Perugia – il “mandato” ai 103 giovani pellegrini per Santiago de Compostela, entusiasti di fare in fraternità una nuova esperienza di fede.

Un’atmosfera gioiosa, dentro e fuori la chiesa di Santa Maria della Speranza di Olmo (Pg), domenica sera 24 luglio, vigilia della festa liturgica di san Giacomo il Maggiore, ha salutato 103 giovani partecipanti al pellegrinaggio a Santiago de Compostela organizzato dalla Pastorale Giovanile in collaborazione con quella Universitaria e il Comitato zonale Anspi. Insieme al clima di festa si è percepito in ciascun pellegrino la consapevolezza che a breve avrebbe iniziato un lungo viaggio (il rientro è previsto il 4 agosto) senza cellulare, con in tasca non più di dieci euro al giorno e nello zaino, oltre allo stretto necessario, la corona del rosario, il libro delle preghiere e tanta buona volontà di condividere con altri una nuova esperienza di fede all’insegna della carità. Ovviamente non mancheranno i momenti di svago e le escursioni durante i 120 chilometri a piedi dal Portogallo a Compostela.
Ben 2.683 sono i chilometri che separano la chiesa parrocchiale della frazione perugina di Olmo dal santuario di Santiago, così è scritto sul “cippo” in muratura realizzato da due parrocchiani in prossimità del complesso di Santa Maria della Speranza a memoria di questo inizio di cammino dove i 103 giovani pellegrini hanno posato per la “foto-ricordo” prima della partenza in autobus avvenuta alle 23 di domenica. A precederli davanti al “cippo” sono stati il vescovo ed amministratore diocesano mons. Marco Salvi, il direttore dell’Ufficio per la pastorale giovanile don Luca Delunghi, il parroco di Olmo mons. Fabio Quaresima, che non ha nascosto il suo sentimento di gioia e gratitudine per la scelta della sua parrocchia come luogo di inizio del cammino verso Santiago, e i sacerdoti accompagnatori don Riccardo Pascolini, direttore dell’Ufficio per la pastorale universitaria, don Marco Briziarelli, direttore della Caritas diocesana, e tre dei sacerdoti ordinati lo scorso anno, don Vittorio Bigini don Daniele Malatacca e don Michael Tiritiello.
Il pellegrinaggio ha avuto inizio con la celebrazione eucaristica presieduta da mons. Salvi al cui termine il presule ha benedetto i giovani e conferito loro il “mandato di pellegrino”, esortando ciascuno a vivere intensamente l’esperienza comunitaria della propria “fraternità” non solo nei momenti di preghiera e spiritualità. Ben dieci sono le fraternità che caratterizzano il pellegrinaggio, ciascuna formata da una decina di pellegrini con due referenti denominati “Pietro”, per i ragazzi, e “Maria”, per le ragazze. A tutti loro mons. Salvi si è rivolto nel commentare il Vangelo della domenica collegandolo all’esperienza del pellegrinaggio. Il presule si è soffermato sull’importanza della preghiera, richiamandosi al discepolo che disse a Gesù: “Signore insegnaci a pregare”.
La preghiera non è una contrattazione sindacale. «Come è vera – ha commentato mons. Salvi – anche per noi questa richiesta», perché «abbiamo ridotto la preghiera ad una contrattazione sindacale, ad un “do ut des”, io ti do del mio tempo perché tu possa ricompensarmi. Le tre letture di questa domenica ci ricordano il senso, il significato della preghiera che è un colloquio, un rapporto, una relazione, non una richiesta. È una domanda fatta fra un’amante ed un amato. L’amante è Dio che ti vuole bene, che ha premura per la tua vita, vuole che tu viva nella pienezza e tu sei l’oggetto di questo amore affidandoti alla presenza buona del Padre. Da solo sei sempre con il sedere per terra, non riesci a darti quel significato che il tuo cuore vuole, perché il nostro cuore grida di senso, di significato di bellezza e ti accorgi che da te non lo puoi conquistare. La preghiera è rivolgersi a quell’amante, che è Dio, per la tua vita, che ti doni questa pienezza».
Gustare il pellegrinaggio. «Cari ragazzi e ragazze, che fortuna che avete a camminare insieme, perché da soli non fareste neanche un chilometro. Quell’insieme che siete vi permette di essere capaci di qualcosa che non sarebbe stato nella vostra volontà. La preghiera non è una formula che si ripete meccanicamente, ma è un offrire se stessi a Colui che ti ama. E allora anche il camminare diventa preghiera come il mangiare, il parlare. Tutto, anche il gesto più piccolo e banale, diventa sapore dell’Eterno, santificato. Per questo sappiate gustare il pellegrinaggio, perché quando arriverete alla meta per abbracciare l’apostolo Giacomo e gli direte “amico raccomandaci a Dio”, è come se si terminasse un percorso capendo quello che è il senso e il significato della vita. La vita stessa acquista un sapore diverso, quello che ho sperimentato anch’io tanti anni fa, sul finire degli anni ’70, giungendo giovane pellegrino a Santiago de Compostela».

