Pellegrinaggio Giubilare Regionale – Papa Leone XIV saluterà i pellegrini umbri

Sabato 13 settembre le comunità delle otto diocesi dell’Umbria saranno a Roma in San Pietro per il pellegrinaggio regionale dell’Umbria, per vivere insieme il momento di fede, di grazia e misericordia che ci viene offerto nel Giubileo 2025 “Pellegrini di Speranza” che invita a riscoprire l’essere cristiani portatori di gioia e di speranza.

La Prefettura della Casa Pontificia, in data 1° luglio 2025, ha comunicato all’arcivescovo presidente della Conferenza episcopale umbra mons. Renato Boccardo che il Santo Padre Leone XIV incontrerà i fedeli umbri nella Basilica di S. Pietro in Vaticano in occasione del Pellegrinaggio Giubilare regionale del 13 settembre. «La notizia – afferma mons. Boccardo – ci riempie di gioia e ringraziamo il Santo Padre per questo dono prezioso. La Sua parola ci sarà di guida e sostegno nel pellegrinaggio della vita cristiana».

IL PROGRAMMA
Nella mattinata ritrovo a piazza Pia per il pellegrinaggio verso la Porta Santa della basilica di San Pietro. Alle ore 12 ci sarà la Celebrazione Eucaristica in San Pietro con il dono dell’Indulgenza Giubilare.
Nel pomeriggio alle ore 15 nell’aula Paolo VI la catechesi per il pellegrini umbri di don Fabio Rosini.
Per informazioni e prenotazioni rivolgersi alle singole Diocesi o alla propria parrocchia.

locandina pellegrinaggio giubilare regionale (download)

Giovani accolti in Umbria prima del Giubileo. L’accoglienza è stata frutto di un lavoro di squadra. Il grazie della Conferenza episcopale umbra

L’Arcivescovo Boccardo: «Un ringraziamento particolare, però, vorrei farlo a quelle famiglie umbre che hanno aperto le porte delle proprie case per accogliere i giovani»
Dal 24 al 28 luglio scorsi in Umbria sono stati accolti, con la formula del gemellaggio tra Diocesi organizzato dal Servizio Regionale per la Pastorale Giovanile della Conferenza episcopale umbra, oltre 2000 giovani pellegrini di varia nazionalità. Ad essi si sono aggiunti altri ragazzi e ragazze in transito per l’Umbria (Marcia Francescana, Movimenti e Associazioni ecclesiali ecc…). Accanto alle iniziative organizzate a livello diocesano – ad esempio la festa a Perugia in Piazza del Bacio del 29 luglio e altri eventi simili nelle principali Città della Regione, con la partecipazione delle autorità civili – l’accoglienza è stata caratterizzata da eventi regionali che hanno visto i vari gruppi convergere nella città di Assisi. Il 25 e il 26 luglio, ad esempio, è stata loro offerta la possibilità di visitare la Cattedrale di S. Rufino, la Basilica di Santa Chiara, il Santuario di S. Damiano, il Santuario della Chiesa Nuova, la Basilica di S. Francesco e il Santuario della Spogliazione dove sono custodite le spoglie mortali del beato Carlo Acutis. Domenica 27, invece, c’è stato l’incontro di preghiera e festa di tutti i giovani nel piazzale antistante la Basilica di Santa Maria degli Angeli, aperto con il saluto del card. Pierbattista Pizzaballa Patriarca Latino di Gerusalemme, alla presenza dei Vescovi umbri. Ora i giovani sono a Roma per vivere il loro Giubileo che culminerà con la Veglia (la sera del 2 agosto) e la Messa (la mattina del 3) presiedute da papa Leone XIV.

Il grazie della Conferenza episcopale umbra. «I giovani – afferma l’arcivescovo di Spoleto-Norcia e presidente della Ceu mons. Renato Boccardo – ci hanno testimoniato che è possibile e bello avere un’esistenza basata sulla fratellanza, sull’accoglienza reciproca, sul rispetto e soprattutto sulla sensibilità nei confronti dei più fragili». «Sono stati giorni intensi e significativi per le nostre Chiese diocesane», prosegue il Presule. «L’accoglienza di così tanti ragazzi è stata possibile grazie ad un lavoro sinergico notevole tra la Conferenza episcopale umbra, le singole Diocesi, i vari Santuari, la Regione dell’Umbria, le Province di Perugia e di Terni con i Comuni, che hanno messo a disposizione le strutture per accogliere i giovani, le tante Associazioni di volontariato disseminate nel territorio regionale che hanno garantito un servizio apprezzato e qualificato, gli animatori dei nostri Oratori per la dedizione e la passione profuse nell’accogliere tanti loro coetanei, i nostri preti impegnati nella pastorale giovanile che con tanto entusiasmo, tutto l’anno, si affiancano ai ragazzi per accompagnarli all’incontro con Gesù, il Pontificio seminario regionale umbro “Pio XI” di Assisi. Infine, un ringraziamento particolare lo vorrei fare a quelle famiglie umbre che hanno aperto le porte delle proprie case per accogliere i giovani: sono esperienze che lasciano il segno, ricche di umanità e fraternità, generatrici di nuove relazioni, capaci di ampliare gli orizzonti della mente e del cuore. A tutti giunga il nostro sincero grazie».

