Ad Assisi la 75.ma Settimana nazionale di aggiornamento pastorale

Si terrà ad Assisi dal 22 al 25 giugno la 75.ma Settimana nazionale di aggiornamento pastorale del Centro orientamento Pastorale sul tema: “Dopo la cristianità: quale cristianesimo? Sulle orme di san Francesco, per un mondo di fíciternieci e di pace” presso l’hotel Domus Pacis.

PROGRAMMA
Lunedì 22 giugno
Ore 15.00 Arrivi e accoglienza. Ore 16.00 Preghiera, saluti e apertura dei lavori. Ore 16.20 Docu-film. Ore 16.30 RELAZIONE IL CAMBIO D’EPOCA: ANNUNCIARE IL VANGELO IN UN TEMPO POST-CRISTIANO S.E. MONS. ERIO CASTELLUCCI, Arcivescovo-Abate di Modena-Nonantola, Vescovo di Carpi. Ore 19.00 Celebrazione dell’Eucarestia (Santa Maria degli Angeli) presiede S.E. MONS. DOMENICO SIGALINI Vescovo emerito di Palestrina Presidente del COP
Martedì 23 giugno
Ore 08.00 Celebrazione delle Lodi con meditazione. Ore 09.00 relazione “LO STILE EVANGELICO: S. FRANCESCO COME MODELLO DI CRISTIANESIMO ESSENZIALE” a cura di PADRE FRANCESCO PILONI OFM, già Ministro provinciale dei Frati Minori di Umbria e Sardegna. Ore 11.30 Focus “UNA CHIESA CHE SI RIPENSA NEL SOCIALE” a cura di DON BRUNO BIGNAMI Direttore dell’Ufficio nazionale per i problemi sociali e il lavoro della CEI. Ore 13.00 Pranzo. Ore 16.00 ITINERARIO CULTURALE E SPIRITUALE Visita guidata nella Basilica di San Francesco. Ore 18.00 Celebrazione dell’Eucarestia (Basilica inferiore di San Francesco). Ore 20.00 Visita alla tomba di San Carlo Acutis (Santuario della Spogliazione) Meditazione. Ore 20.30 Cena/buffet (Monastero di San Giuseppe – Assisi)
Mercoledì 24 giugno
Ore 08.00 Celebrazione delle Lodi con meditazione. Ore 09.00 Focus “UNA CHIESA CHE SI RIPENSA TRA MONDO FISICO E DIGITALE” a cura di FORTUNATO AMMENDOLIA, Studioso di pastorale digitale, intelligenza artificiale ed etica. Ore 11.00 focus “UNA CHIESA CHE SI RIPENSA CONI GIOVANI” a cura di DON RICCARDO PINCERATO Direttore del Servizio nazionale per la pastorale giovanile della CEI. Ore 13.00 Pranzo. Ore 16.00 WORKSHOP. ORE 18.00 RESTITUZIONE DEI WORKSHOP. Ore 19.00 Celebrazione dell’Eucarestia (Santa Maria degli Angeli) presiede S.E. MONS. LUCIANO PAOLUCCI BEDINI Vescovo di Gubbio e di Città di Castello. Ore 20.00 Cena. Ore 21.15 “FRANCESCO: UNO, NESSUNO, CENTOMILA…?” CON FRA GIULIO CESAREO, OFM Direttore Ufficio Comunicazione Sacro Convento di San Francesco
Giovedì 25 giugno
Ore 08.00 Celebrazione dell’Eucarestia (Santa Maria degli Angeli) presiede S.E. MONS. FELICE ACCROCCA Vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e di Foligno. Ore 09.30 Relazione “QUALI SFIDE PER LA COMUNITÀ CRISTIANA CHE ANNUNCIA IL VANGELO OGGI” a cura di DON LIVIO TONELLO, Docente presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Padova. Ore 11.00 Conclusioni e Lettera alla parrocchia S.E. MONS. DOMENICO SIGALINI Ore 12.30 Pranzo e partenze
– Moderano i lavori: S.E. Mons. Domenico Sigalini e Vittorio Degiacomi, studioso di teologia pastorale – Meditazioni alle Lodi: suor Rosaria Carpentieri Suora Francescana Alcantarina
Info su www.centroorientamentopastorale.it — segreteria@centroorientamentopastorale.it

Gubbio – ordinazione diaconale di Federico Solazzi

Sabato 20 giugno alle ore 18, nella Cattedrale dei Santi Mariano e Giacomo di Gubbio, il vescovo Luciano Paolucci Bedini ordinerà diacono il seminarista Federico Solazzi. Per la Chiesa eugubina si tratta di un momento di particolare gioia, che segna una tappa decisiva nel percorso vocazionale del giovane verso il sacerdozio.

