La campagna Caritas Umbria di raccolta fondi per sostenere oltre 10.000 persone in emergenza abitativa, avviata in Quaresima e per tutto il Giubileo

Dalla Quaresima e per tutto l’Anno santo, la Delegazione regionale Caritas Umbria promuove la campagna giubilare di raccolta fondi “C’è un problema grande come una casa. Facciamoci casa”.
La Delegazione regionale, che riunisce il coordinamento delle otto Caritas diocesane dell’Umbria: Perugia-Città della Pieve, Terni-Narni-Amelia, Gubbio, Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, Orvieto-Todi, Città di Castello, Foligno e Spoleto-Norcia, ha scelto di dedicare la campagna di raccolta fondi al tema dell’emergenza abitativa a supporto di migliaia di famiglie che vivono questa condizione di povertà nella nostra regione.

“Questa scelta nasce dall’osservazione quotidiana dei Centri d’Ascolto delle otto Caritas diocesane che hanno visto divenire, nel tempo, l’emergenza abitativa ‘il problema tra i problemi’. Su circa 8.000 famiglie accompagnate dalle nostre Caritas diocesane, ben 3.151 si trovano ad affrontare problematiche relative alla casa”. Così il delegato regionale delle Caritas diocesane dell’Umbria, don Marco Briziarelli, sottolinea la rilevanza del problema abitativo definendolo “grande come una casa”. Allo stesso tempo, lancia un appello alla corresponsabilità “a farsi casa” per chi una casa non ce l’ha.

“Con questa campagna – prosegue don Marco Briziarelli – vogliamo essere segno di speranza, un segno che non guarda solo all’emergenza, ma che alza lo sguardo verso il futuro. Un segno capace di stimolare risposte sinergiche e rinsaldare il senso e lo spirito di comunità sull’esempio dei Santi che hanno contraddistinto la nostra regione come una terra accogliente, fondata sull’amore e sulla carità. Le offerte che riceveremo aiuteranno il pagamento di utenze, affitti, mutui e la costruzione di percorsi di autonomia, auspichiamo, per tante famiglie”.

Il Vescovo delegato Ceu per la Carità, monsignor Francesco Soddu, sottolinea l’importanza di questa campagna come opportunità per vivere questo anno Giubilare come segno di conversione e di vicinanza ai poveri: “Ascoltare le storie di padri e madri, tra le ansie e le preoccupazioni per la mancanza di una casa o per la fatica nel riuscire a gestirla e mantenerla non può lasciarci indifferenti e deve interrogaci come comunità ecclesiale e civile. L’emergenza abitativa è una problematica di tutti. Auspichiamo che questa campagna possa essere un momento sincero di animazione alla comunità e che parrocchie, istituzioni, imprenditori, privati cittadini siano cassa di risonanza a questo grido di aiuto che tocca le vite di oltre 10.000 persone nella nostra regione. Partecipare attivamente a questa campagna di raccolta fondi, con delle donazioni e facendoci ambasciatori di questo straordinario messaggio di solidarietà a sostegno delle famiglie più fragili ci farà vivere nella carità il Giubileo della Speranza”.

L’originalità della campagna.
L’insieme degli elementi visivi e del claim sono chiari, semplici ed evocativi. La campagna di raccolta fondi ricorre a delle figure retoriche per richiamare l’attenzione sulla gravità del problema dell’emergenza abitativa “grande come una casa”, sulla necessità di un’assunzione di consapevolezza rispetto al problema e ad una risposta comunitaria “facciamoci casa”.

Ciascuna Caritas diocesana declinerà internamente le modalità per donare alla campagna e concorrere a dare un sostegno ai nuclei in difficoltà accompagnati nel proprio territorio. La raccolta fondi iniziata il 05/03/2025 terminerà il 06/01/2026, accompagnandoci per tutto il Giubileo.

La Ceu si congratula ed augura buon lavoro alla neo presidente della Regione Umbria Stefania Proietti

A nome dei Vescovi, il presidente della Conferenza episcopale umbra (Ceu) mons. Renato Boccardo, arcivescovo di Spoleto-Norcia, si congratula con la neo presidente della Regione Stefania Proietti e con quanti sono stati chiamati dalla fiducia popolare a formare l’Assemblea Legislativa.

«Auguriamo agli eletti un buon lavoro nel governo della Regione – dichiara mons. Renato Boccardo –, che promuova il bene di tutti, con particolare attenzione alla vita, alla salute, alla famiglia, al lavoro e alla sfida educativa delle giovani generazioni, assicurando nel contempo un sostegno concreto alle fasce più deboli della società. Come sempre, la comunità cristiana – ispirandosi all’umanesimo dei Santi Benedetto e Francesco – rinnova la propria disponibilità a collaborare ad ogni buona iniziativa che metta al centro la persona e i suoi diritti fondamentali».

Ad Assisi gli Stati Generali delle Chiese dell’Umbria il 9 novembre – Il programma

I rappresentanti delle commissioni pastorali e delegati per il sinodo delle otto diocesi dell’Umbria si ritroveranno il 9 novembre per gli “Stati Generali” della Chiesa dell’Umbria, presso il Pontificio Seminario Regionale “Pio XI” di Assisi, evento a cui parteciperanno le Commissioni Ceu delle sei “Macro Aree Pastorali” (Evangelizzazione e Liturgia, Carità e Salute, Clero e Vita Consacrata, Laici, Cultura e Comunicazione, Giuridico e Amministrativa). Si tratta di un importante appuntamento sinodale in preparazione alla terza Assemblea ecclesiale regionale, all’assemblea sinodale delle Chiese in Italia, e del prossimo Giubileo.
Il programma prevede alla ore 9.00 l’accoglienza e preghiera; alle ore 9.30 l’introduzione dei lavori da parte di Mons. Renato Boccardo, presidente della Conferenza Episcopale Umbra. Alle ore 9.45 il percorso Sinodale Sapienziale: suddivisione per Aree Pastorali e sottogruppi per condivisione delle Sintesi Sinodali e dei Nuovi Lineamenti CEI per la fase profetica. Ore 11.15 break; ore 11.30 presentazione degli eventi e preparazione Giubileo 2025 delle singole Diocesi e Commissioni; comunicazioni della Segreteria Pastorale; ore 12.45 recita dell’Angelus e pranzo.