Nello specifico, per le giornate del 25 e 26 luglio e per la festa del 27 luglio, si ringraziano:

Per la parte istituzionale:
o Il card. Pier Battista Pizzaballa, Patriarca Latino di Gerusalemme.
o Gli Eccellentissimi Arcivescovi e Vescovi dell’Umbria.
o La Regione dell’Umbria.
o Il Comune di Assisi.
o Il parroco della Cattedrale di Assisi.
o Il coordinatore dell’accoglienza della Basilica di S. Francesco.
o Il Custode della Basilica di Santa Maria degli Angeli.
o Il Rettore del Santuario della Spogliazione.
o Il Custode della Basilica di Santa Chiara.
o Il Custode del Santuario di San Damiano.
o Il Custode del Santuario della Chiesa Nuova.
o Saba Italia s.p.a.

Per il supporto logistico:
o Il Comune di Assisi (in particolare il Sindaco Valter Stoppini, il comandante della Polizia Locale Antonio Gentili e l’ing. Matteo Castigliego dirigente dell’Ufficio Lavori Pubblici);
o Il dott. Luciano Angelucci per la redazione del piano di sicurezza;
o la Diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino per aver messo a disposizione il canale YouTube per la diretta streaming;
o I Frati Minori della Porziuncola per il supporto nell’allestimento degli spazi, per la fornitura dell’energia elettrica e infine della Basilica per accogliere i giovani dopo il temporale;
o La Parrocchia di Santa Maria degli Angeli per aver messo a disposizione gli spazi del Centro Pastorale;
o I numerosi volontari che, con spirito di servizio, hanno contribuito a predisporre con cura tutti gli spazi necessari e ad accogliere i pellegrini.
o Francesco Mecarelli, Maria Chiara Capobianco, Valeria Baldan per aver presentato la serata con professionalità e passione;
o La band “One Way” per aver accompagnato con la loro musica l’accoglienza dei pellegrini in piazza;
o La Compagnia Stabile del Teatro San Carlo e “ProTeMus – Progetto Teatrale Musicale della diocesi di Foligno per aver portato in scena tre atti dello spettacolo “Francesco. Il Cantico” (sulla base degli scritti di Mons. Domenico Sorrentino, con la regia di Giacomo Nappini Casuzzi, i costumi di Daniele Gelsi e le musiche originali di Eleonora Beddini).
o Pianeta Verde Garden per le composizioni floreali.
o Umbra Acque per aver garantito, gratuitamente, l’approvvigionamento idrico.
o Airone.
o Meir srl.
o Mister Print.

Per la collaborazione:
o Service “E luce fu” di don Roberto Berruti per l’allestimento audio e luci.
o B.M.P. snc di Pula e Massinelli per il noleggio e l’installazione del ledwall.
o Video Pictures di Maicol Baiocco per le riprese e il montaggio video.
o CM Video Studio di Massimo Carducci per le riprese, il montaggio e la diretta streaming sul canale YouTube della diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino.
o Nadia Ischia per aver raccontato, disegnando con la sabbia, la storia di Carlo Acutis.
o Hotel Ristorante Domus Pacis per la cena offerta ai Vescovi presenti all’evento.
o GIL Pubblicità e Servizi s.r.l. per la realizzazione delle magliette dello staff.
o La cooperativa AETAS Coop per aver fornito i pasti ai volontari.

Giubileo Giovani – Incontro degli italiani in Piazza San Pietro I giovani pregheranno per la pace.

Si pregherà per la pace, in particolare per la pace in Terra Santa, durante l’incontro che i giovani italiani vivranno, domani 31 luglio, in Piazza San Pietro. Ad invocare il dono della riconciliazione, insieme ai ragazzi arrivati da tutta Italia, sarà il Cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca di Gerusalemme. Prima della Professione di fede, presieduta dal Card. Matteo Zuppi, Arcivescovo di Bologna e Presidente della CEI, sarà infatti diffuso il videomessaggio in cui il Patriarca chiede ai ragazzi di “diventare operatori di pace, capaci di dire con il Risorto: la pace sia con voi”. “Una pace – sottolinea – che non è solo un augurio, ma è vita vissuta e sperimentata”.

“Sono tante le persone che, in questo mare incredibile di sfiducia e di odio, sono ancora capaci di mettersi in gioco per fare qualcosa per l’altro, perché credono nell’altro e non si arrendono a questa situazione di ‘io e nessun altro’, ma puntano sul ‘noi insieme’. Questo è il futuro della Terra Santa, lo si voglia o no: tutti resteremo qui, tutti dovremo trovare un modo per ricominciare e per riprendere”, afferma il Cardinale Pizzaballa che esprime la sua gratitudine alla Chiesa italiana per “quello che state facendo, per la vostra vicinanza che abbiamo sentito molto concreta e molto tangibile”. “Vi attendiamo – conclude – speriamo che presto questa guerra finisca, i pellegrinaggi possano riprendere e che possiamo rincontrarci e abbracciarci a Gerusalemme”.

L’appuntamento, intitolato “Tu sei Pietro”, sarà preceduto, dalle 18, da un itinerario personale e comunitario curato da Paolo Logli che, attraverso note e parole, aiuterà a riscoprire l’attualità della figura dell’apostolo Pietro: a prestargli la voce sarà Giorgio Pasotti, la cui interpretazione sarà sottolineata dall’Orchestra sinfonica del Conservatorio A. Casella dell’Aquila diretta dal maestro Leonardo De Amicis. Seguiranno un intervento di Luca Violini e le testimonianze di don Antonio Loffredo, già parroco del Rione Sanità che ha investito sui giovani e sulla loro capacità di riscatto sociale, di Laura Lucchin, la mamma di Sammy Basso, e di Nicolò Govoni, scrittore e fondatore di “Still I Rise”, un’organizzazione umanitaria in prima linea per l’educazione di bambini profughi e vulnerabili in varie aree del mondo. Il tutto sarà intervallato da alcuni brani eseguiti da Amara, Mr Rain, Pierdavide Carone e Mimì. L’arrivo dei giovani sarà accompagnato, dalle 16.30 alle 18, dall’animazione musicale dei Neri per Caso e di diversi giovani emergenti del panorama nazionale, tra cui Lara Dei e Samuel Pietrasanta, mentre dalle 15.30 alle 16.30 Benedetta Rinaldi racconterà il clima di attesa e festa con ospiti e ragazzi. L’intero evento, dalle 15.30 alle 20 sarà trasmesso su Play2000, dove sono già disponibili gli “Appunti di speranza”, con contenuti e interviste ai pellegrini arrivati a Roma. A partire dalle 17 si aggiungerà uno speciale in diretta su Tv2000.

