La devozione a sant’Ubaldo continua a ispirare anche la musica del nostro tempo. Si è infatti conclusa la fase di valutazione della prima edizione del Concorso internazionale di composizione “Si vis salutem patriae”, promosso dal Centro Studi Ubaldiani “Padre Emidio Selvaggi” Ets insieme alla Diocesi di Gubbio e alla Basilica di Sant’Ubaldo, con l’obiettivo di dare nuova voce musicale all’antico testo sacro dedicato al patrono della città.
La commissione giudicatrice ha pubblicato la graduatoria definitiva, al termine di un lavoro che gli organizzatori definiscono «intenso e appassionante». Numerose le partiture giunte da compositori italiani, tra giovani talenti e autori già affermati, segno di un interesse che ha superato i confini del territorio e ha confermato l’attualità della musica sacra come linguaggio capace di parlare al presente.
Il primo premio è stato assegnato a Roberto Berzero, mentre il secondo è andato a Davide Pasculli. Sul terzo gradino del podio si è classificato Roberto Peroverde Cannarozzo, mentre una menzione speciale è stata attribuita a Giacomo Fiori.
Grande soddisfazione è stata espressa dal Centro Studi Ubaldiani, che ha ringraziato tutti i partecipanti per aver condiviso il proprio talento e la propria creatività, sottolineando come il livello tecnico e l’originalità delle composizioni abbiano reso particolarmente impegnativo il lavoro della giuria.
Il percorso culminerà giovedì 10 settembre, alle ore 18, nella chiesa abbaziale di San Secondo, con la cerimonia di premiazione e la prima esecuzione pubblica delle opere vincitrici. A dare voce alle nuove composizioni saranno i Cantores Beati Ubaldi, diretti dal maestro Renzo Menichetti, chiamato a interpretare per la prima volta musiche destinate ad arricchire il patrimonio liturgico e musicale dedicato al patrono di Gubbio.
Più che un semplice concorso, Si vis salutem patriae rappresenta un ponte tra tradizione e contemporaneità: un’iniziativa che affida alla creatività dei compositori di oggi il compito di rinnovare, attraverso la musica, una devozione che da quasi nove secoli accompagna il cammino spirituale della Chiesa e della città di Gubbio.