Assisi: cento anni dalla dedicazione della Cappella interna del Seminario regionale. Concelebrazione eucaristica di tutti i Vescovi umbri, presieduta dal presidente mons. Renato Boccardo

Lunedì 4 novembre 2024 si è tenuta ad Assisi, presso il Pontificio Seminario regionale “Pio XI”, la riunione della Conferenza episcopale umbra (Ceu). Al termine c’è stata la celebrazione eucaristica presieduta da mons. Renato Boccardo, arcivescovo di Spoleto-Norcia e presidente della Ceu, nel centesimo anniversario della dedicazione al Sacro Cuore di Gesù della cappella interna del Seminario, avvenuta proprio il 4 novembre 1924 da parte di mons. Giovanni Battista Rosa arcivescovo di Perugia. Con mons. Boccardo hanno concelebrato gli altri Vescovi umbri, il rettore don Francesco Verzini, i sacerdoti dell’equipe formativa del Seminario, una trentina di presbiteri ex alunni e i seminaristi attuali. «Ricordando i cento anni della dedicazione di questa Cappella – ha detto il Presidente della Ceu nell’omelia – riflettiamo sulla consapevolezza che un pur splendido edificio non basta per farne la casa di Dio con gli uomini. Guai a noi se ci limitassimo ad offrire a Cristo la struttura artistica di questo luogo sacro – ha proseguito mons. Boccardo – se ad essa non corrispondesse la meraviglia di una comunità che si edifica attorno alla Parola e all’Eucaristia, costruisce relazioni fraterne, si impegna per un servizio ministeriale accogliente e misericordioso».

Nuovo Direttore dell’Istituto Teologico di Assisi (ITA). La Conferenza episcopale umbra, infine, comunica che don Lorenzo Spezia, della diocesi di Terni-Narni-Amelia, è il nuovo direttore dell’Istituto Teologico di Assisi. Subentra a padre Giulio Michelini, ofm. «A don Lorenzo – afferma il presidente Ceu mons. Boccardo – auguriamo un sapiente e fecondo servizio accademico presso il nostro Istituto Teologico, chiamato ad assicurare ai candidati al ministero ordinato e ai fedeli laici i contenuti e le metodologie della formazione teologica e pastorale. Colgo anche l’occasione per ringraziare a nome di tutti i Vescovi padre Giulio Michelini, ofm, per la sapienza e la passione con le quali ha guidato l’ITA dal 2017 ad oggi». Don Lorenzo Spezia è nato a Bologna il 1° aprile 1976, ordinato presbitero l’8 dicembre 2003. Docente di Filosofia Teoretica all’Istituto Teologico di Assisi e parroco di Piediluco e Marmore nella diocesi di Terni-Narni-Amelia. È membro del Comitato Scientifico della rivista “Atti dell’Accademia properziana del Subasio”, socio fondatore e collaboratore della SITA (Società Internazionale S. Tommaso d’Aquino) – Sez. Doctor Humanitatis (Verona); membro attivo del Centre d’études sur la pensée antique “Kairos kai Logos” (Aix-en-Provence). È autore di varie pubblicazioni scientifiche, relatore a numerosi convegni e seminari nazionali e internazionali.

Inaugurazione Anno accademico 2024-2025 dell’Istituto Teologico (ITA) e Superiore di Scienze Religiose (ISSRA) di Assisi. Giovedì 14 novembre p.v. alle ore 9.00 presso la Cappella del Seminario regionale di Assisi mons. Renato Boccardo, arcivescovo di Spoleto-Norcia, presidente della Ceu e moderatore dei due Istituti, presiederà la celebrazione eucaristica durante la quale consegnerà ufficialmente ai docenti degli Istituti Teologico e Superiore di Scienze Religiose la missio canonica per l’insegnamento. Alle 11.00, poi, presso la Sala degli Archi nella sede degli Istituti, ci sarà la prolusione di avvio dell’Anno accademico 2024-2025 affidata a mons. Salvatore Fisichella, Pro-prefetto della sezione per le questioni fondamentali dell’evangelizzazione nel mondo del Dicastero per l’Evangelizzazione, dal titolo “La speranza elemento distintivo della vita cristiana”.

Servizio regionale tutela minori e persone vulnerabili. La Ceu ha nominato mons. Ivan Maffeis, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, nuovo vescovo delegato per il servizio regionale tutela minori e persone vulnerabili e la dott.ssa Luciana Stazzi, della diocesi di Perugia-Città della Pieve, coordinatore regionale del medesimo servizio.

Giubileo. Le Diocesi umbre si preparano ad accogliere 8.000 giovani italiani e stranieri, pellegrini a Roma

L’organizzazione dell’accoglienza dei giovani pellegrini italiani e stranieri nelle Diocesi dell’Umbria, per poi recarsi in pellegrinaggio a Roma per il Giubileo dei Giovani del prossimo agosto, è entrata nel vivo e per molti aspetti ricalca quella delle Giornate Mondiali della Gioventù (GMG). Lo rende noto don Luca Castrica, coordinatore della segreteria per l’accoglienza dei giovani in Umbria in occasione del “Giubileo dei Giovani 2025”.

