Assisi – A un progetto dell’Amazzonia il premio internazionale Francesco di Assisi e Carlo Acutis

È andato a “A Graça do Trabalho” (“La Grazia del Lavoro”), un progetto che nasce con l’idea di offrire un lavoro dignitoso ai giovani indigeni, e, allo stesso tempo, nutrire i bambini con cibi più sani, tipici delle culture amazzoniche (frutta e verdura di stagione, polli e uova, che ora arrivano surgelati dopo mesi di lunghi viaggi, utilizzando tanta benzina per barche e camion con il conseguente inquinamento dell’ambiente), l’assegno da 40.000,00 euro del Premio internazionale Francesco d’Assisi e Carlo Acutis per una economia della fraternità, insieme a un’icona con l’immagine di San Francesco d’Assisi e del Beato Carlo Acutis, e un foulard della spogliazione realizzato dall’imprenditore Brunello Cucinelli.
Il progetto è stato scelto tra i 33 in cinque lingue (inglese, italiano, francese, portoghese e spagnolo) arrivati da 24 nazioni e 5 continenti (Africa – 17, America – 7, Asia – 5, Europa – 3, e Oceania – 1). Il riconoscimento di quest’anno va all’America, quarto continente a riceverlo, dopo l’Europa (Italia) nel 2021, l’Asia (Filippine) nel 2022, e l’Africa (Chad) l’anno scorso. Gli altri 10.000,00 euro del premio sono andati al progetto intitolato “Mihavotras” (“Si salva insieme”), proveniente dal Madagascar (Africa) che, sostenuto dalla Caritas locale, mira ad aiutare le donne vulnerabili tramite la creazione di alcune cooperative che possano offrire loro un lavoro.

Il vincitore del Premio e l’altro progetto sostenuto sono stati annunciati nel corso della mattinata di sabato 18 maggio che ha visto la partecipazione, al Santuario della Spogliazione – Chiesa di Santa Maria Maggiore, del vescovo delle diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino e di Foligno, monsignor Domenico Sorrentino, del cardinale Sean O’Malley, arcivescovo di Boston, e dell’onorevole Emanuele Prisco, sottosegretario di Stato per l’Interno, in rappresentanza del Governo.

Il vescovo Sorrentino si è soffermato sulla spogliazione di Francesco “un grande gesto che pone nella storia dell’umanità una direttrice di marcia: il suo privarsi di tutto non è rifiutare l’economia, ma rifondarla. Francesco ci spiega che dobbiamo rovesciare il senso del denaro: da qui anche il senso del nostro Premio, cui quest’anno sono arrivate decine e decine di progetti. Il nostro, più che un riconoscimento, è una scuola, una maniera di riflettere in modo organizzato e partecipativo, quasi un laboratorio, per un nuovo modo di fare economia, che deve essere un’adeguata gestione della casa comune, altrimenti non può dirsi tale”.

Nel suo intervento, il cardinale O’Malley ha ricordato “l’ethos fondamentale del Premio: ‘Toccare la carne di Cristo, dare voce alle sue piaghe nei nostri fratelli e sorelle scartati’. Per questo, nelle parole di Papa Francesco, abbiamo bisogno di ‘una economia diversa, quella che fa vivere e non uccide, include e non esclude, umanizza e non disumanizza, si prende cura del creato e non lo depreda’. Mi congratulo per questa bella iniziativa, che diventa una scuola per una economia diversa tramite i sostenitori, le varie Commissioni e i proponenti dei progetti. Vi incoraggio di andare avanti su questa scuola dell’economia della fraternità”.

Intanto venerdì 17 maggio grande successo per la performance musicale “Il Cantico di Frate Sole”, a cura di Commedia Harmonica, in cui il maestro Simone Cristicchi ha proposto un estratto dal suo spettacolo teatrale “Franciscus – Il folle che parlava agli uccelli”, recitando anche il Cantico di Frate Sole. “Ho fatto fatica a trattenere l’emozione – ha detto Cristicchi alla fine della performance – perché esibirmi qui, in questo luogo così speciale, è stato davvero un onore; Francesco è di tutti ma non per tutti”.