Una vocazione nata in parrocchia
Classe 1995, Federico Solazzi è nato a Sant’Elpidio a Mare e si è trasferito da bambino a Gubbio con la famiglia. La sua crescita umana e spirituale è avvenuta nella parrocchia di Cipolleto-Ponte d’Assi, all’interno delle attività dell’oratorio e dei percorsi dedicati ai giovani.
Dopo il diploma, conseguito nel 2014, ha frequentato per alcuni mesi Scienze Motorie, scegliendo però ben presto di dedicarsi agli studi teologici. Un percorso che lo ha portato a completare quasi interamente la formazione accademica prima ancora dell’ingresso in seminario.
Nel 2020, Federico è stato ammesso all’anno propedeutico del Seminario regionale umbro. Da allora ha proseguito il proprio cammino fino all’attuale quinto anno, conseguendo anche la licenza in Teologia. Alla base della sua scelta c’è una motivazione semplice ma profonda: mettere la propria vita a servizio degli altri.
«Questa scelta è una scelta di dono. È una scommessa sulla mia vita, su dove volerla spendere e dove volerla donare», spiega Federico.
Nel suo percorso di crescita hanno avuto un ruolo importante alcune esperienze formative vissute negli anni. Federico ricorda in particolare il pellegrinaggio a piedi sulla Via di Francesco nel 2011, il ritiro a Torino con padre Ugo De Censi dell’Operazione Mato Grosso nel 2013 e la Giornata mondiale della gioventù di Cracovia nel 2016.
Un posto speciale occupa anche la casa di accoglienza Caritas in Kosovo, esperienza iniziata nel 2017 e ripetuta quasi ogni anno. Occasioni che gli hanno permesso di incontrare persone, culture e situazioni diverse, maturando una sensibilità sempre più attenta al servizio e alla solidarietà.

Sei mesi in missione in Bolivia
Tra le tappe più significative del suo cammino c’è anche il periodo trascorso in Bolivia tra il 2025 e il 2026.
«È stata un’esperienza difficile, ma molto formativa, soprattutto dal punto di vista spirituale e umano. È stato bello toccare realtà differenti, bisogni differenti, ma anche ritmi di vita e culture diverse», ricorda il seminarista.
Un’esperienza missionaria che ha arricchito ulteriormente il suo percorso di formazione, aprendolo all’incontro con una Chiesa vissuta in contesti sociali e culturali molto differenti da quelli italiani.

Il servizio nelle comunità
Durante gli anni di seminario, Federico ha svolto il proprio servizio pastorale in diverse comunità. Ha iniziato nelle parrocchie della diocesi perugina di Piccione, Fratticiola e Ramazzano, per poi proseguire a Umbertide e successivamente a Cantiano, dove continua ancora oggi il suo impegno pastorale.
Esperienze che gli hanno consentito di conoscere da vicino la vita delle comunità cristiane e di confrontarsi con le diverse realtà del territorio.

Assisi – festa del Voto ricorda il salvataggio della città dalle truppe saracene per intercessione di Santa Chiara

