Gubbio – Giornate di valorizzazione del patrimonio culturale

C’è una memoria che non rimane chiusa negli scaffali, ma continua a parlare al presente. È da questa consapevolezza che, negli spazi dell’Archivio e della Biblioteca diocesani di Gubbio, hanno preso ufficialmente il via le Giornate di valorizzazione del patrimonio culturale ecclesiastico, con l’iniziativa dal titolo “Risonanze di santità – Sulle orme di Francesco”, inserita nel percorso nazionale promosso per riscoprire e rendere accessibili i beni custoditi dalle Chiese locali.

Le memorie francescane di Gubbio
L’appuntamento eugubino si colloca in modo significativo dentro il cammino dell’Ottavo Centenario della morte di san Francesco d’Assisi, offrendo al pubblico un itinerario tra documenti, libri antichi, testimonianze storiche e luoghi che raccontano il legame profondo tra il Santo assisano e la città di Gubbio.
A guidare il percorso inaugurale è stata Anna Radicchi, direttrice della Biblioteca e dell’Archivio diocesani (Biar), che ha sottolineato come il tema nazionale delle giornate, “Risonanze di santità”, trovi oggi a Gubbio un terreno particolarmente fecondo, proprio per il clima spirituale e culturale che accompagna le celebrazioni francescane. L’esposizione archivistica propone infatti un viaggio attraverso pergamene, visite pastorali, manoscritti miniati e documenti che coprono un arco cronologico amplissimo, dal XII al XX secolo, facendo emergere figure e luoghi legati al passaggio di Francesco in città: dal vescovo Villano al convento di Caprignone, dall’abbazia di Vallingegno fino al lebbrosario di San Lazzaro e alla chiesa della Vittorina.

La relazione del Poverello con la città
Accanto al materiale archivistico, la Biblioteca diocesana “Fonti” ha scelto di raccontare il francescanesimo attraverso dieci volumi selezionati tra Seicento e contemporaneità. Come ha spiegato il bibliotecario Filippo Paciotti, si tratta di opere che testimoniano una relazione “vera, viva” tra Francesco e Gubbio: guide per pellegrini, vite del santo, studi scientifici, manoscritti provenienti da conventi francescani e persino documentazioni fotografiche dei primi del Novecento, capaci di restituire scorci oggi scomparsi ma ancora vivi nella memoria cittadina.

L’esposizione resterà visitabile fino al 22 maggio e rappresenta molto più di una semplice mostra bibliografica o documentaria. È un invito a rileggere il patrimonio ecclesiastico non come eredità del passato, ma come una storia ancora capace di generare cultura, identità e fede.

Gubbio – feste per sant’Ubaldo: al via novena, triduo e celebrazioni

In vista delle celebrazioni in onore del vescovo sant’Ubaldo, la Chiesa eugubina inizia da oggi a vivere giorni di spiritualità e partecipazione comunitaria attraverso il tradizionale cammino della Novena. Un appuntamento molto sentito tra gli eugubini e nella diocesi, che ogni anno accompagna i fedeli verso la festa del santo patrono, offrendo occasioni di preghiera, riflessione e riscoperta della sua testimonianza di fede.

Prima la Novena, poi il Triduo
La Novena si apre oggi e sarà officiata fino 12 maggio nella chiesa cattedrale dei Santi Mariano e Giacomo di Gubbio, con la celebrazione quotidiana alle ore 21, per poi proseguire con il Triduo il 13 e 14 maggio nella chiesa di San Francesco della pace (detta “dei Muratori”), luogo simbolicamente legato alla devozione ubaldiana e alle tradizioni ceraiole per la custodia delle statuine dei tre Santi della festa. All’interno di questo percorso spirituale si inseriscono, infatti, anche i giorni del Triduo, momento culminante di preparazione immediata alle feste del patrono.

Tra gli appuntamenti più significativi, anche quest’anno, particolare attenzione è rivolta al mondo giovanile. Lunedì 11 maggio, alle ore 21 in cattedrale, la Pastorale giovanile diocesana promuove infatti un momento di preghiera e riflessione dal titolo “Con lo sguardo di Ubaldo, aspirare alla santità”. Un’iniziativa pensata per i giovani della diocesi, chiamati a lasciarsi ispirare dalla figura del santo vescovo, pastore e guida spirituale che continua a parlare anche alle nuove generazioni attraverso il suo esempio di fede, servizio e amore per la Chiesa.