Inculturazione, globalizzazione, camminare insieme, camminare insieme alla natura, cambiamenti climatici, alcolismo, violenza, suicidio, giovani, sostenibilità, vocazioni indigene. Sono queste le parole chiave sulle quali si è basato l’intervento dei frati missionari fra Paolo Maria Braghini e fra Carlo Maria Chistolini durante il convegno: “Le sfide dell’Amazzonia e dell’Africa per un’economia della fraternità” che ha aperto la tre giorni. Al convegno è inoltre intervenuto padre Gerald Kpadhingo, dell’associazione Madre Africa. I due frati missionari in Brasile hanno spiegato che parlare di Amazzonia è già una sfida, in quanto non si può parlare di una sola Amazzonia ma di molte Amazzonie. Dopo 15 anni, abbiamo riaperto la parrocchia. Ci abbiamo messo tre anni solo per scoprire tutti i villaggi e conoscere gli abitanti.

Durante il suo intervento padre Gerard Kpadhingo ha detto che parlare di economia della fraternità significa “tornare ai primordi del cristianesimo. L’Africa è un continente gigante dove ci sono tantissime potenzialità: umane e nel sottosuolo. È ricca di senso della famiglia, di fratellanza, fraternità, comunione, amicizia: filosofia vitale che viene vissuta attraverso vari momenti. La chiesa rimane un punto di riferimento, di appartenenza indispensabile. L’economia è un rimedio contro l’egoismo. Abbiamo il compito di avviare la costruzione di un mondo nuovo radicato nel Vangelo. È necessaria una leadership creativa per sviluppare la capacità produttiva dei beni di prima necessità. Dobbiamo rendere gli stessi africani forza trainante del loro sviluppo”.

La tre giorni del Santuario della Spogliazione è organizzata dalla Fondazione diocesana Assisi Santuario della Spogliazione, con la diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino e il patrocinio del Comitato nazionale per la celebrazione dell’ottavo centenario morte di San Francesco d’Assisi. Info su www.assisisantuariospogliazione.it • www.diocesiassisi.it e sui social della Diocesi e del Santuario.

Perugia – “Mettersi in ascolto di una chiamata”. L’esortazione-messaggio ai numerosi giovani partecipanti alla Veglia di preghiera per le vocazioni e di preparazione alla “Missione Giovani 2024”

«Questa sera preghiamo insieme per la vocazione di ciascuno, per dare un senso alla nostra vita quando non abbiamo una buona ragione per alzarci, per affrontare la giornata, per incontrare gli
altri, chiedendo al Signore di aiutarci a lasciare parlare dentro di noi il suo Spirito». Con queste parole l’arcivescovo Ivan Maffeis, giovedì sera 15 maggio, nella chiesa parrocchiale dei Ss. Severo ed Agata del Girasole in San Mariano di Corciano, ha accolto i tanti ragazzi e ragazze che hanno animato la Veglia di preghiera per le vocazioni e di preparazione alla “Missione Giovani” del prossimo autunno, a Perugia, nei luoghi maggiormente frequentati dai loro coetanei. L’incontro di preghiera, a cui ha partecipato un gruppo di seminaristi pugliesi del Seminario
Regionale di Molfetta insieme ai seminaristi perugini, è stato promosso dalle Pastorali diocesane Vocazionale, Giovanile, Universitaria e dal Coordinamento Oratori Perugini.
«Sappiamo che c’è uno spirito che divide – ha proseguito mons. Maffeis –, che umilia, uno spirito che rende sospettosi…, non è lo Spirito del Signore. Laddove dove arriva lo Spirito del Signore arriva il perdono, la comprensione e la pace… Siamo alla Vigilia di Pentecoste, culmine del Tempo Pasquale, invochiamo questo Spirito su ciascuno di noi, sulla nostra Chiesa, sulle città degli uomini e delle donne. Laddove arriva lo Spirito del Signore arriva la libertà, arriva la comunione, l’incontro con Lui e tra di noi».
Prendendo lo spunto dall’Antico Testamento in cui Mosé è il chiamato da Dio per la terra promessa, per restare schiavo di nessuno, fra’ Manuel Valenzisi (Ofm) ha offerto una meditazione incentrata sul “mettersi in ascolto di una chiamata” sia alla “Vocazione” sia alla “Missione Giovani”, quest’ultima da vivere come un «atto di gratitudine a Dio per il dono che hai ricevuto nel salvarti dal Male», dallo spirito, come ha detto l’arcivescovo, che non è lo Spirito del Signore.
«Essere nella terra promessa – ha precisato il giovane francescano – significa sperimentare e realizzare qualcosa di grande, di gioioso…». Parafrasando papa Francesco, ha esortato i giovani a
una vita «non da divano, non da letto, non da frigorifero, non per una vita comoda, ma per lasciare una impronta, fare una “rivoluzione” per la salvezza del mondo testimoniando il Vangelo. Ai ragazzi che andiamo ad incontrare durante la “Missione” – ha sottolineato fra’ Manuel – non gliene importa nulla delle parole, ma vogliono vedere Gesù nella tua persona, nel tuo comportamento. Il cuore della “Missione” è testimoniare la presenza di Dio in ciascuno di noi, perché, forti della Sua presenza, andiamo tra i giovani a portare non noi stessi ma Lui».

