“La Chiesa durante la pandemia: il valore della vita”, l’ultimo scritto del cardinale Bassetti. Il richiamo alle parole del presidente della Repubblica: «è necessario evitare “di confondere la libertà con il diritto di far ammalare altri”»

«Da un po’ di tempo, ha preso forma un dibattito pubblico che si interroga sul mondo “dopo” la pandemia: un mondo diverso da quello attuale (forse) in cui bisognerà ripensare sé stessi e il sistema di relazioni interpersonali. Tutto giusto ed encomiabile. A me sembra, però, che questa pandemia, così improvvisa e sconvolgente, ci interroga soprattutto sull’oggi. Un oggi che non può fare a meno, si badi bene, del suo recente passato, e che ci fornisce almeno quattro spunti di riflessione sugli effetti prodotti da questo “nemico invisibile”». Così esordisce nel suo ultimo scritto-riflessione il cardinale arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei Gualtiero Bassetti, pubblicato dal settimanale cattolico «La Voce» nel numero in edicola venerdì 7 agosto e scaricabile dal sito: www.lavoce.it .

Gli anziani, chiave di volta dell’architettura sociale. «Innanzitutto, il covid-19 ha messo bene in luce chi sono gli ultimi della nostra società – sottolinea il cardinale –, i più fragili, i più indifesi e, in poche parole, coloro che hanno maggior bisogno di protezione e tutela: ovvero, gli anziani. Essi non possono essere considerati soltanto come una “categoria protetta” e, men che meno, come un “costo” oneroso per le istituzioni pubbliche. Al contrario, gli anziani rappresentano, con la loro sapienza di vita, la chiave di volta della nostra architettura sociale, il collante tra le diverse generazioni e una fonte di ricchezza inesauribile a cui i giovani possono e debbono attingere».

L’uomo non immortale con le fedi politiche. «In secondo luogo – prosegue Bassetti –, la pandemia ha rimesso al primo posto alcuni temi che l’uomo moderno cerca costantemente di rimuovere: la morte, la sofferenza e la fragilità. Gli esseri umani sono da sempre alla ricerca di un nuovo Prometeo che li liberi dalle catene della loro caducità. Una ricerca vana. Le ideologie politiche degli ultimi secoli non hanno reso l’uomo più libero e felice. Soprattutto non l’hanno reso immortale. Da alcuni decenni, poi, le fedi politiche sono state sostituite da una fiducia, spesso acritica, nei confronti del progresso tecnologico. Oggi, però, il coronavirus ha rimesso in discussione anche la speranza di una redenzione umana attraverso la scienza».

E’ il tempo della responsabilità e della serietà. «In terzo luogo, questa difficile situazione sanitaria ha posto al centro del discorso pubblico una riflessione seria e autorevole sulla libertà di pensiero – evidenzia il presidente della Cei –. Che non significa, è doveroso sottolinearlo, esprimere a piacimento tutto quello che passa per la testa senza preoccuparsi di verificare la fondatezza delle proprie dichiarazioni e soprattutto senza assumersi la responsabilità di quello che si afferma. Bene ha fatto, dunque, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella a dire che “non possiamo e non dobbiamo dimenticare” i morti di questa pandemia e soprattutto che è necessario evitare “di confondere la libertà con il diritto di far ammalare altri”. È questo il tempo della responsabilità e della serietà, lasciando da parte, per il bene di tutti, fake news, negazionismi e “cattiva informazione”».

Riorganizzare la vita comune. Amarezza per i negozi ancora chiusi. «Infine, l’ultimo elemento di riflessione riguarda la riorganizzazione della vita comune. È necessario farlo oggi in vista del domani. I dati della crisi economica che leggo su tutti i giornali sono spaventosi. Le saracinesche ancora chiuse che vedo in alcuni negozi mi lasciano amarezza e inquietudine. Perché dietro quelle saracinesche ci sono uomini, donne e famiglie. Occorre ritornare a vivere con prudenza e cautela, ma occorre ripartire».

Un documento non burocratico della Chiesa per contribuire a ripartire. «Con il cuore ferito dalla prova, anche la Chiesa italiana – annuncia il presidente dei Vescovi – si prepara ad iniziare il nuovo anno pastorale e ha preparato un documento che sarà inviato a tutte le diocesi. Un documento di speranza e non certo di pratiche burocratiche da espletare nelle Chiese. Durante il periodo di lockdown con grande senso di responsabilità, misto a sofferenza, abbiamo accolto le disposizioni governative. Oggi siamo chiamati ad andare oltre. Il tempo presente ci chiede, infatti, di non restringere gli orizzonti del nostro discernimento e del nostro impegno soltanto ai protocolli o alla ricerca di soluzioni immediate».