La Festa del 15 maggio
Il cammino culminerà quindi nei giorni centrali delle celebrazioni ubaldiane. Il 15 maggio, con la storica Festa dei Ceri, la città vivrà uno dei momenti più identitari e partecipati della propria tradizione, tra celebrazioni liturgiche, devozione popolare e il tradizionale omaggio al Patrono. In particolare, gli appuntamenti pastorali del 15 prevedono alle ore 7.45 la santa messa nella chiesetta dei Muratori, che apro poi la processione dei Santi. In cattedrale, alle 16.15 la preghiera dei Primi Vespri per sant’Ubaldo e al termine l’uscita della processione con la statua del patrono per portarsi alla “calata” dei Neri per la benedizione dei Ceri.

La memoria liturgica ubaldiana
Il giorno successivo, il 16 maggio, memoria liturgica di Sant’Ubaldo, la comunità eugubina celebrerà la solennità con le liturgie presiedute dal vescovo Luciano Paolucci Bedini, rinnovando il legame spirituale con colui che da secoli rappresenta un punto di riferimento di fede, unità e appartenenza per tutta la città. Dalla chiesa dei Neri, alle ore 10.45 uscirà la processione per riportare la statua di sant’Ubaldo in cattedrale, dove alle 11.15 inizierà la messa pontificale presieduta dal vescovo Luciano Paolucci Bedini. Nel pomeriggio, in basilica di Sant’ Ubaldo – alle ore 17 – ci sarà la santa messa presieduta dal vicario generale diocesano, don Mirko Orsini.

Assisi – convegno: “Rivotorto nell’identità evangelica di Francesco e dei suoi primi frati”

Nell’ambito delle celebrazioni per l’ottavo centenario della morte di san Francesco d’Assisi, la comunità di Rivotorto di Assisi promuove un convegno dedicato all’identità storica, culturale e spirituale del Santuario del Sacro Tugurio, dal titolo “Rivotorto nell’identità evangelica di Francesco e dei suoi primi frati”, sabato 9 maggio 2026 alle ore 16 presso lo stesso Santuario.
Il convegno nasce con l’obiettivo di fare il punto sulle conoscenze storiche relative a questo periodo e, allo stesso tempo, di rafforzare il senso di appartenenza della comunità locale, profondamente segnata dalla presenza di Francesco.

Il Santuario-parrocchia del Sacro Tugurio custodisce infatti la memoria della prima “sede” della comunità minoritica di san Francesco e dei primi compagni. È proprio a Rivotorto che, tra il 1208 e il 1211, si collocano i primi passi dell’esperienza francescana, segnata da tre elementi fondamentali: la vita fraterna, il Vangelo come forma di vita e la prossimità verso gli ultimi, in particolare nel servizio ai lebbrosi.

Dopo i saluti di fra Marco Moroni, OFMConv, Custode del Sacro Convento, e Valter Stoppini, Sindaco di Assisi, l’introduzione sarà affidata a fra Domenico Paoletti, OFMConv, parroco di Rivotorto.
A seguire, offriranno il loro contributo tre fra i maggiori studiosi del francescanesimo delle origini: fra Pietro Maranesi, OFMCap, con un intervento su “L’incontro decisivo con i lebbrosi”; monsignor Felice Accrocca, vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e di Foligno, che approfondirà “Il ‘Propositum vitae’: il Vangelo come Regola di vita”; Grado Giovanni Merlo, con una relazione su “Frate Francesco e i suoi ‘fratres’ a Rivotorto”. L’incontro sarà moderato dal filosofo Paolo Capitanucci.
L’iniziativa intende inoltre valorizzare (in prospettiva di recupero, conservazione e fruizione) la vicina Chiesa di Santa Maria Maddalena (XII secolo), luogo legato all’incontro di Francesco con i lebbrosi che fu l’evento decisivo nel suo cammino evangelico.
Tra gli obiettivi del convegno vi è anche la pubblicazione degli Atti, che daranno avvio a una nuova collana di studi, i Quaderni del Tugurium, contribuendo così alla riscoperta e alla riqualificazione del luogo.
La parrocchia di Rivotorto, unica nel territorio di Assisi a essere intitolata a San Francesco, si conferma così luogo vivo di memoria e di ricerca, capace di coniugare tradizione e approfondimento culturale.