Perugia – centotre giovani in cammino verso Santiago de Compostela con cinque sacerdoti.

“I vostri nomi sono scritti nei cieli”. Questo è il motto che accompagnerà i giovani dell’Archidiocesi di Perugia-Città della Pieve, dal 24 luglio al 4 agosto, lungo i sentieri della Galizia per andare ad abbracciare San Giacomo, primo apostolo martire a Gerusalemme dopo una vita da pellegrino evangelizzatore della Spagna.
Saranno 103 i partecipanti al pellegrinaggio a Santiago de Compostela organizzato dall’Ufficio di Pastorale Giovanile in collaborazione con la Pastorale Universitaria e il Comitato zonale Anspi. L’ultimo pellegrinaggio a Compostela risale all’agosto del 2019. I partecipanti si ritroveranno questa sera, domenica 24 luglio, alle ore 20.30, nella chiesa parrocchiale di Olmo, con il vescovo ed amministratore diocesano mons. Marco Salvi per celebrare l’Eucaristia insieme ai ragazzi, benedicendoli e affidando loro il “mandato” di pellegrini.
Dieci giorni da pellegrini. Dopo il viaggio in pullman, facendo tappa a Tolosa, i giovani pellegrini affronteranno un tratto di cammino portoghese a piedi da Tui a Santiago de Compostela, per centoventi chilometri complessivi. Lo stile dell’essenzialità e della condivisione farà da cornice a dieci giorni di fatica, sudore, impegno, volontà, fraternità e amicizia. Dieci giorni in cui scoprire la bellezza di chi cammina al tuo fianco senza il filtro del telefono isolante, dieci giorni per uscire dalla propria zona di confort e scoprirsi giovani adulti in grado di farsi carico del peso dell’altro, dieci giorni per superare i propri steccati di insicurezze per prendere l’ultimo posto e il passo dei più lenti meravigliandosi della gioia che questo comporta.
Pellegrini spinti dal Cielo. «Questi sono i ragazzi che vivono l’avventura del pellegrinaggio a Santiago de Compostela per la prima volta – dice don Luca Delunghi, direttore dell’Ufficio di Pastorale Giovanile –, segno della profonda volontà di tornare a vivere esperienze significative insieme e con entusiasmo. Ognuno di questi giovani sarà accompagnato dalla preghiera delle proprie comunità parrocchiali, dei familiari e degli amici troppo piccoli o ormai grandi per unirsi fisicamente al gruppo e sarà spinto in salita con lo zaino in spalla dal Cielo».
«Sì, spinti proprio dal Cielo – sottolinea don Luca nel commentare il motto del pellegrinaggio –, là dove i nomi di ognuno e di tutti sono custoditi e là dove da oggi anche don Augusto (mons. Panzanelli del quale oggi 24 luglio si celebrano le esequie, n.d.r.), che ci ha accompagnato in tante GMG e pellegrinaggi e che tanto in vita si è impegnato a servizio dei giovani, potrà vegliare su questo nostro cammino».
I sacerdoti accompagnatori. Don Riccardo Pascolini, don Michael Tiritiello, don Daniele Malatacca, don Marco Briziarelli e don Vittorio Bigini saranno i sacerdoti che accompagneranno i ragazzi nel loro cammino, insieme a suor Linda Fanton delle Suore Francescane di Gesù Bambino dello studentato universitario di Sant’Antonio.

Assisi – Alla Porziuncola le celebrazioni della solennità del Perdono 2022

La Porziuncola è una “porta sempre aperta” per i pellegrini e la gente del luogo che vogliono attingere alla grazia di Dio attraverso l’esperienza della riconciliazione.
Nei giorni del Perdono, a tale abbondanza di grazia attingono migliaia di pellegrini, giovani e famiglie, tutti desiderosi di percorrere anche solo pochi metri per varcare la “porta della vita eterna” e ricevere il dono dell’Indulgenza plenaria. Anche quest’anno sono tanti gli eventi che ci aiuteranno ad entrare e vivere in pienezza questo tempo di grazia.