«La velocità con la quale i gruppi si stanno prenotando – precisa il responsabile dell’accoglienza – rende probabile il raggiungimento del tetto massimo di 8.000 partecipanti (1.000 per Diocesi) entro la data di chiusura delle iscrizioni, prevista per il 30 marzo 2025. Il dato è incoraggiante, ma comporta che le parrocchie individuino in tempi rapidi le famiglie disponibili ad ospitarli…».

«Il cammino di preparazione al Giubileo – commenta don Luca Castrica – è stato positivamente influenzato dalla recente diffusione della Bolla di indizione di Papa Francesco intitolata Spes non confundit. In essa, il Santo Padre auspica che le iniziative in programma possano “essere per tutti occasione di rianimare la speranza” in un contesto, come quello attuale, nel quale molti guardano al futuro con scetticismo e pessimismo, “come se nulla potesse offrire loro felicità”. Tra di essi annovera anche i giovani, sui quali si fonda l’avvenire dell’umanità, in virtù dell’entusiasmo che li contraddistingue… L’invito del Papa per il Giubileo sia “occasione di slancio nei loro confronti” e invita tutte le persone di buona volontà a prendersi cura “con una rinnovata passione […] dei ragazzi, degli studenti, dei fidanzati, delle giovani generazioni”, nella certezza che essi costituiscano la gioia e la speranza del mondo».

Viene diffuso anche un programma di massima dell’accoglienza in Umbria degli 8.000 giovani pellegrini (Programma Ospitalità giovani – Conferenza Episcopale Umbria) che arriveranno nel pomeriggio del 24 luglio. Il giorno seguente, agli ospiti nelle Diocesi di Terni-Narni-Amelia, Orvieto-Todi, Assisi-Nocera-Gualdo e Foligno, sarà proposto un itinerario di conoscenza della Chiesa particolare che li accoglie. I giovani assegnati alle altre Diocesi si recheranno, invece, ad Assisi, dove avranno la possibilità di visitare i luoghi francescani. Sabato 26 luglio il programma sarà identico a quello del giorno precedente, con la differenza che l’itinerario diocesano sarà proposto dalle Diocesi di Perugia-Città della Pieve, Gubbio, Città di Castello e Spoleto-Norcia, mentre le comitive associate alle altre Chiese faranno visita alla città del Poverello. Domenica 27 luglio, nel mattino, è prevista la Santa Messa e il pranzo nelle parrocchie ospitanti. Nel secondo pomeriggio tutti i giovani presenti in Umbria si ritroveranno nuovamente ad Assisi, presso la Basilica di Santa Maria degli Angeli, per un incontro di preghiera e di festa. Il 28 luglio in orari variabili in base alla Diocesi, è prevista la partenza dei pellegrini per Roma.

Intervista al presidente della Ceu, l’arcivescovo Renato Boccardo, in vista del Giubileo, degli “Stati Generali” delle Commissioni Ceu e sul rapporto “Chiesa-Politica”

Tocca temi di grande attualità non solo per la Chiesa, ma per l’intera società umbra, l’intervista rilasciata da monsignor Renato Boccardo, arcivescovo di Spoleto-Norcia e presidente della Conferenza episcopale umbra (Ceu), al sito-quotidiano online Chiesainumbria, in vista sia del Giubileo 2025 sia degli “Stati Generali” delle Commissioni Ceu, ad Assisi, il prossimo 9 novembre, per fare il punto sul Cammino sinodale della Chiesa voluto da Papa Francesco. Gli “Stati Generali” vedranno la partecipazione di circa duecento membri, in gran parte laici, delle attuali ventidue Commissioni Ceu raggruppate in sei macro aree: Evangelizzazione e Liturgia; Carità e Salute (Delegazione Caritas; Fondazione Contro l’Usura; Commissioni pastorali Salute e Sociale); Clero e Vita Consacrata; Laici (Famiglia; Giovani e Vocazioni; Servizio Tutela Minori); Cultura e Comunicazione; Giuridico-Amministrativa (cfr. www.chiesainumbria.it – sezione “Commissioni”)

Monsignor Boccardo, nell’intervista, si sofferma su come la Chiesa umbra si sta preparando a vivere l’anno giubilare sia localmente, privilegiando la dimensione personale e comunitaria di questo evento di grazia, sia nell’accogliere i pellegrini di passaggio e sosta nella nostra regione, in primis i giovani diretti a Roma per il loro Giubileo della prossima estate, offrendo cammini di spiritualità e la possibilità di conoscere il vasto patrimonio storico-artistico e culturale ecclesiale. Nel contempo, non trascura le criticità, come la crisi delle vocazioni, ed esorta ad un maggiore impegno per l’evangelizzazione di tutti. «Non si tratta di portare la gente in chiesa, di aumentare il numero dei partecipanti alle nostre celebrazioni – afferma il presidente della Ceu -. Si tratta di aiutare la gente ad incontrare il Signore Gesù… Far vedere con la nostra testimonianza di cristiani che seguire il Vangelo può dare senso e pienezza alla vita anche nel terzo millennio».

Altro tema trattato da monsignor Boccardo, nel sostenere l’importanza di operare tutti per «il bene massimo della società», è il rapporto “Chiesa-Politica”, facendo chiarezza su un aspetto non secondario in questo periodo, soprattutto per gli umbri chiamati alle urne il 17-18 novembre per eleggere il presidente della Regione e l’Assemblea Legislativa. «I Vescovi non hanno candidati politici da proporre e tanto meno da sostenere nelle elezioni regionali del prossimo novembre, così come in tutte le altre – precisa il presidente della Ceu -. La Chiesa richiama i cattolici e tutti gli uomini e donne di buona volontà ad operare per una società nella quale tutti abbiano il proprio posto e vedano rispettata la propria dignità, in particolare i più fragili, al di là di ogni ideologia e di ogni interesse di gruppo…».