I giovani umbri al Giubileo del 2025

Sono quasi 15.500 i giovani in arrivo nelle otto diocesi dell’Umbria dall’Italia e dall’estero, dal 24 al 29 luglio, per partecipare a Roma al loro Giubileo con papa Leone XIV che culminerà domenica 3 agosto con la celebrazione eucaristica a Tor Vergata. In Umbria giungeranno da Paesi di tre continenti: Corea del Sud, Filippine, Stati Uniti d’America, Spagna, Portogallo, Francia, Polonia, Ungheria, Croazia e Slovenia.

Presenze quasi raddoppiate. Collaborazione sinergica tra Istituzioni civili e religiose. Inizialmente, precisano dall’Area giovani e vocazioni della Conferenza episcopale umbra (Ceu) preposta all’accoglienza, dovevano essere ospitati, in base alle adesioni, non più di 8.000 pellegrini, ma a pochi giorni dal loro arrivo sono quasi raddoppiati. È un dato che va oltre le più rosee aspettative, mettendo un po’ in difficoltà la stessa macchina organizzativa, seppur collaudata ad affrontare anche questo tipo di imprevisti grazie alla collaborazione sinergica tra Istituzioni civili (Regione, Province e Comuni) e religiose, in primis le diocesi con le loro parrocchie e oratori.

Centinaia di famiglie aprono le porte insieme a oratori, palestre, CVA… Non hanno fatto mancare il loro apporto anche diverse centinaia di famiglie umbre che hanno aperto le porte delle loro case a circa 2.000 ragazzi e ragazze, quasi a ricambiare l’ospitalità che i loro figli avevano ricevuto nelle ultime Giornate Mondiali della Gioventù tenutesi all’estero. I restanti 13.000 pellegrini saranno ospitati nei locali parrocchiali, negli oratori, ma anche nelle palestre, nei CVA, nelle scuole, in particolare del capoluogo umbro dove saranno accolti quasi 9.000 giovani, anche al Pala Barton. Si autogestiranno con i loro accompagnatori per la colazione e i pasti, seguiti comunque da numerosi volontari coordinati dalle diocesi e della stessa Ceu. “Quartier generale” del servizio dei volontari per i pellegrini che si recheranno ad Assisi è il Pontificio Seminario Regionale “Pio XI”. «Si tratta di una esperienza corale, resa possibile – commenta il rettore del Seminario, don Francesco Verzini – grazie all’impegno delle parrocchie, delle famiglie, dei tanti volontari e delle istituzioni civili, che apriranno le porte delle loro comunità».

L’Umbria “Porta del Giubileo” con i suoi luoghi mistici. La massiccia presenza di giovani in transito dall’Umbria testimonia quanto sia sempre attraente questa terra di fede e di santità, con i suoi luoghi mistici conosciuti in tutto il mondo, per quanti credono o sono alla ricerca di Dio, divenendo questa regione “Porta del Giubileo”. Tappe quasi obbligate del pellegrinaggio verso Roma saranno le basiliche e santuari ad Assisi, della Spogliazione con la tomba del futuro santo Carlo Acutis, di San Francesco, di Santa Chiara, di Santa Maria degli Angeli, a Collevalenza di Todi, dell’Amore Misericordioso della beata Madre Speranza, a Cascia, di Santa Rita…

La festa regionale di domenica 27 luglio e “Umbria Jubilee”. Evento clou sarà la festa regionale di domenica 27 luglio, dalle ore 18 alle 23, davanti alla basilica di Santa Maria degli Angeli. Il programma prevede musica dal vivo, preghiere, testimonianze, arte cristiana, vita dei santi e gli interventi dei vescovi umbri. Per saperne di più dei programmi delle giornate dei pellegrini, con tutti le informazioni utili, basta visitare il sito web: www.umbriajubilee.it . Significativo è il logo di “Umbria Jubilee”, che sintetizza il significato dell’accoglienza umbra. La sua grafica mostra una linea di luoghi simbolici, chiese, basiliche e santuari disposti come un unico orizzonte. I colori, vivaci e diversi, richiamano la ricchezza di tradizioni e carismi presenti di questa terra, mentre il tratto continuo rappresenta il cammino condiviso, aperto all’altro, in pieno spirito giubilare. «Ad ogni giovane pellegrino accolto in famiglia e in strutture parrocchiali sarà consegnato – annuncia il rettore del Seminario don Francesco Verzini – un kit con oggetti semplici ma significativi: un bracciale con la scritta “Umbria Jubilee”, una maglietta, una sacca e un tubolare, tutti con il logo ufficiale. Un segno concreto di appartenenza e memoria, da portare con sé nel cuore e nello zaino».