La città è pronta a ricordare il salvataggio della città dall’assedio dei saraceni, per l’intercessione orante di Santa Chiara. Si terrà lunedì 22 giugno la Festa del Voto. “Una vicenda che ci insegna che non possiamo disinteressarci delle sorti della città terrena, poiché in essa abitiamo e ad essa dobbiamo dare il nostro fattivo contributo. Ci è chiesto, dunque, di vivere appieno in questo mondo, sapendo però che non tutto si esaurisce in esso e che altro è il nostro destino finale. E, dunque, ad aver cura del bene di tutti prima ancora che del nostro personale”, le parole del vescovo, monsignor Felice Accrocca, nel suo editoriale nel numero di giugno di Chiesa Insieme, dedicato proprio a questa celebrazione. Ipotizzando, sempre nel suo editoriale, che oltre alla preghiera ci sia stata “qualche altra iniziativa presa dalla badessa di San Damiano”, che monsignor Accrocca ritiene possa essere stata una richiesta di intercessione della Santa a frate Elia. “In quegli stessi anni in cui le truppe imperiali assalivano la città umbra – scrive infatti il vescovo – frate Elia – assisano, fortemente legato a Chiara e alla sua comunità – era a stretto contatto con Federico II, al punto di poter esercitare su di lui una qualche influenza. Non è perciò possibile pensare che, nell’imminenza del pericolo, Chiara si sia rivolta a lui perché intercedesse a favore della città? D’altronde, l’intercessione di Elia, riconciliatosi con la Chiesa solo alla vigilia della morte, spiegherebbe bene, di per sé, il silenzio poi calato sui fatti, dal momento che non sarebbe stato prudente sottolineare l’amicizia di Chiara con un personaggio tanto discusso”. La giornata si apre alle ore 5.45 con il suono delle Chiarine con gli araldi che intonano il Coprifoco e alle ore 6 il suono a festa delle campane della città. Alle ore 20.30 dalla cattedrale di San Rufino partirà il corteo religioso che si unirà, sulla piazza del Comune, a quello civile. A seguire nella basilica di Santa Chiara il saluto delle Clarisse e l’omaggio floreale del sindaco, e alle ore 21.30 a San Damiano l’offerta dei ceri da parte del primo cittadino e la celebrazione di Compieta con la benedizione Eucaristica e l’esortazione del vescovo. A chiudere, il saluto del ministro provinciale dei frati minori dell’Umbria.

Foligno – attività estive in oratorio. Mille giovani sulle orme di san Francesco

Il silenzio dei banchi di scuola è ormai un ricordo recente, pronto a lasciare il posto a una straordinaria e travolgente ondata di vitalità, sorrisi e colori. Da lunedì 15 giugno, le parrocchie e le comunità della Diocesi di Foligno apriranno ufficialmente le proprie porte per l’avvio dell’«Estate in Oratorio», l’appuntamento più atteso e significativo dell’anno per il tessuto giovanile locale. Saranno circa 1.000 i bambini e i ragazzi di età compresa tra i 6 e i 12 anni che si riapproprieranno degli spazi comunitari, pronti a vivere un’esperienza intensa di condivisione, crescita e puro divertimento, per un periodo che si estenderà dalle due alle cinque settimane a seconda delle singole realtà territoriali.

La geografia di questo grande mosaico educativo abbraccia ben undici oratori capillarmente distribuiti nell’intero territorio diocesano, punti di riferimento per altrettante parrocchie o unità pastorali. Il progetto vedrà l’attivazione sinergica delle comunità di Sant’Eraclio e Cancellara, San Giovanni XXIII, San Giovanni Paolo II, e del centro storico cittadino con le parrocchie di San Feliciano e Santa Maria Infraportas. A questi si affiancheranno i presidi di San Benedetto da Norcia, San Paolo VI, la comunità di Madonna di Loreto a Colfiorito, San Domenico e la parrocchia di Valtopina, fino a giungere alla zona pastorale di Spello, rappresentata dalla parrocchia di Limiti e dall’Unità pastorale di Santa Maria Maggiore, San Lorenzo e Santa Lucia.

L’oratorio estivo, nella visione pastorale della Diocesi, si distacca profondamente dal concetto di mero servizio assistenziale o di custodia temporanea. Esso si configura come un autentico «laboratorio di felicità» e un’officina di cittadinanza evangelica. Attraverso una programmazione articolata in canti ritmati, balli scatenati, grandi giochi all’aperto, laboratori manuali e storie animate, uscite alla scoperta del territorio, i profumi tipici della stagione estiva si fonderanno armoniosamente con i suoni della spensieratezza e della crescita interiore.

Questa complessa macchina organizzativa è resa possibile solo grazie all’impegno profuso da una straordinaria squadra di giovanissimi animatori ed educatori, costantemente affiancati dai rispettivi parroci. Si tratta di un nucleo di ragazzi, ragazze e adulti che, con spiccata generosità e senso di responsabilità ecclesiale, hanno investito i mesi precedenti in un lungo e rigoroso percorso di formazione, preparandosi a diventare custodi attenti del divertimento dei più piccoli e testimoni stabili di accoglienza, calore e amicizia capaci di fare la differenza.

Il cuore pulsante di questa estesa esperienza collettiva batterà con vigore eccezionale nella giornata di giovedì 25 giugno, in occasione della tradizionale Giornata diocesana degli oratori. Per l’evento, il suggestivo scenario del Parco dei Canapè di Foligno si trasformerà nel palcoscenico a cielo aperto di un grande raduno intitolato «Fra lui e noi. Sulle orme di Francesco d’Assisi». La manifestazione rappresenterà il culmine del cammino educativo, traducendo l’emozione dei singoli in una vibrante festa comunitaria.

