Gubbio – Festa del Perdono, quattro iniziative nel segno della riconciliazione

È il tema “Più forte della morte” ad accompagnare l’edizione 2026 della Festa del Perdono di Gubbio, appuntamento che quest’anno si inserisce nelle celebrazioni per l’ottavo centenario della morte di san Francesco.
L’iniziativa, coordinata dalle Sorelle del Piccolo Testamento di san Francesco e giunta alla settima edizione, propone diversi momenti tra il 30 luglio e il 2 agosto, intrecciando testimonianza, musica, preghiera e celebrazione eucaristica.

Il cuore del programma prende forma venerdì 31 luglio alle ore 21, nel Parco della Riconciliazione intorno alla chiesa della Vittorina, con la testimonianza di don Mattia Ferrari, cappellano della Ong Mediterranea Saving Humans.
Il giovane sacerdote modenese dialoga con Federica Grandis, mentre l’accompagnamento musicale è affidato al gruppo Mydama. Un appuntamento che introduce, attraverso il racconto e la testimonianza, il tema della misericordia e della riconciliazione che attraversa l’intera Festa del Perdono.

La Festa del Perdono entra più direttamente nella sua dimensione spirituale e liturgica sabato primo agosto.
Alle 19.15, nel Parco della Riconciliazione e nella chiesa della Vittorina, è in programma la liturgia penitenziale presieduta dal vescovo Luciano Paolucci Bedini. Al termine viene offerta ai partecipanti la possibilità di accostarsi individualmente al sacramento della confessione.
Un momento particolarmente legato al significato del Perdono francescano, che richiama la centralità della misericordia e della riconciliazione nella vita cristiana.

Il percorso culmina domenica 2 agosto, sempre alle 19.15, nel Parco della Vittorina, con la celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo Luciano.
Il servizio musicale è curato dal coro dei Cantores Beati Ubaldi, diretto dal maestro Renzo Menichetti.
La Messa conclude così un itinerario che accompagna la comunità eugubina nel messaggio francescano del Perdono, tra preghiera, testimonianza e ricerca di una misericordia capace di essere, come suggerisce il tema scelto per il 2026, “più forte della morte”.