Il saluto di benvenuto dell’arcivescovo Renato Boccardo, presidente dei vescovi umbri. «Rivolgo un saluto cordiale a tutti i giovani pellegrini in cammino verso Roma, che portano nelle nostre diocesi il racconto della fede e la testimonianza di vita cristiana delle loro Chiese locali». È l’augurio che rivolge l’arcivescovo di Spoleto-Norcia Renato Boccardo, presidente della Ceu, ai giovani pellegrini nella nostra regione. «In questa esperienza di comunicazione e di comunione – prosegue mons. Boccardo – sta il vero tesoro della “avventura giubilare” che vivremo nei prossimi giorni. Ne saranno arricchite le nostre comunità, liete di poter offrire accoglienza e ascolto; ne saranno confortati e confermati – lo auspichiamo – i ragazzi e le ragazze del mondo che verranno qui a contatto con le storie dei nostri Santi di ieri e di oggi, per trarne indicazione e sostegno nel pellegrinaggio della vita».

Elezione papa Leone XIV – Le espressioni augurali dei vescovi umbri

Poco dopo le 18 dell’8 maggio 2025 il suono a festa delle campane di tutte le chiese del mondo ha rilanciato l’avvenuta elezione del nuovo Papa, il Cardinale Robert Francis Prevost, il 267º papa della Chiesa cattolica che ha scelto il nome di Leone XIV, collegandosi idealmente a Leone XIII che fu Vescovo di Perugia dal 1846 al 1878.

Mons. Prevost, agostiniano, statunitense, per lungo tempo missionario in Perù, dal 30 gennaio 2023 al 21 aprile 2025 è stato prefetto del Dicastero per i vescovi e presidente della Pontificia commissione per l’America Latina, ed è stato membro di sette dicasteri vaticani, oltre che della Commissione per il Governatorato dello Stato della Città del Vaticano. È nato il 14 settembre 1955 a Chicago, Illinois, Stati Uniti. Nel 1977 è entrato nel noviziato dell’Ordine di Sant’Agostino (O.S.A.), nella provincia di Nostra Signora del Buon Consiglio, a Saint Louis. Il 29 agosto 1981 ha emesso i voti solenni. Ha studiato presso la Catholic Theological Union di Chicago, diplomandosi in Teologia. All’età di 27 anni è stato inviato dall’Ordine a Roma per studiare Diritto Canonico presso la Pontificia Università San Tommaso d’Aquino (l’Angelicum). Ha ricevuto l’ordinazione sacerdotale il 19 giugno 1982. Dal 2001 è stato priore generale dell’Ordine di Sant’Agostino. Ha ricoperto questo incarico per due sessenni, fino al 2013. E’ stato creato cardinale nel concistoro del 30 settembre 2023. (la biografia da Wikipedia).
Le sue parole affacciandosi dalla Loggia delle benedizioni della basilica di San Pietro: “Dio ci vuole bene, ci ama tutti. Il male non prevarrà, siamo tutti nelle mani di Dio. Quindi senza paura, uniti, mano nella mano con Dio e tra di noi, andiamo avanti, siamo discepoli di Cristo, Cristo ci precede. Il mondo ha bisogno della sua luce”.

(foto di Maurizio Riccardi)

 

Dichiarazione dell’arcivescovo di Spoleto-Norcia e presidente della Conferenza episcopale umbra mons. Renato Boccardo
«Abbiamo aspettato con trepidazione questo momento e mi piace coglierlo come un segno di grande unità e comunione tra i Cardinali che, in tempo relativamente breve, hanno eletto il Vescovo di Roma al quale il Signore affida le chiavi date a Pietro in un giorno lontano. È bello vedere come attraverso i secoli questo grande pellegrinaggio del popolo di Dio continua nella storia tra le incomprensioni e le persecuzioni del mondo e le consolazioni di Dio, come diceva S. Agostino fondatore dell’ordine a cui appartiene il Pontefice. L’augurio e la preghiera che mi sento di formulare è che papa Leone XIV faccia gustare a tutti noi le consolazioni di Dio mentre continuiamo il cammino sulle strade del Vangelo. Personalmente conosco il Papa da quando era Priore generale degli agostiniani e proprio lo scorso anno lo abbiamo avuto a Cascia a celebrare la Messa per la festa di Santa Rita. Più volte, poi, negli anni è stato a Cascia e nel monastero di Santa Chiara della Croce a Montefalco. Questa nostra Chiesa è un po’ la sua casa e ne siamo orgogliosi».

IL LINK ALLA VISITA DEL CARD. PREVOST A CASCIA E LE SUE PAROLE (22 MAGGIO 2024)

Le parole di padre Giustino Casciano, rettore della Basilica di Santa Rita a Cascia. «È un’immensa gioia l’elezione di Leone XIV. È il primo Papa agostiniano nella storia, è stato nostro Priore generale. Conosce bene tutte le realtà agostiniane d’Italia e del mondo. Lo conosco molto bene, abbiamo collaborato per la visita di Papa Benedetto XVI a Pavia e lo ho accolto da Cardinale a Tolentino e lo scorso anno qui a Cascia».

 

La dichiarazione di mons. Ivan Maffeis arcivescovo di Perugia – Città della Pieve
“La trepidazione degli ultimi giorni si è sciolta nella commozione e nella gioia della festa, davanti alla fumata bianca che in questa sera di maggio ha annunciato la nomina del Successore di Pietro, il Card. Robert Francis Prevost.
Come Diocesi siamo orgogliosi che abbia scelto il nome che fu di Gioacchino Pecci, il Papa delle “cose nuove”, per 32 anni Vescovo di Perugia.
Accompagniamo l’elezione di Leone XIV con la preghiera, affinché possa sentirsi abbracciato dalla luce dello Spirito Santo e dall’affetto di tutta la Chiesa.
Non tema l’immane responsabilità che gli è posta sulle spalle, sapendo di aver messo la sua fiducia in Colui che del pescatore Simone ha fatto l’apostolo Pietro.
Davanti a un mondo lacerato e disorientato, scuota la Chiesa da ogni timidezza e paura, la confermi nella fede che anche questo tempo complesso è ogni giorno visitato dalla presenza di Dio.
La rilanci, affinché il suo andare fra gli uomini con la forza del Vangelo la riveli a tutti segno e strumento della tenerezza e dell’amore del suo Signore”.