Il programma della giornata orchestrerà un intreccio perfetto tra spiritualità, dinamismo ludico e riflessione guidata. I ragazzi saranno condotti attraverso testimonianze vibranti nei luoghi più significativi della memoria francescana cittadina, quali la Chiesa di San Francesco, piazza della Repubblica e il Monastero delle Clarisse di Santa Lucia, allo scopo di riscoprire la bellezza della fraternità, il valore della povertà evangelica e la necessità del rispetto per il creato. Celebrando San Francesco quale autentico «santo della gioia perfetta», la giornata riserverà ampio spazio a scatenati balli di gruppo, attività e sfide ludiche che coloreranno ogni angolo del parco urbano.

Nel pomeriggio dello stesso giovedì 25 giugno, l’attenzione e la gratitudine della Diocesi si sposteranno sui veri motori dell’iniziativa. Presso il Chiostro di San Giacomo a Foligno si terrà infatti la terza edizione della «Festa degli Animatori», un momento festoso specificamente dedicato agli oltre 200 volontari, educatori e animatori, volto a ringraziare pubblicamente chi dona energie e tempo per il bene dei più piccoli.

Questo imponente programma è il risultato di un lavoro sinergico e coordinato, promosso dal Coordinamento degli Oratori della Diocesi di Foligno. L’iniziativa si avvale del prezioso Patrocinio del Comune di Foligno e vede la fondamentale collaborazione operativa della Caritas diocesana, del Servizio diocesano per la pastorale giovanile e del Centro Sportivo Italiano (CSI).

L’estate è finalmente iniziata e a Foligno ha il volto pulito, radioso e accogliente dei suoi oratori. La Diocesi invita calorosamente l’intera cittadinanza, le famiglie e gli organi di informazione a partecipare e a lasciarsi contagiare da questa splendida e benefica ventata di speranza e di festa.

Centri estivi 2026 a Gubbio: tante opportunità per bambini e ragazzi

Un’estate ricca di proposte educative, sportive e ricreative attende i bambini e i ragazzi del territorio eugubino. Con la conclusione dell’anno scolastico, le famiglie potranno scegliere tra numerose iniziative organizzate da parrocchie, oratori, associazioni sportive e realtà educative della diocesi di Gubbio.

Sport e divertimento con il Centro Estivo Don Bosco
Si parte con il Centro estivo della Polisportiva Don Bosco Gubbio, attivo dal 10 giugno presso il campo sportivo Beniamino Ubaldi. L’iniziativa è rivolta ai bambini dai 6 ai 12 anni e si svolge dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 13.
Si tratta di una proposta particolarmente indicata per chi desidera vivere un’esperienza all’insegna dello sport, con attività di calcio, judo, nuoto ed escursioni. Gli ampi spazi e il campo in erba sintetica consentono di svolgere la maggior parte delle attività all’aperto.

A Mocaiana un’estate “sottosopra” con Alice
Dal 22 giugno prenderà il via il Grest dell’oratorio dell’Unità pastorale di Mocaiana, dedicato ai ragazzi dai 5 ai 15 anni.
L’iniziativa, dal titolo “Che meraviglia! Un’estate sottosopra con Alice”, offrirà tre settimane di giochi, attività e amicizia nello splendido scenario di Nerbisci. Le giornate si svolgeranno dalle 8.15 alle 12.30, con due appuntamenti settimanali prolungati fino alle 16.30.

Don Bosco e Madonna del Prato insieme per il centro estivo
Una significativa collaborazione vedrà protagonisti gli animatori dell’oratorio Don Bosco di Gubbio e della parrocchia di Madonna del Prato.
A causa dei lavori di ristrutturazione che interessano l’oratorio cittadino di via Massarelli, le attività si svolgeranno presso le strutture della Madonna del Prato, in via Perugina. Il centro estivo sarà rivolto ai ragazzi dai 7 ai 13 anni e si articolerà in due momenti distinti: una prima settimana dal 29 giugno al 3 luglio, con attività dalle 8 alle 17 e pranzo incluso, e una seconda fase dal 13 al 24 luglio, con attività mattutine dalle 8 alle 13 e un prolungamento fino alle 17 il venerdì, sempre con pranzo compreso.

