Papa Francesco ad Assisi il 12 novembre 2021

“La notizia del ritorno di Papa Francesco ad Assisi non può che riempirci il cuore di gioia”. Sono queste le prime parole pronunciate dal vescovo della diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino e della diocesi di Foligno, monsignor Domenico Sorrentino, dopo il comunicato stampa diffuso dal Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione che ha annunciato la visita privata del Santo Padre ad Assisi il 12 novembre prossimo in occasione della V Giornata mondiale dei poveri.

“Questa nuova visita – aggiunge il vescovo – porta alla nostra memoria quanto il Santo Padre fece nel suo pellegrinaggio ad Assisi del 4 ottobre 2013, quando volle con sé i poveri nella Sala della Spogliazione e pranzò poi con loro nel Centro di prima accoglienza che da allora ha preso il nome di Casa Papa Francesco. Il gesto è significativo anche per il fatto che, nel frattempo, il Papa stesso ha voluto centrare su Assisi l’iniziativa Economy of Francesco, facendo appello a giovani economisti e operatori economici di tutto il mondo per un processo di rinnovamento dell’economia che metta al centro proprio la questione dei poveri. Iniziativa che ha visto quest’anno la seconda edizione mondiale in streaming, con un video-messaggio del Papa, che i giovani sperano di incontrare il prossimo anno nel desiderato incontro in presenza. Tutte cose che ci invitano a metterci in piena sintonia con il Vangelo alla scuola di san Francesco che seppe vedere Cristo nei poveri e si fece per questo povero tra i poveri”.

I FRATI MINORI DELLA PORZIUNCOLA
Un abbraccio, una preghiera, un momento di ascolto con i poveri.
Sarà questo a caratterizzare la visita di Papa Francesco in Porziuncola il prossimo 12 novembre.
Si tratta di un momento di preparazione alla quinta edizione della Giornata Mondiale dei poveri istituita da Francesco con lo scopo di sensibilizzare all’ascolto del grido dei poveri e dei sofferenti e prevista domenica 14 novembre sul tema del Vangelo di Marco:”I poveri li avete sempre con voi”.
Nel comunicato dell’evento, il Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione spiega che il Papa si recherà in forma privata ad Assisi e nella Basilica di Santa Maria degli Angeli incontrerà sempre in forma privata un gruppo di 500 poveri provenienti da diverse parti dell’Europa e trascorrerà con loro un momento di ascolto e preghiera.
Sarà la quinta volta di Francesco nel cuore della cristianità francescana dopo la prima visita pastorale il 4 ottobre 2013, e quelle successive del 4 agosto 2016 nell’ottavo centenario del Perdono di Assisi, del 20 settembre dello stesso anno per la Giornata mondiale di preghiera per la pace e infine del 3 ottobre 2020 per la la firma dell’enciclica Fratelli tutti.

LA LETTERA DEL CUSTODE DELLA PORZIUNCOLA (PDF)

Caritas Italiana – Rapporto 2021 su povertà ed esclusione sociale

Alla vigilia della Giornata internazionale di lotta alla povertà (17 ottobre), il Rapporto 2021 su povertà ed esclusione sociale dal titolo “Oltre l’ostacolo” (.pdf), prende in esame: le statistiche ufficiali sulla povertà, i dati di fonte Caritas, il tema dell’usura e del sovra-indebitamento, la crisi del settore turistico, lo scenario economico-finanziario, le politiche di contrasto alla povertà. Come sottolinea il titolo, l’obiettivo è di cogliere e di evidenziare, a partire dalle situazioni e dalle storie incontrate sul territorio, elementi di prospettiva e di speranza. Esempi di risposta e resilienza, da parte di tanti attori, pubblici e private e in particolare delle comunità locali, capaci di farsi carico delle situazioni di marginalità e vulnerabilità affiorate nel corso della pandemia. Tale capacità spesso si è incrociata con le risposte istituzionali offerte a livello nazionale ed europeo, dando luogo ad una serie di triangolazioni positive, che hanno evidenziato l’importanza di lavorare in rete, assumendo responsabilità diverse ma condivise.
 