Un rinnovato incontro con il Vangelo per difendere ovunque la vita. «Siamo infatti all’interno di un grande cambiamento d’epoca – conclude il cardinale Bassetti – che richiede un rinnovato incontro con il Vangelo e un nuovo annuncio del Kerygma: un incontro e un annuncio per promuovere e difendere ovunque il valore della vita».

Campagna Caritas-FOCSIV – Dacci oggi il nostro pane quotidiano: povertà e mancanza di lavoro

“Auspico che, con l’impegno convergente di tutti i responsabili politici ed economici, si rilanci il lavoro: senza lavoro le famiglie e la società non possono andare avanti”.
Con queste parole di Papa Francesco all’Angelus, domenica scorsa, ha evidenziato quello che “è e sarà un problema della post-pandemia: la povertà, la mancanza di lavoro”, sottolineando che “ci vuole tanta solidarietà e tanta creatività per risolvere questo problema.”
Il lavoro è la questione prioritaria ed urgente, soprattutto là dove vi è un’economia informale e dipendente dal mercato globale, dove mancano i sistemi di protezione sanitaria e sociale. Sono le tante testimonianze che ci giungono dai diversi paesi dove si è impegnati con gli interventi sostenuti dalla Campagna Caritas Italiana-FOCSIV “Dacci oggi il nostro pane quotidiano”.
Aisha in Bangladesh si è trovata da un giorno all’altro senza lavoro, la sua piccola impresa tessile è senza ordinativi dalle grandi aziende europee. Ibrahim in Libano non può più vendere i suoi prodotti di ortofrutta al mercato perché è chiuso. Fatima, lavoratrice domestica emigrata in Libano, buttata fuori dalla famiglia dove lavorava. Pedro in Perù che vendeva artigianato ai turisti ed ora non sa che fare. Tutti e tutte senza possibilità di cassa integrazione o redditi di emergenza.
Siamo tutti coinvolti nel mercato internazionale, connessi dalle filiere produttive e commerciali. Il lockdown ha messo in evidenza la fragilità del sistema: di come siano gli anelli più deboli della catena sociale a pagare le maggiori conseguenze di questo periodo e di come siano stati pochi i settori che hanno resistito all’impatto dell’emergenza. Due tra tutti, quello dell’alimentazione, necessario alla vita, e quello delle armi, che produce morte.

Mentre la diffusione del COVID 19 accelera sempre di più in un crescendo di contagiati e di decessi in ogni parte del Pianeta, l’impatto sul mondo del lavoro aumenta le discriminazioni e le disuguaglianze, tra gli stessi lavoratori. Secondo i dati pubblicati lo scorso maggio dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro – OIL delle Nazioni Unite, i più colpiti sono chi lavora per conto terzi nelle catene di fornitura, i piccoli e micro-imprenditori con i lavoratori senza protezioni e compensazioni pubbliche. A seguire le donne, i giovani, le cui prospettive occupazionali sono più sensibili alle fluttuazioni della domanda, ed i lavoratori più anziani, che anche in tempi normali hanno difficoltà a trovare opportunità di lavoro dignitoso e sono ora gravati da un ulteriore rischio per la salute. Infine, i rifugiati e i lavoratori migranti, specialmente quelli impegnati per i lavori domestici e quelli impiegati nell’edilizia, nell’industria manifatturiera e nell’agricoltura.

Alla diminuzione del lavoro corrisponde un progressivo aumento degli episodi di violazione dei diritti dei lavoratori, ai quali vengono imposte detrazioni salariali, licenziamenti senza giusta causa, congedi forzati senza retribuzione, ecc. In alcuni casi sono stati anche vanificati tutti gli sforzi compiuti per ridurre le peggiori forme di sfruttamento del lavoro minorile.

In molti Stati africani, ma anche asiatici e latinoamericani, la situazione per i piccoli imprenditori e per i lavoratori informali è grave, mancano i sussidi per far fronte alle necessità primarie ed alla crisi. In Africa si calcola che siano oltre 150 milioni i posti di lavoro a rischio nelle imprese informali impegnate in settori ad alta esposizione al COVID 19.

La crisi acuisce le ingiustizie e può far crescere le tensioni. È il caso della Tunisia, dove l’aumento della disoccupazione, che in alcune aree depresse raggiunge oltre il 35%, ha dato luogo a proteste di massa, alla crisi del Governo e recentemente a nuovi flussi di migranti verso le nostre coste. La costruzione di nuovi muri significherebbe non capire il problema reale. È con la cooperazione e un sistema economico giusto e che protegge i lavoratori, che si dovrebbe rispondere.

La pandemia è solo una grande tragedia, tuttavia potrebbe essere l’occasione per imparare alcune lezioni fondamentali: trasformare le relazioni economiche e sociali in nuove opportunità di coesione e pace, ad iniziare dal mondo del lavoro con solidarietà e creatività.