La Girandolina: il centro estivo per i più piccoli
Dal mese di luglio, con la chiusura delle scuole dell’infanzia, sarà attivo anche La Girandolina, il centro estivo promosso dal Comitato eugubino del Csi – Centro sportivo italiano.
L’iniziativa è rivolta ai bambini dai 3 ai 6 anni e si svolgerà dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 13, presso la Scuola dell’infanzia “Montessori” di piazza San Pietro, offrendo uno spazio educativo e di socializzazione pensato appositamente per i più piccoli.

Tre settimane di Grest all’oratorio di San Secondo
Anche l’Oratorio di San Secondo propone un ricco programma estivo per bambini e ragazzi dai 6 ai 13 anni, dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 13.
La prima settimana, in programma dal 22 al 26 giugno, sarà dedicata al mondo di Kung Fu Panda. Le attività proseguiranno poi dal 6 al 10 luglio con il tema ispirato a La Fabbrica di Cioccolato e si concluderanno dal 20 al 24 luglio con un percorso dedicato al film Coco. Tre esperienze diverse per unire gioco, fantasia e crescita personale.

Due settimane di attività a Sant’Agostino
La parrocchia di Sant’Agostino organizza due settimane di Grest dedicate ai bambini dai 6 ai 13 anni. Le attività si svolgeranno dal 15 al 19 giugno e successivamente dal 22 al 26 giugno, con orario continuato dalle 8.30 alle 16.30 e pranzo incluso, offrendo una proposta educativa e ricreativa per l’intera giornata.

Estate in oratorio anche a Padule
Non mancano le iniziative della parrocchia di Padule, che propone due settimane di animazione dal 29 giugno al 3 luglio e dal 6 al 10 luglio, ogni mattina dalle 8.30 alle 12.30.
A queste si aggiungerà una settimana di Grest, dal 13 al 17 luglio, con attività dalle 8.30 alle 18 e pranzo incluso, rivolta ai bambini dai 6 agli 11 anni.

Un territorio che investe sui giovani
L’estate 2026 si presenta dunque particolarmente ricca di occasioni per i bambini e i ragazzi della diocesi di Gubbio. Le numerose proposte testimoniano il grande impegno di parrocchie, oratori, associazioni sportive e realtà educative, ma soprattutto la disponibilità di tanti giovani animatori che scelgono di dedicare parte delle proprie vacanze al servizio dei più piccoli.

Un segno concreto di una comunità che continua a investire nell’educazione, nella socialità e nella crescita delle nuove generazioni, offrendo alle famiglie un’ampia gamma di opportunità per vivere un’estate all’insegna dell’amicizia, del divertimento e dei valori della condivisione.

Perugia: Il bar solidale della mensa “don Gualtiero” e altri progetti di “Efficientamento energetico e ammodernamento al servizio della comunità” con il sostegno della Fondazione Perugia

Sarà inaugurato venerdì 12 giugno, alle ore 16, il bar solidale della mensa “Don Gualtiero”, presso il Villaggio della Carità a Perugia, realizzato con il sostegno di Fondazione Perugia, nell’ambito del progetto 2025.0217 “Efficientamento energetico e ammodernamento al servizio della comunità”. Infatti, oltre ad inaugurare il bar solidale, che rende il luogo della mensa più accogliente, sostenibile e umano, si conclude il progetto di ammodernamento dell’intera struttura con spazi più moderni e funzionali. Nuovi armadi refrigeranti garantiscono una migliore conservazione degli alimenti e il bar offre un luogo di incontro e normalità per chi vive situazioni di fragilità. Due appartamenti del Villaggio della Carità, per famiglie in emergenza abitativa, sono stati rinnovati negli arredi. Gli interventi realizzati hanno inoltre ridotto i consumi energetici, migliorato la sostenibilità economica e ambientale e reso più agevole il lavoro quotidiano di volontari e operatori, rafforzando la capacità della mensa e del Villaggio della Carità di rispondere ai bisogni del territorio. Così anche l’Emporio della solidarietà “Siloe” dotato di un frigorifero murale per una migliore distribuzione dei prodotti freschi.

Il progetto, del valore complessivo di euro 57.616,21, “non è solo un insieme di lavori e attrezzature: è un investimento nelle relazioni, nella dignità delle persone e nella qualità dell’accoglienza”, afferma don Marco Briziarelli, direttore della Caritas diocesana e presidente della Fondazione di Carità San Lorenzo – ETS, che aggiunge: “Il bar solidale è un segno semplice ma eloquente: qui nessuno è un numero, ognuno è una storia che merita ascolto e cura”.