Caritas e pandemia
In linea con le statistiche ufficiali i dati rilevati dalle 218 Caritas diocesane sul territorio, espressione delle rispettive Chiese locali. In dodici mesi (nel 2020) la rete Caritas, potendo contare su 6.780 servizi a livello diocesano e parrocchiale, e oltre 93mila volontari a cui si aggiungono circa 1.300 volontari religiosi e 833 giovani in servizio civile,  ha sostenuto più di 1,9 milioni di persone. Di questi il 44% sono “nuovi poveri”, persone che si sono rivolte al circuito Caritas per la prima volta per effetto, diretto o indiretto, della pandemia. Disaggregando i dati per regione civile si scorgono alcune importanti differenze territoriali che svelano quote di povertà “inedite” molto più elevate; tra le regioni con più alta incidenza di “nuovi poveri” si distingue la Valle d’Aosta (61,1%,) la Campania (57,0), il Lazio (52,9), la Sardegna (51,5%) e il Trentino Alto Adige (50,8%).
Ma la crisi socio-sanitaria ha acuito anche le povertà pre-esistenti: cresce anche la quota di poveri cronici, in carico al circuito delle Caritas da 5 anni e più (anche in modo intermittente) che dal 2019 al 2020 passa dal 25,6% al 27,5%; oltre la metà delle persone che si sono rivolte alla Caritas (il 57,1%) aveva al massimo la licenza di scuola media inferiore, percentuale che tra gli italiani sale al 65,3% e che nel Mezzogiorno arriva addirittura al 77,6%. Siamo quindi di fronte a delle situazioni in cui appare evidente una forte vulnerabilità culturale e sociale, che impedisce sul nascere la possibilità di fare il salto necessario per superare l’ostacolo.  Il 64,9% degli assistiti dichiara di avere figli; tra loro quasi un terzo vive con figli minori. Il dato non è affatto irrisorio se si immagina che dietro quei numeri si contano altrettante, o forse più, storie di povertà minorile che ci sollecitano e allarmano. Rispetto alle condizioni abitative, oltre il sessanta per cento delle persone incontrate (63%) vive in abitazioni in affitto, Il 5,8% dichiara di essere privo di un’abitazione, il 2,7% è ospitato in centri di accoglienza. Percentuali queste ultime che si legano chiaramente alla condizione degli “homeless”, i cui numeri anche per il 2020 risultano tutt’altro che trascurabili. Le persone senza dimora incontrate dalle Caritas sono state 22.527 (pari al 16,3% del totale), per lo più di genere maschile (69,4%), stranieri (64,3%), celibi (42,4%), con un’età media di 44 anni e incontrati soprattutto nelle strutture del Nord.
Delle persone sostenute dal circuito Caritas, oltre un terzo (il 37,8%) è supportato anche da alcuni servizi pubblici con i quali a volte le Caritas sui territori svolgono un lavoro sinergico e coordinato soprattutto in questo tempo di criticità. Una persona su cinque (19,9%) di quelle accompagnate nel 2020, dichiara di percepire il Reddito di Cittadinanza (RdC).
Usura e sovraindebitamento
Il capitolo su usura e sovra-indebitamento, curato dalla Consulta nazionale Antiusura “Giovanni Paolo II”, dimostra che già prima della pandemia almeno due milioni di famiglie sopportassero debiti non rifondibili a condizioni ordinarie. La vulnerabilità all’indebitamento patologico e all’usura si proietta sullo sfondo della recessione economica e della povertà assoluta, che hanno conosciuto un netto incremento a causa della pandemia. Basti pensare che nelle province dichiarate “zona rossa” per tempi più prolungati, il reddito si è ridotto di oltre il 50 per cento per un nucleo familiare ogni 20, mentre solo un piccolo gruppo di privilegiati (2,6%) ha visto aumentare il proprio reddito.
Il settore turistico
Il Rapporto contiene anche uno studio sugli effetti della pandemia su 4 aree di interesse turistico: Assisi, Ischia, Riva del Garda e Venezia. Bastano alcuni dati per ognuna di queste realtà a far comprendere il quadro della situazione. Solo ad Assisi città e frazioni, tra giovani laici e religiosi, la Chiesa locale ha messo a disposizione da giugno 2020 a inizio 2021 circa 7200 ore di volontariato per servizi assistenziali, empori e attività di distribuzione. A Ischia il 70% degli operatori del turismo non lavora. Nel 2019 la Caritas sfamava 500 famiglie, oggi sono 2500 famiglie e sono in aumento perché su circa 15000 lavoratori stagionali almeno il 50% non ha ricevuto nessun tipo di supporto economico. A Riva del Garda la crisi del turismo ha prodotto una fuga della manodopera, in gran parte straniera, ripartita verso i paesi di origine e mai più ritornata. Viene confermato un trend di crescita delle persone incontrate e aiutate da Caritas, con 302 nuclei familiari seguiti e un migliaio di persone coinvolte nel 2020, su una comunità di riferimento di circa 20.000 abitanti (dati in linea anche per il primo trimestre 2021. A Venezia lo scoppio dell’emergenza ha prodotto un crollo dei flussi turistici con in un calo di entrate di 2miliardi di euro. Per sostenere le famiglie, la diocesi ha istituito il Fondo San Nicolò, distribuendo circa 250.000 euro.
Le Politiche di contrasto alla povertà
Il focus sulle politiche di contrasto alla povertà riguarda in particolare sul reddito di cittadinanza (RdC), che ha complessivamente supportato 3,7 milioni di persone nel corso del 2020 a livello nazionale, ha interessato uno su cinque fra coloro che si sono rivolti ai centri e servizi Caritas nel 2020 e più della metà (55%) dei beneficiari di una indagine longitudinale sui beneficiari Caritas monitorati dal 2019 (pre-pandemia) al 2021.
Viene presentata l’”Agenda Caritas per il riordino del RdC” che prevede un pacchetto complessivo di interventi con un mix di ampliamento e riduzione dei criteri di accesso e che ponga attenzione al processo di miglioramento/rafforzamento di servizi e azioni per l’inserimento lavorativo e per l’inclusione sociale, al fine di intervcettare al meglio la povertà assoluta.
Oltre l’ostacolo
Allargando lo sguardo al 2021 la fotografia che emerge dai primi otto mesi dell’anno (gennaio-agosto) è la seguente:
– rispetto al 2020 crescono del 7,6% le persone assistite;
– le persone che per la prima volta nel 2020 si erano rivolte ai servizi Caritas e  si trovano ancora in uno stato di bisogno rappresentano il 16,1% del totale;
– rimane alta la quota di chi vive forme di povertà croniche (27,7%); più di una persona su quattro è accompagnata da lungo tempo e con regolarità dal circuito delle Caritas diocesane e parrocchiali;
– preoccupa anche la situazione dei poveri “intermittenti” (che pesano per 19,2%), che oscillano tra il “dentro- fuori” la condizione di bisogno, collocandosi a volte appena al di sopra della soglia di povertà e che appaiono in qualche modo in balia degli eventi, economici/occupazionali (perdita del lavoro, precariato, lavoratori nell’economia informale) e/o familiari (separazioni, divorzi, isolamento relazionale, ecc.).
Dati questi che – come ha sottolineato il Presidente della Conferenza episcopale Italiana, card. Gualtiero Bassetti, lo scorso 27 settembre aprendo i lavori del Consiglio Permanente –  si prestano a una lettura ambivalente. Da una parte, possono essere indice dei primi effetti positivi della ripresa; dall’altra, mostrano che ancora troppe persone continuano a “non farcela” e rischiano di vedere in qualche modo “cristallizzata” la propria condizione di bisogno. È dunque indispensabile che i benefici della crescita economica siano distribuiti in modo da ridurre quanto più possibile le disuguaglianze che si sono approfondite a causa della pandemia. Senza lasciare nessuno indietro.