Terni – veglia diocesana di Pentecoste

Sabato 18 maggio alle ore 21 nella Cattedrale Santa Maria Assunta di Terni si terrà la Veglia diocesana di Pentecoste, che sarà presieduta dal vescovo Francesco Antonio Soddu.
La Pentecoste, festa che conclude il periodo pasquale, nel cinquantesimo giorno dopo la Pasqua con la discesa dello Spirito santo sugli apostoli riuniti nel cenacolo, viene celebrata a livello diocesano nella veglia con i rappresentanti dei vari movimenti ecclesiali, associazioni, parrocchie, cresimati e cresimandi che ricevono il dono dello Spirito Santo in questo anno, in segno di unione e di preghiera comune, d’invocazione del dono dello Spirito santo sulla Diocesi, sulla Città e sul mondo, perché i cristiani siano, in questo mondo di violenza e di guerra, portatori di riconciliazione e di pace in tutti i luoghi di vita.
La veglia di Pentecoste, sarà scandita dall’ascolto della parola di Dio, da canti e invocazioni allo Spirito Santo, nella memoria del battesimo, nei gesti simbolici che ricordano i doni dello Spirito Santo, l’accensione delle candele dal cero pasquale segno di luce e di speranza, la benedizione dell’acqua, memoria del Battesimo, le preghiere per la pace in ogni luogo dove aleggia la violenza e il conflitto, per i malati e i sofferenti, per i cristiani, perchè siano generosi testimoni della pace.

«E’ lo Spirito che rende attraente e preziosa ogni realtà che è in noi e attorno a noi – ricorda il vescovo Soddu – Che l’effusione dello Spirito Santo raggiunga e rianimi ogni cellula della nostra Diocesi e il fuoco dello Spirito trasformi la nostra Chiesa e ricomponga le divisioni in comunione perfetta, così che ogni cristiano ne sappia cogliere il soffio per essere portatore della luce che illumina, fuoco che riscalda in un mondo contrassegnato dal buio del peccato e dal freddo degli egoismi».

Parrocchia San Donato in Trestina. Inaugurazione dell’oratorio parrocchiale ristrutturato

Sabato 25 maggio alle ore 15.30 il vescovo mons. Luciano Paolucci Bedini benedirà gli spazi destinati all’oratorio nella parrocchia di Trestina. Con questo atto viene riconsegnato alla comunità parrocchiale uno spazio che negli ultimi anni ha subito importanti lavori di ristrutturazione resi possibili grazie al contributo della Conferenza Episcopale Italiani che ha erogato 485.200,00 euro dai fondi dell’otto per mille.

Costruire un grande Oratorio a Trestina è un sogno che risale al lontano 2019. È nato così, senza pensarci molto, quasi crescendo dentro i giovani ed i ragazzi che vivevano l’oratorio giorno per giorno.

I giovani avevano bisogno di un luogo dove sentirsi a casa, un luogo dove vivere quotidianamente con una grande famiglia, un luogo più grande di quello esistente che si era fatto troppo piccolo. Due stanze ed un solo bagno erano troppo pochi per i tanti utenti del servizio fornito dalla parrocchia a tutta la frazione tifernate. Anche la struttura parrocchiale necessitava di un restyling, avendo più di 50 anni di vita.