Assisi – Festa al Santuario della Spogliazione nel segno dell’Ottocentario francescano. Convegno sull’economia col vescovo Accrocca, suor Raffaella Petrini e il professor Carlo Cottarelli

“#nulladiproprio dopo 800 anni è sempre Francesco” è il titolo del nono anniversario del Santuario della Spogliazione di Assisi, che quest’anno è dedicato all’ottavo centenario della morte di San Francesco e che si svolgerà dal 13 al 17 maggio nella città serafica.
Saranno cinque giorni di celebrazioni e momenti di approfondimento e riflessione su temi legati a carisma ed eredità francescani, che si apriranno mercoledì 13 maggio alle ore 18 con la santa messa nella chiesa di Santa Maria Maggiore – Santuario della Spogliazione, presieduta da Fra Teofil Teofil Ciucheș, parroco della chiesa di Santa Margherita. Giovedì 14 maggio alle ore 16 nella sala della Spogliazione del Vescovado si terrà il convegno dal titolo “Se i soldi non fanno la felicità. Dall’economia di Francesco a quella contemporanea, come ripensare lo sviluppo globale”. Ne parleranno monsignor Felice Accrocca, vescovo delle diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino e di Foligno che, oltre ad essere il pastore delle due chiese particolari, è esperto di francescanesimo a livello mondiale, Suor Raffaella Petrini, presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, il professor Carlo Cottarelli, Economista e docente all’Università Cattolica del Sacro Cuore. Il convegno sarà moderato da Eugenio Bonanata, giornalista di Radio Vaticana – VaticanNews e Marina Rosati, direttore dell’Ufficio Comunicazioni sociali della Diocesi. Alle ore 18,00 sarà don Alessandro Picchiarelli, parroco della cattedrale di San Rufino a presiedere la celebrazione eucaristica. Venerdì 15 maggio sempre alle ore 18,00 la santa messa sarà celebrata da don Matteo Renga, parroco dell’Abbazia di San Pietro, mentre in serata alle ore 21,00 si svolgerà “l’Adorazione eucaristica: un’ora per la pace”. Nella mattinata di sabato 16 maggio, alla presenza del cardinale Gualtiero Bassetti, torna la cerimonia di assegnazione del Premio internazionale “Francesco d’Assisi e Carlo Acutis per un’economia della fraternità” che quest’anno ha visto la partecipazione di quasi 80 soggetti con proposte e idee progettuali da tutto il mondo. Al vincitore sarà consegnato un assegno da 50mila euro, frutto del sostegno di diversi benefattori, un’icona con l’immagine dei due santi e il foulard con la scena della spogliazione realizzato da Brunello Cucinelli. Nel pomeriggio, sempre alle 18,00 sarà celebrata la santa messa presieduta dal vicario generale delle due diocesi, don Giovanni Zampa, mentre in serata, sempre all’interno della chiesa di Santa Maria Maggiore, si terrà il concerto: “Cantate Domino”, a cura del coro della città di Bastia, diretto dal maestro Piero Caraba. La festa del Santuario si concluderà domenica 17 maggio con la santa messa delle ore 9,30 celebrata dal rettore padre Marco Gaballo e con la successiva solenne celebrazione eucaristica delle ore 11,00 presieduta da monsignor Accrocca.

Narni – solenne celebrazione in onore di San Giovenale, presieduta dal card. Enrico Feroci.