Terni – apertura del Sino diocesano nella Cattedrale il 17 ottobre

In comunione con tutte le diocesi del mondo, per il Sinodo dei vescovi sul tema “Per una Chiesa sinodale: comunione, partecipazione e missione”, la comunità diocesana di Terni-Narni-Amelia, sacerdoti, religiosi e religiose, diaconi, membri del Consiglio pastorale diocesano, delle associazioni, dei gruppi e dei movimenti ecclesiali si ritroverà per l’assemblea diocesana domenica 17 ottobre alle ore 16.30 nella cattedrale di Santa Maria Assunta di Terni per la celebrazione presieduta dal vescovo Giuseppe Piemontese e la consegna simbolica del mandato agli operatori pastorali e del manuale diocesano del sinodo col programma pastorale dell’anno.

L’assemblea sarà trasmessa in streaming sui canali Youtube e Facebook della diocesi di Terni-Narni-Amelia.

Un cammino diocesano sinodale che si snoderà fino ad aprile 2022 con varie tappe per gli approfondimenti dei temi sinodali con spazi di consultazione, di reciproco ascolto e di riflessione sulla vita delle comunità, nelle parrocchie e nelle foranie sui temi sinodali.

Il secondo appuntamento sinodale diocesano sarà il 25 novembre con la riflessione guidata da mons. Franco Giulio Brambilla, vescovo di Novara sul tema “Per una Chiesa sinodale: comunione, partecipazione e missione”.

Il cammino sinodale a livello nazionale culminerà, nel 2025, con un evento assembleare nazionale.