All’inaugurazione interverranno, oltre il direttore della Caritas don Marco Briziarelli, il presidente di Fondazione Perugia, dott. Alcide Casini, il vice presidente, prof. Franco Moriconi, e il direttore della Fondazione di Carità San Lorenzo (organismo operativo della Caritas diocesana), dott. Alfonso Dragone.

Gubbio – Corpus Domini, i fedeli accompagnano il Signore per le strade della città

Una partecipazione raccolta ha caratterizzato la celebrazione del Corpus Domini a Gubbio, ospitata domenica 7 giugno nella chiesa di San Domenico e proseguita con la tradizionale processione eucaristica per le vie del centro storico.
Numerosi fedeli hanno preso parte alla Santa Messa presieduta dal vescovo Luciano Paolucci Bedini, concelebrata dal clero eugubino, e poi alla processione, accompagnando il Santissimo Sacramento portato dal vescovo e dai sacerdoti tra le strade, le piazze e le case della città. Un segno visibile di fede e di appartenenza ecclesiale che continua a rappresentare uno dei momenti più significativi dell’anno liturgico per la comunità cristiana eugubina.

Nell’omelia, il vescovo Luciano ha invitato i fedeli a riscoprire il significato profondo della solennità del Corpus Domini, definendola anzitutto come la festa dell’«amore di Dio per ciascuno di noi e per tutta l’umanità». Richiamando le parole del Vangelo di Giovanni – «Io sono il pane vivo, disceso dal cielo» – il vescovo ha sottolineato come davanti all’Eucaristia la Chiesa si inginocchi perché «prima Dio stesso si è inginocchiato per salvare la sua creatura umana».
Secondo il mons. Paolucci Bedini, nell’Eucaristia è racchiuso tutto il gesto della salvezza compiuto da Dio attraverso Cristo. Gesù, facendosi uomo e condividendo la fragilità dell’esistenza umana, ha rivelato il volto di un Dio che non smette di cercare l’uomo, di rialzarlo e di offrirgli guarigione, perdono e speranza. Un amore che, ha ricordato, non rimane un concetto astratto ma entra nella vita concreta delle persone, la illumina e la trasforma.

Un passaggio centrale della riflessione ha riguardato il rapporto tra l’adorazione e la vita quotidiana. Il vescovo Luciano ha ricordato che il Signore è rimasto presente nei segni semplici del pane e del vino perché il suo amore possa continuare a incarnarsi nella storia degli uomini. «Il pane si mangia, il vino si beve», ha osservato, spiegando che i cristiani non sono chiamati a lasciare l’Eucaristia fuori dalla propria esistenza, ma a nutrirsene perché l’amore di Cristo diventi carne nella loro vita di ogni giorno.
Da qui il significato stesso della processione del Corpus Domini: non una semplice tradizione devozionale, ma il segno di una fede che desidera attraversare le strade della città e abitare le vicende quotidiane delle persone. «È proprio il senso di questo voler portare dentro la nostra storia quotidiana questo amore eterno di cui non possiamo fare a meno», ha spiegato il don Luciano.

Servi gli uni degli altri
Nella parte conclusiva dell’omelia, mons. Paolucci Bedini ha richiamato il legame inscindibile tra Eucaristia e carità. Ricevere la comunione e adorare il Santissimo Sacramento, ha affermato, non basta se non conduce a riconoscere Cristo nei fratelli e nelle sorelle e a farsi servitori della loro vita. L’Eucaristia insegna infatti a diventare dono per gli altri, sull’esempio di Gesù che per primo si è chinato sull’umanità.
«Abbiamo bisogno di mangiare l’amore di Dio per diventare amore di Dio», ha detto il vescovo, invitando la comunità cristiana a essere presenza concreta di vicinanza, accompagnamento e fraternità per chi è ferito, scoraggiato o ha smarrito la fiducia.

La celebrazione è stata poi seguita dalla tradizionale processione eucaristica che ha attraversato il centro storico seguendo il percorso da piazza San Martino a Sant’Agostino, passando per via Cavour, piazza Quaranta Martiri, via della Repubblica, corso Garibaldi e via Dante. Un appuntamento sentito dalla comunità cristiana eugubina, che ha abbellito il percorso per le vie del centro con le decorazioni floreali che testimoniano immagini di fede e di iconografia eucaristica.