La festa del santo patrono Giovenale è per la comunità narnese un forte momento d’incontro, e tantissimi fedeli hanno partecipato domenica 3 maggio alla solenne celebrazione presieduta dal cardinale Enrico Feroci, concelebrata dall’amministratore diocesano don Matteo Antonelli, dal vicario foraneo di Narni don Jeanpierre Kalongisa e dal parroco della Concattedrale di Narni don Sergio Rossini, e alla successiva processione per le vie della città con il busto del Santo. Il tutto accompagnato dallo scenario della città antica e dalla coreografia della sfilata del corteo storico in ricchi abiti medievali.
Alla celebrazione nella concattedrale di Narni erano presenti il sindaco Lorenzo Lucarelli, che ha donato l’olio e acceso la lampada davanti al busto di San Giovenale e recitato la preghiera di affidamento al santo patrono, l’assessore regionale Francesco De Rebotti, la consigliera regionale Eleonora Pace, i sindaci dei Comuni di Calvi dell’Umbria, di Otricoli, i rappresentanti di alcuni comuni che hanno come patrono San Giovanenale e delle chiese della zona che in passato erano parte dell’antica diocesi di Narni, le autorità civili e militari della provincia di Terni, i rappresentanti delle parrocchie del narnese che hanno offerto i ceri, i rappresentanti dei Terziari Fraporta, Mezule e Santa Maria e del corteo storico della Corsa all’anello, i cavalieri e dame del Santo Sepolcro di Gerusalemme e tanti fedeli narnesi.
Ricordando la figura del santo patrono e primo vescovo di Narni nel 1650 anniversario della morte, il cardinale Feroci ha sottolineato ne ha sottolienato l’attualità come testimone attuale della fede «San Giovanale ha parlato di Gesù, ha vissuto per lui, ha operato attraverso di lui».
«Essere cristiani significa portare il Vangelo che abbiamo ascoltato nella vita di ogni giorno – ha aggiunto il cardinale –. Il tesoro della pienezza di vita è il Vangelo di Cristo. Il cristianesimo si basa sull’evento di Gesù, figlio di Dio, morto in croce e sepolto, poi risorto. Oggi la chiesa ci fa riflettere sulla fede grande che supera ogni timore. La nostra fede poggia su un evento, abbiamo bisogno di fatti, di incontrare il Signore. Le persone che ci hanno preceduto, avendo sperimentato la bellezza e la significatività di quella persona, san Giovenale venuto dall’Africa, l’hanno rinconsciuto come presenza di Dio. Oggi abbiamo bisogno di testimonianze vive e autentiche che ci dicano con la loro vita la loro fede, nata dall’incontro con Gesù. I santi non sono solo esempi da seguire, ma sono coloro che indicano la vera presenza di Gesù il Risorto».

Gubbio – In Cattedrale conferiti cinque ministeri laicali nella festa dei santi Mariano e Giacomo

Cinque nuovi ministeri laicali sono stati conferiti giovedì 30 aprile nella Cattedrale eugubina, durante la solenne celebrazione presieduta dal vescovo Luciano Paolucci Bedini in occasione della festa liturgica dei santi Mariano e Giacomo, i martiri ai quali è dedicata la “chiesa madre” della diocesi. Davanti a sacerdoti, religiosi e numerosi fedeli della comunità eugubina, il vescovo ha istituito quattro nuovi ministri straordinari della Comunione e un nuovo lettore, richiamando il significato profondo del servizio ecclesiale come testimonianza concreta del Vangelo.
A ricevere il ministero straordinario della Comunione sono stati Giacomo Valentini della parrocchia di San Secondo, Antonietta Mischianti della parrocchia di Madonna del Ponte, Francesco De Benedittis della parrocchia di Sant’Agostino e Anna Briganti della parrocchia di Cristo Risorto di Umbertide. Il ministero del lettorato è stato invece conferito a Graziano Capannelli, anch’egli della parrocchia di San Secondo.

Nell’omelia, mons. Paolucci Bedini ha collegato la figura dei nuovi ministri laicali alla testimonianza dei santi Mariano e Giacomo, ricordando come anche i due martiri, prima del sacrificio supremo, fossero stati chiamati a vivere un ministero nella Chiesa.
“È bello che questa Cattedrale sia affidata ai martiri, perché vuol dire che la nostra Chiesa è affidata ai martiri”, ha detto il vescovo, spiegando che la memoria dei santi continua ancora oggi a indicare la strada alla comunità cristiana: “La Chiesa esiste ed è sostenuta dalla potenza dello Spirito Santo solo per una cosa: annunciare il Vangelo”.
Rivolgendosi in particolare a coloro che stavano per ricevere il mandato, il presule ha consegnato un invito diretto e concreto: “Tutti coloro che nella Chiesa vengono chiamati ad assumere un ministero a favore della comunità sono chiamati ad essere testimoni coraggiosi del Vangelo”. E con una sintesi efficace ha aggiunto: “Ministero uguale cristiani coraggiosi”.