Sul sito della Campagna www.insiemepergliultimi.it, accanto a materiali di approfondimento e riflessione su questo tema, vengono proposti interventi nelle varie aree del mondo delle Caritas e dei soci FOCSIV.

La campagna si avvale della partnership di AgenSIR, Agenzia DIRE, L’Osservatore Romano, Avvenire, Famiglia Cristiana, FISC – Federazione Italiana Settimanali Cattolici, TV2000, Radio InBlu, Radio Vaticana, Vatican News e di Banca Etica come partner finanziario.

Per donare con bonifico o bollettino postale:
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intestato a: FOCSIV Campagna Focsiv-Caritas
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C/C POSTALE
n° 47405006
intestato a: FOCSIV
Causale: FOCSIV-CARITAS ITALIANA – Insieme per gli ultimi

Oppure andando sul sito www.insiemepergliultimi.it

Assisi – solennità di santa Chiara e san Rufino

Anche quest’anno, seppur nel rispetto delle norme di sicurezza per il contenimento dell’emergenza Coronavirus, la comunità diocesana si prepara a festeggiare la solennità di Santa Chiara e quella del patrono San Rufino che cadono rispettivamente l’11 e il 12 agosto. Per quanto riguarda la solennità di Santa Chiara, dal 2 al 9 agosto alle ore 17,30 si terrà la novena con la santa messa e i vespri presieduti dai Frati minori della Fraternità di Loreto. Lunedì 10 agosto alle ore 17,30 i primi vespri e la santa messa della solennità saranno presieduti, nella Basilica dedicata alla Santa, dal vescovo della diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino, monsignor Domenico Sorrentino.

Alle ore 21 nel Santuario di San Damiano si terrà la veglia di preghiera nel transito di Santa Chiara. Nel giorno della solennità, nella Basilica di Santa Chiara, sono previste diverse celebrazioni a partire dalle ore 8,00 con la messa conventuale che sarà presieduta da padre Mauro Gambetti, custode del Sacro Convento di San Francesco in Assisi. Alle ore 11 la concelebrazione solenne sarà presieduta dal presidente della Conferenza episcopale umbra, monsignor Renato Boccardo, arcivescovo di Spoleto-Norcia e animata dal Coro dei “Cantori di Assisi”. Nel pomeriggio, alle ore 17,30, i secondi vespri e la santa messa nel transito di Santa Chiara saranno presieduti da padre Francesco Piloni, ministro provinciale dei frati minori dell’Umbria. Per la solennità di San Rufino, patrono di Assisi e della diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino, le celebrazioni in cattedrale inizieranno martedì 11 agosto con la veglia di preghiera, la processione e la benedizione della città, presieduta dal vescovo diocesano monsignor Domenico Sorrentino. Seguirà una festa in piazza San Rufino, antistante la cattedrale, a cura della Nobilissima Parte de Sopra. Mercoledì 12 agosto sono previste la santa messa delle ore 8 e la concelebrazione solenne delle ore 11 presieduta dal vescovo monsignor Sorrentino. Un’altra santa messa è prevista alle ore 18, mentre alle ore 21 sempre in cattedrale si terrà il concerto in onore del Santo patrono, a cura della Cappella musicale di San Rufino.

Le celebrazioni di lunedì 10 agosto alle ore 17,30, martedì 11 agosto alle ore 11 e mercoledì 12 agosto alle ore 11 agosto saranno trasmesse in diretta dall’emittente Maria Vision (in streaming all’indirizzo https://www.mariavision.it/maria-vision-italia e al canale 602 del digitale terrestre).

Perugia – dal 4 al 6 agosto la XII edizione “ridotta” del Festival internazionale laurenziano d’organo nell’anno del 250° anniversario della nascita di Ludwig van Beethoven

Un segno di continuità e rinascita culturale. Sarà una edizione “ridotta”, a causa della pandemia da Covid-19, la XII edizione del Festival internazionale laurenziano d’organo, in calendario a Perugia, dal 4 al 6 agosto, al monumentale organo Tamburini della cattedrale di San Lorenzo con le sue 5.178 canne suonanti, restaurato cinque anni fa. «E’ un segno di continuità con le undici precedenti e ben riuscite edizioni e a testimonianza della volontà di “rinascita culturale” della nostra città e della nostra regione dopo il lockdown», annuncia monsignor Fausto Sciurpa, presidente del Capitolo della Cattedrale di San Lorenzo promotore del Festival con la collaborazione dell’Associazione FILO (Festival Internazionale Laurenziano d’Organo). «Lo facciamo, come è giusto che sia, nel rispetto delle norme sanitarie e del distanziamento sociale per la prevenzione del contagio da Coronavirus – prosegue il sacerdote –, limitando la partecipazione del pubblico ai posti prestabiliti per la cattedrale (attualmente 200, ndr)».