Sono stati realizzati lavori di abbattimento delle barriere architettoniche, è stata ridefinita la divisione interna degli spazi ed adeguato l’impianto igienico e sanitario in quanto non più rispondente alla normativa vigente in materia, sono stati realizzati lavori di consolidamento e risanamento di alcuni locali e di tutte le componenti travi e pilastri in cemento armato a a vista.

I lavori hanno subito numerosi intoppi, primo fra tutti quello causato dalla lunga emergenza sanitaria del Covid. Dopo 5 anni possiamo il sogno è realizzato.

Il gruppo che anima l’oratorio parrocchiale ha predisposto un ricco calendario di iniziative per festeggiare l’inaugurazione dei lavori. Tra i tanti appuntamenti ricordiamo quello di sabato 25 maggio quando si terrà una cena di beneficenza; domenica 26 la santa messa alle ore 11.15 ed il successivo aperitivo; alle 21 la schola cantorum “Giovanni Medici” propone “La buona novella”. Martedì 28 maggio alle ore 21 la compagnia teatrale ora d’oro propone lo spettacolo “Non solo Pinocchio”. Venerdì 31 maggio alle ore 21 la compagnia teatrale di San Leo Bastia mette in scena “Il vecchio muro”.

“Insegnaci a pregare” – il sussidio del Dicastero per l’Evangelizzazione in preparazione al Giubileo 2025

In preparazione al Giubileo 2025 e per vivere l’Anno della Preghiera 2024, il Dicastero per l’Evangelizzazione ha realizzato questo sussidio, ispirato dal magistero di Papa Francesco, intende essere uno strumento per accompagnare i fedeli in questo tempo in vista dell’apertura della Porta Santa: l’invito è quello di intensificare la preghiera come dialogo personale con Dio, un invito che deve condurci a riflettere sulla nostra fede, sul nostro impegno nel mondo di oggi, nei diversi ambiti in cui siamo chiamati a vivere, così che possa essere alimentato un rinnovato ardore per l’Evangelizzazione dell’uomo moderno.

Insegnaci a pregare – anno della preghiera 2024 (download)

Diocesi Terni – La preghiera nell’Antico Testamento (audio)

Domenica 3 marzo 2024 ritiro di Quaresima dei catechisti, operatori Caritas parrocchiali e Azione Cattolica sul tema: “La preghiera nell’Antico Testamento”, guidato dalla riflessione di Emanuela Buccioni, Biblista e Responsabile del Settore dell’apostolato biblico della diocesi di Terni-Narni-Amelia. Nel pomeriggio, dopo un confronto tra i partecipanti, la preghiera, le esperienze e suggestioni, la giornata si concluderà alle 16.30 con la celebrazione eucaristica presieduta dal Vescovo Francesco Antonio Soddu.

1 – La preghiera nell’Antico Testamento – prima parte

2- La preghiera nell’Antico Testamento – seconda parte

NORME SULLA CONCESSIONE DELL’INDULGENZA DURANTE IL GIUBILEO ORDINARIO DELL’ANNO 2025

“Ora è giunto il tempo di un nuovo Giubileo, nel quale spalancare ancora la Porta Santa per offrire l’esperienza viva dell’amore di Dio” (Spes non confundit, 6). Nella bolla di indizione del Giubileo Ordinario del 2025, il Santo Padre, nel momento storico attuale in cui “immemore dei drammi del passato, l’umanità è sottoposta a una nuova e difficile prova che vede tante popolazioni oppresse dalla brutalità della violenza” (Spes non confundit, 8), chiama tutti i cristiani a farsi pellegrini di speranza. Questa è una virtù da riscoprire nei segni dei tempi, i
quali, racchiudendo “l’anelito del cuore umano, bisognoso della presenza salvifica di Dio, chiedono di essere trasformati in segni di speranza” (Spes non confundit, 7), che dovrà essere attinta soprattutto nella grazia di Dio e nella pienezza della Sua misericordia.
Già nella bolla di indizione del Giubileo Straordinario della Misericordia del 2015, Papa Francesco sottolineava quanto l’Indulgenza acquistasse in quel contesto “un rilievo particolare” (Misericordiae vultus, 22), poiché la misericordia di Dio “diventa indulgenza del Padre che, attraverso la Sposa di Cristo, raggiunge il peccatore perdonato e lo libera da ogni residuo della conseguenza del peccato” (ibid.). Analogamente oggi il Santo Padre dichiara che il dono dell’Indulgenza “permette di scoprire quanto sia illimitata la misericordia di Dio. Non è un caso che nell’antichità il termine «misericordia» fosse interscambiabile con quello di «indulgenza», proprio perché esso intende esprimere la pienezza del perdono di Dio che non conosce confini” (Spes non confundit, 23). L’Indulgenza, dunque, è una grazia giubilare.