Uno dei passaggi centrali della riflessione del vescovo ha riguardato il senso ecclesiale del servizio. Mons. Paolucci Bedini ha ricordato che ogni ministero, dai servizi laicali fino al sacramento dell’Ordine, trova il suo significato più autentico nella costruzione della fraternità cristiana.
“I ministeri nella Chiesa sono dati ai singoli fedeli solo per aiutare e accompagnare la crescita della comunione, per servire quella fraternità che è la prima e più grande manifestazione dell’amore di Dio”, ha sottolineato.
Riprendendo infine il Vangelo di Giovanni, il vescovo ha indicato anche la sorgente spirituale di ogni servizio ecclesiale: “Il segreto di ogni ministero e di ogni servizio ecclesiale sta nell’essere tutti insieme profondamente radicati nell’amore di Gesù”.

La memoria dei martiri custodita a Gubbio
La festa dei santi Mariano e Giacomo resta un appuntamento significativo per la Chiesa eugubina. Secondo la tradizione, i due martiri provenivano da Lambesa, in Numidia, nell’attuale Algeria, e subirono il martirio durante le persecuzioni dei primi secoli cristiani. Le loro reliquie, giunte a Gubbio tra il V e il VI secolo, sono ancora oggi custodite nell’altare della Cattedrale, segno di una devozione che attraversa i secoli e continua a parlare alla Chiesa di oggi.

Narni – celebrazioni religiose per la festa del patrono san Giovenale

La festa del santo patrono Giovenale, primo vescovo della città vissuto nel IV secolo, è per la comunità narnese un forte momento d’incontro, nel rinnovare la tradizione religiosa e culturale nelle sue diverse valenze sociali e religiose.
La festa religiosa, nel 1650 anniversario della nascita al Cielo di San Giovenale, avrà il suo momento centrale domenica 3 maggio alle ore 10.30 con la solenne celebrazione eucaristica presieduta dal Cardinale Enrico Feroci, alla presenza delle autorità civili e militari e concelebrata dai sacerdoti della diocesi, con l’offerta dei ceri da parte delle parrocchie dell’antica diocesi di Narni. Il Sindaco ed il Cardinale accenderanno la lampada votiva davanti al busto di San Giovenale, seguirà la processione per le vie cittadine con il busto del Santo e la benedizione a piazza dei Priori. Il tutto accompagnato dallo scenario della città antica e dalla coreografia della sfilata del corteo storico in ricchi abiti medievali.
Domenica 3 maggio ore 21,15 in cattedrale il concerto del Coro Harmoniæ cœlestes direttore Fabrizio Antonelli, del Coro “Le Cantarine di Porta Sole direttore Claudia Puletti, organo portativo Oreste Calabria, fiato storici Valdimiro Vagnetti, del Coro del Triennio del liceo musicale “F. Angeloni” di Terni direttore Marco Venturi, pianoforte Irene Franceschini, del Coro di voci bianche “Le Biscromine” della scuola di musica Concertino direttore Fabrizio Antonelli.

Altro appuntamento sabato 2 maggio alle ore 21.30 con la rievocazione storica in Cattedrale dell’offerta dei ceri al Patrono San Giovenale, con la luminaria delle Autorità Comunali, dei Terzieri, delle Corporazioni e dei Castelli, che porge il proprio omaggio all’amministratore diocesano don Matteo Antonelli.
Durante il rito sarà presente il Capitolo dei Canonici della Cattedrale e si compirà la tradizionale “liberazione del prigioniero” tradotta in una contemporanea opera di carità, segno tangibile dell’attenzione verso le periferie esistenziali.

San Giovenale, fu martirizzato il 3 maggio sulla via Nomentana, insieme a Evenzio, Alessandro e Teodulo. San Gregorio Magno nei Dialogi (IV, 12) e nelle Homiliae in Evangelium ricorda un vescovo di Narni, di nome Giovenale, qualificandolo martire. Lo stesso Gregorio ricorda il sepolcro di Giovenale esistente sempre a Narni. Di Giovenale esiste inoltre una “Vita” scritta dopo il sec. VII di scarso valore storico, secondo cui, egli era di origine africana e, ordinato da papa Damaso, fu primo vescovo di Narni. Sempre secondo questa “Vita”, fu sepolto alla Porta Superiore della città sulla via Flaminia. Il sepolcro di Giovenale, su cui fu costruito un oratorio attribuito al suo successore Massimo, fu molto onorato nell’antichità e si conserva tuttora nella cattedrale di Narni. Nel secolo IX, il corpo di Giovenale fu trafugato insieme con quello dei santi Cassio e Fausta e trasportato a Lucca, ma in seguito fu restituito a Narni e posto nella Cattedrale.