Un’edizione ridotta ma di qualità. Si tratta, sottolinea monsignor Sciurpa, di «un evento culturale musicale di respiro internazionale che, nell’ultimo decennio, ha visto esibirsi all’organo della nostra cattedrale i più noti maestri organisti del mondo, richiamando a Perugia, in agosto, in prossimità della solennità di San Lorenzo, numerosi cultori della musica d’organo e non solo, provenienti da diverse nazioni». L’edizione di quest’anno rassicura il sacerdote, «ridotta per numero di concerti e soprattutto priva di esecutori provenienti da altre nazioni, non farà mancare la qualità delle prestazioni per le capacità, internazionalmente riconosciute, dei nostri artisti locali; faranno senz’altro onore all’ormai consolidata tradizione di questo festival».

Il programma e gli organisti. Gli appuntamenti al pubblico, in cattedrale (l’ingresso è gratuito), sono martedì 4, mercoledì 5 e giovedì 6 agosto, alle ore 21.30. Ad esibirsi al monumentale organo Tamburini, oltre al maestro Adriano Falcioni, direttore artistico del festival e organista titolare della cattedrale che terrà il suo concerto la serata conclusiva, saranno gli organisti Piergiovanni Domenighini e Francesco Prelati. «La XII edizione – evidenzia il maestro Falcioni – è dedicata ai 250 anni della nascita di uno dei più grandi compositori di tutti i tempi: Ludwig van Beethoven. Il maestro Domenighini, con le sue “trascrizioni” per organo di alcuni brani della V, VI e VII Sinfonia di Beethoven, inaugurerà perciò la serata di apertura del festival, mentre nelle successive serate saranno eseguiti brani tratti dalle opere di Bach, Buxtehude, Debussy, Franck, Mendelssohn e Reger».

Terni – funerale di don Edmund Kaminski. Mons. Piemontese: “un uomo all’altezza dei tempi, un cristiano gioioso e un sacerdote zelante”

Una folla silenziosa e raccolta in preghiera sul grande piazzale della chiesa di San Matteo a Campitello ha dato l’ultimo saluto a don Edmund Kaminski, parroco di San Matteo ed economo diocesano, morto a soli 54 anni per un incidente stradale. Tante persone commosse, la madre e i fratelli arrivati dalla Polonia, i parrocchiani, gli amici, i confratelli sacerdoti della diocesi e i compagni di seminario a Milano, e quelli polacchi, hanno partecipato al rito funebre presieduto dal vescovo Giuseppe Piemontese e concelebrato da mons. Salvatore Ferdinandi vicario generale della diocesi, da don Luca Andreani vicario foraneo di Terni 4 e da don Matteo Antonelli parroco di Gabelletta che ha animato la preghiera iniziale.
Hanno portato la loro testimonianza la segretaria del consiglio pastorale parrocchiale, il rappresentante della comunità polacca a Terni, i responsabili dell’associazione ciclista alla quale partecipava anche don Edmund appassionato ciclista, e don Leopoldo Sandor direttore del centro missionario diocesano che ha condiviso con don Edmund un lungo periodo nella missione di Ntambue in Congo. C’è stato poi il saluto di don Cristoforo Kochanowski a nome della famiglia di don Edmund, che ha anche recitato la preghiera in polacco.
“Questa sera, davanti alla sua bara, non vogliamo tessere un elogio funebre – ha detto il vescovo -, ma esprimere il riconoscimento e la gratitudine per il dono grande che il Signore ha fatto alla nostra chiesa e a ciascuno di noi che lo abbiamo conosciuto. Tanti, che hanno inviato messaggi di cordoglio e partecipazione, sono stati unanimi nel delinearne i tratti personali di uomo all’altezza dei tempi, di cristiano gioioso e di sacerdote zelante.
Uomo: semplice, mite, sempre sorridente, spirito avventuroso, sportivo, laborioso, generoso, dal tratto signorile, con buone relazioni verso tutti.
Cristiano convinto, l’amore per il Signore è stata la forza che ha motivato le sue scelte e sacerdote zelante. Ha lasciato la sua patria non tanto per venire tra noi, ma per annunciare il vangelo ovunque il Signore, tramite i superiori, lo inviassero. La sua esperienza missionaria in Africa a Ntambue nella repubblica democratica del Congo, ci dice questo. E il vescovo di Ntambue e alcuni amici hanno voluto rendersi presente con questa testimonianza: “Contento della sua missione, don Edmund si è inculturato subito e parlava bene la nostra lingua, Francese e Tshiluba senza problemi”.

