Regione Umbria, Roma Capitale, il Comune di Foligno, il Vicariato di Roma ed il FEC – Fondo Edifici per il Culto – (Ministero dell’ Interno) che si ringraziano, insieme ai Frati Minori del Lazio per la gentile concessione della Basilica.
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Come negli anni precedenti per chi vorrà vivere una giornata con Santa Messa, pranzo e concerto verrà organizzato un autobus che partirà da Perugia e fermerà ad Assisi, Foligno, Spoleto e Terni con rientro in serata.
Gli organizzatori evidenziano che verranno rispettate le norme anti Covid, inoltre, consigliano che per esigenze protocollari e di sicurezza di confermare la partecipazione entro il 24 maggio.
INGRESSO LIBERO
Recapiti: e- mail: associazione@santosepolcrofolignoets.it

Assisi – Giornate di valorizzazione 2022 #visionidicomunità. Due itinerari dedicato a mons. Giuseppe Placido Nicolini

Due itinerari per conoscere meglio il vescovo di Assisi, Giuseppe Placido Nicolini, la sua azione nella protezione degli ebrei, di custode dei beni e documenti: sono quelli che si svolgeranno il 15 e il 22 maggio, nell’ambito della settimana di eventi, online e in presenza, per far conoscere il patrimonio culturale ecclesiastico dei diversi territori italiani.
Alle Giornate di valorizzazione 2022 #visionidicomunità, promosse dall’Ufficio Nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto della CEI insieme all’Associazione dei musei ecclesiastici italiani (AMEI), all’Associazione degli archivisti ecclesiastici (AAE) e all’Associazione dei bibliotecari ecclesiastici italiani (ABEI), con il patrocinio di ICOM Italia, Associazione Nazionale Archivistica Italiana e Associazione Italiana Biblioteche, aderiscono anche il Museo diocesano e cripta di San Rufino, il Museo della Memoria, l’archivio vescovile e l’archivio capitolare di San Rufino.
Oltre un quarantennio di storia assisana è legata alla straordinaria figura di monsignor Nicolini, che servì la città di Assisi dal 1928 al 1973. Fu un esempio non solo per la comunità Diocesana del tempo, grazie alla cura pastorale appassionata, ma anche per la sua vita di carità e semplicità, spesa interamente per il prossimo. Nella memoria collettiva corrente l’operato del vescovo Nicolini è associato a grandi interventi e ad alcuni luoghi specifici di Assisi.
Nasce così un itinerario ideale pensato sulle sue orme che tocca la Cattedrale di San Rufino, che nel 1975 accolse le sue spoglie, il Museo Diocesano, fondato per suo volere nel 1941 per consentire inizialmente la salvaguardia dei beni storico-artistici provenienti dalla Cattedrale e dalle Confraternite, l’Archivio Vescovile e l’Archivio Capitolare di San Rufino, nei quali abbondante materiale documentario testimonia l’impegno profuso durante l’episcopato, anche in materia di conservazione stessa delle carte. Spazio anche al Palazzo Vescovile, sua abitazione aperta durante il periodo bellico all’accoglienza di tanti sfollati e il Museo della Memoria, che ricorda la sua rischiosa attività di protezione per salvare decine e decine di ebrei dalla furia nazifascista.
Appuntamento dunque il 15 maggio dalle 15.30, con un itinerario guidato, dalla cattedrale di San Rufino al Museo della Memoria, mentre il 22 maggio l’itinerario, che partirà sempre allo stesso orario dalla cattedrale di San Rufino, si snoderà tra le varie confraternite assisane. Entrambe le iniziative sono a ingresso libero, non c’è bisogno di prenotazione ma per qualsiasi comunicazione si può scrivere a: assisimuseodellamemoria@gmail.com oppure a museodisanrufino@gmail.com.

Perugia – Diffuso il “documento” sinodale di sintesi. «Occasione per riscoprirsi una Chiesa in comunione, una Chiesa che ha bisogno anche dei lontani»

Nei giorni scorsi si è conclusa la prima tappa del Cammino sinodale nell’Archidiocesi di Perugia-Città della Pieve, avviata nell’ottobre scorso e con la costituzione, nei mesi successivi, di 136 gruppi sinodali formati in gran parte da laici e composti complessivamente da oltre mille persone. L’equipe sinodale diocesana, il cui referente è don Calogero Di Leo, direttore dell’Ufficio catechistico e parroco del centro storico di Perugia, e il segretario don Simone Pascarosa, parroco di Bagnaia e Polonico Materno, ha redatto un “documento” di sintesi inviandolo alla Conferenza episcopale italiana (nel sito dedicato è scaricabile questa sintesi: www.camminosinodaleperugia.it).