Gubbio celebra i santi Mariano e Giacomo, patroni della Cattedrale

La Chiesa eugubina celebra la festa dei santi Mariano e Giacomo, martiri ai quali è dedicata la Cattedrale di Gubbio. L’appuntamento è fissato per giovedì 30 aprile, nella “chiesa madre” della diocesi, edificata e ampliata tra il XIII e il XIV secolo e da secoli punto di riferimento religioso e civile per la comunità cittadina.

Il programma della giornata prevede alle ore 16.30, in Cattedrale, un incontro di formazione dedicato ai ministeri laicali, segno di una Chiesa che continua a valorizzare il servizio dei fedeli nelle comunità parrocchiali. Alle ore 18 sarà poi il momento centrale della festa con la celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo di Gubbio, mons. Luciano Paolucci Bedini, nel giorno liturgico dedicato ai due santi martiri.

Durante la messa saranno inoltre conferiti nuovi ministeri laicali. Riceveranno il ministero straordinario della Comunione i candidati Giacomo Valentini, Antonietta Mischianti e Francesco De Benedittis, chiamati a svolgere un prezioso servizio pastorale soprattutto verso i malati, gli anziani e nelle celebrazioni comunitarie. Sarà inoltre conferito il ministero del lettorato a Graziano Capannelli, chiamato in modo particolare al servizio della Parola di Dio nella liturgia.

I martiri africani giunti a Gubbio

La figura dei santi Mariano e Giacomo affonda le radici nei primi secoli del cristianesimo. Secondo la tradizione e la testimonianza di uno dei loro compagni, essi appartenevano al gruppo dei martiri di Lambesa, antica città della Numidia, nell’area nord-orientale dell’attuale Algeria. La loro vicenda si colloca nel tempo delle persecuzioni romane, quando molti cristiani furono messi a morte per non aver rinnegato la fede.

Come ricorda anche il ciclo di dipinti custodito nell’abside della Cattedrale eugubina, Mariano, lettore della comunità cristiana, e Giacomo, diacono, furono arrestati dai magistrati romani, sottoposti a interrogatori e torture. Rimasti fedeli a Cristo, subirono infine la decapitazione, mentre i loro corpi vennero gettati nelle acque di un fiume. Le loro reliquie giunsero a Gubbio tra il V e il VI secolo, divenendo nel tempo oggetto di grande venerazione popolare. Ancora oggi sono custodite nell’altare della Cattedrale, segno tangibile del legame profondo tra la città umbra e questi due testimoni della fede provenienti dall’Africa cristiana.

Una memoria che unisce storia e attualità
La festa dei santi Mariano e Giacomo rappresenta ogni anno per Gubbio non soltanto un appuntamento religioso, ma anche un richiamo alle radici storiche della diocesi e al valore universale della testimonianza cristiana. La presenza di martiri africani venerati nel cuore dell’Umbria racconta infatti una Chiesa già anticamente aperta ai popoli e alle culture del Mediterraneo.

Il conferimento dei nuovi ministeri laicali durante la celebrazione aggiunge inoltre un significato attuale alla ricorrenza: dalla testimonianza dei martiri di ieri nasce il servizio concreto dei fedeli di oggi, chiamati a sostenere la vita delle comunità.

Assisi – quinto appuntamento della rassegna “Francesco ha gli occhi tuoi”, al centro il rapporto tra Francesco e le periferie, con Marco Bartoli e don Sergio Massironi

Dopo il grande interesse suscitato dai primi quattro appuntamenti, la rassegna “Francesco ha gli occhi tuoi” prosegue con il quinto incontro, confermandosi come uno spazio vivo di dialogo tra storia, spiritualità e attualità.
Sabato 2 maggio, presso il Teatro della Domus Pacis di Santa Maria degli Angeli (Assisi), a pochi passi dalla Porziuncola, si terrà il quinto evento, dedicato al tema “Francesco e le periferie”, un argomento di forte rilevanza umana e spirituale, capace di interrogare profondamente anche il nostro presente.
L’incontro vedrà la partecipazione di: Marco Bartoli, Professore di Storia del Francescanesimo alla Pontificia Università Antonianum, in qualità di storico; Don Sergio Massironi, Professore di teologia all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, in qualità di attualizzatore.
A moderare l’incontro sarà Francesca Di Maolo, Presidente del Serafico di Assisi.