Monsignor Boccardo conclude ammettendo che «c’è sempre il rischio che qualcuno si voglia appropriare del cappello della Chiesa, ma la Chiesa non garantisce cappelli di nessun genere, la Chiesa ribadisce la propria volontà di lavorare insieme nella ricerca del bene di tutti, nella promozione della solidarietà, dell’accoglienza e dell’attenzione privilegiata alle fasce più deboli della società, sia a chi ha problemi economici sia a chi viene da fuori, protagonista della grave tragedia delle migrazioni, sia a tutti coloro che stanno tentando di uscire da una situazione che li opprime e li umilia».

***

Eccellenza, la Chiesa umbra si sta preparando all’imminente Giubileo, in che modo?

«Nella Bolla di indizione Papa Francesco ci ha indicato alcune piste preferenziali: la prima è quella personale, interiore, per creare le condizioni affinché l’appello alla riconciliazione, al rinnovamento, alla novità di vita che porta il tempo giubilare possa trovare un terreno fecondo a livello personale. Poi, nella misura in cui le persone si rinnovano anche la vita cristiana e le comunità si rinnovano. A livello organizzativo, i delegati diocesani per il Giubileo si sono già incontrati per confrontarsi sui diversi percorsi che le Chiese stanno elaborando e individuando per vivere anche localmente questo tempo di grazia».

L’Umbria, con le sue grandi figure di santità e luoghi di spiritualità noti in tutto il mondo, è da sempre terra di passaggio e sosta per tanti pellegrini diretti a Roma. Siamo pronti ad accoglierli?

«Certamente, molta della nostra attenzione è riservata alla capacità dell’accoglienza, peraltro già sperimentata durante il Grande Giubileo del 2000. In particolare, un gruppo di lavoro si occupa dell’accoglienza da assicurare ai tanti giovani che transiteranno nella nostra regione alla volta di Roma, a fine luglio, in occasione del “Giubileo dei Giovani”. Si sta puntando molto sull’accoglienza nelle famiglie, perché non si tratta semplicemente di fornire un tetto e un pasto, ma di promuovere una conoscenza e un arricchimento reciproci, uno scambio di storie di vita. Abbiamo fiducia che non soltanto a livello giovanile, ma nelle diverse comunità questa accoglienza possa essere un investimento che arricchisce la dimensione umana della vita anche degli adulti».

Altro ambito di impegno e promozione dell’Umbria religiosa e culturale per il Giubileo sono i cammini di fede…

«Su quest’ambito si sta lavorando molto perché, pensando ai pellegrini che vorranno raggiungere Roma a piedi, la nostra regione è ricca di cammini legati alla memoria dei nostri Santi e delle nostre Sante. La dimensione del pellegrinaggio giubilare è anche un momento da vivere nel silenzio, nel raccoglimento, nella solitudine… Per questo l’accoglienza del pellegrino può diventare anche una delle caratteristiche dell’Anno Santo. Un anno che donerà agli umbri e a tutta la Chiesa altre due figure di santità: la beatificazione dello spoletino don Giovanni Merlini, che sarà la prima giubilare (il 12 gennaio), e la canonizzazione di Carlo Acutis. Inoltre, ci prepareremo a vivere il nostro pellegrinaggio regionale, a Roma, alla tomba dell’Apostolo Pietro, in programma il 13 settembre, che vedrà la partecipazione di alcune migliaia di fedeli umbri con i loro Pastori».

Gli umbri, richiamando il tema del Giubileo, come potranno essere loro stessi dei “pellegrini di speranza” nella propria terra, nel farsi più prossimi, ad esempio, con quanti vivono gravi disagi?

«Non possiamo farci assorbire totalmente dalla dimensione logistica e gestionale dell’evento giubilare, ma privilegiare, come dicevo all’inizio, la dimensione personale e comunitaria, perché il Giubileo ci viene offerto come un tempo di grazia. Già nell’antico Israele il Giubileo portava con sé il tema della “restituzione”. Restituire quanto nel corso del tempo era stato alienato, riportare a pienezza quanto si era incrinato, curare e guarire quanto era stato ferito. Il Papa ci parla di “pellegrini di speranza” e ci esorta a ricomporre l’unità dell’essere umano con una attenzione particolare a chi affronta con maggiore fatica le ferite della vita. Immettere dei germi di speranza nel tessuto della vita quotidiana».

Come si può ricomporre l’unità dell’essere umano?

«Penso alle relazioni, ai gesti di vicinanza, di accoglienza, di solidarietà nei confronti delle persone che il Papa definisce gli “scarti” della società. Sappiamo anche in Umbria quante sono le Istituzioni religiose e civili che si prendono cura del reinserimento nella vita sociale di chi ha vissuto momenti difficili. Penso alle opere segno delle nostre Caritas. Penso alle carceri, alle case di cura e a quelle di riposo, tutti luoghi dove il cristiano può portare una parola, un gesto concreto che riscaldi il cuore. Penso ai problemi che segnano gravemente la vita quotidiana delle famiglie, come quelli della mancanza o della difficoltà del lavoro. Penso al mondo giovanile bisognoso di segni concreti che diano speranza; e questa è una responsabilità di non poco conto degli adulti, chiamati a trasmettere ai giovani le “chiavi” per interpretare la vita e affrontare con fiducia il futuro. Sono una fucina di valori i nostri Oratori».

L’evento giubilare è anche un’occasione per valorizzare ancora di più il vasto patrimonio storico-artistico della Chiesa umbra. Cosa verrà offerto?

«Quanti verranno in Umbria nel 2025 potranno godere della ricchezza di quei monumenti che noi oggi presentiamo al mondo con giustificato orgoglio, e che sono il frutto, nella stragrande maggioranza, della fede del popolo cristiano che con grandi sacrifici ha voluto rendere bella la Casa di Dio arricchendola di tante opere d’arte. È un contribuito alla bellezza che noi vogliamo dare offrendo la possibilità ai pellegrini e a tutti i visitatori di godere di quello che noi abbiamo continuamente a nostra disposizione».