NORME SULLA CONCESSIONE DELL’INDULGENZA DURANTE IL GIUBILEO ORDINARIO DELL’ANNO 2025 (download)

SPES NON CONFUNDIT – Bolla di indizione del Giubileo Ordinario dell’Anno 2025

Nel segno della speranza l’apostolo Paolo infonde coraggio alla comunità cristiana di Roma. La speranza è anche il messaggio centrale del prossimo Giubileo, che secondo antica tradizione il Papa indice ogni venticinque anni. Penso a tutti i pellegrini di speranza che giungeranno a Roma per vivere l’Anno Santo e a quanti, non potendo raggiungere la città degli apostoli Pietro e Paolo, lo celebreranno nelle Chiese particolari. Per tutti, possa essere un momento di incontro vivo e personale con il Signore Gesù, «porta» di salvezza (cfr. Gv 10,7.9); con Lui, che la Chiesa ha la missione di annunciare sempre, ovunque e a tutti quale «nostra speranza» (1Tm 1,1).
Tutti sperano. Nel cuore di ogni persona è racchiusa la speranza come desiderio e attesa del bene, pur non sapendo che cosa il domani porterà con sé. L’imprevedibilità del futuro, tuttavia, fa
sorgere sentimenti a volte contrapposti: dalla fiducia al timore, dalla serenità allo sconforto, dalla certezza al dubbio. Incontriamo spesso persone sfiduciate, che guardano all’avvenire con
scetticismo e pessimismo, come se nulla potesse offrire loro felicità. Possa il Giubileo essere per tutti occasione di rianimare la speranza. La Parola di Dio ci aiuta a trovarne le ragioni. Lasciamoci condurre da quanto l’apostolo Paolo scrive proprio ai cristiani di Roma.

LA BOLLA D’INDIZIONE DEL GIUBILEO 2025 (testo integrale download)

Assisi – Santuario della Spogliazione settimo anniversario in programma dal 17 al 19 maggio: presente il cardinale Sean O’Malley

“#Nulla di proprio. Per un mondo senza guerra” è il titolo della serie di iniziative che si terranno da venerdì 17 a domenica 19 maggio in occasione del settimo anniversario dell’inaugurazione del Santuario della Spogliazione di Assisi, istituito nel 2017 e dove si terranno tutti gli eventi in programma. La tre giorni si aprirà venerdì 17 maggio alle ore 16,30 con la santa messa presieduta da fra Paolo Braghini, missionario OFMCap in Amazzonia (Parroco a Belém do Solimões). A seguire alle ore 17,30 il convegno: “Le sfide dell’Amazzonia e dell’Africa per un’economia della fraternità” al quale intervengono lo stesso fra Paolo Maria e fra Carlo Maria Chistolini, missionari in Brasile, e padre Gerard Kpadhingo, dell’associazione Madre Africa. Alle ore 21,15 “Il Cantico di Frate Sole”, performance musicale a cura di Commedia Harmonica, con la partecipazione straordinaria del maestro Simone Cristicchi (ingresso libero fino ad esaurimento posti). Sabato 18 maggio alle ore 11,00 ci sarà la consegna del “Premio internazionale Francesco d’Assisi e Carlo Acutis per una economia della fraternità”, a cui prenderanno parte il cardinale Sean O’Malley, arcivescovo di Boston, Brunello Cucinelli, presidente esecutivo e direttore creativo della Brunello Cucinelli Spa e l’onorevole Emanuele Prisco, sottosegretario di Stato per l’Interno, in rappresentanza del Governo. Alle ore 16,30 la Santa Messa presieduta da monsignor Anthony Figueiredo e alle 17.30 il convegno: “Tra Frate Sole e Sorella Morte, il Cantico da San Damiano al Vescovado, una riscoperta verso il 2025”, con gli interventi di monsignor Domenico Sorrentino, vescovo delle diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino e di Foligno; del poeta Davide Rondoni, presidente del “Comitato nazionale per la celebrazione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi”; e padre Felice Autieri, OFMConv. Alle ore 21 l’adorazione eucaristica animata da NOVA LAUDE (Arca di Nazareth). Domenica 19 maggio, infine, alle 9.30 la santa messa presieduta da padre Marco Gaballo OFMCap, rettore del Santuario della Spogliazione, e alle ore 11 la celebrazione eucaristica presieduta dal cardinale O’Malley. La tre giorni del Santuario della Spogliazione è organizzata dalla Fondazione diocesana Assisi Santuario della Spogliazione, con la diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino e il patrocinio del Comitato nazionale per la celebrazione dell’ottavo centenario morte di San Francesco d’Assisi.