L’equipe, nel contempo, auspica che lo stesso possa essere recepito da comunità parrocchiali e realtà territoriali interessate per promuovere discernimenti e considerazioni sui temi del Sinodo. Una sintesi di questo ulteriore lavoro, insieme ad altri contributi che continuano ad arrivare all’equipe diocesana, dovrà pervenire alla stessa entro il prossimo 12 giugno, così da essere raccolto e consegnato all’arcivescovo successore del cardinale Gualtiero Bassetti. «Questo per non disperdere i frutti di un lavoro significativo – auspicano don Di Leo e don Pascarosa – a cui hanno contribuito in molti, non solo parrocchie ma anche movimenti e associazioni laicali e importanti settori della società civile. Soprattutto, come ci ha ricordato anche il Santo Padre nel documento preparatorio: “L’obiettivo non è produrre documenti, ma far germogliare sogni, suscitare profezie e visioni, far fiorire speranze, stimolare fiducia, fasciare ferite, intrecciare relazioni, risuscitare un’alba di speranza, imparare l’uno dall’altro, e creare un immaginario positivo che illumini le menti, riscaldi i cuori, ridoni forza alle mani”».

Dopo una prima fase “critica” segnata della pandemia, che non ha permesso a molte realtà parrocchiali di formare subito gruppi sinodali, sono stati avviati interessanti gruppi tematici sui 10 nuclei del documento preparatorio, mentre altre hanno scelto quali tematiche affrontare. «Si è riscontrata la consapevolezza di trovarci innanzi ad un “cambiamento d’epoca” – come ha affermato Papa Francesco – per questo il cammino sinodale è stato vissuto con grande entusiasmo ma anche con grande speranza». È quanto viene evidenziato nella nota introduttiva del “documento” di sintesi, che non si sottrae a mettere nero su bianco alcune criticità emerse. «Si deve rilevare, purtroppo, che manca una modalità e una formazione a camminare insieme – sottolinea il documento –, sia all’interno delle nostre parrocchie sia nel rapporto con la società civile, come se essere cristiani fosse solo una relazione personale con il Signore. Diversi gruppi hanno sentito l’esigenza di allargare la cerchia dei soliti noti, frequentando le periferie, imparando ad apprezzare i consigli che possono venire da tutti. Alcuni avevano il timore (vissuto nelle precedenti esperienze sinodali) di arrivare a produrre i soliti documenti sterili e non incisivi, oltre al timore di non trovare dialogo e convergenza tra laici e clero. Abbiamo scoperto invece la bellezza dell’incontro, del dialogo e dell’ascolto nello Spirito Santo, scoprendo che la Chiesa ha bisogno di tutti, anche dei lontani. Questo evento ha risposto alla grande attesa e necessità, in molti, di essere coinvolti e ascoltati, che è proprio una delle finalità del Cammino sinodale».

In conclusione, «l’esperienza del Cammino sinodale è stata una grande opportunità e occasione per “pensarsi in relazione”, per riscoprirsi una Chiesa in comunione: l’incontro tra praticanti e non, ha fatto riscoprire che non esistono fedeli di diverso livello e valore, ma esiste un solo ed unico popolo di Dio in cammino verso il compimento al suo destino. Vivere la Chiesa nell’esperienza sinodale ha voluto dire per tanti incontrare Gesù nei veri problemi, nei desideri e nelle domande, nella vita delle persone, così come aveva profeticamente scritto il Concilio Vaticano II nella Gaudium et Spes “Le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d’oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono, sono pure le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei discepoli di Cristo, e nulla Vi è di genuinamente umano che non trovi eco nel loro cuore” (GS 1). Il Cammino sinodale è stata una vera esperienza che proietta la Chiesa verso un suo reale rinnovamento e riforma: tutti i battezzati, nel rispetto dei propri carismi e ministeri, potranno avere maggiori occasioni di contribuire al bene della Chiesa e del mondo stando vicino alla gente, dando testimonianza di Cristo nei luoghi di lavoro e di vita. Il Cammino sinodale ha riacceso l’aspettativa di una Chiesa più vicina alla gente; ha rivalutato il desiderio di dialogo e di confronto tra i partecipanti, siano essi membri di organismi ecclesiali, di movimenti o gruppi ecclesiali o semplicemente laici attratti dalle tematiche proposte. Infine, il fatto di parlare in prima persona della vita personale – nella massima libertà e nella consapevolezza di essere ascoltati – ha suscitato grande stupore, sorpresa e apprezzamento. Il metodo del discernimento comunitario è stato una piacevole scoperta che ha permesso alle persone di vivere una reale esperienza di ascolto e di condivisione: questa può essere davvero la strada maestra per la vita pastorale della Chiesa del terzo millennio, la via per l’annuncio del Vangelo, vero argine al clericalismo e all’autoreferenzialità».