Eccellenza, nel prepararsi al Giubileo la Chiesa non si distrae dalle sue criticità come la crisi delle vocazioni…

«Io sostengo da sempre che non c’è crisi di vocazioni, perché Dio continua a chiamare, la crisi sta nella capacità di rispondere. C’è una crisi di risposta perché, probabilmente, i nostri giovani non sono accompagnati a scoprire e valorizzare la dimensione dell’ascolto e, dunque, a discernere tra le diverse voci che li circondano, e nelle quali sono immersi, quella di Dio che li chiama. Questo perché nelle nostre comunità parrocchiali, presi da tante urgenze e priorità, si è messo un po’ da parte il clima di raccoglimento, di silenzio, di frequentazione della Parola di Dio, dell’accompagnamento spirituale, che può aiutare sia i giovani che gli adulti a scoprire il progetto di Dio per ciascuno».

Nonostante questo si colgono dei segnali incoraggianti in ambito vocazionale? 

«Direi di sì. Il nostro Seminario Regionale oggi è frequentato da ventuno giovani che si preparano al sacerdozio. Come Conferenza episcopale umbra, in quest’ultimo periodo, abbiamo avuto la possibilità di garantire il completamento dell’équipe formativa, costituita dal rettore, dal vice rettore, da due padri spirituali e da altri collaboratori che con le loro specifiche competenze accompagnano i giovani in questo cammino. Naturalmente, quando guardiamo i numeri vediamo la grande sproporzione tra i sacerdoti che invecchiano e concludono il proprio percorso terreno, e le giovani forze che sono chiamate a sostituirli. Papa Francesco ci ha detto: “Non siamo in un’epoca di cambiamento, ma in un cambiamento d’epoca”. In questa epoca nuova, che ci fa paura perché non la conosciamo e non la sappiamo gestire, dobbiamo avere modalità nuove di presenza e di azione pastorale».

Prima del Giubileo la Chiesa è impegnata negli “Stati Generali” delle Commissioni Ceu. Questo per fare il punto in Umbria sul Cammino sinodale della Chiesa, quindi sulla missione e sull’annuncio del Vangelo?

«Ormai da anni abbiamo ascoltato, interiorizzato e tentato di rendere operativo l’appello insistente di Papa Francesco alla missione, che è l’annuncio del Vangelo. Annunciare il Vangelo in un mondo che non soltanto cambia velocemente ma che è già cambiato, richiede di prendere coscienza che il rinnovamento non consiste semplicemente nel cambiare le strutture, ma specialmente e innanzitutto nel rinnovare l’autenticità della nostra fede e la professione della nostra vita cristiana. Nel contempo, siamo chiamati a trovare i mezzi per annunciare il Vangelo di Gesù a questa società concreta. Non si tratta di portare la gente in chiesa, di aumentare il numero dei partecipanti alle nostre celebrazioni. Si tratta di aiutare la gente ad incontrare il Signore Gesù e il resto verrà di conseguenza. Far vedere con la nostra testimonianza di cristiani che seguire il Vangelo può dare senso e pienezza alla vita anche nel terzo millennio».

La finalità di questi “Stati Generali” non è per contarsi e nemmeno per guardarsi gli uni e gli altri. Può dirci quale è?

«La sua finalità è quella di prendere coscienza, ancora una volta, della missione affidata ad ogni battezzato e mettere insieme non soltanto le nostre esperienze ma anche le nostre differenze, che sono sempre un arricchimento. Bisogna mettere insieme tutte le nostre forze, domandarci quale tipo di presenza significativa come cristiani possiamo avere nella società di oggi. È questo il servizio più prezioso che come Chiesa possiamo rendere alla società. Penso agli Apostoli Pietro e Giovanni che, andando al Tempio di Gerusalemme, incontrano uno storpio che chiede la carità e Pietro risponde: “Non ho né oro né argento, ma quello che ho te lo do: nel nome di Gesù Cristo alzati e cammina”. La nostra Chiesa in Umbria, oggi, dice la stessa cosa: non abbiamo le formule segrete per superare tutti i problemi, non abbiamo la capacità di affrontare chissà quali sfide, ma siamo coscienti di avere un tesoro prezioso che è la presenza del Signore Risorto. È di questo tesoro che noi siamo debitori nei confronti della società».

Eccellenza, ha appena menzionato il servizio che la Chiesa rende alla società. Quella umbra è chiamata alle urne, il 17-18 novembre, per eleggere il presidente della Regione e l’Assemblea legislativa…

«Papa Paolo VI diceva che “la politica è la forma più alta della carità” e la Dottrina sociale della Chiesa continua a proporre la ricerca, la promozione, la realizzazione del bene comune. Tutti coloro che ricevono la fiducia dei cittadini sono chiamati ai diversi livelli di governo (locale, regionale, nazionale) a farsi carico dei loro contemporanei con prospettive ampie e sguardo attento, solleciti non del bene di qualcuno ma del bene di tutti. E per ottenere il bene di tutti bisogna essere disponibili a rinunciare a qualcosa del bene personale, a prescindere dalla appartenenza partitica».

La Chiesa, attraverso il suo Magistero, contribuisce non poco al bene dell’intera società, incoraggiando i cattolici dei diversi schieramenti a farsi interpreti dei propri ideali e valori nei consessi democratici. Incoraggiamento che spesso è recepito o anche confuso con l’appoggiare uno o più politici. Eccellenza, vuole provare a fare chiarezza?