L’OMELIA DEL VESCOVO

PROFILO DI DON EDMUND

Funerale don Edmund Kaminski – parrocchia San Matteo Terni

Pubblicato da Diocesi di Terni-Narni-Amelia su Mercoledì 29 luglio 2020

 

Terni – Progetto Policoro, bando per la selezione di un animatore di comunità

Approda anche a Terni il Progetto Policoro, un’iniziativa ecclesiale promossa, a partire dal 1995, dalla Conferenza episcopale italiana (Cei) , che vede la presenza e l’impegno in un lavoro sinergico a livello diocesano dell’ufficio per i problemi sociali e il lavoro, del Servizio per la Pastorale Giovanile e della Caritas.
Questo nuovo servizio che opererà in diocesi, vuole essere un sostegno alla occupazione giovanile, con la precisa volontà di creare una cultura del lavoro, ridare speranza in questo momento particolarmente difficile, incentivare l’imprenditorialità giovanile, individuando delle risposte all’interrogativo esistenziale di tanti giovani che rischiano di passare dalla disoccupazione dal lavoro alla disoccupazione della vita. La prima risposta è lavorare insieme per evangelizzare, educare, esprimere impresa: i giovani sono aiutati a orientarsi rispetto alla loro vocazione umana e professionale attraverso percorsi formativi che li accompagnano nella ricerca attiva del lavoro e nella creazione di impresa.
In questi anni, a livello nazionale, sono nati diversi gesti concreti del progetto Policoro, con imprese, liberi professionisti e associazioni che hanno creato opportunità di lavoro dignitoso, in una relazione feconda e generativa con il territorio che abitano. I gesti concreti rappresentano uno dei diversi frutti di speranza alimentati dall’impegno pastorale della Chiesa Italiana, che porta il Vangelo tra le periferie della condizione lavorativa giovanile
Il primo passo avviato dalla diocesi per il progetto Policoro è il bando per la selezione e borsa di studio per la formazione di un animatore di comunità per l’anno 2021, in materia di lavoro, imprenditorialità giovanile e animazione territoriale. La formazione avrà durata annuale, per un totale di 600 ore (a partire da gennaio 2021), suddivisa in corsi nazionali, regionali e interregionali, formazione e-learning e un percorso diocesano di apprendimento ed animazione territoriale sui temi della Dottrina sociale della Chiesa, economia civile e di comunità, normative e mercato del lavoro; sviluppo locale e microcredito; accoglienza dei giovani, animazione sociale, orientamento all’avvio di impresa. L’obiettivo è quello di sviluppare la costruzione di una comunità, luogo dell’incontro con l’altro e nucleo di fraternità evangelica. L’animatore di comunità, dopo il periodo di formazione, diventerà il braccio operativo del progetto, sarà colui che incontrerà i giovani nelle scuole e nelle parrocchie, li accompagnerà in percorsi di orientamento professionale, promuovendo una nuova cultura del lavoro e del fare impresa, basata sui principi della Dottrina Sociale della Chiesa e dell’economia civile.

Possono presentare domanda di partecipazione i giovani cittadini italiani, comunitari o non comunitari in possesso di permesso di soggiorno, di età compresa tra i 23 e 35 anni, con la residenza e domicilio in uno dei Comuni della Diocesi, diploma di scuola secondaria di secondo grado, patente B e buona conoscenza informatica, con esperienza ecclesiale nella Diocesi o in un’associazione riconosciuta, conoscenza e interesse per il tema giovani e lavoro, ottime capacità relazionali ed esperienza nell’animazione di gruppi giovanili,
flessibilità oraria e disponibilità a partecipare ai corsi di formazione in tutta Italia.
La scadenza per la presentazione della domanda è il 31 agosto 2020 da inviare all’indirizzo mail: info@pastoralegiovanileterni.it

Ulteriori informazioni sul sito: https://www.pastoralegiovanileterni.it/2020/07/20/stiamo-cercando-il-nuovo-animatore-di-comunita/

Perugia: Firmata la Convenzione pro Oratori da Regione Umbria, Ceu e Anci. L’arcivescovo Boccardo: «Gli oratori palestre dove si formano e si educano i cittadini di domani»

E’ stata firmata il 28 luglio, a Perugia, presso la sede della Giunta regionale di palazzo Donini, la Convenzione relativa al “Riconoscimento e valorizzazione della funzione sociale, educativa e formativa svolta dalle parrocchie mediante gli Oratori” tra Regione Umbria, Ceu e Anci Umbria. Il documento è stato sottoscritto dalla presidente della Regione Donatella Tesei, dal presidente della Conferenza episcopale umbra (Ceu) monsignor Renato Boccardo, arcivescovo di Spoleto-Norcia, e dal presidente dell’Anci regionale Francesco De Rebotti, sindaco di Narni.