Assisi – convegno “#nulladiproprio per un’economia più umana”

Ad Assisi presso il santuario della Spogliazione dal 20 al 22 maggio si terrà il seminario #nulladiproprio per un’economia più umana, in occasione dei dieci anni della scuola di formazione sociopolitica Giuseppe Toniolo con il conferimento del premio internazionale Francesco di Assisi e carlo Acutis.

Santuario della Spogliazione – chiesa S.Maria Maggiore
ore 8,00 S. Messa celebrata dal rettore del Santuario della Spogliazione Padre Carlos Acacio Guncalves Ferreira
ore 16,30 Convegno a cura della Scuola di formazione socio-politica Giuseppe Toniolo: “Economia e politica per la pace, 10 anni di Scuola di formazione sociopolitica Giuseppe Toniolo” Intervengono: Leonardo Becchetti, Professore ordinario di Economia politica – Uaiversità di Roma Tor Vergata; Monsignor Nunzio Galantino, Presidente dell’Amministratone del patrimonio della Sede Apostolica; Monsignor Domenico Sorrentino, Vescovo delle diocesi di Assisi, Nocera Umbra, Gualdo Tadino e di Foligno; Francesca Di Maolo, Direttore della Scuola di farmazione socio-politica Giuseppe Toniolo. Modera: Marina Rosati, giornalista
Cattedrale di San Rufino ore 20,45 incontro dei Cresimandi della diocesi e preghiera itinerante verso il Santuario della Spogliazione – Chiesa di S. Maria Maggiore. A cura della Pastorale giovanile e dell’Ufficio catechistico diocesano
SABATO 21 MAGGIO
SANTUARIO DELLA SPOGLIAZIONE – CHIESA DI S. MARIA MAGGIORE ore 8,00 S. Messa celebrata dal rettore del Santuario della Spogliazione Padre Carlos Acacio Conealves Ferreira, ore 11,00 Apertura dell’antica porta di accesso del Vescovado e presentazione del progetto di recupero dell’Antico Episcopio a cura di Elvira Cajano, Sovrintendente Archeologia, Belle arti e paesaggio dell’Umbria e di Alfio Barabani, architetto ore 16,43 Consegna del “Premio internazionale Francesco d’Assisi e Carlo Acutis per un’economia della fraternità”, ore 21,15 Spettacolo teatrale “Terreseminate” a cura della compagnia ‘Gli Scartati”
DOMENICA 22 MAGGIO
Ore 11,00 SANTUARIO DELLA SPOGLIAZIONE – CHIESA DI S. MARIA MAGGIORE ore 11.30. Messa presieduta dal Card. Francesco Montenegro, Arcivescovo merito di Agrigento

Gualdo Tadino – iniziata la ricognizione canonica delle spoglie mortali del beato Angelo

È iniziata, nel pomeriggio di domenica 8 nella Basilica concattedrale di San Benedetto a Gualdo Tadino, la ricognizione canonica delle spoglie mortali del Beato Angelo da Gualdo, patrono della città e compatrono della diocesi. L’evento è avvenuto a conclusione della visita pastorale del vescovo, monsignor Domenico Sorrentino, nella parrocchia di Santa Maria del Piano. La visita riprenderà venerdì 13 maggio nella parrocchia di San Pellegrino.

Dopo un iniziale momento di preghiera presieduto dal vescovo che ha incensato il corpo del Beato è seguita la lettura del decreto di designazione e nomina dei componenti del tribunale per la ricognizione delle spoglie mortali addetti a tale operazione. “Questi esami – ha detto monsignor Sorrentino – sono utili sia per tenere sotto controllo lo stato di conservazione del corpo ma ci aiuteranno anche a conoscere alcuni aspetti della vita del Beato Angelo”. Le procedure sono seguite da Simona Minozzi, antropologa fisica e forense, paleopatologa; Agata Lunardini, archeologa specializzata nello studio delle mummie e paleopatologa; Lara Simonaitis, tecnico del restauro di reperti umani antichi.

Al termine della lettura del decreto sono seguiti i giuramenti dei designati davanti al vescovo, il taglio dei sigilli e l’apertura dell’urna. Dopo la celebrazione eucaristica l’urna, precedentemente situata ai piedi dell’altare, è stata spostata nella cappella di san Michele dove i tecnici effettueranno gli esami che dureranno alcuni giorni. L’ultima ricognizione superficiale effettuata in occasione del cambio dell’urna era stata fatta nel 1961.