Il 29 luglio alle ore 21.15 inizierà il Triduo in preparazione al Perdono: le meditazioni di p. Mauro Galesini OFM ci introdurranno alla celebrazione della misericordia lucrata da san Francesco nella chiesetta di Santa Maria degli Angeli.

Sabato 30 luglio, alle ore 16.30 si terrà in Basilica una catechesi penitenziale per tutti, una “guida all’esame di coscienza” in preparazione al sacramento della riconcilizione.

Lunedì 1° agosto sarà il giorno dell’apertura della Solennità del Perdono. Alle ore 11, come di consueto, il M.R.P. Massimo Fusarelli OFM, Ministro generale dell’Ordine dei Frati Minori, presiederà la Solenne Celebrazione Eucaristica che terminerà con la Processione di “Apertura del Perdono” così detta perché da quel momento – cioè dalle 12 del 1° agosto, fino alle ore 24 di giorno 2 – l’Indulgenza plenaria concessa alla Porziuncola quotidianamente si estende a tutte le chiese parrocchiali sparse nel mondo e tutte le chiese francescane. Alle ore 18.30, i Primi Vespri saranno presieduti da S.E. Mons. Domenico Sorrentino Vescovo di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo T. e Foligno. Seguirà l’offerta dell’incenso da parte del Sindaco di Assisi Stefania Proietti. La tradizionale Veglia di preghiera serale alle 20.45 sarà guidata dal M.R.P. Luciano De Giusti OFM, Ministro provinciale dei Frati Minori di Abruzzo-Lazio.

Il 2 agosto sarà possibile partecipare alle numerose Celebrazioni Eucaristiche, quella solenne delle 11.30 sarà presieduta da S.E. Rev.ma Card. Angelo Bagnasco, Arcivescovo emerito di Genova. A partire dalle ore 14.30 i giovani e le famiglie della 40a Marcia Francescana “Infinitamente buono”, provenienti da tutte le regioni d’Italia e da alcune nazioni estere, dopo una settimana di cammino varcheranno la porta della Porziuncola. Il Ministro Provinciale dei Frati Minori di Umbria e Sardegna p. Francesco Piloni OFM, presiederà alle ore 19 i Vespri Solenni del Perdono.
Durante i due giorni di festa la Basilica rimarrà aperta l’intera giornata per permettere ai pellegrini di accostarsi al Sacramento della riconciliazione (dalle ore 07.00 alle ore 19.00).

IL PROGRAMMA COMPLETO

Perugia – è tornato alla Casa del Padre mons. Augusto Panzanelli (1938-2022), una delle “colonne portanti” della Chiesa diocesana.

Si è spento nella serata di venerdì 22 luglio, dopo una lunga e grave malattia, nella sua Moiano di Città della Pieve, mons. Augusto Panzanelli. Appresa la triste notizia il cardinale Gualtiero Bassetti e il vescovo ed amministratore diocesano mons. Marco Salvi si sono raccolti in preghiera e hanno espresso il loro personale profondo cordoglio, unito a quello dell’intero Presbiterio diocesano, ai familiari e alle comunità parrocchiali che don Augusto ha servito fino all’ultimo. Aveva 84 anni ed era un sacerdote molto conosciuto, benvoluto e stimato in tutta la comunità diocesana, una delle “colonne portanti” della Chiesa che è in Perugia e Città della Pieve. Gli ultimi due arcivescovi gli avevano affidato nel corso degli anni importanti e delicati incarichi in ambito pastorale ed amministrativo. Una sua biografia dettagliata e data e luogo delle esequie saranno comunicate nella giornata di domani attraverso una nota della Curia.

Perugia – don Giosuè Busti, giovane sacerdote perugino in missione diplomatica in Nuova Zelanda, come addetto alla Nunziatura Apostolica di Wellington.