Un percorso iniziato già da qualche mese in diocesi e riassunto nel programma pastorale “Annunciare il Vangelo in un tempo di rinascita”, nel documento che sarà consegnato il 17 ottobre ai rappresentanti delle comunità parrocchiali. A partire dalla fase post pandemia, nell’incontro del clero di giugno, sono state evidenziate priorità e temi centrali della pastorale diocesana nel richiamare l’intera diocesi dalle parrocchie agli organismi diocesani ad avviare un cammino sinodale dal basso seguendo l’invito di papa Francesco.

«Approfondire e promuovere la convinzione, ampiamente risuonata in questi tempi di incertezza, che siamo tutti nella stessa barca, siamo “fratelli tutti”, che devono, sempre più, darsi un aiuto vicendevole – ricorda il vescovo Piemontese nel documento -. Manifestare vicinanza all’uomo, alle famiglie, ai giovani specie a quelli che sballano nella droga: la nostra diocesi ne sa qualcosa. La gente, specie le persone maggiormente provate, manifesta il bisogno di parlarsi e ascoltarsi. Promuovere una terapia del raccontarsi, arricchendo così di conoscenza e di familiarità le relazioni in piccoli gruppi. Recuperare la dimensione relazionale personale in tutti: giovani, ragazzi, adulti, anziani».

Da qui l’importanza della carità, che ha avuto manifestazioni fino all’eroismo, che va custodita e alimentata per seminare speranza e misericordia. L’essenzialità di promuovere il ministero della consolazione e della fiducia tra moltitudini di persone, specie anziani, malati, persone singole rimaste isolate, colpite da lutti inconsolati. Riportare al centro l’Eucarestia domenicale “in presenza” quale momento centrale del camino di fede. Ricercare il rinnovamento degli stili di vita e una nuova ecologia e cura del creato. A livello pastorale valorizzare la collaborazione tra realtà vicine: foranie e comunità pastorali, superando il narcisismo, la solitudine e l’isolamento inconcludente e dannoso, proprio perché la Chiesa è chiamata nel tempo della rinascita a coltivare un ascolto, un’immaginazio­ne e una pratica che si lascia fecondare dall’annuncio evangelico e da quanto stiamo imparando dalla pandemia, consapevoli che una Chiesa sinodale, annunciando il Vangelo, cammina insieme.

Assisi e Foligno – apertura del Sinodo diocesano nella cattedrale di San Rufino e nella chiesa di San Paolo

Anche le diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino e di Foligno apriranno il sinodo domenica 17 ottobre dopo l’apertura ufficiale della scorsa settimana da parte di Papa Francesco. “Il Santo Padre – scrive il vescovo delle due diocesi monsignor Domenico Sorrentino – ha indetto un sinodo per la Chiesa universale, coinvolgendo tutte le Chiese particolari. Ne abbiamo fatto esperienza anche altre volte. Ricordo in particolare il sinodo sui giovani e quello sulla famiglia. Ma questo sinodo ha una singolarità: il tema è lo stesso ‘sinodo’. Ad Assisi un sinodo lo abbiamo da poco celebrato. Non dovrebbe essere difficile ricordare che la parola, nella sua base greca, significa ‘camminare insieme’. È una versione dinamica della comunione. Ma anche una versione comunitaria della missione. Cose essenziali per essere Chiesa. Se si sta insieme, ma non si cammina, siamo una Chiesa paralitica. Se si cammina, ma non si sta insieme, siamo una Chiesa allo sbando. In un mondo che, proprio sui temi del camminare e della comunione – continua monsignor Sorrentino – accusa dei problemi acuti – vere e proprie crisi – questo interrogarsi della Chiesa viene a proposito. La fatica del “camminare” è sotto gli occhi di tutti. È vero che, da un certo punto di vista, il nostro mondo non solo cammina, ma corre, ed anzi, a velocità supersonica. La tecnologia ci stupisce ogni giorno con le sue realizzazioni. Ma dentro questa corsa ci sono anche tante insidie e contraddizioni. Se la tecnologia è mirabolante, l’ambiente è in agonia. Se i telefonini spopolano, i rapporti dal vivo languono. Se la conoscenza scientifica cresce, la coscienza etica diminuisce. Insomma, camminare non basta. Occorre farlo nella giusta direzione. Occorre un ‘navigatore’ – sottolinea il vescovo – . Anche la Chiesa deve interrogarsi sulla rotta, ascoltando l’unico navigatore che ci sa indicare davvero la strada: il Vangelo. Fatica anche sul versante della comunione. La crisi delle relazioni è sotto i nostri occhi. Diventiamo sempre più soli. Lo stesso nucleo familiare è ridotto al lumicino. Lo stile sinodale è quello che ci fa tessere relazioni e ci fa camminare insieme. Nessuno può chiudersi nel suo ‘particolare’”.