«I Vescovi non hanno candidati politici da proporre e tanto meno da sostenere nelle elezioni regionali del prossimo novembre, così come in tutte le altre.  La Chiesa richiama i cattolici e tutti gli uomini e donne di buona volontà ad operare per una società nella quale tutti abbiano il proprio posto e vedano rispettata la propria dignità, in particolare i più fragili, al di là di ogni ideologia e di ogni interesse di gruppo… Tutti i cittadini hanno la grave responsabilità di esprimere il proprio voto, perché non si può guardare alla finestra quello che succede, così come non ci si può lamentare di quello che non succede senza impegnarsi in prima persona. Nel contempo, anche gli eletti hanno una grave responsabilità: quella di dover rendere conto agli elettori delle loro azioni e della realizzazione delle promesse manifestate in campagna elettorale. Se vogliamo progredire e guardare avanti, sappiamo che solo con lo sforzo e la collaborazione di tutti, ai vari livelli, si riesce a costruire qualcosa di buono».

L’incoraggiamento della Chiesa nei confronti dei cattolici ad impegnarsi in prima persona c’è sempre stato, soprattutto da quando non c’è più la DC…

«Si parla di sussidiarietà, di collaborazione intelligente e certamente la comunità cristiana non si tira indietro nell’assumersi le proprie responsabilità, ma attende dalla controparte, sia politica, sociale o economica, l’apertura e la disponibilità a lavorare insieme, come dicevo prima, per il bene comune. È vero che c’è sempre il rischio che qualcuno si voglia appropriare del cappello della Chiesa, ma la Chiesa non garantisce cappelli di nessun genere; la Chiesa ribadisce piuttosto la propria volontà di lavorare insieme nella ricerca del bene di tutti, della solidarietà, dell’accoglienza e dell’attenzione privilegiata alle fasce più deboli della società, sia a chi ha problemi economici sia a chi viene da fuori, protagonista della grave tragedia delle migrazioni, sia a tutti coloro che stanno tentando di uscire da una situazione che li opprime e li umilia».

Riccardo Liguori

Perugia – La dott.ssa Luciana Stazi è la nuova referente regionale per il Servizio Tutela Minori, nominata dalla Conferenza Episcopale Umbra

La Conferenza Episcopale Umbra ha nominato la dott.ssa Luciana Stazi referente per il Servizio Regionale Tutela Minori. Succede a Mons. Vittorio Gepponi, che ha assicurato con competenza il suo contributo negli ultimi anni.
“Ringrazio i Vescovi per la fiducia che mi è stata accordata e spero di essere all’altezza di tale compito – commenta la Dott.ssa Stazi – : la problematica è molto delicata e difficile da affrontare, ma la posta in gioco è alta, si tratta della credibilità e dell’affidabilità della Chiesa”.

In adesione alle linee guida per la tutela dei minori e delle persone vulnerabili, stabilite dalla CEI nel 2019, la Chiesa è tenuta ad individuare e indicare modalità e termini per affrontare il tema degli abusi e soprattutto per “farsi carico della protezione dei minori e delle persone vulnerabili”. A tale scopo “è chiamata ad aprirsi alla promozione di una cultura della prevenzione di ogni forma di abuso, di una cultura della cura e della protezione dei minori e delle persone vulnerabili, in dialogo e confronto coraggioso con università, servizi sociali, enti locali, le associazioni di volontariato”.

“Per dare concretezza a tutto questo – osserva la nuova Referente regionale – è importante tener viva l’attenzione della comunità ecclesiale sul problema della protezione dei minori e delle persone vulnerabili, farlo conoscere e parlarne con correttezza e chiarezza, affinché tutti ne siano consapevoli, e con l’adozione di buone prassi da parte di tutte le comunità religiose e delle singole Diocesi, insieme alla formazione di tutti gli operatori”.

Luciana Stazi è consulente e dottore commercialista. Dal 2017 presta come volontaria la sua professionalità alla Caritas della Diocesi di Perugia-Città della Pieve e di altri enti del Terzo Settore. Collabora, sempre come volontaria, con la Diocesi perugina.

Il 5 ottobre 2023 era stata nominata dal Vescovo Maffeis referente diocesano per la tutela dei minori; ora l’incarico a livello regionale.

Le Chiese dell’Umbria si preparano al Giubileo 2025 “Pellegrini di Speranza”. Le iniziative annunciate al Consiglio pastorale regionale volte a concretizzare la speranza cristiana