«Dopo la nomina del nuovo arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, don Ivan Maffeis, quella del giovane sacerdote perugino don Giosuè Busti, inviato come addetto alla Nunziatura Apostolica di Wellington, in Nuova Zelanda, è senz’altro la seconda bella notizia accolta con gioia in pochi giorni dalla nostra Chiesa diocesana. Un incarico che è per tutti noi motivo di orgoglio, perché don Giosuè è chiamato a rappresentare in terre lontane la Chiesa cattolica. Con sé porta la spiritualità e i valori dei santi umbri Benedetto e Francesco, che, in distinte epoche, sono stati “ambasciatori-testimoni” dell’universalità del messaggio cristiano». Ad annunciarlo è il vescovo ed amministratore diocesano mons. Marco Salvi, che plaude al risultato raggiunto da don Busti nello studio e nella formazione acquisita presso la Pontificia Accademia Ecclesiastica, l’istituzione vaticana che forma i sacerdoti destinati alla missione diplomatica nelle Nunziature del mondo. Mons. Salvi, nel congratularsi con don Busti, uno dei dieci presbiteri selezionati quest’anno a tale incarico, sottolinea quanto sia oggi importante servire la Chiesa anche da membro del Corpo diplomatico della Santa Sede chiamato, evidenzia il presule, «ad essere annunciatore del Vangelo della fraternità tra i popoli e della convivenza pacifica tra le nazioni in un’epoca segnata da non pochi conflitti noti e dimenticati. È molto incoraggiante sapere che un giovane del Clero perugino-pievese si appresta a vivere questa esperienza di missione diplomatica a cui rivolgiamo la nostra preghiera e impartiamo la nostra benedizione».
Don Giosuè Busti, nato ad Assisi il 9 marzo 1988, originario della parrocchia di Ponte Valleceppi di Perugia, laureato in Scienze politiche, è stato ordinato presbitero dal cardinale Gualtiero Bassetti il 29 giugno 2019. È stato lo stesso porporato a consigliarlo e invogliarlo a intraprendere per tre anni gli studi presso la suddetta Accademia. In questo periodo ha conseguito anche la licenza in Diritto Canonico alla Pontificia Università Gregoriana e il successivo dottorato alla Pontificia Università Lateranense.
Don Busti, che ha incontrato di recente papa Francesco in visita alla Pontificia Accademia Ecclesiastica, partirà per la Nuova Zelanda il prossimo 21 agosto. «Lavorerò accanto al nunzio apostolico mons. Novatus Rugambwa, originario della Tanzania – racconta don Busti in un articolo de La Voce in edicola questo fine settimana –. È una destinazione molto lontana… La formazione che facciamo è rivolta a qualsiasi destinazione, ma la cosa più importante è quella di coltivare l’amore per il popolo a cui si è inviati. Certo, lasciare l’Italia, la mia diocesi, mi dispiace, e in particolare mi mancherà la possibilità di servire in parrocchia (attualmente è vicario parrocchiale a Ponte San Giovanni, n.d.r.), perché è quello a cui uno pensa quando entra in seminario, ma nello stesso tempo è anche un grande privilegio; sono molto entusiasta di imparare e di conoscere una nuova realtà».

Assisi – restauro del trittico raffigurante la Madonna col Bambino, San Francesco e San Sebastiano di Matteo da Gualdo

Il Museo diocesano e Cripta di San Rufino di Assisi rende nota la conclusione del restauro del trittico raffigurante la Madonna col Bambino, San Francesco e San Sebastiano, realizzato da Matteo da Gualdo per la Chiesa di Santa Maria delle Grazie all’interno del Castello di Palazzo di Assisi e, a partire dal 1941, custodito nel museo.
I lavori, eseguiti grazie al sostegno della Fondazione Perugia e cofinanziati anche attraverso la campagna di raccolta fondi “Adotta un’opera”, saranno presentati al pubblico sabato 23 luglio, alle ore 21, presso la Biblioteca diocesana di Assisi.
Dopo i saluti di mons. Domenico Sorrentino, vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e di Foligno e di. Maurizio Tittarelli Rubboli della Fondazione Perugia, interverranno lo scrittore Matteo Bebi e la curatrice del restauro Francesca Canella con la collaborazione di Christiane Zschiesche.
L’intermezzo musicale sarà curato da Laura Cannelli (voce) e Filippo Calandri (Cornetto rinascimentale). La serata si concluderà con un brindisi offerto a tutti i partecipanti.
Con il restauro del trittico di Matteo da Gualdo è stata recuperata un’opera del Quattrocento fortemente compromessa, che tornerà così ad essere pienamente fruibile all’interno del museo che la custodisce, aumentandone l’attrattività.
L’intervento è pienamente in linea con le azioni intraprese dal Capitolo della cattedrale di San Rufino negli ultimi anni, mirate alla valorizzazione della parte alta della città di Assisi e, al contempo, contribuirà alla valorizzazione dei lavori di un maestro eccentrico del Rinascimento umbro che ha lasciato numerose testimonianze artistiche in gran parte del territorio delle diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e di Foligno.
Il restauro ha inoltre permesso di fissare nuovi punti fermi nella cronologia dei lavori del pittore ma anche di aprire interessanti interrogativi che potrebbero essere approfonditi attraverso ulteriori studi.

