Perugia: In centinaia ad ascoltare Massimo Cacciari, relatore del primo incontro del ciclo sul libro dell’Esodo promosso dal SAB

In un Sala dei Notari di Perugia gremita all’inverosimile (e purtroppo molti non sono riusciti ad entrare) e alla presenza di numerosi giovani, Massimo Cacciari, nella serata del 17 novembre, ha dato inizio al programma di lettura della Bibbia curato dal Servizio di Animazione Biblica (SAB) della diocesi di Perugia.

L’attualità dell’Esodo. Il responsabile del SAB, il prof. padre Giulio Michelini (Ofm), preside dell’Istituto Teologico di Assisi (ITA), ha introdotto il relatore ricordando non solo i suoi numerosi lavori di filosofia teoretica, ma anche quelli dedicati alla teologia e alla Bibbia: una sua conferenza radiofonica sul libro di Rut (poi stampata), il saggio Generare Dio sull’immagine di Maria, la madre di Gesù; il libro dedicato a san Francesco d’Assisi, e quello sul primo comandamento del libro dell’Esodo, Io sono il Signore Dio tuo, scritto con il teologo Piero Coda, e sul comandamento dell’amore, con Enzo Bianchi. Padre Michelini ha anche ricordato l’attualità del libro biblico dell’Esodo: non solo per le recenti ricerche ad esso dedicate da egittologi del calibro di J. Assmann (Esodo. La rivoluzione del mondo antico, Adelphi 2023), ma anche per ciò che il libro dice a proposito della libertà, della legge, di una Terra “promessa” che oggi purtroppo è il luogo di guerre.

Non si nasce liberi. Cacciari ha ricordato quanto sia realistico e crudo il racconto dell’Esodo, la cui lettura non può essere allegorizzata: è un racconto di un popolo, quello ebraico, liberato dalla schiavitù dell’Egitto per poter essere capace di osservare la Legge di Dio. Perché questo sia possibile, ha detto il filosofo, è necessario un Dio che libera, o, meglio, che costringe alla libertà, perché «noi non nasciamo liberi», ci educhiamo alla libertà e siamo educati alla libertà: «La speranza più alta, giungere alla Terra, si ottiene attraverso la lotta più dura. L’antropologia biblica non attribuisce all’uomo nessuna naturale tendenza alla libertà. La sua è piuttosto una naturale schiavitù».

Rimpianto per la schiavitù. La lectio di Massimo Cacciari ha trattato poi delle tensioni tra Mosè, il fratello Aronne, e il popolo di Israele, che non “vede Dio” faccia a faccia come Mosè, ma può solo vedere segni naturali, che non hanno nulla di divino, come quelli che si potevano vedere in Egitto: si spiegano così i continui rimpianti per quella terra di schiavitù.

La Terra promessa per i “futuri”. La parte centrale della lectio di Cacciari riguarda proprio la Terra promessa: dov’è questa terra? E perché Mosè e la sua generazione non vi entrano, ed è accessibile solo per i “futuri”, per i “non ancora”?

Il prossimo appuntamento. La lectio del filosofo – che si può riascoltare e scaricare sul sito www.lapartebuona.it – ha inaugurato in modo magistrale la lettura di un libro biblico ancora attuale. Il prossimo appuntamento, che approfondirà la prospettiva ebraica dell’Esodo, si terrà a Monteripido (salone san Francesco), a Perugia, lunedì 4 dicembre, alle ore 19.00, con il rabbino capo di Firenze, rav Gad Piperno.