Ulteriore attuazione delle leggi in materia. Questa convenzione, salutata dal mondo oratoriale umbro (130 Oratori attivi nelle otto Diocesi della regione frequentati annualmente da circa 25mila fanciulli e adolescenti seguiti da oltre 4mila animatori, educatori e responsabili), è una ulteriore attuazione delle leggi nazionale e regionale in materia. Non si tratta, evidenzia la Regione attraverso una nota dell’Agenzia Umbria Notizie, di «un impegno formale per l’utilizzo delle risorse assegnate (220mila euro per un anno, n.d.r.), ma soprattutto, il riconoscimento del contributo che gli oratori continuano a dare alla nostra società, per formare uomini e donne liberi e capaci di appassionarsi per il bene comune».

Alleati della famiglia e delle agenzie educative. Monsignor Boccardo, nel ringraziare la Regione a nome dei vescovi umbri, ha definito la Convenzione «un gesto preziosissimo, perché porta con sé un contenuto ben più grande dei 220mila euro che va ad erogare: viene riconosciuto, come già in precedenza, il contributo specifico e significativo che i nostri oratori danno alla costruzione della società. Noi vogliamo porci come alleati della famiglia, innanzitutto, e delle altre cosiddette “agenzie educative”.

Creare una alleanza per costruire il domani. Papa Francesco ha ricordato più volte questo proverbio africano: “Per fare un uomo ci vuole un villaggio”. Oggi non è più pensabile che l’educazione alla vita sia portata avanti esclusivamente dalla famiglia, oppure dalla scuola, o dalla parrocchia, o da una associazione. Bisogna creare una alleanza in cui ognuno dà il suo contributo. E se ognuno fa la sua parte, forse, riusciamo a costruire gli uomini e le donne di domani. Sono loro la grande ricchezza che tutti dobbiamo custodire e accompagnare gradualmente verso l’età adulta, affinché ognuno possa assumere il proprio ruolo nella vita civile ed anche nella comunità ecclesiale. Gli oratori si pongono in questa prospettiva e noi vogliamo contribuire con la nostra identità e idealità a costruire la società. Abbiamo bisogno più che mai di imparare a stare insieme, a rispettarci gli uni e gli altri, ad accogliere le differenze». Queste, ha concluso il presidente della Ceu, «non sono necessariamente una minaccia, ma possono trasformarsi in ricchezza. Gli oratori sono una palestra dove crediamo che si possa contribuire al bene della società educando e formando i nostri giovani».

Convenzione umbra, esempio per altre regioni. Il presule ha anche portato il ringraziamento e l’apprezzamento del cardinale presidente della Cei Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, per la convenzione stipulata, auspicando che «questo gesto possa essere esemplare anche per altre regioni», ha riferito monsignor Boccardo a nome del presidente dei vescovi italiani.

Cosa prevede il documento siglato. La convezione, la cui durata è di un anno, prevede il supporto a progetti rivolti ai minori e ai giovani, per la realizzazione di attività di promozione e sostegno per lo svolgimento delle funzioni sociali ed educative; l’allestimento di centri ricreativi e sportivi, compreso l’acquisto di attrezzature e materiali; la realizzazione di percorsi di recupero a favore di soggetti a rischio di emarginazione sociale, di devianza in ambito minorile, di disabilità; la manutenzione straordinaria e il riadattamento di immobili adibiti ed utilizzati come luogo di incontro per adolescenti e giovani; percorsi di formazione sociale, finalizzati a valorizzare tutte le risorse e le competenze presenti sul territorio e supportare le attività di oratorio e quelle similari. L’Anci Umbria in qualità di organismo di rappresentanza dei Comuni, assicurerà il raccordo con le zone sociali per la realizzazione degli interventi.

Gli interventi dei presidenti Regione e Anci Umbria. Apprezzamenti per le diverse e importanti attività svolte dagli oratori umbri a livello sociale ed educativo sono giunti dalla presidente della Regione Tesei e dal presidente dell’Anci Umbria De Rebotti.

Tesei. La governatrice, ricordando la recente tragica morte dei due giovani di Terni, ha sottolineato che «la Regione Umbria si sta impegnando per lanciare nuove iniziative finalizzate ad approfondire problematiche legate al mondo giovanile. Il tema dell’educazione e della crescita consapevole dei ragazzi è stato inserito tra le priorità del governo regionale. Sicuramente gli oratori in questo contesto svolgono un ruolo importantissimo», e sono «un servizio essenziale e di grande sostegno alle famiglie che li identificano come un punto di riferimento importante per i giovani e gli adolescenti». In questa fase molto delicata, ha commentato la presidente, «siamo soddisfatti di aver trovato le risorse per la valorizzazione di questi ‘luoghi’ importanti per le nuove generazioni dove si promuovono valori fondamentali come il rispetto e la solidarietà. Il nostro contributo quindi, va oltre al sostegno economico e vuole essere un modo per partecipare la nostra presenza e il nostro sostegno».

