Città di Castello: la diocesi ricorda il Vescovo Giovanni Muzi a 170 anni dalla morte

Nella ricorrenza dei 170 anni dalla morte di mons. Giovanni Muzi (1772-1849) la Diocesi di Città di Castello promuove una giornata di studia dedicata a questa significativa figura di vescovo, che guidò la Chiesa tifernate dal 1825 al 1849.

Venerdì 29 novembre, alle ore 11, presso il Museo Diocesano, verrà inaugurata la mostra documentaria “Giovanni Muzi, un vescovo tra misericordia e storia”. Nel pomeriggio, alle ore 16.30, nella sala conferenze del Museo Diocesano, la prof.ssa Maria Lupi, ordinario di Storia della Chiesa nell’Università di Roma Tre, proporrà la conferenza “Giovanni Muzi, diplomatico e pastore in un’epoca di transizione”. L’iniziativa è promossa dall’Archivio Storico Diocesano, dalla Biblioteca Diocesana “Storti – Guerri” e dal Museo Diocesano.

Nato a Roma nel 1772, il Muzi è noto agli studiosi soprattutto per la sua attività diplomatica, svolta prima a Vienna e poi in Cile e altri Paesi dell’America Latina, nel momento della loro indipendenza. Una fase, quest’ultima, particolarmente cruciale, nella quale il Muzi si mosse con tatto diplomatico senza tuttavia conseguire tutti gli obiettivi richiestigli dalla Santa Sede. Al rientro in Italia della missione, della quale faceva parte anche il futuro papa Pio IX, il Muzi venne inviato come vescovo a Città di Castello, dove seppe inserirsi a fondo nella vita ecclesiale e sociale. Il suo lungo episcopato è caratterizzato dall’attenzione verso la formazione culturale del clero, l’istruzione delle fanciulle povere, l’attenzione ai poveri e ai malati. Proprio per soccorrere gli infermi nel 1841 istituisce la congregazione delle Figlie della Misericordia, ancora oggi presenti nelle diocesi di Città di Castello e di Perugia – Città della Pieve. Un ulteriore elemento che caratterizza il suo servizio episcopale è lo studio della storia della Chiesa locale: il frutto di lunghi anni di ricerche negli archivi locali è stato pubblicato tra 1842 e 1844 nei sette volumi delle “Memorie ecclesiastiche e civili di Città di Castello”. Morì a Spoleto, dov’era in corso un’assemblea dei vescovi umbri, il 29 novembre 1849; il suo corpo, inizialmente tumulato in San Filippo a Spoleto, venne trasferito nella cripta della Basilica Cattedrale di Città di Castello nel 1841. Nell’Archivio Storico Diocesano di Città di Castello si conserva un ricco fondo documentario, che contiene tra l’altro anche studi storici rimasti inediti, tra cui una biografia di sant’Albertino da Montone.