Info e dirette su www.assisisantuariospogliazione.it • www.diocesiassisi.it e sui social della Diocesi e del Santuario.

Otricoli – festa del patrono San Vittore

Il 14 maggio ad Otricoli si celebra la festa religiosa dei santi patroni Vittore e Corona, con la messa nella collegiata di Santa Maria Assunta che è stata presieduta dal vescovo Francesco Antonio Soddu, concelebrata dal parroco don Stefano Monai e da don Roberto Bizzarri, alla presenza del prefetto di Terni Giovanni Bruno, del sindaco di Otricoli Antonio Liberati, dei rappresentanti dei Comuni di Narni, Calvi dell’Umbria e delle sette Confraternite maschili e femminili di Otricoli.
La celebrazione è stata animata dalla corale Marzio Erculei.
San Vittore, giovane di Otricoli, fu arruolato nell’esercito romano, nella milizia equestre di stanza a Damasco in Siria. Durante la persecuzione di Antonino fu accusato dal prefetto dell’Egitto e della Siria e capitano generale dell’esercito imperiale dell’Asia di nome Sebastiano, di essere seguace del cristianesimo. Dopo l’interrogatorio e vari supplizi, fu decapitato il 14 maggio del 168 d.C. Il corpo di San Vittore, riportato in patria e sepolto presso la città antica di Ocriculum non lungi dal Tevere, fu ritrovato dal vescovo Fulgenzio verso la metà del VI sec. Il Vescovo fece costruire sopra la sua tomba un altare, intorno al quale ebbe origine l’Abbazia intitolata al suo nome.
“In questa festa ricordiamo San Vittore che ha offerto la sua vita per Gesù – ha detto il vescovo Soddu –. Il martirio di Vittore germogliò in frutti abbandonanti di salvezza e nella civiltà dell’amore. Oggi dobbiamo testimoniarlo anche noi, depositari di una fede, di un messaggio che è passato attraverso i nostri padre sino ad arrivare a noi. Impariamo da Vittore se vogliamo come lui vincere, se vogliamo rivoluzionare il mondo, non bisogna partire dalle cose esterne o che sono lontane da noi, ma a partire dalla propria vita. Per poter comprendere il segreto della vita cristiana, di una vita donata, dobbiamo incontrare la persona di Cristo, che è presente nella comunità, dobbiamo presidiare lo spirito della comunità, perchè è lì che si presenta Gesù. La fede in Gesù ci tiene uniti. I Santi ci testimoniano l’amore che nasce dal vedere in Gesù il senso della propria vita, pronti a sacrificare la propria vita nel nome di questo amore. Lo Spirito Santo ci può dare la forza della testimonianza, uno Spirito da alimentare, così come lo spirito della comunità deve essere alimentato, altrimenti si spegne e rimane solo qualcosa che ha bruciato e non ha lasciato che cenere. La vita è da spendere, da impegnare, come dono che abbiamo ricevuto perchè possa fruttificare. San Vittore ci indica la strada, in questo tempo di preparazione al Giubileo del 2025 “pellegrini di speranza”, ossia persone che procedendo nella vita sono in grado di dare motivazione e sostanza alla speranza che è Gesù. Un’occasione per incontrare la salvezza che solo Gesù ci può dare, che può dare la vita nuova”.

Al termine della celebrazione è seguita la processione con le reliquie di san Vittore lungo le vie della città, accompagnata dalla banda musicale di Otricoli e Fornole, e che si è conclusa sul sagrato della colleggiata, dove il vescovo Soddu ha impartito la benedizione alla città.