 

La dichiarazione di mons. Domenico Sorrentino vescovo di Assisi-Nocera-Gualdo e di Foligno
“La gioia di un Papa nuovo non ci fa dimenticare la bellezza del Pontificato di papa Francesco ma insieme ci apre al futuro. Papa Leone XIV ci ha subito incantato, in linea con papa Francesco, dicendoci una parola di pace, ricordando tuttavia che la pace fu il saluto di Cristo Risorto ai suoi apostoli la sera di Pasqua. Aver preso il nome di Leone XIV non è stato certo prendere le distanze né da Francesco di Assisi né da papa Francesco. Nella Chiesa, con diversi accenti e sensibilità, tutto si tiene. Pietro è la roccia: ‘Tu sei Pietro e su questa pietra fonderò la mia Chiesa’”. “L’accento che papa Leone XIV fa immaginare si lega naturalmente, ad alcune grandi figure di Papi. San Leone Magno fu il Papa che fermò Attila ed insieme arginò l’eresia riguardante l’identità di Cristo, cuore della Chiesa. Nel secondo Millennio a papa Leone XIII che, tra Ottocento e Novecento, diede un grande impulso all’incontro della Chiesa con i problemi sociali, Papa della Rerum Novarum, seguito da un economista beato, Giuseppe Toniolo, al quale sono dedicate le nostre due scuole, quella socio-politica ad Assisi e quella dell’economia della fraternità a Foligno. Ha voluto egli stesso ricordare poi, quasi programmaticamente, che la sua elezione è avvenuta provvidenzialmente nel giorno della Supplica alla Vergine del Santo Rosario di Pompei. Papa Leone XIII fu per eccellenza il papa del Rosario trovando nel Beato Bartolo Longo un collaboratore straordinario. Quanti fedeli in questi giorni hanno scandito proprio con questa preghiera le ore di malattia e di congedo di Papa Francesco e i giorni di discernimento per il nuovo Papa”.

 

La dichiarazione di Mons. Soddu vescovo di Terni-Narni-Amelia
“Abbiamo tutti atteso con trepidazione l’elezione del nuovo Papa ed anche questa volta abbiamo toccato con mano ciò che con la preghiera l’intera Chiesa ha chiesto a Dio in queste ore di attesa.
I Cardinali hanno veramente saputo interpretare il soffio dello Spirito Santo e coglierlo immediatamente, dando al mondo una stupenda immagine di unità.
Robert Francis Prevost successore di san Pietro, col nome di Leone XIV, manifesta pienamente il dono e la sorpresa che lo Spirito Santo fa in questo tempo alla Chiesa e al mondo.
La scelta del nome la vedo in continuità con l’intero magistero pontificio che ha caratterizzato e continua a caratterizzare i tempi moderni: il compito della Chiesa che, in mezzo al mondo, ha il dovere di illuminarlo con la presenza viva del Vangelo.
Il saluto di pace col quale ha iniziato il pontificato ricalca il grido e le attese dell’intera umanità. Una pace da ricercare e costruire senza le armi e che disarma. La pace dono del Signore Crocifisso e Risorto.
Un Papa che con la sua esperienza di sacerdote, di missionario, di teologo condensa in sé le caratteristiche essenziali del Pastore, semplice, umile, mite e forte insieme.
Grazie papa Leone per aver accettato. La Chiesa prega per il tuo immenso ministero. Il mondo guarda a te come punto di riferimento. La nostra Diocesi ti sostiene con la preghiera unanime. Tu benedicici nel nome della Santissima Trinità”.

 

 

Mons. Gualtiero Sigismondi vescovo di Orvieto-Todi
“Risuona in tutta la Chiesa una limpida gioia per l’elezione del nuovo Vescovo di Roma, Leone XIV, un “figlio di Sant’Agostino”, pastore “assetato della vera sapienza”.
– Limpida gioia per l’agilità con cui la mano dei cardinali ha scritto senza indugio il nome di colui che il Signore ha scelto come successore del Beato Pietro.
– Limpida gioia per la coralità della preghiera d’intercessione, salita a Dio da tutta la Chiesa, che ha ottenuto il dono della concordia, presupposto della Pentecoste.
– Limpida gioia per l’elezione del nuovo Sommo Pontefice nelle cui mani il Signore, che conosce il cuore di tutti, ha posto le “somme chiavi” del Regno dei cieli.
– Limpida gioia per il nuovo Pastore universale che, ammaestrato dal “magistero infallibile” dei gesti di Papa Francesco, è diventato “pioniere” dei “pellegrini di speranza”.
– Limpida gioia perché l’elezione del Romano Pontefice ha ravvivato la consapevolezza che “il cuore della Chiesa batte col cuore di Pietro, ama col cuore di Cristo”.
– Limpida gioia per il nuovo Papa, “amministratore” del “tesoro della Chiesa”, ingente “capitale di grazia” che i fedeli possono ricevere in questo Anno santo.
– Limpida gioia per il Vescovo di Roma chiamato, nella docilità all’azione dello Spirito, ad essere “servo dei servi di Dio”, “servo premuroso del popolo di Dio”.
– Limpida gioia perché nel giorno della Supplica alla Madonna di Pompei la Madre di Dio ha ottenuto dal Figlio suo il Segno atteso da tutta la Chiesa.
+ Gualtiero Sigismondi