Spoleto – Messa dell’Arcivescovo al Santuario della Madonna della Valle di Bevagna per la II Giornata Mondiale dei Nonni e degli Anziani

“Nella vecchiaia daranno ancora frutti”: è il tema scelto da Papa Francesco per la II Giornata Mondiale dei Nonni e degli Anziani in programma in tutte le Diocesi del domenica 24 luglio 2022. L’arcivescovo di Spoleto-Norcia mons. Renato Boccardo celebrerà in tale occasione una Messa presso il Santuario della Madonna della Valle a Bevagna alle ore 18.00. Il Presule affiderà i nonni e gli anziani presenti, ma nella preghiera anche quelli che non ci saranno fisicamente, alla Vergine Maria.
«La vecchiaia – scrive il Pontefice nel messaggio – non è un tempo inutile in cui farci da parte tirando i remi in barca, ma una stagione in cui portare ancora frutti: c’è una missione nuova che ci attende e ci invita a rivolgere lo sguardo al futuro. La speciale sensibilità di noi vecchi, dell’età anziana per le attenzioni, i pensieri e gli affetti che ci rendono umani, dovrebbe ridiventare una vocazione di tanti. E sarà una scelta d’amore degli anziani verso le nuove generazioni. È il nostro contributo alla rivoluzione della tenerezza, una rivoluzione spirituale e disarmata di cui invito voi, cari nonni e anziani, a diventare protagonisti».

Perugia: L’arcivescovo eletto don Ivan Maffeis in visita alla Curia perugina.

È stata una breve visita alla Curia perugina, informale e dal calore familiare, quella che don Ivan Maffeis ha inteso fare a poco più di 24 ore dopo l’annuncio della sua nomina ad arcivescovo metropolita di Perugia-Città della Pieve da parte di papa Francesco, annuncio avvenuto la mattina di sabato 16 luglio. Giunto da Trento a Perugia in treno, poco prima dell’ora di cena di domenica 17 luglio, don Maffeis ha pernottato in episcopio.
Ci teneva a questa visita, pur breve (è ripartito sempre in treno poco prima di mezzogiorno del 18 luglio), perché desideroso di un primo contatto diretto con la Chiesa di cui si appresta a diventare la guida pastorale, oltre a quel «primo contatto con voi» che don Ivan ha affidato al suo messaggio di saluto rivolto alla comunità diocesana sabato scorso.
Don Maffeis, questa mattina (18 luglio), ha celebrato la S. Messa nella cappella interna del palazzo arcivescovile ed ha salutato il cardinale Gualtiero Bassetti. Ha poi avuto un incontro con il vescovo ed amministratore diocesano mons. Marco Salvi e si è intrattenuto con i collaboratori di Curia presenti, ringraziandoli per il lavoro svolto e per gli impegni futuri, anche in occasione del suo arrivo ufficiale.
Al riguardo, l’arcivescovo eletto e l’amministratore diocesano hanno concordato il programma pastorale dei prossimi mesi, in vista della sua consacrazione episcopale e presa di possesso dell’Archidiocesi. Don Maffeis sarà consacrato vescovo nella cattedrale di San Lorenzo di Perugia, un segno dal forte valore simbolico con cui vuole sin da subito tessere un legame inscindibile con la sua “Sposa”, la Chiesa che è in Perugia-Città della Pieve. Indicativamente, la sua ordinazione episcopale e contestuale presa di possesso dell’Archidiocesi avverranno nel prossimo mese di settembre, intorno alla Festa della Madonna delle Grazie, la protettrice della città e dell’intera comunità diocesana, tanto venerata da molti fedeli nella cattedrale dove la sua effige è stata dipinta da un allievo del Perugino.

Perugia: È don Ivan Maffeis, il nuovo arcivescovo metropolita. Succede al cardinale Gualtiero Bassetti.