Il quinto appuntamento si propone come un’occasione di riflessione sul significato teologico e umano dell’attenzione di San Francesco verso gli emarginati, i poveri e quanti vivono ai margini della società. Un tema che attraversa la sua esperienza spirituale e continua ancora oggi a interrogare la Chiesa e la società contemporanea sul rapporto tra centro e periferia, potere e fragilità, inclusione ed esclusione.
Nella prospettiva francescana, la periferia non è soltanto un luogo geografico o sociale, ma uno spazio teologico privilegiato, in cui Dio si manifesta con particolare evidenza. San Francesco riconosce nei lebbrosi, nei poveri e negli scartati il volto stesso di Cristo, trasformando l’incontro con l’altro in un’esperienza autentica di conversione e fraternità radicale.
Le periferie diventano così il cuore del Vangelo vissuto: luoghi in cui la minorità si traduce in scelta concreta, la prossimità diventa stile e la carità si esprime nella condivisione. Riflettere oggi su “Francesco e le periferie” significa allora riscoprire una spiritualità capace di generare comunità inclusive, attente alle ferite dell’uomo e aperte a quella speranza che nasce dall’incontro.
In un tempo segnato da nuove forme di marginalità e solitudine, l’incontro offrirà uno spazio di ascolto e approfondimento per riscoprire, nello spirito francescano, una via possibile di umanità, relazione e rinnovamento sociale.

Al termine del dibattito i partecipanti si sposteranno nella Basilica di Santa Maria degli Angeli per un momento di eccezionale intensità spirituale: la Memoria del Transito.
Proprio lì, dove Francesco rese l’ultimo respiro il 3 ottobre 1226, si rinnoverà ogni mese un rito di preghiera che collegherà la riflessione intellettuale al cuore pulsante del carisma francescano.

Gualdo Tadino – ingresso del vescovo Felice Accrocca

“Oggi vorrei pregare soprattutto perché due di questi doni, il consiglio e la fortezza prendano casa in voi”. Lo ha detto il vescovo della diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino e di Foligno monsignor Felice Accrocca, nell’omelia della santa messa celebrata domenica 26 aprile nella basilica concattedrale di San Benedetto a Gualdo Tadino durante la quale un gruppo di giovani ha ricevuto il Sacramento della Confermazione; celebrazione che ha segnato l’ingresso del vescovo nella comunità gualdese.

“Il dono del consiglio – ha spiegato il vescovo – è capire, tra i consigli che arrivano, quali sono buoni e quali no. Tante volte riceviamo dei consigli anche dagli amici, ma non tutti i consigli sono buoni. Il dono del consiglio deve aiutare a capire quale è buono e quale non lo è, ad accoglierne uno e a rifiutarne un altro, e a dare consigli buoni. La fortezza è quel dono che ti aiuta in certi momenti anche a contraddire, a dire no. Il dono dello Spirito Santo – ha aggiunto monsignor Accrocca – vi aiuta ad essere liberi perché libero non è uno che si accoda per timore del giudizio degli altri, quello non è libero, ma sta scegliendo per paura, libero è colui che se lo ritiene giusto in quel momento sa dissentire. Questi doni ci aiutano ad essere liberi”. Infine, il vescovo ha sottolineato che “quello che vale per i ragazzi vale anche per noi perché anche noi tante volte siamo schiavi del pensiero comune, perché anche per noi essere liberi non è facile e riusciremo a farlo se ascolteremo la voce del Signore”.

La mattinata si era aperta con l’incontro con il consiglio pastorale cittadino, introdotto dal parroco e vicario foraneo don Michele Zullato, le associazioni rappresentate da Giuseppe Ascani, i gruppi, i movimenti e le Confraternite del territorio presso la chiesa di Santa Maria dei Raccomandati. A seguire e prima della messa, nella sala consiliare del Comune monsignor Accrocca ha incontrato le autorità cittadine rappresentate dal sindaco, Massimiliano Presciutti e ha benedetto la campana celebrativa del VII Centenario della morte del Beato Angelo.