Il programma prevede l’apertura del Sinodo da parte di monsignor Sorrentino con la celebrazione della Parola per la comunità diocesana di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino alle ore 16,30 nella cattedrale di San Rufino ad Assisi e alle 20,45 nella chiesa di San Paolo a Foligno.

apertura sinodo

Spoleto – Assemblea diocesana, avvio del cammino sinodale della Chiesa, nuova Lettera pastorale dell’Arcivescovo, avvio della seconda Visita Pastorale di mons. Renato Boccardo

Domenica 17 ottobre 2021 nella Basilica Cattedrale di Spoleto (dalle ore 15.30) la Chiesa diocesana di Spoleto-Norcia celebra l’assemblea di avvio dell’anno pastorale 2021-2022 sul tema “Chiesa di Cristo. Chiesa per il mondo”. Dopo l’accoglienza dei partecipanti, ci sarà l’intervento di don Vito Stramaccia parroco di Montefalco e vicario episcopale per una pastorale missionaria e poi la Messa presieduta dall’Arcivescovo.
L’assemblea di quest’anno ha un rilievo particolare: si avvia il percorso sinodale della Chiesa italiana, si apre la seconda Visita pastorale di mons. Renato Boccardo alla diocesi di Spoleto-Norcia e il Presule consegnerà a presbiteri e fedeli la nuova Lettera pastorale che porta lo stesso titolo dell’assemblea, “Chiesa di Cristo. Chiesa per il mondo”. «Mentre stiamo uscendo (lo speriamo tutti!) – afferma l’Arcivescovo – dal periodo difficile della pandemia, vogliamo riprendere, con le dovute precauzioni ma con altrettanta passione e generosità, il nostro cammino comunitario sulle strade del Vangelo e la missione ecclesiale di evangelizzazione e testimonianza. La Chiesa italiana celebra negli anni 2021-2025 un “Cammino sinodale”, fatto di ascolto, ricerca e proposte: invito tutti a partecipare di persona a questo evento che rinsalda la nostra comunione e manifesta la nostra appartenenza alla Chiesa locale».
Sull’avvio della seconda Visita pastorale mons. Boccardo dice: «Memore e ancora ammirato dall’autentico tempo di grazia costituito dalla Visita pastorale che ho compiuto negli anni 2021-2014, a partire dalla festa di S. Ponziano 2022 intendo riprendere il bastone del pellegrino per incontrare nuovamente tutte le comunità, con il proposito di seguire i passi di Gesù, “pastore e custode delle nostre anime”». Il pellegrinaggio del Vescovo alle diverse Pievanie della diocesi è il primo momento del Cammino sinodale, quello dell’ascolto. Ma sarà anche una preparazione diretta all’825° anniversario della dedicazione della Cattedrale di Spoleto, da ottobre 2022 a ottobre 2023: un anno di diverse iniziative pastorali, culturali e artistiche. «Sarà l’occasione – afferma l’Arcivescovo – per ripercorrerne la storia non come erudito ricordo di fatti e personaggi né come rievocazione di presunte passate glorie, ma come riflessione spirituale su quello che stiamo stati, su quello che siamo e su quello che siamo chiamati ad essere per edificare la nostra Chiesa locale con una vita santa e con scelte individuali e collettive conformi al Vangelo». Un altro percorso nella prospettiva dell’anno sinodale dedicato all’ascolto che la Diocesi di Spoleto-Norcia propone è quello di educarsi a discernere la voce di Dio e la voce degli uomini nel rumore e nella confusione nei quali sono immerse le nostre giornate. A tal fine, mons. Boccardo ha pensato di aprire gli incontri mensili del clero anche a quei laici che ne hanno la possibilità. Questi incontri (Cannaiola di Trevi, dalle ore 10.00: 21 ottobre, 4 novembre e 2 dicembre 2021; 2 febbraio, 24 marzo e 12 maggio 2022) saranno tenuti da suor Katia Roncalli, Responsabile della Fraternità Evangelii gaudium, e avranno come tema “L’arte del discernimento. Per ricominciare nella vita spirituale”.

Assisi – Presentazione restauro delle tele al Museo diocesano

“Bellezze ritrovate” è il titolo dell’evento che si terrà sabato 16 ottobre alle ore 17,30 nella Biblioteca diocesana (in via del Torrione) del Polo culturale della cattedrale di Assisi, durante il quale verranno presentati i restauri di tre tele custodite nella Sala Sermei del Museo diocesano e Cripta di San Rufino.