Don Ivan Maffeis, parroco a Rovereto (Tn), è il nuovo arcivescovo metropolita di Perugia-Città della Pieve. Lo ha nominato oggi, 16 luglio 2022, il Santo Padre Francesco. Don Maffeis, tredicesimo Pastore della diocesi, succede al cardinale Gualtiero Bassetti nello stesso giorno in cui tredici anni fa il suo predecessore è stato nominato arcivescovo di Perugia-Città della Pieve da papa Benedetto XVI, giorno in cui la Chiesa celebra la festa liturgica della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo.
L’annuncio della nomina del nuovo arcivescovo è stato dato in contemporanea con la Sala Stampa della Santa Sede e l’Arcidiocesi di Trento, alle ore 12, nella cattedrale di San Lorenzo, dal vescovo ed amministratore diocesano mons. Marco Salvi alla presenza dell’arcivescovo emerito, il cardinale Gualtiero Bassetti, del Clero, dei diaconi, dei religiosi e religiose, dei seminaristi, dei direttori e responsabili degli Uffici e Servizi diocesani e dei collaboratori di Curia. Presenti anche i rappresentati delle Istituzioni civili, militari e del mondo accademico. L’annuncio è stato salutato dal suono a distesa delle campane della cattedrale, preceduto dal Veni Creator Spiritus e dalla proclamazione della Parola di Dio. È stata poi data lettura del messaggio di saluto dell’arcivescovo eletto e della sua biografia. L’annuncio è terminato con la recita dell’Angelus.
Don Maffeis ha avuto modo di conoscere la realtà ecclesiale che si appresta a guidare nel ricoprire gli incarichi di direttore dell’Ufficio nazionale delle Comunicazioni sociali della Conferenza episcopale italiana (Cei) e di sottosegretario della stessa Cei. A Perugia è intervenuto, nel luglio 2017, all’iniziativa di formazione per giovani aspiranti comunicatori dei media cattolici denominata “Summer media camp”, promossa dalla Commissione regionale delle comunicazioni sociali della Conferenza episcopale umbra (Ceu), ritornando nel capoluogo umbro, prima della pandemia, per altre simili occasioni.

IL SALUTO DEI VESCOVI UMBRI
La Ceu: Mons. Ivan Maffeis, dono prezioso per tutta la Regione ecclesiastica
I Vescovi dell’Umbria accolgono con gioia e si stringono fraternamente attorno a Mons. Ivan Maffeis, eletto Arcivescovo Metropolita di Perugia-Città della Pieve e gli assicurano il sostegno della preghiera per il nuovo importante ministero ecclesiale affidatogli dal Santo Padre.
Sono certi che la ricca esperienza accumulata dal nuovo Arcivescovo nel lungo servizio alle Chiese che sono in Italia quando prestava la sua opera presso la Segreteria Generale della CEI e recentemente come parroco di Rovereto sarà dono prezioso per tutta la Regione ecclesiastica.

IL SALUTO DEL CARDINALE BASSETTI E DELL’AMMINISTRATORE APOSTOLICO MONS. SALVI

 

BIOGRAFIA
Don Ivan Maffeis è nato a Pinzolo, in provincia e Arcidiocesi di Trento, il 18 novembre 1963, ordinato sacerdote il 26 giugno 1988 dopo aver compiuto gli studi superiori e filosofico-teologici presso il Seminario arcivescovile di Trento. Ha completato la sua formazione a Roma, conseguendo nel 1997 il Dottorato in Scienze delle Comunicazioni Sociali presso la Pontificia Università Salesiana. Tra gli incarichi pastorali più significativi da lui ricoperti nell’Arcidiocesi di origine, dal 1988 al 2009, quelli di vicario parrocchiale a Mori, parroco a Trento, docente in Seminario, assistente diocesano dell’Azione Cattolica e direttore del settimanale diocesano Vita Trentina e della radio diocesana. Quest’ultimo incarico, ricoperto dal 2001 al 2009, lo porta a vivere l’esperienza prima di vice direttore e poi di direttore dell’Ufficio nazionale delle comunicazioni sociali e di sottosegretario Cei dal 2010 al 2019, anno in cui rientra nell’Arcidiocesi di Trento e viene nominato parroco delle comunità di Rovereto-San Marco e Santa Famiglia, Trambileno, Vanza, Noriglio e Terragnolo. Nel periodo in cui presta servizio in Cei diventa responsabile del personale della stessa Cei e consultore del Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede. Dal 2010 è docente presso la Facoltà di Scienze della Comunicazione della Pontificia Università Salesiana e, quindi, presso la Pontificia Università Lateranense.

Il  messaggio di saluto del vescovo eletto alla comunità diocesana perugino-pievese.
Carissimi fratelli e sorelle della Chiesa che è in Perugia, cara gente,
affido a queste semplici righe, stese con l’inchiostro della speranza e della gioia, il primo contatto con voi.
Porto nel cuore la riconoscenza per il Santo Padre, che nella sua fiducia mi affida la missione episcopale. Abbraccio il Vescovo Marco, il Card. Gualtiero e gli altri Vescovi della Regione ecclesiastica Umbria, che ho avuto modo di stimare per la comunione fraterna e la passione pastorale che li anima.
Sono debitore grato alla mia famiglia, al paese di Pinzolo, alla Chiesa di Trento e, da ultimo, alle parrocchie di Rovereto.
Vengo fra voi per mettermi in ascolto di questa preziosa terra di santi e di bellezza, della quale chiedo con umiltà di divenirne figlio; vengo per amare questa Chiesa con tutte le mie forze, in un servizio di preghiera e di dedizione; vengo per condividere – alla luce del Vangelo di Gesù Cristo – “le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce” di ciascuno.