Assemblea interdiocesana Assisi e Foligno – Consegna del piano pastorale il 13 settembre ad Assisi e il 20 settembre a Foligno

“L’attesa che ho è quella della comunione perché il gioco di squadra premia sempre. La comunione premia a tutti i livelli. Sogno una comunione tra le due diocesi, tra le parrocchie, nella parrocchia”. Lo ha detto il vescovo delle diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino e di Foligno, monsignor Felice Accrocca, all’inizio dell’assemblea interdiocesana che si è tenuta nel pomeriggio di venerdì 5 e nella mattinata di sabato 6 giugno, nella chiesa di San Paolo apostolo a Foligno. “Lievito di fraternità per un unico pane. Insieme al Vescovo Felice per discernere scelte di comunione e di missione” è stato il tema della due giorni che si è articolata con dei lavori di gruppo con dei tavoli di discernimento comunitario sviluppati per aree tematiche su sei grandi argomenti.

“La comunità – ha aggiunto il vescovo – deve esserci anche tra le diverse realtà ecclesiali, quelle che noi chiamiamo i nuovi carismi, le realtà i movimenti sorti soprattutto dopo il Concilio Vaticano II. Se ognuno si chiude nel proprio orizzonte, nel proprio orto non si farà troppa strada. La comunione a volte richiede delle potature, ma le potature, sappiamo bene, sono quelle che fanno vivere la pianta”. Per arrivare a questa comunione il vescovo ha indicato criteri e stili. “Per fare discernimento – ha sottolineato – non si può partire da una tesi da dimostrare perché, altrimenti, ha una pre-convizione che vizia il discernimento, perché ci vuole libertà nell’indagine. L’analisi deve essere a 360 gradi, quindi anche sul vissuto pastorale, ma bisogna evitare l’accanimento terapeutico su situazioni che sono già superate e aprirsi con coraggio al futuro. Per quanto riguarda lo stile, deve essere quello di ascoltare tutti e tutto, ascoltare senza pensare chi lo dice, ma cosa si dice guardando il contenuto, essere disponibili al cambiamento superando la tentazione di voler mettere solo una toppa con il primato del bene comune su quello individuale”.

Sabato mattina i partecipanti all’assemblea, dopo la relazione di venerdì del vicario generale, don Giovanni Zampa, che ha lanciato diverse proposte-provocazioni sulla sinergia tra le due diocesi e sulla necessità di integrare meglio la pastorale ordinaria con quella straordinaria legata ai grandi eventi che hanno caratterizzato e assorbito gli ultimi due anni pastorali, si sono divisi in gruppi secondo questi temi: 1) Consiglio pastorale, 2) Uffici e servizi diocesani, 3) Progetto diocesano – Famiglie del Vangelo – Evangelizzazione degli adulti, 4) Iniziazione cristiana, 5) Formazione permanente, 6) Ripensare la comunità. Le sintesi dei lavori di gruppo saranno la base del piano pastorale che il vescovo consegnerà il piano pastorale nel pomeriggio del 13 settembre nella cattedrale di San Rufino per la diocesi di Assisi – Nocera Umbra -Gualdo Tadino e il 20 settembre sempre nel pomeriggio nella cattedrale di San Feliciano per la diocesi di Foligno.

Collevalenza – giornata di santificazione sacerdotale il 10 giugno

La Conferenza Episcopale Umbra e la Famiglia dell’Amore Misericordioso invitano a partecipare alla “Giornata di Santificazione Sacerdotale” per tutto il clero dell’Umbria, il 10 giugno a Collevalenza.
PROGRAMMA DELLA GIORNATA:
Ore 9.30 Accoglienza
Ore 10.00 Sala convegni, meditazione sul tema: “Preziosa agli occhi del Signore la morte dei suoi fedeli”, tenuta da Dom Alessandro Barban, già priore generale della Congregazione camaldolese dell’Ordine di San Benedetto.
Ore 12.00 Basilica-Santuario: solenne concelebrazione presieduta da S.E. Mons. Renato Boccardo Arcivescovo di Spoleto-Norcia, presidente della Conferenza Episcopale Umbra.
Ore 13.30 Pranzo.
“La Beata Madre Speranza, che si è molto dedicata ai sacerdoti, vi attende a Collevalenza per ravvivare la grazia del sacramento dell’Ordine, per sostenere la nostra testimonianza in
questo tempo che il Signore ci ha dato da vivere. Vi aspettiamo con gioia, affidando il buon esito di questa giornata a Maria, Madre della misericordia e del nostro sacerdozio”.

