GO! Franciscan Youth Meeting, il “giorno dell’ascolto”: oltre 2.500 giovani trasformano Assisi in un laboratorio di fraternità

C’è un filo rosso che ha attraversato il primo vero giorno del GO! Franciscan Youth Meeting: il desiderio di mettersi in ascolto. Ascoltare la storia di san Francesco, ascoltare il grido del mondo, ascoltare le domande più profonde del cuore, per prepararsi a diventare protagonisti del cammino che proseguirà nei laboratori di domani e culminerà, il 6 agosto, nell’incontro con Papa Leone XIV.

Sin dalle prime ore del mattino, i giovani hanno raggiunto i luoghi simbolo di Assisi e Santa Maria degli Angeli, scegliendo uno dei nove workshop distribuiti tra basiliche, santuari, teatri e luoghi francescani.

L’itinerario è stato pensato per offrire ai ragazzi strumenti di lettura della realtà e della propria vita, nello spirito del Poverello di Assisi.

L’intera giornata ha avuto come orizzonte comune una domanda: come può il carisma di san Francesco parlare ai giovani di oggi?

Al centro dell’itinerario dedicato al Cantico delle Creature, il professor Franco Nembrini ha guidato i partecipanti alla riscoperta della straordinaria forza poetica e spirituale del testo francescano, mostrando come la bellezza diventi ancora oggi una via privilegiata per incontrare Dio e comprendere l’uomo.

Il workshop “Francesco e la casa comune”, promosso dal Centro Laudato Si’, ha invece proposto una riflessione sulla conversione ecologica come conversione del cuore. Partendo dal Cantico e dall’enciclica Laudato si’, i giovani sono stati accompagnati a comprendere che custodire il creato significa anzitutto imparare a custodire le relazioni, riscoprendosi “coltivatori e custodi” della casa comune. Un percorso concreto, scandito da cinque semplici passi, che proseguirà domani con attività laboratoriali dedicate all’impegno personale e comunitario.

Grande partecipazione anche per “Identità – Vocazione – Missione”, ospitato nella Basilica di Santa Maria degli Angeli. Attraverso il racconto evangelico della chiamata di Pietro, i giovani sono stati invitati a confrontarsi con tre domande essenziali: Chi sono? Cosa desidera Dio da me? Per chi sono chiamato a vivere? Un percorso che ha ricordato come la vocazione non sia anzitutto una scelta professionale o uno stato di vita, ma la scoperta di una missione affidata personalmente a ciascuno. “Dio non chiama persone capaci, ma persone disponibili” è stato uno dei messaggi consegnati da fra Francesco Piloni, OFM