Dopo l’introduzione storico-artistica di Paola Mercurelli Salari, direttrice della Rocca Albornoz-Museo nazionale del Ducato di Spoleto e del Tempietto sul Clitunno, direttrice del Museo del Palazzo Ducale di Gubbio, e di Elvio Lunghi, storico dell’arte e docente presso l’Università per Stranieri di Perugia, il restauratore Fernando Carmisano illustrerà, attraverso immagini video le fasi di restauro delle opere.

Al temine dell’incontro sarà possibile vedere, dal vivo, le tele situate all’interno del museo, guidati dagli stessi relatori.

Per partecipare all’evento è consigliato effettuare la prenotazione chiamando il numero 075/812712 oppure scrivendo all’indirizzo e-mail museodisanrufino@gmail.com. Nel rispetto delle vigenti misure di contenimento del Covid-19 per partecipare è richiesto il Green pass.

Perugia – Domenica 17 ottobre, in cattedrale, la celebrazione eucaristica d’inizio cammino sinodale presieduta dal cardinale Gualtiero Bassetti.

“Prepariamoci con la preghiera e con piena disponibilità d’animo a questo tempo di grazia che si apre dinanzi a noi. La Vergine Maria e i Santi Patroni ci sostengano perché possiamo annunciare con nuova forza il Vangelo di Gesù, verità e vita”. A scriverlo è il cardinale arcivescovo Gualtiero Bassetti nella sua lettera-convocazione diocesana rivolta “ai sacerdoti, ai religiosi e alle religiose, ai consacrati, ai diaconi, ai membri del Consiglio pastorale diocesano, delle associazioni, dei gruppi e dei movimenti ecclesiali, al popolo santo di Dio che è in Perugia-Città della Pieve”, per la celebrazione eucaristica d’inizio del cammino sinodale, a livello diocesano, in programma domenica 17 ottobre, alle ore 18, nella cattedrale di San Lorenzo. Celebrazione che sarà presieduta dal cardinale Bassetti insieme al vescovo ausiliare mons. Marco Salvi, con i vicari episcopali delle sette Zone pastorali, parroci e sacerdoti diocesani e religiosi.

Quattro anni di cammino. “Il tempo del cammino sinodale abbraccerà i prossimi quattro anni – ricorda il cardinale –, con spazi di consultazione, di reciproco ascolto e di riflessione sulla vita delle nostre comunità, alla luce di quanto lo Spirito vorrà suggerire. Tale percorso culminerà, nel 2025, con un evento assembleare nazionale”.

Sinodo e cammino. Nei mesi di ottobre e novembre 2021 si terranno a Perugia due eventi di carattere teologico in cui verrà posta l’attenzione sul significato di “Sinodo della Chiesa universale (2021-2023)” e di “Cammino sinodale della Chiesa italiana (2021-2025)”. Sul rilevante argomento il Servizio per l’Animazione Biblica (SAB) dell’Archidiocesi perugino-pievese dedica il suo anno pastorale 2021-2022 al tema: “Il popolo di Dio in cammino sinodale”, con incontri di approfondimento, studio e meditazione della Parola.

Due eventi sinodali. Giovedì 21 ottobre, ore 21, presso il Salone parrocchiale del nuovo complesso “San Giovanni Paolo II” di Prepo, si terrà l’incontro dal titolo: “Tra Sinodo e cammino sinodale”, con relatori padre Giulio Michelini (Ofm), preside dell’Istituto Teologico di Assisi (ITA) e responsabile del SAB, e don Alberto Gildoni, cancelliere vescovile di Città di Castello e docente di Diritto Canonico presso l’ITA. L’incontro è promosso dal MEIC e dall’AC di Perugia con il patrocinio del SAB.

Venerdì 19 novembre, ore 19.30, presso la Sala dei Notari del Palazzo comunale dei Priori, si svolgerà l’incontro sul “Fondamento biblico della sinodalità”, con relatori il cardinale Bassetti e don Aldo Martin, rettore del Seminario diocesano di Vicenza e docente di Sacra scrittura, che presenterà il suo libro “Sinodalità. Il fondamento biblico del camminare insieme”, con la prefazione del cardinale Pietro Parolin (Ed. Queriniana, 2021).