 

La dichiarazione di mons. Luciano Paolucci Bedini vescovo di Gubbio e Città di Castello
Abbiamo appena conosciuto il nuovo Papa, Leone XIV, e si è affacciato alla loggia della Basilica Vaticana per benedire il popolo. Un nome che forse non molti s’aspettavano, un religioso che prende in mano la barca di Pietro in questo tempo così importante e che già nel suo saluto ci ha dato tante parole anche di continuità con Papa Francesco indicando quelli che sono i temi della comunione, del camminare insieme, della pace, soprattutto dell’attenzione a tutti i popoli. Ringraziamo il Signore per questo dono e continuiamo a camminare là dove il Vangelo continua a dirci che siamo chiamati ad annunciare la sua novità. Questo Papa è stato missionario e ha ben chiaro il compito che la Chiesa ha di arrivare davvero fino ai confini del mondo”.

Elezione Papa Leone XIV – L’Arcivescovo Boccardo: «Lo inviterò a farsi pellegrino a Cascia e Montefalco per affidare il suo ministero petrino a Santa Rita e Santa Chiara della Croce, delle quali è molto devoto»

Grande gioia ha suscitato nell’archidiocesi di Spoleto-Norcia l’elezione a Papa del cardinale Francis Robert Prevost, primo americano e primo agostiniano a succedere all’apostolo Pietro. Leone XIV quando era Priore generale degli agostiniani e poi Cardinale ha visitato tante volte Cascia e Montefalco, comunità legate alle Sante agostiniane Rita e Chiara della Croce. E l’arcivescovo di Spoleto-Norcia, mons. Renato Boccardo, invita il Pontefice a tornare: «Ancora una volta rendiamo grazie Dio per il dono di Papa Leone XIV. Lo inviterò a farsi pellegrino a Cascia e a Montefalco per affidare il suo ministero petrino all’intercessione di Santa Rita e di Santa Chiara, delle quali è molto devoto».

Il ricordo dei Vescovi umbri di Papa Francesco e le otto visite in Umbria

I Vescovi umbri hanno appreso con tristezza la morte del Sommo Pontefice Francesco. Ricordano con immensa gratitudine gli anni di ministero petrino (2013-2025) nei quali ha servito il Vangelo e la Chiesa senza risparmiarsi, con dedizione e semplicità, con saggezza e prossimità, con misericordia e speranza. In modo particolare i Vescovi fanno grata memoria dell’ultima Visita ad limina Apostolorum con Papa Francesco nel marzo 2024: un incontro familiare, non formale, di condivisione su vari temi ecclesiali. E poi, le varie visite del Papa in Umbria: da quelle ufficiali ad Assisi e Santa Maria degli Angeli a quelle informali al monastero di Vallegloria a Spello e al Protomonastero di Assisi, senza dimenticare la vicinanza ai terremotati con la visita a S. Pellegrino di Norcia il 4 ottobre 2016. I Vescovi, infine, elevano preghiere al Signore misericordioso affinché, per l’intercessione dei Santi Benedetto da Norcia, Francesco e Chiara d’Assisi, Angela da Foligno e Rita da Cascia, e dei beati Carlo Acutis e madre Speranza, lo accolga nella Gerusalemme celeste.

Il settimanale cattolico umbro La Voce ricorda le otto visite di Papa Francesco in Umbria.

La prima, indimenticabile, scrive il suo direttore Riccardo Liguori (nell’articolo pubblicato oggi sul sito: www.lavoce.it), il 4 ottobre 2013, ad Assisi, festa del Patrono d’Italia, quando di buon mattino atterra con l’elicottero nel piazzale dell’Istituto Serafico, accolto dal vescovo diocesano Domenico Sorrentino, per poi abbracciare, nella chiesa interna, uno per uno i giovani ospiti e salutare operatori e familiari dicendo: “Noi siamo fra le piaghe di Gesù…, che hanno bisogno di essere ascoltate, di essere riconosciute…”.
Tre volte nel 2016 di cui una nella Norcia terremotata.
Ritorna in Umbria tre volte nel 2016: il 4 agosto, a Santa Maria degli Angeli, per l’VIII Centenario del Perdono d’Assisi; il 20 settembre, ad Assisi, per l’incontro interreligioso promosso per la Giornata mondiale di preghiera per la pace; il 4 ottobre, a Norcia e nelle altre località del Centro Italia colpite dal terremoto. Nella terra natale di san Benedetto, Patrono d’Europa, visita la frazione di San Pellegrino, accolto dall’arcivescovo di Spoleto-Norcia Renato Boccardo.
La visita a sorpresa alle Clarisse di Spello.
All’inizio del 2019, l’11 gennaio, fa visita a sorpresa alle suore Clarisse del monastero di Santa Maria in Vallegloria, a Spello, accolto dal vescovo di Foligno Gualtiero Sigismondi.
Per la firma dell’enciclica Fratelli Tutti.
Il 3 ottobre 2020, durante la pandemia, si reca in visita privata ad Assisi, celebrando l’Eucaristia sulla tomba di san Francesco firmando, al termine, l’enciclica Fratelli Tutti.
Per la V Giornata mondiale dei poveri.
Poco più di un anno dopo, il 12 novembre 2021, fa ritorno in Umbria, a Santa Maria degli Angeli, in occasione della V Giornata mondiale dei poveri da lui indetta, incontrando in Porziuncola 500 poveri provenienti dalle diocesi umbre e da diversi Paesi europei.
Per l’evento “The Economy of Francesco.
Il 24 settembre 2022 è per la sesta volta ad Assisi (incluse le due visite a Santa Maria degli Angeli, 2016 e 2021) per prendere parte all’evento di respiro internazionale “The Economy of Francesco”.