De Rebotti. Di «straordinaria macchina aggregativa, sociale, di educazione e formazione, rappresentata dagli oratori» ha parlato il presidente dell’Anci, che ha aggiunto: «Gli oratori sono una realtà imprescindibile, in crescita, fortemente radicati sul territorio, che ogni anno accolgono migliaia di bambini e ragazzi, rispondendo non solo alle loro necessità, ma anche a quelle delle loro famiglie». Gli oratori, ha evidenziato De Rebotti prima dell’atto della firma della convenzione, «sono presidio di socialità per contrastare la solitudine che non riguarda solo gli anziani, ma anche non pochi giovani». E l’Umbria, da questo inquietante fenomeno, non è immune come spesso testimoniano le cronache.

Terni – lutto per la morte improvvisa di don Edmund Kaminski economo diocesano

Nella serata del 26 luglio, il nostro fratello don Edmund Kaminski, 54 anni, sacerdote di Cristo e pastore della parrocchia di San Matteo in Campitelli, ha concluso i suoi giorni terreni ed è stato trasferito nella dimora dei Santi in Paradiso.
E’ stato fatale per lui l’incidente, occorsogli ieri pomeriggio mentre viaggiava con la sua bicicletta, investito da un bus d linea nei pressi di Acquavogliera di San Gemini. I medici dell’Ospedale “S. Maria” di Terni hanno fatto tutto quanto è stato possibile, ma alla fine anche essi si sono dovuti arrendere.
Oggi pomeriggio, alle ore 16.00 ho potuto vederlo nel reparto di rianimazione dell’Ospedale ed ho invocato per lui la Salve Regina Madre di Misericordia, ed ho recitato la preghiera di raccomandazione: “Parti anima cristiana da questo mondo…”.
Il Signore consoli il nostro pianto e rafforzi la nostra fede e il nostro amore.
Domani sapremo come, quando e dove saranno celebrati i funerali.
Riposi in Pace!
+P. Giuseppe Piemontese, vescovo

Don Edmund Kaminski era nato a Kamianki (Polonia) il 31 luglio 1966 ed è stato ordinato sacerdote a Lomza (Polonia) il 29 giugno 1991. Ha svolto i suoi studi nel seminario Lomza in Polonia dal 1985 al 1987 e successivamente gli studi teologici al seminario arcidiocesano di Milano dal 1987 al 1991.
Appena ordinato sacerdote ha svolto il ministero di vicario parrocchiale a Sangemini dal 1991 al 1994.
E’ stato per lungo tempo sacerdote fidei donum nella missione diocesana di Ntambue nella Repubblica Democratica del Congo dal 1994 al 2005, dove ha dato un importante contributo nella fondazione e docenza presso l’università cattolica del Kasai. In Africa ha animato la missione con grande umanità e vicinanza ai più deboli e bisognosi, alle famiglie che era solito incontrare per le catechesi e nelle celebrazioni a Ntambue e nei villaggi vicini affidati alle cure pastorali dei missionari.
Al suo rientro in Italia gli è stata affidata la parrocchia di San Matteo a Campitello di Terni, dove era attualmente parroco dal 2005. Sacerdote discreto e dalla profonda sensibilità, amato e stimato dall’intera comunità diocesana per le sue doti umane e spirituali, per la generosità e disponibilità verso tutti, in particolare i ragazzi e i giovani. Anche dopo aver lasciato la missione è stato animatore di numerose iniziative pro missione nella sua parrocchia e in diocesi, portando sempre una testimonianza non banale, ma ricca del suo vissuto e dell’esperienza che lo aveva profondamente arricchito.
Tra gli incarichi assunti a livello diocesano quello di Economo della diocesi dal 1 luglio 2015 ad oggi, vice presidente dell’Istituto diocesano Sostentamento Clero dal 2011 ad oggi, membro del Collegio dei Consultori dal 2014 al 2019.