Offro la disponibilità a incontrare e a lasciarmi incontrare nella maniera più ampia e diretta possibile. Con un pensiero affettuoso vorrei raggiungere in particolare i presbiteri, i religiosi e le religiose; quindi, i malati e quanti, per le ragioni più diverse, sono feriti dalla vita e preoccupati per il futuro. Ai rappresentanti delle Istituzioni civili assicuro il contributo della comunità ecclesiale nella ricerca e realizzazione del bene comune.

Vengo sereno e fiducioso, pur nella consapevolezza della sproporzione tra ciò che sono e la responsabilità che assumo: possano la vostra preghiera e la vostra fraternità accorciare tale distanza e aiutarci a camminare insieme.

E allora non mi sarà difficile far miei i sentimenti dell’apostolo Barnaba che “quando giunse e vide la grazia di Dio, si rallegrò ed esortava tutti a restare, con cuore risoluto, fedeli al Signore” (At 11, 23).

L’Ausiliatrice, patrona di Rovereto – che a Perugia è venerata come Madonna delle Grazie – ci accompagnerà.

don Ivan Maffeis

Perugia – saluto al nuovo arcivescovo da parte dell’amministratore diocesano mons. Salvi, che ha parlato di Chiesa «ricca di carismi e con grandi potenzialità», e del cardinale Bassetti, che ha augurato al suo successore, don Maffeis, di essere «un pastore con il profumo delle pecore»

All’annuncio della nomina del nuovo arcivescovo metropolita di Perugia-Città della Pieve, avvenuto il 16 luglio nella cattedrale di San Lorenzo, sono intervenuti il vescovo ed amministratore diocesano mons. Marco Salvi e l’arcivescovo emerito, il cardinale Gualtiero Bassetti, rivolgendo il loro saluto a don Ivan Maffeis, chiamato da papa Francesco alla guida pastorale della Chiesa perugino-pievese, e a tutte le componenti del popolo di Dio di questa Chiesa particolare.
Il vescovo Salvi. «Ho sentito al telefono don Ivan, al quale mi legano sentimenti di amicizia e di stima e gli ho espresso le mie e le nostre congratulazioni. Presto il vescovo Ivan mi comunicherà tempi e luoghi della sua ordinazione episcopale e la data di inizio del suo ministero di pastore nella nostra amata chiesa perugino-pievese». Poi, quasi a tracciare un “bilancio” dei suoi tre anni di vescovo ausiliare e dallo scorso 30 maggio di amministratore diocesano, mons. Salvi ha detto di essere «grato al Signore per questi anni intensi passati qui a Perugia: sin dal mio arrivo, nel 2019, ho avuto modo di incontrare una bella realtà ecclesiale, ricca di carismi e con grandi potenzialità; una realtà che ho conosciuto giorno dopo giorno svolgendo il mio ruolo di vescovo ausiliare. È stata per me una bella occasione di crescita umana e spirituale, anche se all’inizio, quando mi è stato proposto l’episcopato, ho fatto molta, ma molta fatica ad accogliere questo invito. Dopo tre anni, mi accorgo che ne è valsa la pena e ho ascoltato e cercato di ascoltare, cercando sempre di costruire insieme, sinodalmente, confrontandomi continuamente. Spesso non è stato facile, anche per il carattere un po’ duro che ho, ma guidati dall’aiuto del Signore siamo sempre stati in grado, insieme, di cercare e di trovare soluzioni. La nostra Chiesa in questo periodo ha vissuto momenti importanti ed ora che è impegnata nel Cammino Sinodale, ha bisogno di trovare vie nuove di evangelizzazione per attuare quella Chiesa in uscita di cui papa Francesco ci parla sempre. Non è stato facile questo momento di transizione vissuto da quando è stata accettata la quiescenza del cardinale Bassetti anche perché non abituati, ma mi sto accorgendo adesso che è anche un momento importante, perché ha fatto emergere in una maniera più chiara la realtà di questa Chiesa che è fatta di ricchezza, di impegno, di responsabilità e qualche volta anche di fragilità, di ipocrisie dove la struttura umana è venuta fuori più chiaramente».
Commentando la Parola di Dio proclamata prima dell’annuncio della nomina del nuovo arcivescovo, tratta dalla Lettera di San Apostolo agli Efesini, mons. Salvi si è soffermato su «i diversi carismi dello Spirito che dobbiamo ascoltare per fare comunione. Nessuno può dire di non avere doni, poiché a ciascuno è data una manifestazione dello Spirito, perché il Signore effonde sempre la sua grazia su tutte le creature. Mi piace pensare ad una bella metafora, tratta dal mondo dell’arte a cui ho sempre attinto nel fare catechesi: una tessera da sola non potrà mai essere un mosaico, ma un insieme di tessere possono costituire un prezioso mosaico risplendente di luce».