Colletta del Venerdì Santo per la Terra Santa. L’appello del Presidente dei Vescovi Umbri: «Le numerose opere di solidarietà alle popolazioni hanno bisogno del nostro aiuto»

Venerdì Santo, 18 aprile, in tutte le chiese del mondo viene raccolta la Colletta per la Terra Santa, fonte principale per il sostentamento della vita che si svolge intorno ai Luoghi Santi. Conosciuta anche come “Collecta pro Locis Sanctis”, nasce dalla volontà dei Papi di mantenere forte il legame tra tutti i Cristiani del mondo e i Luoghi Santi.

Il card. Claudio Gugerotti, prefetto del Dicastero per le Chiese Orientali, nella lettera scritta per la Colletta 2025 ha affermato: «“E ora i nostri piedi si fermano alle tue porte, Gerusalemme. Come avremmo voluto che le parole del salmo 122 fossero la descrizione di ciò che accade ai nostri giorni! E invece tanti pellegrini restano lontani dalla città dei loro sogni, mentre gli abitanti della Terra Santa continuano a soffrire e a morire».

I Vescovi dell’Umbria riprendendo le parole del porporato e, consapevoli dei profondi legami che l’Umbria ha con la Terra Santa (800 anni fa proprio dall’Umbria san Francesco è partito per la Terra Santa), invitano i fedeli delle otto Diocesi a sentire questa Colletta come una priorità pastorale.

«Quest’anno la Colletta – afferma l’arcivescovo presidente della Conferenza episcopale umbra mons. Renato Boccardo – diventa una risorsa imprescindibile: la quasi completa interruzione dei pellegrinaggi a causa della guerra ha privato le popolazioni locali del necessario per vivere e molti cristiani sono stati costretti all’esilio. Faccio appello alla generosità dei fedeli dell’Umbria, sempre ammirevole, per sostenere le comunità cristiane che vivono in Terra Santa e per custodire i Luoghi Santi. Le numerose opere di solidarietà e di vicinanza alle popolazioni, come il mantenimento delle strutture pastorali, educative, assistenziali, sanitarie e sociali, hanno bisogno del nostro aiuto».

Dove donare. Le donazioni potranno essere fatte in ogni chiesa dell’Umbria il Venerdì Santo o anche sul sito del Commissariato di Terra Santa dell’Umbria (www.terrasantafratiassisi.it). Il Commissario di Terra Santa dell’Umbria è padre Stefano Tondelli, ofm, incaricato della raccolta della Colletta. Lo stesso Commissariato sta organizzando per questa estate un “Pellegrinaggio di solidarietà” per giovani e giovani adulti per far sentire a quelle popolazioni che non le abbiamo dimenticate.

Perugia: Presentato il Rendiconto 8×1000 2024 delle Diocesi dell’Umbria. L’arcivescovo Ivan Maffeis: «La rendicontazione è un modo per dire grazie a tutti, credenti e non credenti»

«L’annuale Rendiconto delle nostre Chiese dell’Umbria è un dovere, perché i cittadini si fidano della Chiesa mettendole a disposizione diverse risorse, attraverso la firma dell’8xmille». Così l’arcivescovo di Perugia-Città della Pieve Ivan Maffeis, presidente del Comitato nazionale per il sostegno economico alla Chiesa cattolica, in occasione della presentazione, nel capoluogo regionale, del “Rendiconto 8xmille 2024 delle Diocesi dell’Umbria”, tenutasi il 22 marzo, nella Sala del Dottorato del complesso monumentale e museale della Cattedrale “Isola San Lorenzo”.

«È un dovere buono – ha proseguito l’arcivescovo Maffeis –, perché dietro a questa rendicontazione passa il volto delle nostre comunità, passa l’impegno della carità, basti pensare alle tante opere segno e strutture di accoglienza Caritas, passa l’impegno educativo per i nostri ragazzi, penso ai numerosi oratori, passa l’impegno per la salvaguardia e la valorizzazione del vasto patrimonio storico-artistico ecclesiale, un esempio è questo complesso in cui ci troviamo, e passa l’impegno per tutto l’aspetto del culto, le chiese, le opere d’arte e le tante forme culturali attraverso le quali come Chiesa cerchiamo di portare in questo tempo il messaggio di speranza. La rendicontazione è un modo per dire grazie a tutti, credenti e non credenti».

Oltre all’aspetto pastorale sottolineato da mons. Maffeis, sono stati trattati i temi riguardanti l’annuale Rendiconto 8xmille dal diacono perugino Giovanni Lolli, delegato regionale per il Sovvenire in Umbria, dall’economo della Conferenza episcopale umbra (Ceu) Daniele Fiorelli e dal giornalista e membro della Segreteria pastorale regionale Ceu Daniele Morini.

Quest’ultimo ha presentato alcuni video realizzati sui diversi ambiti di intervento delle Chiese locali, dalle opere e strutture Caritas agli Oratori, dai parroci e animatori parrocchiali al culto e alla tutela del patrimonio storico-artistico di cui l’Umbria è ricchissima, non trascurando le “storie di vita” delle persone a cui buona parte dei fondi 8xmille è destinata. Storie che interessano più dei numeri i media che da anni, ha ricordato Morini, danno adeguato spazio alla presentazione delle opere e attività promosse grazie all’8xmille a livello territoriale.