«Le otto Chiese diocesane umbre saranno protagoniste del prossimo Giubileo, memori di quanto lo sono state durante il Grande Giubileo del 2000, mettendo in campo, in ciascuna delle comunità diocesane, iniziative per l’accoglienza spirituale e materiale di numerosi pellegrini in cammino verso Roma e per gli stessi fedeli umbri nel viverlo sia a Roma sia in Umbria». A sottolinearlo è stato don Giovanni Zampa, sacerdote della Diocesi di Foligno, coordinatore della Segreteria pastorale regionale della Conferenza episcopale umbra (Ceu), intervenendo al Consiglio pastorale regionale Ceu dello scorso 15 giugno. «Alcune stime – ha proseguito il responsabile Ceu – parlano di circa 100 mila persone in media al giorno che varcheranno le quattro Porte Sante delle Basiliche papali romane, preceduti da percorsi spirituali e culturali anche in Umbria, per un totale di oltre 30 milioni di pellegrini provenienti dai cinque continenti, un flusso considerevole non solo in comitiva, ma anche singoli e famiglie che si organizzano privatamente».
“Pellegrini di speranza” è il “motto” del Giubileo 2025, celebrato anche in ciascuna diocesi, dal 29 dicembre 2024 all’Epifania del 2026. Un tema, quello della “Speranza”, che va concretizzato anche attraverso determinati luoghi presenti in ciascuna delle comunità diocesane umbre: dal carcere alle mense di carità, agli empori di solidarietà, dagli oratori alle opere d’arte, alle diverse esperienze pastorali parrocchiali e diocesane. Le diocesi umbre hanno già ricevuto da altre diocesi, anche estere, dei primi contatti per l’accoglienza sia materiale che spirituale di pellegrini. «Noi – ha auspicato don Giovanni Zampa – dobbiamo farci trovare ben preparati e formati all’accoglienza facendo emergere, nel contempo, il nostro vastissimo patrimonio spirituale, sociale, artistico e culturale».
Al riguardo saranno promosse diverse iniziative sia regionali che in ciascuna delle otto diocesi umbre (gli interessati troveranno notizie sul sito www.chiesainumbria.it), ad iniziare (in ordine cronologico) dal Giubileo per i giornalisti e gli operatori dei media da tenersi ad Assisi, presso la sede della Ceu, dopo l’appuntamento delle tre giornate romane (24, 25 e 26 gennaio 2025) del Giubileo del mondo della comunicazione.
Così anche l’Area pastorale evangelizzazione, liturgia, ecumenismo e missione promuoverà un sussidio agile regionale giubilare, una sorta di “guida liturgica” penitenziale, di preghiera e di riflessione, oltre alla valorizzazione delle Basiliche pontificie presenti in Umbria, dei pellegrinaggi penitenziali a San Francesco, dal beato Carlo Acutis, a Santa Rita, al Santuario dell’Amore Misericordioso della beata Madre Speranza.
Come anche la Rete Museale Ecclesiastica Umbra è impegnata a programmare una serie di iniziative di carattere culturale per rendere ancor più fruibile il suo vasto patrimonio storico-artistico legato al tema “Pellegrini di Speranza”. Basti pensare alle numerose opere d’arte che comunicano “Speranza”.
Anche la Pastorale giovanile regionale si attiverà sia per partecipare al Giubileo del Giovani, a Roma (28 luglio – 3 agosto 2025), che culminerà con la Grande Veglia di Preghiera con il Papa a Tor Vergata (la sera del 2 agosto), sia per l’accoglienza nelle diocesi umbre di giovani pellegrini stranieri di passaggio nel recarsi a Roma (nei giorni 25, 26 e 27 luglio). Pur non trattandosi di una Giornata Mondiale della Gioventù (GMG), hanno sottolineato i responsabili, occorre ricambiare l’accoglienza ricevuta in Portogallo lo scorso anno. Sempre dall’Umbria sono previsti dei pellegrinaggi di giovani umbri a piedi verso Roma a fine luglio 2025 (già definiti dalle Diocesi di Città di Castello e di Gubbio).
Mentre il pellegrinaggio regionale a Roma, in San Pietro, dei pellegrini delle otto diocesi umbre accompagnati dai rispettivi Pastori, è in calendario sabato 13 settembre 2025. Pellegrinaggio rivolto a tutte le Unità pastorali e le parrocchie, in particolare agli operatori pastorali della regione, movimenti, associazioni gruppi, che terminerà con una catechesi nell’Aula Paolo VI in Vaticano.
Altro punto all’ordine del giorno del recente Consiglio pastorale regionale, è stato quello dell’organizzazione degli “Stati Generali” della Chiesa dell’Umbria, del prossimo 9 novembre, presso il Pontificio Seminario Regionale “Pio XI” di Assisi, evento a cui parteciperanno tutti i membri delle Commissioni Ceu delle sei “Macro Aree Pastorali” (Evangelizzazione e Liturgia, Carità e Salute, Clero e Vita Consacrata, Laici, Cultura e Comunicazione, Giuridico e Amministrativa). Si tratta di un importante appuntamento sinodale in preparazione alla terza Assemblea ecclesiale regionale (in calendario nella primavera 2025), dopo le prime due tenutesi a Foligno (ottobre 2019 e maggio 2022). Assemblea che sarà vissuta anche come appuntamento giubilare in vista del menzionato pellegrinaggio regionale a Roma del settembre 2025.

La campagna Caritas Umbria di raccolta fondi per sostenere oltre 10.000 persone in emergenza abitativa, avviata in Quaresima e per tutto il Giubileo della Speranza

Dalla Quaresima e per tutto l’Anno santo, la Delegazione regionale Caritas Umbria promuove la campagna giubilare di raccolta fondi “C’è un problema grande come una casa. Facciamoci casa”.

La Delegazione regionale, che riunisce il coordinamento delle otto Caritas diocesane dell’Umbria: Perugia-Città della Pieve, Terni-Narni-Amelia, Gubbio, Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, Orvieto-Todi, Città di Castello, Foligno e Spoleto-Norcia, ha scelto di dedicare la campagna di raccolta fondi al tema dell’emergenza abitativa a supporto di migliaia di famiglie che vivono questa condizione di povertà nella nostra regione.

Un fenomeno rilevato dai CdA delle Caritas diocesane.

“Questa scelta nasce dall’osservazione quotidiana dei Centri d’Ascolto delle otto Caritas diocesane che hanno visto divenire, nel tempo, l’emergenza abitativa ‘il problema tra i problemi’. Su circa 8.000 famiglie accompagnate dalle nostre Caritas diocesane, ben 3.151 si trovano ad affrontare problematiche relative alla casa”. Così il delegato regionale delle Caritas diocesane dell’Umbria, don Marco Briziarelli, sottolinea la rilevanza del problema abitativo definendolo “grande come una casa”. Allo stesso tempo, lancia un appello alla corresponsabilità “a farsi casa” per chi una casa non ce l’ha.

Un segno di speranza con lo sguardo al futuro.