P. Aurelio Perez FAM + Renato Boccardo
Rettore Santuario Collevalenza Presidente della CEU

Spoleto – Celebrazione diocesana del Corpus Domini. L’Arcivescovo: «Adorare il Signore fa decantare tutto il pulviscolo e le impurità della nostra esistenza»

Vescovo, presbiteri e fedeli si sono adunati nel Duomo di Spoleto, la sera del 4 giugno 2026, per la celebrazione diocesana del Corpus Domini. Questa solennità è stata istituita nel 1264 da papa Urbano IV:  impressionato da un miracolo eucaristico avvenuto a Bolsena, vicino Orvieto, dove risiedeva, promulgò la bolla Transiturus con la quale istituiva la nuova solennità, da celebrarsi in onore del Santissimo Sacramento il giovedì dopo l’ottava di Pentecoste. Alla celebrazione, animata dalla corale diocesana, hanno partecipato anche un nutrito gruppo di bambini della catechesi e i membri della Confraternita del Santissimo Sacramento di Colle del Marchese di Castel Ritaldi. In Piazza Duomo, sotto il portico e all’ingresso della Cattedrale i fedeli di alcune Pievanie avevano realizzato delle infiorate in onore del Sacramento.

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L’omelia dell’Arcivescovo. «Benché una volta all’anno venga celebrata la grande festa della Pasqua e ogni domenica si celebri la Pasqua settimanale, nel XlIl la sapienza della Chiesa secolo – ha detto mons. Renato Boccardo nell’omelia – ha voluto istituire la festa del Corpus Domini, nella quale il nostro sguardo e il nostro cuore sono concentrati sull’adorazione del Signore Gesù, presente nell’Eucarestia e, in questo modo, presente in mezzo a noi».

Il Presule, poi, si è soffermato su due significati del verbo adorare. «Il primo – ha detto – è stare di fronte, portare ogni domenica dinanzi al Signore la nostra settimana, raccoglierla in un gesto simbolico, sintetico, per mettere tutta la nostra vita lì davanti a Lui. Ogni persona è come un acquario, che deve lasciar depositare tutto il pulviscolo della settimana, tutte le cose che danno fastidio nella vita, fin quando l’acqua non diventa trasparente. Stare davanti al Signore ci fa ritrovare noi stessi. Adorare il Signore fa decantare tutto il pulviscolo e le impurità della nostra esistenza». In secondo luogo, «adorare corrisponde al primo comandamento, che intima di mettere al centro Dio: “lo sono il Signore tuo Dio, l’unico: adorerai soltanto me” (cf Es 20, 2-4; Dt 5, 6-8). La prima tentazione dell’uomo (cf Mt 4, 5-4; Lc 4, 3-4) – che è anche l’unica, poiché le altre non sono che riflessi di questa – è mettere al posto di Dio qualcos’altro che Dio non è, ma che viene innalzato ad essere come Dio. E questa si chiama idolatria. Forse qualcuno ci ride in faccia quando diciamo che molti adorano idoli, ma la nostra società – che non ha più Dio – è piena di idoli, piena di realtà davanti alle quali ci inginocchiamo, abdicando alla nostra libertà e diventando loro schiavi. Il contrario della fede non è l’incredulità, ma l’idolatria. Non esistono credenti e non credenti, perché tutti in qualche modo credono! Dipende però da che cosa si crede: se credi a una cosa che non è Dio e la adori come dio, è chiaro che capovolgi l’ordine delle cose. Se dovessimo esaminare la nostra vita, e riconoscere onestamente in quale ordine stanno le cose, vedremmo che qualche idoletto spunterebbe fuori. Per questo stare in adorazione davanti all’Eucaristia significa vivere la pratica del primo comandamento, mettere al centro il primato di Dio, mettere in ordine di priorità le realtà dell’esistenza».

Al termine della Messa, c’è stata la processione per le vie del centro storico di Spoleto con il Santissimo Sacramento: Vescovi, presbiteri e fedeli, pregando e cantando, si sono domandati nel profondo del cuore se sono capaci di amare teneramente il Signore Gesù che si offre con amore sconfinato, come acqua fresca di sorgente che disseta l’anima.