Assisi – Progetto Policoro, via alla selezione degli animatori La domanda dovrà pervenire entro le ore 13 di venerdì 31 luglio

Al via il bando per l’assegnazione della borsa di studio per la formazione di animatore di comunità del Progetto Policoro per l’anno 2021.
Anche quest’anno Inecoop, Istituto nazionale per l’educazione e la promozione cooperativa, ha indetto il bando per l’assegnazione di una borsa di studio, del valore di 3.120,00 euro, per la formazione in materia di lavoro, imprenditorialità giovanile e animazione territoriale.
La borsa di studio, istituita nell’ambito del progetto Policoro della Conferenza Episcopale Italiana in collaborazione con la diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino, avrà una durata complessiva di 600 ore.
Il progetto Policoro, che prende il nome dalla città in provincia di Matera dove nel 1995 ebbe luogo il primo incontro, è un progetto organico della Chiesa italiana che tenta di dare una risposta concreta al problema della disoccupazione in Italia
Attraverso il progetto, si vuole affrontare il problema della disoccupazione giovanile, attivando iniziative di formazione a una nuova cultura del lavoro, promuovendo e sostenendo l’imprenditorialità giovanile in un’ottica di sussidiarietà, solidarietà e legalità.
Possono presentare la domanda di partecipazione i giovani di età compresa tra i 23 e i 35 anni.
La domanda, presentata esclusivamente tramite e-mail all’indirizzo diocesi.assisi@progettopolicoro.it, deve pervenire entro e non oltre le ore 13:00 del 31 luglio 2020.
Il bando può essere scaricato dai siti internet del Progetto Policoro www.progettopolicoro.it e della diocesi www.diocesiassisi.it; il formato cartaceo è disponibile presso il Centro diocesano del progetto Policoro (in piazza Vescovado n. 3 – Assisi). Per informazioni relative al bando è possibile contattare Inecoop (tel. +39-06.68000247 e-mail: inecoop@confcooperative.it pec: inecoop@pec.confcooperative.it) oppure l’incaricato diocesano al numero 338/6314233.

Perugia – scade il prossimo 7 agosto il bando del progetto “La scuola, il nostro futuro”. Un aiuto per famiglie in difficoltà a causa della crisi economica da Covid-19

C’è tempo fino al prossimo 7 agosto per partecipare al bando del progetto della Caritas diocesana di Perugia-Città della Pieve “La scuola, il nostro futuro”. Si tratta di un aiuto concreto rivolto a studenti e loro famiglie in difficoltà a seguito della crisi socio-economica causata dall’emergenza sanitaria Covid-19. Per l’Anno scolastico 2020/2021 la Caritas assegnerà 250 contributi del valore di 200,00 euro cadauno, per un totale di 50.000 euro così ripartiti: 100 contributi per l’acquisto di libri di testo; 50 per l’acquisto di abbonamenti per l’autobus (linee extraurbane); 50 per l’acquisto di corsi di musica (extracurriculare); 50 per l’acquisto di corsi di attività sportive. L’iniziativa è finanziata da fondi propri della Caritas diocesana e da eventuali donazioni di privati e di fondazioni, imprese…, che vorranno contribuire a contrastare la povertà educativa.

Aumento della povertà educativa. «Un fenomeno in aumento in Italia è quello della povertà educativa – commenta il direttore della Caritas diocesana, il diacono Giancarlo Pecetti –, che vede l’Umbria collocarsi immediatamente a ridosso delle regioni con un indice superiore alla media nazionale. Dal nostro osservatorio di “frontiera” ci rendiamo conto, quotidianamente, di come molte famiglie vedano contrarsi il proprio reddito a causa degli effetti generali delle misure di contenimento del “Coronavirus” e non vorremmo che siano i più piccoli a pagarne le conseguenze».

Fasi del progetto e a chi è rivolto. Sono due le fasi distinte del progetto. La prima è rivolta ad alunni che passano dalla scuola Secondaria di I grado (Media) alla scuola Secondaria di II grado (Superiore), per l’assegnazione di 100 contributi per l’acquisto di libri di testo e di 50 contributi per l’acquisto di abbonamenti per l’autobus (linee extraurbane), le cui domande di partecipazione al bando vanno fatte pervenire alla Caritas diocesana entro il 7 agosto 2020. La seconda fase del progetto è rivolta ad alunni che passano dalla scuola Primaria (Elementare) alla scuola Secondaria di I grado (Media), per l’assegnazione di 50 contributi per l’acquisto di corsi di musica (extracurriculare) e di 50 contributi per l’acquisto di corsi di attività sportive, le cui domande di partecipazione al bando vanno fatte pervenire sempre alla Caritas diocesana dal 20 settembre al 20 ottobre 2020.

Partecipazione al bando. Per i requisiti all’assegnazione dei suddetti 250 contributi (elargiti ad alunni e ad alunne residenti nei comuni che ricadono territorialmente nell’Archidiocesi di Perugia-Città della Pieve), per le modalità di partecipazione al bando e per conoscere procedure di selezione, graduatorie ed erogazione del contributo, consultare il sito: http://www.caritasperugia.it/progetti/ , dove è scaricabile l’avviso della prima fase del progetto e il relativo modulo della domanda di partecipazione.

Da sapere. Gli allegati al punto “f” del suddetto bando, qualora non siano ancora disponibili, potranno essere consegnati in un secondo momento.