L’economo Fiorelli ha parlato di quanto questo rendiconto, giunto alla settima edizione, sia di esempio-modello per altre Regioni ecclesiastiche italiane, nell’essere invitato a presentarlo lungo un po’ tutta la Penisola. Si tratta anche di un esempio di quanto la Chiesa sia trasparente nella gestione delle risorse economiche destinate dal contribuente-cittadino. Inoltre, ha evidenziato lo stesso Fiorelli, il rendiconto è sempre più preso in considerazione dagli enti regionali e comunali che vedono nella Chiesa cattolica un soggetto con cui collaborare per la realizzazione di progetti con ricadute positive sul territorio.

Il diacono Lolli, che ha moderato i vari interventi, ha presentato i dati del rendiconto, che quest’anno è stato dedicato al tema della formazione, crescita e accompagnamento delle giovani generazioni con sei pagine riferite all’attività degli oratori finanziate anche con i fondi dell’8xmille. Pertanto la scelta del titolo dell’edizione 2024: “8xmille: al servizio di una Chiesa che si spende per i giovani”. Tema, ha sottolineato il diacono Lolli, introdotto dalla prefazione del Vescovo Ivan intitolata “dare speranza ai giovani nostra speranza”.

I dati del Rendiconto 8xmille delle Diocesi dell’Umbria.

Sono 7,85 milioni di euro i fondi che le Diocesi umbre hanno ricevuto dal’8xmille nel 2024, di cui almeno il 50% destinali alla Carità. Ulteriori 4,56 milioni di euro sono arrivati nel territorio regionale per finanziare le opere di conservazione dei beni culturali e per l’edilizia di Culto; questi ultimi fondi non sono gestiti dalle Diocesi, ma dagli enti che attuano le opere: parrocchie, musei, ecc… Anche i fondi 8xmille, che nel 2024 ammontano a circa 9,14 milioni di euro e che contribuiscono al sostegno dei 658 sacerdoti dell’Umbria, giungono direttamente ai sacerdoti attraverso l’Istituto centrale per il sostentamento del clero e quindi non passano dalle Diocesi. In totale in Umbria, direttamente o indirettamente, sono pervenuti 21,55 milioni di euro derivanti dall’8xmille nel 2024.

“Le Diocesi hanno collaborato per rendere ancora più tempestiva e trasparente la loro rendicontazione – ha commentato Lolli –. Il rendiconto, sotto forma di un’agile brochure, oltre ai dati di dettaglio degli anni 2023 e 2024 di ogni singola Diocesi, contiene molte pagine infografiche che illustrano e comparano i dati nazionali e regionali nelle specifiche dei vari capitoli di spesa. Nella sezione dedicata alle singole Diocesi – ha precisato –, i dati di rendiconto vengono specificati nelle voci di dettaglio e accompagnati da una relazione dell’economo diocesano”.

A Orvieto il XXVIII Congresso eucaristico nazionale nel 2027. Le parole del Vescovo Sigismondi

Con limpida gioia ricevo e trasmetto la lieta notizia che verrà celebrato a Orvieto, nel 2027, il XXVIII Congresso eucaristico nazionale. Anche a nome del popolo di Dio e del presbiterio della Diocesi di Orvieto-Todi esprimo la mia profonda gratitudine al Presidente della CEI, S. E. card. Matteo Zuppi, e ai membri del Consiglio episcopale permanente per aver maturato e assunto questa decisione che vedrà direttamente coinvolte, in maniera diffusa, anche altre Chiese particolari della Regione ecclesiastica Umbria.

Le motivazioni che giustificano la celebrazione del prossimo Congresso eucaristico nazionale nella “civitas eucharistica supra montem posita” sono riconducibili a quelle indicate da San Paolo VI nel “Messaggio di Orvieto”, consegnato alla città della Rupe, l’11 agosto 1964, in occasione del pellegrinaggio da lui compiuto nel VII centenario della Bolla di Urbano IV Transiturus de hoc mundo.

“C’è una ragione storica – confida il Santo Padre – che Ci invita (a Orvieto), Città che intreccia le sue secolari vicende con quelle non solo del dominio temporale dei Papi, ma altresì del loro ministero apostolico”. Ma soprattutto – aggiunge – vi è “un motivo artistico che esercita una perenne attrazione a venire quassù non solo per la curiosità dei Turisti, o per il godimento degli Artisti, ma per la devozione dei Credenti”. Essi trovano, “splendida di fede e di bellezza, una superlativa opera dell’arte”, la Cattedrale, ammirata “per la finezza della sua armonia”. “Il Duomo di Orvieto – scrive Papa Montini – porta “l’eco incantevole del racconto del miracolo di Bolsena”, riflesso nell’officiatura, “monumento letterario e liturgico denso di pensiero e di pietà”, che san Tommaso d’Aquino dedica all’Eucaristia per la solennità del Corpus Domini, già in uso a Liegi, estesa a tutta la Chiesa da Urbano IV. C’è infine un’altra ragione che, nelle circostanze attuali, rende particolarmente felice la decisione di celebrare a Orvieto il prossimo Congresso eucaristico nazionale. San Paolo VI, a conclusione del “Messaggio di Orvieto”, suggerisce “un’intenzione speciale che mai ci deve abbandonare, quella di pregare per la pace del mondo, di cui l’Eucaristia è pegno e conforto”.

Porre la pace, bene tanto prezioso quanto fragile, sulla “rupe” dell’adorazione eucaristica è l’impegno con cui Orvieto si dispone, sin d’ora, a preparare e a condividere la gioia grande di celebrare il XXVIII Congresso eucaristico nazionale.

+ Gualtiero Sigismondi