“Con questa campagna – prosegue don Marco Briziarelli – vogliamo essere segno di speranza, un segno che non guarda solo all’emergenza, ma che alza lo sguardo verso il futuro. Un segno capace di stimolare risposte sinergiche e rinsaldare il senso e lo spirito di comunità sull’esempio dei Santi che hanno contraddistinto la nostra regione come una terra accogliente, fondata sull’amore e sulla carità. Le offerte che riceveremo aiuteranno il pagamento di utenze, affitti, mutui e la costruzione di percorsi di autonomia, auspichiamo, per tante famiglie”.

Vivere nella carità il Giubileo della Speranza.

Il Vescovo delegato Ceu per la Carità, monsignor Francesco Soddu, sottolinea l’importanza di questa campagna come opportunità per vivere questo anno Giubilare come segno di conversione e di vicinanza ai poveri: “Ascoltare le storie di padri e madri, tra le ansie e le preoccupazioni per la mancanza di una casa o per la fatica nel riuscire a gestirla e mantenerla non può lasciarci indifferenti e deve interrogaci come comunità ecclesiale e civile. L’emergenza abitativa è una problematica di tutti. Auspichiamo che questa campagna possa essere un momento sincero di animazione alla comunità e che parrocchie, istituzioni, imprenditori, privati cittadini siano cassa di risonanza a questo grido di aiuto che tocca le vite di oltre 10.000 persone nella nostra regione. Partecipare attivamente a questa campagna di raccolta fondi, con delle donazioni e facendoci ambasciatori di questo straordinario messaggio di solidarietà a sostegno delle famiglie più fragili ci farà vivere nella carità il Giubileo della Speranza”.

L’originalità della campagna.

L’insieme degli elementi visivi e del claim sono chiari, semplici ed evocativi. La campagna di raccolta fondi ricorre a delle figure retoriche per richiamare l’attenzione sulla gravità del problema dell’emergenza abitativa “grande come una casa”, sulla necessità di un’assunzione di consapevolezza rispetto al problema e ad una risposta comunitaria “facciamoci casa”.

Modalità di raccolta fondi.

Ciascuna Caritas diocesana declinerà internamente le modalità per donare alla campagna e concorrere a dare un sostegno ai nuclei in difficoltà accompagnati nel proprio territorio. La raccolta fondi iniziata il 05/03/2025 terminerà il 06/01/2026, accompagnandoci per tutto il Giubileo.

Concluso ad Assisi il convegno interregionale, Umbria-Marche, di catechesi. Tra le proposte emerse quella di realizzare un forum permanente di aggiornamento, approfondimento e operatività verificata tra le due regioni ecclesiatiche.

Circa 150 catechisti dell’Umbria e delle Marche hanno partecipato al convegno che si è tenuto alla Domus Pacis di Santa Maria degli Angeli di Assisi dalla sera di venerdì 8 maggio a domenica 12 maggio. L’incontro sul tema “Celebrate il Signore perché è buono? Una comunità che celebra e testimonia il Kerygma”, ha coinvolto in particolare i direttori degli Uffici catechistici diocesani e le loro équipe, come anche catechisti e sacerdoti. Le riflessioni emerse durante la tre giorni di lavori, poi, verranno consegnate alla Conferenza episcopale italiana che, dopo aver ricevuto tutte le proposte delle altre regioni d’Italia, avvierà una nuova progettazione per la catechesi a livello nazionale.

«Questi giorni di lavoro – afferma don Calogero Di Leo della diocesi di Perugia-Città della Pieve, coordinatore della commissione per la catechesi della Conferenza episcopale umbra (Ceu) – si possono benissimo sintetizzare in tre parole. La prima è bellezza: abbiamo vissuto un’esperienza di gioia, di gaudio, di amicizia, di pace, di condivisione. La seconda è lavoro: abbiamo lavorato molto bene, abbiamo condiviso idee, esperienze, buone pratiche, ma soprattutto la vita. E infine la terza parola è proposta: dai tre grandi settori su cui ci siamo confrontanti – la comunità, la liturgia e l’annuncio – sono emersi suggerimenti su come poter essere Chiesa nuova, con i piedi saldi nella tradizione, in questo cambiamento di tempo».

Mons. Domenico Sorrentino, vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e di Foligno, delegato Ceu per la catechesi, parla di «un convegno molto ricco sotto il profilo umano, spirituale e catechetico. Abbiamo riflettuto in profondità sulle istanze, i rischi e le sfide della catechesi del nostro tempo; e averlo fatto insieme due regioni ecclesiastiche è stato un elemento di grande ricchezza. Adesso si tratta di non dissipare questo patrimonio che abbiamo messo insieme. Delle tante proposte effettuate, mi piace sottolineare quella di non desistere da questa collaborazione e provare a creare un forum interregionale Umbria-Marche sulla catechesi, che potrebbe essere anche appoggiato da quale laboratorio di rinnovamento pastorale, nel quale fare un costate aggiornamento, un approfondimento e anche una operatività verificata per evitare che i nostri convegni siano solo parole. Il mio augurio è che non ci si fermi qui e quanto abbiamo vissuto possa davvero fiorire».

Le parole di mons. Boccardo, presidente Ceu. Il convegno, al quale hanno preso parte vari Vescovi dell’Umbria e delle Marche, si è concluso con la Messa nella Basilica Papale di Santa Maria degli Angeli presieduta da mons. Renato Boccardo, arcivescovo di Spoleto-Norcia e presidente della Conferenza episcopale umbra. Il Presule ha sottolineato ai catechisti che il modello da seguire è Gesù. «Gesù – ha detto – non chiede di convincere né di imporre; non dice: “organizzate, occupate i posti chiave, propagandate le vostre idee più belle, proponete la soluzione di ogni problema, mettete in atto una politica o una teologia”; dice soltanto: annunciate il Vangelo. I discepoli non devono fare molte cose o compiere imprese eclatanti; devono solo credere, e la loro vita manifesterà, semplicemente, la presenza del Signore».