L’ambiente digitale. “Il Cammino sinodale delle Chiese che sono in Italia ha anche un ambiente digitale”. Ad annunciarlo è il direttore dell’Ufficio nazionale per le Comunicazioni sociali (Cs) della Cei, Vincenzo Corrado, nella recente ‘newsletter’ agli incaricati regionali e ai direttori diocesani per le Cs. “È on line – scrive Corrado – il sito www.camminosinodale.net che accompagnerà l’intero percorso, articolato in tre fasi – narrativa, sapienziale e profetica – dal 2021 al 2025. L’immagine della testata esprime il senso del progetto: le cattedrali delle diocesi italiane sono unite graficamente a formare un’unica cupola, su di esse si snoda una strada tracciata da tanti volti. Il rimando è al Concilio Vaticano II e, in modo particolare, alla Costituzione Gaudium et Spes: “Le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d’oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono, sono pure le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei discepoli di Cristo, e nulla Vi è di genuinamente umano che non trovi eco nel loro cuore” (n.1). Il sito offrirà nel tempo tutti gli strumenti testuali e video per l’animazione sul territorio e, allo stesso tempo, cercherà di puntare a uno stile di comunicazione integrato, integrale e inclusivo. Integrato, perché la visione ecclesiale non continui a essere letta e interpretata in settori distinti; integrale, perché si è parte di una grande comunità; inclusivo, perché nessuno deve essere escluso dalle comunità. Nella memoria di quanto vissuto fino ad oggi – e la tabella al centro del sito lo rappresenta efficacemente – si dipana l’orizzonte futuro”.

Assisi – memoria del beato Carlo Acutis. L’appello ai giovani di monsignor Sorrentino: “Fate come lui, non bruciate nel nulla la vostra libertà”

“Carlo parla al cuore di tanti giovani. Il perché va cercato nel fatto che, al di sotto di tutte le banalizzazioni della vita, rimane sempre dentro di noi una scintilla di bene che Dio sa riaccendere di nuova fiamma. Carlo è l’accendino di Dio. Ha una capacità straordinaria di riaccendere quello che Gesù chiama il ‘lucignolo fumigante’ (Mt 12,20)”. Lo ha detto il vescovo della diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino, monsignor Domenico Sorrentino, nel corso dell’omelia tenuta nel pomeriggio del 12 ottobre nella chiesa di Santa Maria Maggiore-Santuario della Spogliazione in occasione della celebrazione eucaristica della memoria liturgica del Beato Carlo Acutis, concelebrata da diversi presbiteri diocesani e da monsignor Robert Baker, vescovo di Birmingham (Alabama Usa). Continuo il pellegrinaggio di fedeli davanti alla sua tomba, custodita nel Santuario. “Carlo – ha detto ancora il vescovo – è un testimone di gioia. Quando lo vedi anche solo in una foto, rimani folgorato da quella luce del volto. Ti parla di una bellezza diversa, quella che il peccato ha deturpato, ma che lo Spirito di Dio tiene in serbo in fondo al cuore di ciascuno di noi. È la bellezza della creazione, come è uscita dalle mani di Dio, e che oggi l’umanità comincia a riscoprire anche nell’ambiente spingendo i giovani a indignarsi per una natura violata e devastata. Carlo celebra la creazione di Dio. La celebra – ha continuato monsignor Sorrentino – quando sale un monte o si tuffa nell’acqua, quando porta a spasso i suoi cagnolini o quando imbraccia il suo sassofono, quando si immedesima col suo computer o quando fa i suoi viaggi tra i santuari d’Italia e oltre, come un giramondo dello spirito, desideroso di cogliere dappertutto i segni di Dio. Quello che Francesco d’Assisi esprime col suo cantico di Frate Sole, Carlo lo esprime con il suo volto solare e il suo amore per la vita. Si comprende dunque perché fa colpo sulla nostra società così provata dalla tristezza, dal dubbio, dalla ricerca di sé e dal culto dell’immagine. Carlo non cura la sua immagine: ‘Non io, ma Dio’. Non fa mistero di essere originale e di cercare originalità, ma quella che viene da Dio, perché tutti siamo usciti originali dalle mani di Dio. In questo anno che ci separa dalla sua beatificazione è certamente aumentato, per così dire, il ‘lavoro” di Carlo, e se ne vedono i frutti! Ormai sono tanti, in ogni parte del mondo, che si affidano a lui. Spesso arrivano delle risposte che toccano il cuore e talvolta fanno provare la sensazione di una grazia ottenuta, che fa immaginare non lontano il miracolo che servirà per la sua iscrizione nell’albo dei santi. Carlo lavora dall’alto al progetto di un mondo più felice. Si dedica – ha sottolineato – a formare una generazione di giovani che siano come lui, che non brucino nel nulla la loro libertà. La sua ricetta è tutt’altro che banale: egli sapeva bene che le cose più belle sono anche le più sofferte e combattute. Egli sa e dice, con la sua vita, che la gioia del Vangelo nasce dalla croce. Non fu croce per lui la malattia che lo stroncò in due settimane? Egli la accettò, offrendo il suo sacrificio per la Chiesa. Sapeva che la croce accolta con Cristo è sorgente di vita”. Dopo il riferimento all’eucaristia (“L’ostia santa, il pane con cui Gesù in ogni Santa Messa si ripresenta col suo sacrificio per farsi alimento della nostra vita, letteralmente rapì il cuore di Carlo”) il vescovo ha concluso con un’invocazione affinché “in questa sua memoria liturgica, infonda in noi il suo amore per l’Eucaristia, mentre ci prepariamo a riceverla sotto il suo sguardo sorridente e gioioso”.