«La designazione del nuovo arcivescovo metropolita – ha evidenziato l’amministratore diocesano – ha un grande valore ecclesiale poiché, come ci ricorda l’Apostolorum Successorum,” I Vescovi, in quanto inseriti nel Collegio episcopale, che succede al Collegio apostolico, sono intimamente uniti a Cristo Gesù, che continua a scegliere e a mandare i suoi apostoli. Il Vescovo, come successore degli Apostoli, in forza della consacrazione episcopale e mediante la comunione gerarchica, è il principio visibile e il garante dell’unità della sua Chiesa particolare”».

«In questo giorno in cui viene rinnovata la successione apostolica nella nostra Chiesa – ha concluso mons. Salvi –, rivolgo un pensiero grato al nostro pastore Gualtiero che l’ha guidata per tredici anni ed auguro a don Ivan un buono e fruttuoso cammino insieme al popolo di Dio che è in Perugia-Città della Pieve e affido il suo ministero ai nostri patroni Costanzo, Ercolano, Lorenzo e alla celeste protezione di Maria Santissima delle Grazie, da secoli venerata in questa cattedrale, assicurandogli la nostra preghiera come Chiesa diocesana. A tutti voi, con sentimenti di profondo affetto e gratitudine, giunga la mia paterna benedizione».

Il cardinale Bassetti. «Nella nomina di don Ivan Maffeis a mio successore, avvenuta quest’oggi, si sono delle circostanze e delle cadenze che mi hanno colpito in modo particolare». Lo ha evidenziato il cardinale Bassetti ricordando che proprio oggi (il 16 luglio) «la Chiesa fa memoria della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo, una data significativa per l’annuncio che ci è stato fatto, perché vogliamo affidare il nuovo vescovo alla tutela della Madre Celeste. Vedo in tutto questo una carezza della Santa Madre di Dio anche nei miei confronti e voglio brevemente spiegarvi i perché. I ventotto anni del mio episcopato sono trascorsi sotto la tutela della Madonna. L’8 settembre è la natività di Maria ed io, in questo giorno del 1994, fui consacrato vescovo di Massa Marittima-Piombino; il 21 novembre del 1998, festa della Presentazione al tempio di Maria, fui nominato vescovo di Arezzo-Cortona-Sansepolcro dove feci ingresso il 6 febbraio 1999, un’altra data mariana, l’inizio della novena della Madonna del Conforto e, infine, il 16 luglio 2009 fui nominato arcivescovo metropolita di Perugia-Città della Pieve. E ancora una volta, per una data importante per la mia vita, ma soprattutto per la vita di questa nostra Chiesa, in una data mariana non richiesta, quella del 16 luglio, festa della Madonna del Carmine, ci ritroviamo qui tutti riuniti. Io non credo al caso, credo alla provvidenza di Dio che si muove passo dopo passo nelle persone e nella Chiesa».

Invocando la “Sub tutela Matris”, il cardinale Bassetti ha inteso «affidare ancora una volta alla protezione di Maria questa amata diocesi e tutti coloro che ne sono figli. Al vescovo mons. Marco Salvi, amministratore diocesano, esprimo la mia gratitudine per i tre anni di vita e di ministero episcopale che ha speso per noi con generosità e intelligenza. A mons. Ivan Maffeis, nuovo Pastore di questa nostra Chiesa, che per quasi tre anni è stato mio prezioso collaboratore alla Cei, auguro di poter donare tutto se stesso, come ha sempre fatto nei delicati impegni pastorali che è stato chiamato a svolgere. Questa Chiesa, come ci raccomanda papa Francesco, ha bisogno di un Pastore “con il profumo delle pecore” e mi auguro che tale sia don Ivan».