L’OMELIA DI MONS. SORRENTINO

Perugia: Il pellegrinaggio a piedi del cardinale Bassetti alla Porziuncola di Assisi per pregare per le vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata e ringraziare il Signore per il dono della guarigione dal Covid-19 sua e di tanti fratelli e sorelle

Si recherà a piedi, come pellegrino, il 16 ottobre, alla Porziuncola di Santa Maria degli Angeli di Assisi, il cardinale arcivescovo Gualtiero Bassetti, presidente della Cei. Lo aveva annunciato lo stesso presule, la scorsa estate, parlando alla sua Chiesa di Perugia-Città della Pieve di “un piccolo segno” da “proporre a tutti coloro che lo vorranno, perché sia un cammino di preghiera per supplicare al Signore il dono delle vocazioni. Un cammino di meditazione, di recita del Santo Rosario… Il Signore che mi ha davvero aiutato a recuperare la salute (dopo i difficilissimi giorni in terapia intensiva per il contagio da Covid-19, ndr), mi ha suggerito questa iniziativa per la nostra Chiesa. Credo che qualche passo in più mi farà bene, anche alla salute, e farà bene anche alla salute di quanti vorranno prendervi parte”. Oltre a pregare per le vocazioni, il cardinale ringrazierà il Signore per aver concesso a lui e “a tanti fratelli e sorelle il dono della guarigione dalla terribile infezione da Covid-19”.

Già nell’ottobre 2012 Bassetti si era recato in pellegrinaggio a piedi alla Porziuncola, lungo un sentiero francescano di circa 12 chilometri (che ripercorrerà il 16 ottobre), sempre per pregare per il dono delle vocazioni. In quell’occasione si unirono diversi sacerdoti, i seminaristi e alcuni membri della Pastorale diocesana giovanile.

L’appuntamento per quanti vorranno mettersi in cammino con il cardinale è presso la chiesa parrocchiale di Ospedalicchio, alle ore 7.30, di sabato prossimo, dove si terrà la preghiera iniziale (ore 8) per poi avviarsi verso la Porziuncola. Dopo una breve sosta nella chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo di Bastia Umbria, i pellegrini raggiungeranno la Porziuncola dove in basilica, alle ore 12, il cardinale presiederà la celebrazione eucaristica a conclusione del pellegrinaggio. Lo stesso presule esorta la comunità diocesana, in particolare i religiosi, le religiose, i consacrati, gli anziani e i malati, ad “unirsi spiritualmente in preghiera, anche attraverso la diretta di Umbria Radio InBlu” dai cui canali social potranno essere seguiti alcuni momenti del pellegrinaggio.

Il cardinale Bassetti, nell’auspicare la partecipazione di una rappresentanza di fedeli (due per ciascuna Unità pastorale e due per ogni associazione laicale attiva in diocesi), di sacerdoti (in particolare i giovani e quelli ordinati nell’ultimo decennio), di seminaristi e di membri della Consulta diocesana per la pastorale delle vocazioni, si sofferma sulla crisi di queste ultime, consapevole, come lui stesso sottolinea, che “‘la messe è molta, ma gli operai sono pochi’ (Lc 10,1-9). Chiedo pertanto di rinnovare la preghiera al Padrone della messe perché mandi nuovi operari, come ci chiede Gesù nel Vangelo”.

Gubbio – conferenza stampa “Il cammino sinodale della Chiesa italiana nella diocesi di Gubbio”

La recente Assemblea pastorale della diocesi di Gubbio, del settembre scorso ha anticipato ai consacrati e agli operatori laici della Chiesa eugubina i temi e i percorsi del “cammino sinodale” che l’intera Chiesa italiana è chiamata a compiere fino al 2025, in parallelo con la XVI Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi, che papa Francesco ha aperto ieri solennemente.

Proprio per illustrare l’itinerario che anche la Chiesa locale è chiamata a percorrrere, il vescovo di Gubbio, mons. Luciano Paolucci Bedini, invita i giornalisti e le redazioni del territorio a partecipare a una conferenza stampa che si terrà domani, martedì 12 ottobre, alle ore 11 nella Sala dei Vescovi presso la Curia diocesana.